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Miss Sarajevo 1993

Sabato 5 ottobre 

ore 21.30

Biblioteca Comunale di San Casciano Val di Pesa

MISS SARAJEVO 1993_San Casciano 5 ottobre

Maggio 1993. La pazzia è divenuta visibile.

Aida è una giovane ragazza di Sarajevo, che ha vissuto l’incendio della Vijecnica, la maestosa biblioteca di Sarajevo, che ne è uscita viva, che porta con sé, sempre, i cinque libri che salvò durante quell’incendio, che adesso vuole partecipare a Miss Sarajevo, l’edizione del 1993. Vorrebbe partecipare, ma un cecchino l’ha presa di mira, si è dovuta rifugiare nella Vijecnica- ancora la Vijecnica.

I giorni passano, ha sempre più fame, è sempre più stanca. Parla, continua a parlare, perché non le resta che questo: parlare con quest’uomo, che vuole, deve ucciderla, proprio perchè è in trappola come lei.

Quando il reale è indicibile, la rappresentazione è sempre interpretazione. E così si perde la consapevolezza e la distanza tra i due personaggi che in molti passi sembrano incarnarsi e specchiarsi l’uno nell’altro come la voce solitaria della propria autocoscienza. Collocandosi fuori d’ogni controllo o interferenza, sprofondati nella dicotomia tra io e l’altro, a tratti si proteggono come fratelli, a tratti si allontanano come bestie che proteggono gli ultimi respiri della propria  vita.

Nel buio della solitudine lo sguardo dell’altro contribuisce a definirci, a costruirci un’immagine di noi stessi, edifica definizioni e sovrastrutture e ci salva dalla follia, questo Aida lo sa bene.

Il destino li ha ormai uniti, li ha messi uno di fronte all’altro nella corsa irrefrenabile dove la coscienza sbatte contro l’autocoscienza, dove il confine invalicabile che la vita pone tra le due individualità è stato travalicato. Entrambi sono nudi di autocoscienza, l’uno muta nello specchio dell’altro, si aggrovigliano, si sommano, si moltiplicano e si sgretolano in infinità di identità.

Con la speranza di avere entrambi la forza di combattere ancora le seduzioni delle necessità.

Entrambi hanno sempre più freddo, sempre più fame, sempre più sete ma corrono, scappano come pedine di un gioco già prestabilito; conoscono perfettamente tutte le vie e i nascondigli di una città assediata e vogliono vivere.

Aida parla, continua a parlare.

Due diverse anime si scontrano sulla scena: una concreta, forte, pronta a ricercare strategie per arrivare ad una via di fuga; l’altra incerta, debole, persa a parlare con i personaggi-fantasma dei libri che la circondano, a confondersi con loro, rubando a quelle storie l’amore, l’avventura, l’orrore che non può più scegliere.

Ma è sul finale che prende forma la meraviglia che rivela l’esistenza di una sola soggettività.

 “Chi è la bestia e chi è la bella a Sarajevo?”

Tra rimandi continui alla letteratura occidentale, perché Sarajevo è Occidente, Sarajevo è Europa, Aida prende il pubblico per mano e lo getta nel cuore dei Balcani, dentro all’Assedio, dentro ai suoi libri, alla follia della solitudine, ai sogni, ai topi, alla fame, alla paura.

Fino all’inevitabile fine.

L’ultima mossa che resta da compiere è smascherare se stessi:

quanto siamo disposti a concedere e concederci?

Il lavoro ha preso forma da una continua trasformazione della parola nello spazio teatrale. La prima “bozza” proposta dall’autore si è messa a servizio dell’espressione puramente fisica, al fine di trovare una forma che esprimesse la sintesi tra testo e movimento. 

La scelta del tema nasce da un’esperienza personale che è diventata necessità di accendere una luce sul magnifico esempio di umanità dimostrato dal popolo bosniaco, dai cittadini di Sarajevo,  in un momento che di umano non aveva niente.

Cosa spinge l’uomo ad andare avanti, quando tutto di fronte tende alla distruzione e all’indifferenza? Questo l’ambito di ricerca in cui l’autore e l’attrice si sono mossi in cerca di risposte o forse solo di scoperte che non rispondono.

