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TUSCANIA FESTIVAL 2017 | Le mostre

Per ben due edizioni di fila ho avuto il piacere di organizzare le mostre del neonato Tuscania Festival realizzato nel suggestivo borgo medievale toscano di Peccioli. Per due giorni di un caldo giugno, il paese si anima al suono della musica di artisti di strada, dei mercatini di artigianato selezionato, delle attività per grandi e piccini. A concorrere alla costruzione di questa splendida cornice culturale ci sono anche le mostre all’interno di Palazzo Belvedere. Sede amministrativa della Belvedere S.p.a., che in quei due giorni estivi si è trasformata, alimentata da nuova linfa. Un nuovo spirito ha attraversato gli spazi al piano terra del Palazzo, quello della creatività di tanti artisti visivi. In questi due anni si sono susseguiti pittori, scultori, fotografi, videoartisti, visuals, illustratori prevalentemente toscani che qui con orgoglio presento e con grande riconoscenza, per la disponibilità e la collaborazione, io ringrazio.

Tommaso Santucci – Tuscania 2016 Foto: Elephant Studio

EDF crew – Tuscania 2016 Foto: Elephant Studio

Dalle ricerche personali di Daria Palotti con i suoi acquarelli e sculture surreali giocate sulle tonalità del rosso e del blu, e di Cristina Gardumi con i suoi video e le sue carte in cui performano personaggi dalla testa animale tra disegno b/w, pittura acrilica e acquarelli al caffè, fino alle espressioni scritte e disegnate in composizioni multimateriali di Tommaso Santucci; passando per l’ironia critica delle illustrazioni e installazioni degli EDF crew, e arrivare alle originali illustrazioni digitali di Melkio e al progetto sulla resilienza di Tekiuen.

Emanuele Baldanzi – serie fotografica “Livorno Di(a)stratta” Tuscania 2017

Melkio “Illustream” Tuscania 2017

Gammaphì “Ma-Donne” serie foto-pittorica 2016 – Tuscania  2017

Gammaphì “Ma-Donne” serie foto-pittorica 2016 – Tuscania  2017

Se l’edizione 2016 ha colpito per la qualità delle ricerche individuali dei singoli artisti, l’edizione 2017, oltre ai bellissimi disegni a carboncino e acquarello su tela di Emila Sirakova in dialogo con le opere di Tommaso Santucci e alle grandi opere pittoriche di Massimiliano Precisi, si ricorderà per la presentazione di progetti ben strutturati e conclusi in sé, come “Ma-Donne“, la serie foto-pittorica della pittrice Gammaphì Aka Giada Fedeli, in collaborazione con la fotografa Teresa Crisci, che riflette sulla donna, il suo corpo e il femmineo nella società; “Livorno Di(a)stratta” del giovane fotografo livornese Emanuele Baldanzi, che ha messo in luce diversi e nascosti aspetti architettonici della sua città arrivando a catturarne dei saggi astratti come quasi disegnati dalla luce sulla carta e non fotografati.

Emila Sirakova – Tuscania 2017

Massimiliano Precisi – Tuscania 2017

Massimiliano Precisi – Tuscania  2017

Per non parlare poi di progetti complessi come “Anatomia di un sogno” dei Mohabitat, duo artistico nel campo della sound e visual art che hanno presentato per l’occasione una performance audio-visiva immersiva davvero speciale e coinvolgente per il pubblico del Festival, proponendo una riflessione originale sullo stato di sogno. Ed infine l’installazione della visual Valentina Belaise, un’enorme gigantografia scomposta in pixel cartacei poi ricomposti alla parete della rimessa del Palazzo visibile dalla strada principale del paese. Un ragionamento sulla scomposizione in pixel di una data immagine e la porzione di informazioni visive contenute in ogni pixel in relazione all’immagine intera.

