Archivi tag: 108

108 for Street Alps | Video

Il video del nuovo muro dell’artista 108 per Street Alps Graffiti Art Festival a Torre Pellice Turin.

Street Alps è il primo festival di street art contestualizzato in ambiente pedemontano.

Street Alps is the first street art festival that will take place in the piedmont area, in the beautiful mountain setting of the Alps.

http://www.streetalps.com/

Parentesi Aperte: 108 “Passaggi Concreti” @ Studio D’Ars Milano

108 "Untitled"  2013

108 “Untitled” 2013

Parentesi Aperte: 108 Passaggi Concreti

a cura di Alessandra Ioalé

 

Dal 12 dicembre al 13 gennaio 2015

Opening 12 dicembre ore 18

Studio D’Ars Milano

Il 12 dicembre alla Galleria Studio D’Ars di Milano, inaugura Passaggi Concreti, la seconda personale del ciclo Parentesi Aperte dedicata all’artista italiano 108 a cura di Alessandra Ioalé. L’artista in questa occasione presenta un corpus di opere su carta, tela, video e installazione in cui centrale è la rappresentazione di grandi megaliti, che riportano in sé i segni di un passato antico, rivisitati da una nuova sperimentazione delle gamme cromatiche in rapporto a ogni forma sviluppata e al significato di ogni colore. Passaggi Concreti, appunto, attraverso cui conoscere l’ignoto di questo mondo, e davanti a cui 108 si pone in ascolto, per restituirne il suono. Una grande apertura e sensibilità spingono infatti l’artista a non smettere mai di cercare e trovare la forma finale di ciò che non ha mai avuto forma ed entrare in contatto con il proprio inconscio, influenzato dall’enviroment naturale, in cui convivono forme organiche e artificiali primitive, che suscitano in lui urgenze espressive più importanti e che lo portano ad essere uno dei massimi esponenti del post-graffitismo europeo.

108

108 (Guido Bisagni, 1978) is an Italian artist in the field of street art and contemporary art from Alessandria. 108 has moved from working in traditional graffiti art to painting large and mysterious figures that invade public spaces. He was the first writer to use numbers instead of letters for his name. He started to work when he was a child on the streets of Alessandria, and used different names. His work has appeared on the streets of Milan, Paris, London, Berlin, and New York City. His first works known by people are enigmatic “blob”-like yellow shapes. It is his firm intention to make visual chaos. His new works are labyrinths, dead trees, non figurative 3D objects and installations, but especially black and gloomy shapes, becoming one of the biggest and influential artists in graffiti abstractism. In the last years, he took part in a lot of international exhibitions: Nusign 2.4 in Paris, Urban Edge Show in Milano, Segundo and Tercer Asalto in Zaragoza and, in 2007 he was invited to join the project called Walls inside the Biennale di Venezia. During March 2008 he was invited to join Nomadaz (a show curated by Pablo Aravena) in Los Angeles with Eltono, Dem, Microbo and other artists to represent Europe in the U.S.A. 108’s doomy black abstractions are engaging and challenging in equal measure. Whether it be within the confines of a small room in the abandoned monastery, where the large triangular constructions are most effective and have the effect of warping and playing with the room’s dimensions as the viewer attempts to back away and comprehend the pieces, or as a surreal floating void on a wall beside a busy road.

http://www.108nero.com/

 

Progetto Parentesi Aperte. Cinque personali espressioni contemporanee

A cura di Alessandra Ioalé

 “Parentesi Aperte” è il ciclo di cinque mostre personali a cura di Alessandra Ioalé, che ha lo scopo di presentare al pubblico cinque personalità artistiche, operanti prevalentemente sul territorio italiano ed europeo, all’interno di Studio D’Ars di Milano, per la stagione 2014/2015, uno spazio nel cuore della metropoli che si propone di essere e che sta diventando punto di riferimento per la conoscenza e divulgazione delle tendenze che oggi caratterizzano l’arte contemporanea. Cinque personali espressioni molto differenti tra loro, sia per formazione che per soluzioni estetico-formali, ma con il comun denominatore nella cultura underground degli anni ‘90 e nella capacità di captare, di sentire e rispondere “insieme” alle stesse esigenze espressive e comunicative in assoluta sintonia con il resto d’Europa e del mondo, superando i confini naturali delle proprie discipline di riferimento, e per alcune anche quelli geografici. Artisti che partendo dai muri hanno la capacità di spandere la propria arte in oggetti, installazioni, tele e quant’altro, come particelle di loro stessi articolate in un più ampio discorso parallelo, o viceversa artisti che vogliono andare oltre il foglio di carta, oltre la tela, per raggiungere le grandi superfici murali, tutto per giungere al cuore di un pubblico sempre meno elitario. Un’energia creativa italiana inconfondibile e originale che ha scelto comunque di esplorare e sviluppare la propria ricerca in ciò che oggi è definita Arte Urbana, riuscendo a potenziarsi in reciproco scambio con le forze creative degli altri paesi.