Grazie ad una Residenza di 20 giorni presso il centro teatrale I Macelli di Certaldo, lo spettacolo debutta il 26 Maggio 2012 con una scenografia pensata appositamente per quello spazio da Lorenzo Cianchi, artista/macchinista teatrale di Certaldo.

Lo spettacolo ha due possibilità di resa, uno comprensivo di scenografia per openspace, e una versione basic per spazi teatrali classici, dove la struttura non è montabile, che è quella che proponiamo nel circuito delle Biblioteche, in cui la mise en space viene modificata secondo le necessità del momento. L’impianto luci e audio è ridotto al minimo per esigenze registiche. Il testo è stato selezionato e pubblicato da “Perlascena – non periodico per una drammaturgia dell’oggi”.

Alice Bachi

Veronica Tronnolone (concept)

Info. e contatti

Via Roma, 37

San Casciano Val di Pesa

055 8256380

http://www.unionechianti.it/biblioteca/home.asp

biblioteca@comune.san-casciano-val-di-pesa.fi.it

Miss Sarajevo 1993 | SMS Biblio Pisa

Immagine

Drammaturgia originale: Federico Guerri

Adattamento scenico: Alice Bachi

Assistenza tecnica: I Macelli Staff e Le Blatte

Biblioteca SMS Pisa

Sabato 15 giugno ore 18

Tutto parte dal testo e tutto è iniziato da un testo. 
“..le bosniache nel tempo di guerra/ avevano degli occhi assai più belli/ perché la morte vicina nobilita/ e rende irripetibile la vita.” (P. Rumiz)

Aida è una giovane ragazza di Sarajevo, che ha vissuto l’incendio della Vijecnica, che ne è uscita viva, che porta con sé, sempre, i cinque libri che salvò durante quell’incendio, che adesso vuole partecipare a Miss Sarajevo, l’edizione del 1993. Vorrebbe partecipare, ma un cecchino l’ha presa di mira, si è dovuta rifugiare nella Vijecnica- ancora la Vijecnica-. 
I giorni passano, ha sempre più fame, è sempre più stanca. Parla, continua a parlare, perché non le resta che questo: parlare con quest’uomo, che vuole, deve ucciderla, proprio perchè è in trappola come lei.
“Chi è la bestia e chi è la bella a Sarajevo?”

Alice Bachi, attrice diplomata al Piccolo Teatro di Milano, ha realizzato in co-produzione con il Teatro I Macelli di Certaldo uno spettacolo teatrale che racconta, in modo del tutto nuovo e personale, questa enorme tragedia socio-culturale vissuta dalla popolazione bosniaca, che ha visto distruggere uno dei suoi simboli culturali più importanti nel mondo. “Miss Sarajevo Assediata”è anche il racconto in prima persona di una giovane donna, protagonista spaventata e incredula dell’orrore accaduto alla sua città, alle persone, alla sua amata biblioteca e al tesoro contenutovi, ma non per questo remissiva e incapace di volere, nel suo piccolo, fare qualcosa. Porta con sé cinque libri salvati dal rogo della Vijecnica, “perché noi siamo le storie che ci vengono raccontate”, e questo le permette di raccontare gli orrori subiti; e soprattutto pone in evidenza, attraverso il dialogo assurdo che la protagonista instaura con il cecchino che la tiene sotto tiro, l’insensatezza di una guerra basata sull’irrazionale ideale di sopraffazione di un etnia su un’altra etnia. Proprio in occasione della conclusa ricostruzione e futura riapertura della Vijećnica. I Macelli Teatro insieme ad Alice Bachi vogliono realizzare, un più ampio e ambizioso progetto, un percorso teatrale d’intrattenimento a scopo educativo, che vede lo spettacolo teatrale protagonista nelle biblioteche di tutta Italia, aderenti al progetto, in cui verrà messo in scena, come veicolo di messaggi sulla tutela e conservazione del patrimonio librario.

