Archivi tag: 2012

Tratti Incisi

Opere d’arte grafica di:

Francesca LanzariniAlice MilaniViola Niccolai e Silvia Rocchi

La collettiva “Tratti Incisi”, all’interno del programma di eventi ONOFF a cura di Gaia Querci per il Festival DonnaéWEB di Pietrasanta (LU), pone l’accento sul lavoro di quattro illustratrici toscane, che in questa occasione vorrei presentare come quattro artiste tra le più attive nella grafica d’arte in Toscana, Francesca Lanzarini, Alice Milani, Viola Niccolai e Silvia Rocchi.

Ognuna proveniente da studi artistici e di approfondimento nell’arte grafica, sostenuti sia in Italia che all’estero,  queste quattro amiche, colleghe ed artiste mostrano al pubblico, con eleganza di tratto e semplicità di composizione, riportando all’attenzione il genere del ritratto, il momento fuggevole in cui ogni viso si mostra nella sua caratteristica fisionomia riconoscibile, colto nella fragile quotidianità di mutevoli gesti ed azioni o nell’attesa di lasciarsi guardare per essere restituiti sulla carta. Sedici ritratti, sedici volti, tratti incisi di persone vicine, di persone amate ma lontane, di donne e di bambine, di storie sconosciute rese familiari nella gestualità delle loro azioni; sguardi accennati nei tratti salienti o incisi con minuzia fin nel dettaglio per imprimere sulla superficie cartacea tutta la loro forza espressiva. Soluzioni le cui trame sono ricamate su una matrice che ognuna di queste quattro artiste piega al proprio volere, attraverso la tecnica della xilografia e della combinazione delle diverse tecniche calcografiche, quali la puntasecca, l’acquaforte e l’acquatinta, sublimate da un piglio stilistico ed espressivo distinti, che ognuna di loro ha maturato con successo e riconoscimento fino ad oggi.

Alessandra Ioalé – Storica dell’Arte

Francesca Lanzarini

Laureata a pieni voti in pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze con una tesi sul corpo mummificato. Come pittrice prosegue la sua ricerca sui volti e la figura umana, utilizzando tecniche pittoriche miste. Ha all’attivo diverse partecipazioni a mostre collettive. Nel 2009 è co-fondatrice di Ophelia Lauper, ed inizia a concentrare la sua indagine sull’interazione fra arti visive e scena, ricerca spaziale e corpo del performer, realizzando installazioni sito-specifiche, oggetti di scena, costumi-scenografie, prediligendo materiali poveri e di recupero.

http://francescalanzarini.blogspot.it/

Piffa_ 33x25cm_Linoleum

Alice Milani

Nata a Pisa nel 1986. Ha passato gli ultimi cinque anni tra Torino e Brussels a studiare disegno, pittura, e soprattutto incisione, collaborando nel frattempo col collettivo di fumetto e illustrazione tosco-bolognese La Trama. Quest’anno è partita per il Burkina Faso, per lavorare alle scenografie di un festival di teatro, ed è tornata con una sessantina di sottili lastre di plastica incise, di cui adesso, a Brussels, sta tirando un’edizione. Chissà per dove partirà l’anno prossimo?

http://alicemilani.blogspot.it/ 

Michela 38x38_Puntasecca su plastica

Viola Niccolai

Nata a Castel del piano, Monte Amiata (Gr), nel 1986. Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e successivamente illustrazione a Bologna. Selezionata per la mostra degli illustratori alla Fiera del libro di Bologna 2012, nello stesso anno partecipa alla collettiva dell’Accademia di Firenze curata da Adriano Bimbi su Ernesto Balducci, “Non sono che un uomo. La vita e i luoghi di Ernesto Balducci nelle immagini di venti giovani pittori”, esposta a Palazzo Medici Riccardi, Firenze. Fa parte del collettivo La trama con cui espone al Bilbolbul 2012 di Bologna. All’interno del progetto Grimmland, promosso dal Goethe Institut in occasione del bicentenario dei Grimm, ha illustrato il racconto di Ingo Schulze e Christine Traber “Qui Lì e Costì”. Ha illustrato il numero 31 della rivista Hamelin, uscita a Settembre 2012.

http://violaniccolai.wordpress.com/ 

10x10cm_Xilografia (2)