La scelta dei cinque artisti nasce per empatia con la loro opera e per l’intesa che si è creata tra me, come storica dell’arte e come persona, e loro come persone portatrici di grande sensibilità estetica attraverso la quale plasmano il messaggio da trasmettere. Per ognuno compiremo un approfondimento critico sulla ricerca attuale dell’artista, aprendo cinque parentesi sul loro operato che ne metta in evidenza le peculiarità e le capacità di sviluppo oltre la propria disciplina di riferimento, in stretto rapporto con la propria esperienza di vita, sia professionale che quotidiana, al di fuori dei circuiti culturali istituzionali. Pur partendo dalla rielaborazione di tematiche diverse ed opposte vedremo una netta relazione tra il vissuto e il dipinto, tra il reale e il riprodotto. Cinque “parentesi aperte” che possano lasciare intuire ciò che può divenire in futuro, grazie all’analisi dello stile e della poetica che nel tempo sono diventati riconoscibili e caratteristici. Cinque “parentesi aperte” sulle personalità di CT, 108, Aris, Giulio Vesprini, Gio Pistone.

 

20 Gen. – 20 Feb. 2015

Parentesi Aperte: Aris

3 – 24 Marzo 2015

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini

1 – 28 Aprile 2015

Parentesi Aperte: Gio Pistone

 

 

Studio D’Ars Milano

Via Sant’Agnese 12/8 – tel. +39 346 6292285

Mail: danieledecia75@gmail.com

SKETCH-VINYLS Vol.13 | The Last Show @ Studio D’Ars Milano

Esposizione itinerante di vinili d’autore Vol. 13 | The Last Show
Studio D’Ars Milano
Inaugurazione Sabato 28 Giugno 2014 dalle ore 18
Da Sabato 28 Giugno a Martedì 8 Luglio 2014

 

La 13° tappa del progetto espositivo itinerante SKETCH-VINYLS sarà quella che concluderà il lungo percorso affrontato dalle 40 opere portate in mostra ogni volta in un luogo e spazio espositivo differenti e alternativi, dal nord al sud dell’Italia, per far conoscere 40 artisti molto diversi tra loro provenienti da alcune delle discipline artistiche più in fermento nel panorama contemporaneo italiano, come l’illustrazione, il fumetto, la pittura, il writing e la street art. Per l’ultima tappa la curatrice, Alessandra Ioalé, coglie con onore l’invito di Daniele Decia, direttore artistico della galleria Studio D’Ars di Milano, ad esporre il progetto nello storico spazio milanese da Sabato 28 Giugno a Martedì 8 Luglio 2014, scegliendo di ampliare la collettiva con un nucleo di cinque nuovi artisti della scena milanese, lelel, Domenico Romeo, SeaCreative, Kraser Tres, Vine, e V3rbo, che hanno accettato con piacere di sposare l’idea del progetto ed esporre una loro opera realizzata ad hoc. Un’ottima occasione quindi per festeggiare insieme il successo del progetto e salutare così la stagione di attività 2013/2014 della galleria con nuovi propositi per la stagione 2014/2015.