Mohabitat “Anatomia di un sogno” – performance audio visiva – Tuscania  2017

Valentina Belaise – Tuscania  2017

Sempre sul filo della performance dal vivo, ricordo quelle a spray degli EDF crew che per le due edizioni ci hanno regalato due super pannelli sui quali ogni volta hanno illustrato un proprio messaggio.

EDF crew – Tuscania  2017

EDF crew – Tuscania  2017

Per la seconda edizione del Festival abbiamo avuto anche il grande piacere di ospitare in esposizione il collettivo di fumetto autoprodotto Mammaiuto con una serie di tavole scelte e tratte dai libri e le storie a fumetto che ognuno dei componenti ha scritto e disegnato in questi ultimi anni.

Mammaiuto – Tuscania 2017

Francesco Guarnaccia – Mammaiuto – Tuscania 2017

Un posto di riguardo alle pareti dei corridoi del Palazzo, lo hanno trovato infine anche tutti gli artisti selezionati che hanno partecipato alla Open Call delle due edizioni del Festival. Dai giovani fotografi Rosa Cinelli, Alessio Lucarini e Emanuele Caprioli alle fotografie urbex di Daria B; dai collage di Elisabetta Cardella, ai disegni e acquarelli di Giada Matteoli e alle opere di Sara Bandini. E ancora dalle creazioni eclettiche di design di Stefano Gemignani ai giovani pittori Giacomo Pasquali, Carolina Correa e Angelica Boreali. In una piccola selezione di immagini tutta la loro capacità creativa.

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Tutte le foto sono realizzate dal fotografo Emanuele BaldanziHuskies Studio di Livornotranne in quelle in cui ho indicato i crediti in didascalia.

“EMISSIONS” | Andreco per CHEAP Bologna | Video

Emissions” è il progetto site specific di poster art studiato dall’artista bolognese Andreco per il CHEAP Festival di Bologna a Maggio 2016. L’opera rappresenta la seconda tappa del progetto itinerante chiamato “Climate“, inaugurato a Parigi in concomitanza con COP21, attraverso il quale l’artista indaga i cambiamenti climatici e le principali cause dell’inquinamento antropico. Emission è stato studiato non a caso per i 250 m² di superficie del muro di cinta dell’Autostazione di Bologna, una tra le zone di maggior passaggio veicolare della città.

Il video mostra lo sviluppo narrativo dell’opera, che procede per simboli e si evolve su due filoni tematici che si intersecano, identificabili nel doppio binomio supporto/tecnica: da un lato la pittura su muro, dall’altro i poster affissi sui 43 billboard. L’artista racconta la storia delle emissioni la cui intensità si intensifica cartellone dopo cartellone, poster dopo poster. La lettura corretta dell’opera si ha partendo da Viale Masini, angolo Via Capo di Lucca, andando nella direzione della stazione dei treni. I primi due blocchi di parete, scandita dalle colonne portanti della pensilina, sono occupati da una nebulosa ascendente che fa riferimento agli inquinanti presenti nei gas di scarico prodotti dal traffico veicolare. Nel terzo blocco, il focus è invece posto sugli inquinanti che generano l’effetto serra. Successivamente, l’attenzione si sposta sull’inquinamento nel ciclo delle acque. Nei blocchi seguenti, appaiono funzioni che fanno riferimento alla percentuale di COin atmosfera, le curve mostrano in maniera simbolica il superamento del limite consigliato per limitare i cambiamenti climatici di 350 ppm (parti per milione) di CO2. A seguire altre funzioni fanno riferimento all’innalzamento delle temperature, le funzioni diventano quasi disegni astratti e da queste ultime si origina infine un ramo che prende progressivamente fuoco: le conseguenze dei cambiamenti climatici nel disegno si esprimono infatti da un lato negli allagamenti e dall’altro negli incendi.