Silvia Rocchi

Nata a Pisa nel 1986. Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e successivamente illustrazione a Bologna. Dal 2009 fa parte del collettivo La Trama insieme ad altri disegnatori con i quali si occupa tra le altre cose, di promuovere la grafica d’arte abbinata al fumetto di realtà. Nel 2011 viene selezionata per la mostra degli esordienti del festival Fumetto di Lucerna, mentre nel 2012 nella mostra degli illustratori della Fiera di Bologna. Ad ottobre dello stesso anno è uscito per BeccoGiallo il suo primo libro a fumetti, “Ci sono notti che non accadono mai – canto a fumetti per Alda Merini” un omaggio alla poetessa milanese.

http://silviarocchi.blogspot.it/

Autoritratto 40x30 Acquaforte -Acquatinta

SeMiEclissi

Opere di GammaPhì

A cura di Alessandra Ioalé

Lentiggini 

La Citè Libreria

Borgo San Frediano, 20r

50124 Firenze

055 210 387

www.lacitelibreria.info

 

Dal 18 al 30 Novembre 2012.

Tutti i giorni dalle 15 alle 01

Dal 18 al 30 novembre a La Citè Libreria Caffè di Firenze in mostra le opere di GammaPhì, Alter Ego di Giada Fedeli, artista dalla personalità complessa che non possiamo definire con un solo aggettivo. La pittura, compagna di avventure dell’artista, è il mezzo attraverso il quale indaga sé stessa e l’emisfero femminile, facendo del corpo della donna il protagonista assoluto della sua ricerca e su cui opera degli approfondimenti. Nella recente serie, “MaLeVoglie”, infatti l’analisi passa a concentrarsi sul volto, considerato come un universo in cui viene svelato l’asimmetrismo di ogni figura umana. Volti di donne il cui ipotetico passato le mette in discussione nel presente. Segnati da una “macchia” che la società impone loro per la propria incapacità a stare alle regole. Un segno di trasgressione o anticonformismo per la società, che per l’artista invece non è altro che la manifestazione di una “voglia”. e le parole o i segni che vi gravitano intorno amplificano il significato che vi si cela. Voglie che oggi ci invitano a spingerci fino ai confini di noi stesse per andarvi oltre o, perché no, soltanto per prenderne atto. Sono la rappresentazione di domande o espressioni d’incertezza, che attendono lo spettatore farsi avanti per risolvere il loro enigma esistenziale, intessendo un dialogo empatico con loro, fatto di sguardi e di silenzi. Le voglie poi diventano nero totale, il colore che in sé assorbe tutti i colori e perciò non negativo. La voglia non è più simbolo di diversità, ma la parte più vera, il luogo della verità che nasconde e contiene l’identità autentica e la forza del volto stesso. Ed ecco che l’artista fa un ulteriore passo avanti nella sua ricerca sul volto con la serie di opere, “SeMiEclissi”, che da il titolo a questa mostra. Dieci opere di questa serie racchiudono in sé l’eclisse interiore di ogni donna; eclissi di luna, che condizionano gli stati emozionali di una donna, nella cui metà in ombra si eclissano proprio quelle emozioni e sentimenti, annunciati allusivamente nella metà in luce, calda e viva, e vengono a galla elementi che ci informano più precisamente, aiutandoci a decifrare, sulla natura delle donne che si lasciano guardare. Ritratti di volti comuni ma anche di volti celebri, ma tutti partono da Icaro, il primo a volare fisicamente, quindi in qualche modo a nascondere se stesso, sottraendosi agli sguardi. Tutte le altre sono sue Sorelle, per metà “volanti” e per metà “terrene”, che non biasimano Icaro, ma anzi lo seguono nei loro voli personali, rimanendo però ben salde alla vita, in cui ognuna di esse ha messo radici, e spiccando il volo solo a metà. Ce lo dicono i paesaggi che si stagliano dietro i volti come cartoline di viaggio, fisico o mentale, di luoghi visitati da queste donne.  Altro volto importante è quello dell’eroina Giulietta, che nel nero della notte Riflette ed estende la sua treccia di fil di ferro. È ancora una bambina quando vede sbocciare il suo amore nell’oscurità, senza pace e nascosto agli occhi di tutti; lei a differenza delle altre Sorelle, lascia le sue radici e vola via, seguendo perfettamente le Orme di Icaro. Tutto ciò tradotto con genuinità di tratto e freschezza della composizione, attraverso la visione, spontanea e innocente, dell’artista. I volti si costruiscono per ampie campiture di colore, i cui impasti sono scelti con cura, e per mezzo di dettagli pensati e resi significativi attraverso l’uso di materiali di recupero; mentre i contorni, solidi e netti, delineano e contengono ogni campitura in cui si seziona il volto, ponendo in primo piano quell’asimmetria insita in esso. Ritratti il cui gioco visivo del vedo e non vedo vuole incuriosire e spingere lo spettatore a continuare con la propria immaginazione e il proprio vissuto la metà oscurata di ogni volto, attraverso ciò che sta in luce.