Il progetto SKETCH-VINYLS | Esposizione itinerante di vinili d’autore

Presentata per la prima volta alla settima edizione del MetArtRock di Pisa, diviene un progetto espositivo itinerante a cura di Alessandra Ioalé, che propone uno spaccato dell’arte contemporanea, operando uno zoom su alcune delle discipline più in fermento, come l’illustrazione, il fumetto, la pittura, il writing e la street art, attraverso la realizzazione di opere specifiche a tema. Una Paint_List di quaranta artisti di spicco del panorama contemporaneo italiano, con un background culturale e formativo distinto, sono chiamati a scegliere di reinterpretare la copertina di un disco o customizzare un vinile sulle note della loro Play_List preferita, esposta insieme all’opera di riferimento, coinvolgendo e incuriosendo in modo originale il pubblico, che ha la possibilità non solo di conoscere i brani che hanno ispirato le opere, ma anche di avvicinarsi al lavoro creativo degli stessi artisti.
Il vinile insieme alla propria copertina è da sempre stato oggetto di culto e gioia per gli occhi di collezionisti e appassionati di musica, soprattutto per l’alto livello qualitativo, tecnico ed artistico, che la tiratura limitata delle copie non fa altro che aumentarne il valore, fino a divenire un manufatto collezionabile. Che cosa può succedere quando il vinile e la sua copertina vengono separati e riconsiderati come oggetti singoli? Sulla base di questa questione il progetto propone la contemplazione di due processi interpretativi diversi, quello di reinterpretazione della copertina di un 33 giri, ovvero gli artisti si cimentano nella sfida creativa di rielaborazione di un’immagine preesistente, interagendo direttamente su immagini grafiche o illustrazioni già in sé concluse e proprio per questo collezionate; o quello di customizzazione di un disco, in altre parole la trasformazione e rivoluzione concettuale di un prodotto impegnativo, per forma e materiale, come il vinile, operando un ready made dell’oggetto decontestualizzato dalla sua funzione primaria di supporto musicale.
Una collettiva itinerante, documentata da un piccolo catalogo auto-prodotto a colori, catalizzatrice di un interscambio culturale ambizioso su scala nazionale tra il pubblico, gli artisti e gli operatori culturali che gravitano intorno ai diversi, per natura e missione, spazi espositivi che l’accoglieranno.

Gli artisti di SV
108 / AkaB / Tiziano Angri / Aris / Francesco Barbieri / Giorgio Bartocci / Checko’s Art / Paolo Cioni / Corn79 / Sandro Crash / Dado / Duke1 / Pablo Echaurren / Etnik / Camilla Falsini / Cristina Gardumi / Francesco Levi / Frank Lucignolo / Macs / Made514 / Mad Kime / Maicol&Mirco / MP5 / MR Fijodor / Nigraz / Ozmo / Daria Palotti / Massimo Pasca / Alice Pasquini / Tuono Pettinato / Alberto Ponticelli / Antonio Pronostico / Vacon Sartirani / Amalia Satizabal / Senso / Sera KNM / SPAM / Umberto Staila / Fabio Tonetto / Vesod

Da settembre 2012 il progetto è stato esposto @

MetArtRock Pisa / 1-9 Set. 2012
Laboratorio21 Viareggio / 24 Nov. 2012
Silver Factory Firenze / 22-23 Dic. 2012
Cinema Caffè Lanteri Pisa / 17-24 Mag. 2013
Studio AFALab Lecce / 1-6 Giu. 2013
Crack! Roma / 20-23 Giu. 2013
Marea Festival Fucecchio / 26-30 Giu. 2013
Fesivalpark Pisa / 29 Giu. 2013
Oltremare Festival Grosseto / Luglio 2013
Circolo degli Artisti Roma / 24 Nov. 2013
Belleville Comics Torino / 7-24 Dic. 2013
GLUE Firenze / 1-28 Feb. 2013

Fan Page FB: SKETCH-VINYLS Esposizione di vinili d’autore

Studio D’Ars

Via Sant’Agnese 12/8
20123 Milano
Mail: danieledecia75@gmail.com
Phone: 346 629 2285

CORN79 | HYBRIDS

Opening 10 June 18:00 – 10 June to 24 June 
Studio D’Ars, via Sant’Agnese 12, 20123 Milano
 
Curatela di  Daniele Decia 

Testo critico di Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 Gallery)

Il percorso che ha portato Riccardo Lanfranco a realizzare il ciclo di opere che compongono “Hybrids” è lungo ed articolato. 

Il viaggio inizia negli anni Novanta, periodo nel quale entra nel mondo del writing sia come artista che come organizzatore di eventi importanti (Street Attitudes/Picturin). Più tardi, intorno alla metà degli anni Duemila, abbraccia il “post graffitismo” o “street art”, dove la firma (tag), ovvero la peculiarità del writing, viene sostituita da una rappresentazione pittorica, figurativa o astratta.

Appassionato di grafica, affascinato dalla Op art e dalla cultura psichedelica, Riccardo inizia così una seconda vita, scegliendo come figura personale un intricato sistema di geometrie assimilabile al “mandala” buddista o al “yantra” Hindu: un diagramma circolare costituito dall’associazione di punti, triangoli, cerchi e quadrati, un articolato simbolismo che consente a chi lo osserva un imprevisto percorso spirituale.