Per un approfondimento sull’intervento artistico e vedere altre immagini, leggete l’articolo su URBANLIVES.IT 

Foto credits Cheap Festival

 

THE WAY YOU’RE TOLD TO LIVE | Francesco Barbieri Solo Show @ Peekaboo Tattoo Gallery

THE WAY YOU’RE TOLD TO LIVE, mostra personale di Francesco Barbieri, dal 20 febbraio al 20 marzo al Peekaboo Tattoo Gallery, via Carducci 31, Pistoia. Inaugurazione 20 febbraio, dalle 18.30: per l’occasione sarà presentata la nuova serigrafia di Francesco Barbieri stampata presso lo studio Corpoc, in tiratura limitata, numerata, firmata e finita a mano.
Francesco Barbieri è un navigato writer e un giovane pittore.

I graffiti e la pittura, discipline così distanti e così vicine, sono entrambi atti antichi, sacri, e trovano un punto d’incontro nella loro pratica costante ed ossessiva, sempre alla “ricerca di…”. Per un writer, come per un pittore, non è tanto importante il graffito o il quadro prodotto nel passato o nel presente, quanto sempre quello che sarà pensato ed eseguito nel futuro, quello ancora da cercare: si può quindi parlare di arti del “non ancora”. Di fronte ad un’opera è difatti sempre necessario avventurarsi ad immaginare quella che verrà, come in un viaggio in treno, dove la stazione precedente annuncia di fatto quella successiva.

Più che di “pittura di paesaggio”, nel caso di Barbieri bisognerebbe quindi parlare di “pittura di passaggio”o “di attraversamento”: l’osservatore è coinvolto in una serie di istantanee scattate in prima persona, dove non ci sono esseri umani ma “solo”cieli, case, binari, treni, pali dell’elettricità, fili e reperti postindustriali, tipici soggetti di una qualsiasi realtà ferroviaria di provincia italiana. Anche i formati scelti, spesso rettangolari, richiamano le forme di un finestrino di un treno, punto di vista di un qualunque viaggiatore.

Quello dell’artista è, infatti, uno sguardo che si sviluppa in “un punto imprecisato della linea Pisa/Livorno”(dal titolo di un’opera) e che si posa sulle cose marginali, periferiche, che analizza lo spazio ed il tempo di un pendolare qualsiasi. Sembra suggerirci che l’importante non è tanto la meta quanto, appunto, il viaggio.

Il viaggio di Barbieri è iniziato molti anni fa dipingendo le lettere del suo alias sui lungolinea ferroviari e sui muri delle città incontrate, vissute ed attraversate: le sue lettere nel tempo si sono allungate, deformate, ingrossate ed intrecciate. Hanno preceduto e accompagnato l’autore nello scorrere del tempo della sua vita; si sono arricchite di grazie e, grazie alle storie vissute, le atmosfere respirate ed i luoghi visitati si sono evolute fino ad esplodere e a ricomporsi sotto mentite spoglie sulle tele pittoriche.

Nei suoi quadri si possono infatti intravedere, tra le righe, le atmosfere viste e respirate nei tanti anni di graffiti writing. E’ sullo spazio della tela che Francesco mostra e nasconde al tempo stesso la sua storia, la sua attitudine ad una pittura d’azione ancora fortemente legata al mondo delle lettere e alla sua tradizione: seppure il Nome non compaia più e manchi l’azione creativa illegale, l’artista prosegue la sua ricerca andando a guardare quello che è stato per cercare quello che sarà. E’ il prolungarsi, in nuove forme, di un fenomeno preesistente: in questo senso si può parlare di post-graffiti.