Contatti:

www.gammaphi.it

giada@gammaphi.it

MetArtRock Rassegna d’arte ispirata dalla musica

1-9 Settembre 2012

Parco della Cittadella Pisa

MetArtRock_manifestoPer il settimo anno consecutivo il Metarock Festival, evento di risonanza internazionale nel panorama della musica rock, che per questa edizione conta la presenza de Negrita, Il Teatro degli Orrori, Club Dogo, Bandabardò, Marlene Kuntz, Zen Circus e molti altri, dal 1 al 9 settembre 2012 apre le porte alle arti visive con MetArtRock, la rassegna d’arte estemporanea di arti figurative ispirata dalla musica a cura di Alessandra Ioalé e Massimo Pasca.

Nato per celebrare il ventennale della nascita del festival toscano, il MetArtRock ospita ogni anno una “paint_list” di artisti da tutta la penisola provenienti dalla pittura, dall’illustrazione, dai fumetti e dall’arte urbana, che non solo espongono il proprio lavoro, ma dipingono e performano dal vivo ispirati e guidati nella creazione dalla musica nella suggestiva location del Parco della Cittadella di Pisa. Gli obiettivi dell’iniziativa li ritroviamo nell’idea espressa sin dall’inizio da Massimo Pasca, per il quale lo spirito della rassegna è quello di promuovere in maniera gratuita gli artisti attraverso i loro live painting, mettendoli in contatto con il numeroso pubblico dei concerti,  di gran lunga differente da quello delle tradizionali gallerie d’arte ma attento anch’esso alle nuove ed emergenti tendenze espressive dell’arte contemporanea.

La promozione degli artisti è una cosa seria. Deve essere reale e non fittizia, come spesso accade in tanti circuiti d’arte contemporanea; il fatto di esporre un certo numero di artisti selezionati per edizione e farli lavorare dal vivo, li ha messi in luce davanti a migliaia di persone durante i concerti, cosa difficilmente replicabile in una galleria tradizionale. Molti di loro hanno trovato seri contatti oltre che con appassionati e collezionisti, con istituzioni, riviste, stilisti e soprattutto coi musicisti, che si sono esibiti nelle varie edizioni. Inoltre questa rassegna è stata uno stimolo per molti spazi della città dove oggi è facile trovare pittori che performano dal vivo, promuovendo il loro lavoro in maniera gratuita.

Una mostra temporanea a cielo aperto insomma, che quest’anno ospiterà “SKETCH-VINYLS, esposizione di vinili d’autore“,  reinterpretati da giovani artisti, italiani e stranieri, ispirati dalle note della loro play_list preferita, riportata a fianco di ogni opera esposta; l’installazione site-specific dell’artista viareggino Carlo Galli; tre giorni dedicati alle live performance di tre singoli artisti, gli illustratori italiani Andrea “The And” Sartori e Francesco Levi, e l’illustratrice colombiana Amalia Satizabal, ognuno dei quali distintisi nel panorama dell’arte contemporanea, collaborando a stretto contatto con etichette discografiche, musicisti, case editrici e riviste per la realizzazione di copertine discografiche, scenografie e illustrazioni di racconti.

Media partner dell’evento, Artsblog, uno tra i più importanti blog sull’arte contemporanea, che ne documenterà i momenti più importanti, mentre sponsor tecnico di questa edizione, è la ditta Pardossi, specializzata nella vendita e il noleggio di macchine e attrezzature edili.