Nella rappresentazione, questo simbolo dalla storia antichissima e dalle mille interpretazioni moderne entra in risonanza con l’esperienza del writing, così che a ogni dipinto vengono conferiti allo stesso tempo motivi di perfezione geometrica – mutuati dalla tradizione religiosa e dalla simbologia profana – ed elementi caotici, come le imperfezioni delle pareti urbane o l’uso delle vernici acquerellate, spesso utilizzate per i fondali.

Il passaggio dalla firma al “mandala” è importante e complesso: dalla frenetica e istintiva attività borderline del writer, si passa al lavoro progettuale e lento delle rappresentazioni geometriche: cambiano gli strumenti, i tempi, le modalità di esecuzione, le dimensioni e soprattutto i soggetti.

La firma in caratteri romani, espressione massima dell’individualità occidentale, viene sostituita da una simbologia geometrica di ispirazione orientale, che incarna valori come spiritualità, calma, meditazione ed empatia, antitetici alla poetica del writing. Nella sua radicalità, questo cambio di rotta esprime la volontà di rompere con il background di origine per approdare a un linguaggio diverso, che veicola messaggi e valori molto lontani anche dalla street art, in larga misura, spesso ruffianamente pop o banalmente politicizzata. Permane il supporto, rimangono le infrastrutture urbane e quindi la deperibilità dell’opera murale, destinata a rovinarsi e scomparire a causa intemperie, proprio come nella tradizione buddista, dove il “mandala” viene periodicamente “distrutto” per ricordare la caducità delle cose e la loro rinascita.

“Hybrids” è il punto di arrivo di questo percorso: una personale atipica, in cui tutte le opere sono state realizzate a quattro mani, in collaborazione con altri artisti.

La ragione di questa scelta va ricercata nel desiderio di raccontare entrambe le vite dell’artista: da una parte il passato, fondamentale sorgente della sua ricerca, rievocata mediante un “team work” su tele e carte che evoca il lavoro di squadra tipico del writing, dove la crew riveste un ruolo fondamentale nel “gettino up” del nome e spesso anche nella realizzazione di opere di grandi dimensioni o in situazioni di particolare pericolo; dall’atra il presente, in cui le figure astratte, entrando nel perimetro circoscritto dello “Studio D’Ars”, assumono la forma di algoritmi, di particelle subatomiche in movimento, molecole e galassie, l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo che determinano i limiti della percezione umana e rimandano insieme alla spiritualità delle opere su muro, dalle quali si distaccano nella tecnica, nelle dimensioni e spesso nelle forme.

“Hybrids” è un’occasione unica per apprezzare la ricerca ventennale di Riccardo Lanfranco, per studiare l’evolversi di collaborazioni ormai consolidate (Mr. Fijodor, Etnik, Vesod, Reser…) e per scoprire intrecci del tutto inediti (108, Bartocci, Aris…) che andranno ad arricchire un nuovo cammino, un altro ancora, che inizia da qui.

Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 gallery)

_______________________________________________

English Version

The path which has led Riccardo Lanfranco towards the completion of the “Hybrids” series is a long and articulate one.

The voyage begins in the Nineties, period in which Riccardo enters the graffiti writing scene both as artist and as organizer of important events (Street Attitudes/Picturin). Further down the road, around 2005, he clasps “post-graffiti” or “street art”, where one’s signature (or “tag”), the defining element of graffiti writing, gives way to pictorial, figurative or abstract representations.

Thanks to an interest in graphic design, a fascination inspired by Op-Art and the psychedelic culture, Riccardo starts a new life, electing as his personal subject the buddhist “Mandala” or Hindu “Yantra”: a circular diagram constructed from associations of points, triangles, circles and squares, an articulate symbolism which offers the viewer access to an unexpected spiritual pathway.

In the artist’s work, this symbol with an ancient history and a long list of modern interpretations creates a sort of resonance with the graffiti writing experience. At once, each mural contains elements of geometric perfection – borrowed from religious tradition and profane symbology – and elements of chaos, such as the imperfections of urban walls or the use of diluted paint, often used for creating backgrounds.