Agli strumenti classici dello scrittore, come spray, vernici e rulli si sono aggiunti le spatole ed i pennelli del pittore da laboratorio; i supporti sono passati da metallo,lamiere e cemento a quelli più vicini alla tradizione pittorica come tele, tavole e carte; anche le dimensioni non aspirano più al gigantismo della pittura d’azione del graffiti writing ma si fanno molto più piccole, riflessive, intime.
A livello compositivo la terra è spesso posta in contrapposizione al cielo (le linee ferroviarie e le città partono spesso dal basso e puntano alla mediana, sono soggetti che salgono e crescono), in una tensione mai risolta: è l’uomo che guarda e anela al cielo ma è costretto a vivere con i piedi piantati sul mondo. Il nero delle cose terrene (fabbriche, ferrovie, palazzi, antenne, pali della luce),ordinato seppur da regole proprie, è spesso contrapposto al caos e ai colori del cielo che qui diventano acidi, irreali, sognanti: è infatti questo lo spazio del sogno, della fantasia e del possibile, dove la pittura accade.

I treni e le linee ferroviarie di Barbieri non partono ne arrivano mai, seguono prospettive e traiettorie proprie, spesso errate: dove vanno, quando arrivano? Dove sta andando / ci sta portando Francesco?

Probabilmente ancora in tutte le direzioni e da nessuna parte.
Ma questo è il punto dove finisce l’Arte e riinizia la vita.

Rosa Selavi

Alessandra Ioalé | RDV

IMacelli Certaldo presenta

Alice Bachi in

To be or not to be

Miss Sarajevo assediata

MissSarajevoAssediata

Drammaturgia originale: Federico Guerri

Adattamento scenico: Alice Bachi

Assistenza tecnica: I Macelli Staff

Biblioteca della Ghisa

Ex Comprensorio Ilva, Follonica (GR)

Stagione teatrale e musicale 2012/2013

Giovedì 14 marzo ore 21.30

Il progetto

Nella notte tra il 25 e il 26 agosto 1992 iniziò il bombardamento della biblioteca di Sarajevo. La Viječnica fu distrutta dai proiettili incendiari dell’esercito serbo bosniaco, e migliaia di libri bruciarono nel rogo.

L’edificio della Viječnica fu costruito negli ultimi anni dell’800 secondo la volontà delle autorità austroungariche, le quali decisero di costruire l’edificio per dimostrare la loro potenza e per rendersi amici i musulmani locali scegliendo, secondo la loro opinione, uno stile orientale. Al termine della Seconda Guerra mondiale, il palazzo assunse un ruolo completamente diverso. Sede dell’Accademia delle Scienze, venne cominciata la raccolta di libri per costituire la…

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STAMP TOSCANA | Mostre: il libro d’artista nell’era digitale – Cultura

E’ già aperta al pubblico la mostra “It’s so a-typ(o)ical. Il libro d’artista nell’era della riproduzione digitale.” A cura di Silvana Vassallo, presso la galleria Studio Gennai-Arte Contemporanea in via San Bernardo.

Via Mostre: il libro d’artista nell’era digitale – Cultura.

Alessandra Ioalé | RDV

IL LIBRO D’ARTISTA NELL’ERA DELLA RIPRODUZIONE DIGITALE

opere di

Giacomo Verde, Marcantonio Lunardi, Les Liens Invisibles,

Luca Giorgi & Luca Leggero

a cura di Silvana Vassallo

Finissage 2 marzo 2013

 Ore 18:30

Galleria Studio Gennai – Pisa

presentazione del catalogo

Ore 22

Cantiere Sanbernardo – Pisa

ATYPO SM(P)ART(Y)PHONE

Photo performance per l’edizione del catalogo on-line

Laboratorio di aeroplani di carta e letture sul volo

AIRPLANE MODE

Live media performance per live web-cam e smartphone music a cura di Verdegiac e Luca Leggero

In occasione del finissage della mostra “It’s so a-typ(o)ical. Il libro d’artista nell’era della riproduzione digitale.”, sabato 2 marzo alle ore 18.30, presso la galleria Studio Gennai-Arte Contemporanea, verrà presentato il catalogo, mentre alle ore 22 sarà organizzata una lunga serata conclusiva al Cantiere Sanbernardo (spazio attiguo alla galleria), che vedrà la realizzazione di “ATYPO SM(P)ART(Y)PHONE”, la…

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