Articolo su/on Artsblog

Un ricco programma d’incontri, mostre e esibizioni dal vivo, che coinvolgeranno il pubblico in un’atmosfera dove musica e arte si intrecciano per dar vita non solo a opere assolutamente uniche, ma anche a collaborazioni artistiche importanti.

Gli artisti che negli anni sono stati nostri ospiti: Daniele Caluri, Betta Stoinich, Cristiano Piatto, Andrea Amaducci, Seacreative, Nicola Formosa, Enrico De Carlo, Guido Batoli, Marco “Velino” Silvestroni, Massimo Pasca, Valentina Testa, Flavio Boretti “Minimal killer”, Diego Gabriele, Tommaso Eppesteingher, Riccardo Puntillo con Annarosa Basile, Iris Giannetta, Tommaso Santucci, Ilenia Rosati, Ettore D’Andrea, Koroo group (Iacomelli Foschini), Azzurra Piccardi, Marco Cazzato, Banana Artista, Maddalena Giannoni, Giada Fedeli, Massimo Casalini, Manuela Trillo, Luca Batoni, Antonio Sileo, Bookcrossing, Tuono Pettinato, Umberto Staila, Paolo Budassi, Niccolò Storai, Sara Fontana, Giada Matteoli, Umberto Staila, Zed1, Alvaro Milt, Luca Scopetti, Isabella Nazzarri, Maurizio Scabola, CollettivoMensa.

METAROCK

Via Mazzini, 46

56125, Pisa

Mail: info@metarock.it

Web: www.metamusic.eu

Tel. 050 40821

“Ascoltando l’anima. Le mie figure di Alimondo Ciampi”

FUMITAKA KUDO

Ascoltando l’anima. Le mie figure di Alimondo Ciampi

A cura della Fondazione “Il Bisonte – per lo studio dell’arte grafica”

Palazzo Comunale – Signa

Domenica 22 aprile ore 11 Inaugurazione della mostra

Nato a Niigata, Giappone, nel 1981, durante i suoi studi in Giappone sviluppa grande sensibilità artistica per la scultura, il disegno e l’incisione. Decide di perfezionare la sua arte in Italia dove si trasferisce nel 2002. Nel 2008 infatti si diploma in Scultura e successivamente ottiene la laurea in Graphic Design e Disegno all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel 2010 grazie alla borsa di studio offerta dalla Fondazione “Alimondo Ciampi” approfondisce gli studi di grafica d’arte presso la Scuola Internazionale Il Bisonte di Firenze, ed è proprio in questa sede che nell’autunno del 2011 ho avuto l’onore di conoscerlo personalmente ed entrare in contatto con la sua opera. Un intreccio formativo assai peculiare, che contraddistingue l’intera produzione grafica di questo artista, da cui non poter prescindere quando guardiamo e ammiriamo le sue opere. Ciò è riconoscibile ad un primo sguardo nella precaria plasticità delle sue figure, che si ricompongono sulla carta. Come un capace e sapiente scultore, che dispone, sceglie e impiega ogni strumento per modellare le superfici in pietra, Kudo nello stesso modo, con la stessa conoscenza tecnico-espressiva e perizia d’esecuzione, si riserva l’uso di una vasta gamma di tecniche incisorie con le quali modella su carta i volumi, i pieni e i vuoti della complessa risoluzione compositiva dei suoi soggetti. Non predilige una tecnica, tutte sono chiamate ad intervenire e dare il proprio contributo estetico, perché tutte importanti per la sperimentazione espressiva del soggetto. Andando a ritroso e ripercorrendo l’intero corpus di opere grafiche dell’artista, è difficile non notare una evoluzione sia dal punto di vista espressivo che compositivo. Legato ancora a una più concreta plasticità delle forme e a una certa propensione al disegno dei volumi, i primi passi mossi da Kudo nell’incisione lo vedono descrittivo e del tutto legato alla rappresentazione della figura, fino a quando essa comincia a sfaldarsi, sfilarsi, sottrarsi alla realtà del foglio, attraverso una riduzione dei segni, una semplificazione delle forme, attorno a cui invece si costruisce tutta la composizione; nessun accenno d’ambientazione o di atmosfera, vi è solo l’esistenza precaria di forme animali che centrano il foglio. Al termine della sua esperienza al Bisonte scopriamo una forte personalità artistica, che riesce a restituire sulla carta una insolita e potente carica espressiva con la semplicità e la schiettezza di un giovane artista consapevole e discreto, volto ad una costante ricerca. L’occasione gli è data quando conosce l’opera scultorea dell’artista Alimondo Ciampi. “Camminando tra loro nello spazio all’aperto, tutte le figure mi sembrarono come in preghiera, in meditazione con sé stesse”. Partendo da questa riflessione, Kudo rende omaggio all’artista signanese instaurando un dialogo con esse. La volontà è quella di rendere visibile su carta ciò che nello spazio non è possibile vedere a occhio nudo. Ed è così che i soggetti animali, cari all’artista, lasciano il posto a figure umane, la cui solidità plastica emerge e s’impone sulla superficie grazie alla netta contrapposizione delle rarefatte e impalpabili atmosfere in cui sono calate e sospese. Le forme semplificate delle sculture di Ciampi, riprodotte su carta e modulate secondo un uso sapiente del chiaro e scuro, che sfocia in un perfetto equilibrio di grigi, sono messe in dialogo con atmosfere, che riecheggiano una fresca giornata di primavera carica di pioggia, che cade su delicati petali di fiori appena sbocciati; presagiscono la buia desolazione umana, in cui solo una luce purificatrice ne rischiara il volto donando la grazia; evocano la sconfinata bellezza della natura e la sua continua presenza intorno all’uomo; tutte però create col sapiente uso dell’acquaforte e della maniera allo zucchero, e recanti in sé il tratto distintivo del giovane artista giapponese.