The signature in roman characters, perhaps the biggest expression of western individuality, is replaced by geometric symbology tainted by oriental inspiration, which embodies values such as spirituality, calm, meditation and empathy, in contrast with the traditional language of graffiti writing. In its radicality, this change of direction expresses the will to break free from the artist’s original background by switching to a different tone, one able to convey messages and values quite distant from those of street art, which more often than not panders to pop art or is politicized in a banal way. However, the support remains the same, as so do the urban infrastructures and the transient nature of mural art, destined to be erased by time and weather, just as in the buddhist tradition, which preaches that the Mandala be swept away from time to time, to remind us of the cycle of destruction and rebirth of all things.

“Hybrids” is the arrival point of this long journey: an atypical one-man show, in which each work has been created in collaboration with a different individual artist.

The reason for this choice originates from the will to tell both of the artist’s lives: on one side his past, fundamental milestone of his research, recalled by “team work” on canvas and paper, the typical group effort attitude found in graffiti, where the crew plays a fundamental role in the process of “getting up” names, creating large-scale murals, and handling risky situations; on the other hand, present time, in which abstract figures enter the Studio D’Ars space, shapeshifting into algorythms, vibrating subatomic particles, molecules and galaxies, the infinitely large and the infinitely small which set the boundaries for human perception, recalling the artist’s mural art, yet differing in media, size and shape patterns.

“Hybrids” is a great chance to lay eyes on Riccardo Lanfranco’s ventennial research, to study the evolution of consolidated collaborations (Mr.Fijodor, Etnik, Vesod, Reser…), and to discover fresh twists (108, Bartocci, Aris…), which are bound to enrich a new voyage, yet another, which starts right here.

Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 gallery)

_______________________________________________

_______________________________________________

Featured artists:
108, Andrrea, Aris, Etnik, Eon75, Fabrizio Visone, Francesco Barbieri, Giorgio Bartocci, Giulio Vesprini, Hide, Jeroo, Made514, MrFijodor, Proembrion, Rems182, Reser, Romi, Ruas, Vesod, Zoer, ZorkMade

Copyright © Studio D’Ars

For information about the exhibition:

Mail: danieledecia75@gmail.com
Mobil:+39 346 629 2285

For more information about the artist:

www.corn79.com
www.facebook.com/corn79
www.flickr.com/richardcorn
Instagram: corn_79

A Major Minority: The OtherContemporary Urban Art – San Francisco – review di Alessandra Ioalè

Does Superstition

Does Superstition

Lo scorso venerdì 14 marzo, presso la 1AM Gallery di San Francisco, ha inaugurato A Major Minority, una delle più importanti e ambiziose collettive a livello internazionale, non solo perché comprende più di oltre 100 artisti, provenienti da circa 18 paesi diversi di cui circa una decina italiani, ma perché ha la volontà di fare un’indagine su ciò che Poesia, uno dei maggiori graffiti artist con base a San Francisco, nonché curatore della mostra, definisce Othercontemporary Urban Art: un campione internazionale di opere d’arte che rivelano il carattere generale dell’Urban Art e del suo rapporto con il pubblico e il mondo dell’arte contemporanea.
Il curatore spiega in risposta ad una domanda che gli ho posto: The idea was to invite a large sample of artists from around the world based on a new generation of painters. Most have history in Urban/Graffiti art and I wanted to showcase the range and depth of todays painters. I did not choose the artists based on a style or aesthetic, Instead I wanted to include many mediums and different styles of art.

Inaugurazione @ 1AM Gallery

Inaugurazione @ 1AM Gallery

Secondo Poesia, l’arte urbana è diventata un movimento artistico OtherContemporary, riprendendo il termine coniato da Stefano Antonelli, perché al di fuori del mondo dell’arte contemporanea e della critica. Prendendo una vasta campionatura di urban artist più conosciuti al mondo, Poesia mira a svelare il vero carattere di questa forma d’arte nata al di fuori della teoria e sulla base delle sue interazioni con il pubblico, così come con il paesaggio urbano che la ospita e in cui si mostra in tutte le sue sfaccettature espressive.