Alessandra Ioalé – Storica dell’arte

MaLeVoglie

Ritratti illustri di storiche donne rivoluzionarie

 V.Wolf

Dal 15 marzo al 5 aprile 2012

Presso Osteria Bernardo di Pisa

GammaPhì, Alter Ego di Giada Fedeli, artista dalla personalità complessa che non possiamo definire con un solo aggettivo. La pittura, compagna di avventure, ha aiutato l’artista a ritrovarsi in quell’immenso e caotico mare di voci e false promesse, che per molto tempo hanno confuso il suo incedere incerto nella vita prima di bambina poi di ragazza e oggi di donna, verso quello che è l’equilibrio dell’anima con il proprio corpo e il mondo che la circonda.

Il viaggio investigativo dell’autrice inizia con l’esplorazione del suo Alter Ego, attraverso lo studio del corpo fulgido di giovane donna fino a scoprire la sua complessa costruzione di forme e volumi, traendo ispirazione dal proprio per poi arrivare a conoscere ed esplorare quelli di altre Ego_Femmine, come le definisce l’artista, che hanno qualcosa da raccontare ma non dicono, elaborando composizioni dall’aria metafisica. Passare all’astratto è stato per l’artista come fare uno zoom sulla femminilità, sull’essere donna con le sue paure e fragilità, vivendo la trasformazione del proprio corpo nello scorrere inesorabile del tempo, per poi tornare al figurativo. Il corpo femminile è sempre protagonista ma stavolta l’analisi si concentra sul volto, considerato come un universo in cui viene svelato l’asimmetrismo di ogni figura umana, e le parole che lo incorniciano amplificano il significato che vi si cela. Volti di donne il cui ipotetico passato le mette in discussione nel presente. Sono la rappresentazione di domande o espressioni d’incertezza che aspettano lo spettatore farsi avanti per risolvere il loro enigma esistenziale. Da ciò il naturale sviluppo non può che essere quello di scegliere di rappresentare volti di donne illustri che, con il loro vissuto, hanno lasciato un segno indelebile nella storia del proprio tempo, da Maria Antonietta a Virginia Wolf e da Giovanna D’Arco a Frida, dipinte con il volto segnato da una macchia. Donne che hanno compiuto atti per se stesse, vivendo secondo le proprie regole ed esigenze; che hanno seguito il proprio destino ferendo, purtroppo, chi le ha amate e scatenando le ire di chi non le ha comprese. E come per ogni rivoluzione c’è sempre un prezzo da pagare, più o meno alto a seconda del contesto storico in cui si opera. Ed ecco che appare la “macchia”, un segno, un marchio, un atto della società discriminatrice nei confronti di ciò che non conosce e, avendone paura, non accetta. Una macchia che, alla luce della propria esperienza nella società di oggi, Giada Fedeli traduce nella manifestazione di una “voglia”. Voglie che oggi ci invitano a spingerci fino ai confini di noi stesse per andarvi oltre o, perché no, soltanto per prenderne atto. Voglie che hanno caratterizzato tutta la loro esistenza, forze scatenanti di tutte le loro azioni senza la quale non sarebbero potute essere le virtuose del proprio tempo. Ognuna di loro opera una rivoluzione, che segna una svolta nella concezione della donna all’interno della società di riferimento e non solo, ma anche per le postume. Non più macchie delle quali vergognarsi, ma voglie differenti per le quali combattere e andarne fiere. Tale traduzione è compiuta con genuinità di tratto e freschezza della composizione, attraverso la visione, spontanea e innocente, di una ragazza che sta diventando donna. I volti si costruiscono per ampie campiture di colore, i cui impasti sono scelti con cura, mentre i contorni, solidi e netti, delineano, contengono ogni campitura in cui si seziona il volto, ponendo in primo piano quell’asimmetria insita in esso. Un corridoio di ritratti di donne illustri, sembrerebbe realizzare la nostra autrice, che fungano da esempio e monito per chi le guarda, come lo sono state per se stessa. Che lo spettatore, come davanti a uno specchio, possa riconoscervi le proprie voglie e allo stesso tempo risolvere i propri dubbi e ricevere la forza per operare la propria rivoluzione personale, pur restando consapevole dei rischi sulla propria pelle.

Alessandra Ioalé – Storica dell’arte

 

Inaugurazione giovedì 15 marzo ore 18.30

Dal 15 marzo al 5 aprile 2012

In esposizione presso l’Osteria Bernardo di Pisa

MASSIMO PASCA “Nemico del Mio Tempo. Esposizione di questioni aperte”

NemicoDelMioTempo_MassimoPascaPorre il pennello o la penna sul supporto e iniziare a tracciare il disegno. Andare avanti liberando sé, seguendo quel flusso creativo che ha origine nella propria coscienza senza sapere quale sarà l’approdo. Un dialogo tra artista e traccia che s’interrompe nel momento in cui, come dice Pasca, “il disegno diventa bello”, e lo storpia, proprio perché non è più frutto di una trascrizione immediata, automatica, ma ragionata. Così l’artista cambia per immergersi nuovamente in quel flusso e trarvi immagini autentiche, restituendole però con perizia calligrafica e precisione descrittiva propria di ogni buon racconto. Come i bozzetti e gli schizzi tanto cari ai collezionisti del genere per la loro incompiuta bellezza, che incuriosisce e invita l’occhio umano a essere conclusa, per l’esatto opposto i disegni, le illustrazioni e i dipinti di Massimo Pasca affascinano e rapiscono lo sguardo di chi li ammira. Dovizia di particolari caratterizzano divertenti personaggi, a volte ironici e irriverenti, che si affollano a far festa sulla superficie dell’opera – rigorosamente neutra. Si incastrano, insinuandosi l’un con l’altro, arrivando ad essere l’uno origine dell’altro in un ciclo continuo e senza fine, come un flusso di coscienza per immagini senza la punteggiatura, che cattura la nostra attenzione sin dall’inizio e non la lascia andare fino alla conclusione del racconto. Un racconto che assume ogni volta trame differenti di figure multiformi, componendo una scenografia su cui si stagliano interpretazioni soggettive di icone della nostra cultura, dandovi risalto, o viceversa divenendo l’anima di un soggetto più grande, totale, unico protagonista dell’opera che comprende in se tutte le immagini e ne è a sua volta compreso e restituito nel significato.

“Nemico del mio tempo” è il racconto, dalla trama singolare ed eccentrica, del flusso di coscienza dell’artista che grida ai disagi del suo tempo i cui protagonisti non sono altro che i personaggi-icone, caratterizzate da una sottile e pungente vena sarcastica. Ogni opera è una pagina di questo racconto da cui non si può non essere coinvolti.

Alessandra Ioalé – Storica dell’arte