Inaugurazione @ 1AM Gallery

Inaugurazione @ 1AM Gallery

A Major Minority cerca di illustrare l’attuale sviluppo di questa forma visiva come la naturale evoluzione della forma d’arte originale dei Graffiti, che si manifesta alla fine degli anni Sessanta e, successivamente, quando il termine “Graffiti” comincia ad essere utilizzato fortemente dai mass media, passa attraverso molte e progressive mutazioni fino ad oggi, dove “traditional graffiti merges with street art and becomes what the public has coined Urban Art.”* In un bellissimo parallelismo col Cubismo, Poesia spiega l’excursus delle tre fasi di sviluppo estetico-formale dei Graffiti dalle originarie tag, realizzate con marker e rozzi strumenti, al Wildstyle e alla decostruzione completa del lettering, fino alla terza fase, quella ibrida e astratta dei Graffiti, definita dal curatore come “an implosion of synthesis, an inclusion of all other art historical aesthetic forms, as well as any other kind of visual expression from pop culture, outsider art, illustration, advertising, and anything else that an artist may be attracted to.”* E proprio in questa fase si colloca Graffuturism, con il quale s’identifica non soltanto un gruppo di artisti di spicco nel panorama contemporaneo, dal quale parte anche la selezione degli artisti presenti in mostra, ma un vero movimento fondato nel 2010 dallo stesso Poesia.

Inaugurazione @ 1AM Gallery

Inaugurazione @ 1AM Gallery

Il carattere complesso di Othercontemporary Urban Art, nelle sue più evidenti e articolate sfaccettature e sotto-generi, si traduce grazie ad un percorso espositivo omogeneo studiato ad hoc dal curatore, sviluppandosi in un andamento che racconta l’ampio continuum di approcci ed estetiche che ricadono sotto la competenza di questa forma d’arte, dal geometrico al figurativo, passando per l’astratto e arrivando a toccare anche la fotografia. Lo spettatore s’immerge così in un viaggio, progressivo e lineare, alla volta della conoscenza di ogni singolo artista, di cui sono esposte dalle tre alle cinque opere in formato A4.

 

Continua a leggere QUI l’intero articolo pubblicato su Street Art Attack.. Enjoy It!

*Ho scritto questo articolo anche sulla base del Manifesto di dichiarazione scritto a due mani da Ekg e Poesia, che potrete leggere interamente qui. Una lettura di questo saggio è molto importante secondo me, in quanto pone in evidenza molte questioni importanti tra le quali quella dell’uso appropriato o meno della terminologia di riferimento, della mancanza di analisi critica del movimento Urban Art e delle discipline ad esso annesse, facendo una piccola analisi dello stato attuale delle cose. Questioni che, ultimamente, anche in Italia abbiamo sentito l’esigenza di affrontare più volte e risolvere.

N.W.O. – New Wall Order

tumblr_n1k8ffa4l31r6yjhuo1_1280

Sabato 1 marzo lo Spazio Ansaldo di Milano ospita l’evento ‘New Wall Order’, un live-painting a cura di alcune delle voci nazionali più fresche e valide della scena street-art. Quelle di CT, 108, 2501, Eleuro, Ufocinque e Giorgio Bartocci; una line-up strategica, con sei interventi site-specific in un’unica grande parete.

Intitolato sarcasticamente ‘New Wall Order’ – storpiatura del ‘New World Order (NWO)’ di cui parlano i seguaci della ‘Teoria Del Complotto’ – il naming scelto dagli artisti rispecchia una cristallina presa di posizione verso ciò che è il ‘vecchio ordine’. Nessuna mania distruttiva quindi nel loro ‘nuovo ordine murale’, ma anzi la sete di una nuova e inedita visione creativa. ‘New Wall Order’ è un coro formato da sei tra i linguaggi più particolari del post-graffitismo, una parete da ritorno al futuro, il next level.

A stabilire i confini del ‘New Wall Order’ saranno quindi le lettere diaforiche di CT, le silhouette del lato oscuro di 108, le simbologie bi-lineari di 2501, le scene alla bizarro fiction di Eleuro, i labirintici miraggi di Ufocinque e i duplici soggetti danzanti di Giorgio Bartocci. Tutti artisti che sin dal principio del proprio percorso artistico hanno saputo scostarsi dal vecchio ordine, per dar vita al personale approccio creativo; in ‘New Wall Order’ ne daranno prova con una performance live.

Ad accompagnare il wallpainting, dalle 16 alle 22 si alterneranno in dj-set ‘electro-sintetici’ DJ Mad, Futureground e Asso Spades, dopodiché la big-guest della serata sarà il massiccio Jus-Ed (dalla Underground Quality Productions), che chiuderà il party come si deve.

New Wall Order
Underground street-art conspiracy!

Art:
CT
108
2501
Eleuro
Ufocinque
Giorgio Bartocci

Music:
DJ Mad
Futureground
Asso Spades
(dj-set dalle 16 alle 22)
The party continues with:
JUS – ED (Underground Quality) – NY.