Per informazioni e contatti

Biblioteca SMS Pisa

Via San Michele degli Scalzi (Piagge), 56124 Pisa

smsbiblio@comune.pisa.it

050 86629-212/217/218

orari apertura :
Lunedì dalle 9.00 alle 14.00
dal Martedì al Venerdì 9.00 – 19,30
Sabato 14.00 – 19,30

To be or not to be. Miss Sarajevo assediata @ Biblioteca della Ghisa | Follonica

IMacelli Certaldo presenta

Alice Bachi in

To be or not to be

Miss Sarajevo assediata

MissSarajevoAssediata

Drammaturgia originale: Federico Guerri

Adattamento scenico: Alice Bachi

Assistenza tecnica: I Macelli Staff

Biblioteca della Ghisa

Ex Comprensorio Ilva, Follonica (GR)

Stagione teatrale e musicale 2012/2013

Giovedì 14 marzo ore 21.30

Il progetto

Nella notte tra il 25 e il 26 agosto 1992 iniziò il bombardamento della biblioteca di Sarajevo. La Viječnica fu distrutta dai proiettili incendiari dell’esercito serbo bosniaco, e migliaia di libri bruciarono nel rogo.

L’edificio della Viječnica fu costruito negli ultimi anni dell’800 secondo la volontà delle autorità austroungariche, le quali decisero di costruire l’edificio per dimostrare la loro potenza e per rendersi amici i musulmani locali scegliendo, secondo la loro opinione, uno stile orientale. Al termine della Seconda Guerra mondiale, il palazzo assunse un ruolo completamente diverso. Sede dell’Accademia delle Scienze, venne cominciata la raccolta di libri per costituire la cosiddetta biblioteca nazionale e  universitaria. Contenitore di un enorme e prezioso tesoro con al suo interno anche aule dove accogliere gli studenti,diventò presto un polo culturale attrattivo e d’incontro molto frequentato dai giovani, se non che un simbolo forte della capitale e della sua cultura multietnica. A dimostrazione della sua connotazione di centro d’arte a servizio dei cittadini c’è il fatto che Vladimir Vlado Vojnović, uno dei pittori più famosi e rappresentativi, aveva il suo studio proprio in cima di una delle tre torri. Dopo la distruzione della Viječnica è cominciata la sua ricostruzione, durata oltre vent’anni con un’enorme impiego di forze, che ha portato il 18 settembre scorso allo smantellamento delle impalcature e alla riscoperta della bellezza di uno dei simboli della capitale bosniaca, la Vijećnica, la cui apertura al pubblico è prevista nel maggio del 2014.

Alice Bachi, attrice diplomata al Piccolo Teatro di Milano, ha realizzato in co-produzione con il Teatro I Macelli di Certaldo uno spettacolo teatrale che racconta, in modo del tutto nuovo e personale, questa enorme tragedia socio-culturale vissuta dalla popolazione bosniaca, che ha visto distruggere uno dei suoi simboli culturali più importanti nel mondo. “Miss Sarajevo Assediata”è anche il racconto in prima persona di una giovane donna, protagonista spaventata e incredula dell’orrore accaduto alla sua città, alle persone, alla sua amata biblioteca e al tesoro contenutovi, ma non per questo remissiva e incapace di volere, nel suo piccolo, fare qualcosa. Porta con sé cinque libri salvati dal rogo della Vijecnica, “perché noi siamo le storie che ci vengono raccontate”, e questo le permette di raccontare gli orrori subiti; e soprattutto pone in evidenza, attraverso il dialogo assurdo che la protagonista instaura con il cecchino che la tiene sotto tiro, l’insensatezza di una guerra basata sull’irrazionale ideale di sopraffazione di un etnia su un’altra etnia. Proprio in occasione della conclusa ricostruzione e futura riapertura della Vijećnica. I Macelli Teatro insieme ad Alice Bachi vogliono realizzare, un più ampio e ambizioso progetto, un percorso teatrale d’intrattenimento a scopo educativo, che vede lo spettacolo teatrale protagonista nelle biblioteche di tutta Italia, aderenti al progetto, in cui verrà messo in scena, come veicolo di messaggi sulla tutela e conservazione del patrimonio librario.

Tutto parte dal testo e tutto è iniziato da un testo.

“..le bosniache nel tempo di guerra/ avevano degli occhi assai più belli/ perché la morte vicina nobilita/ e rende irripetibile la vita.” (P. Rumiz)

Aida è una giovane ragazza di Sarajevo, che ha vissuto l’incendio della Vijecnica, che ne è uscita viva, che porta con sé, sempre, i cinque libri che salvò durante quell’incendio, che adesso vuole partecipare a Miss Sarajevo, l’edizione del 1993. Vorrebbe partecipare, ma un cecchino l’ha presa di mira, si è dovuta rifugiare nella Vijecnica- ancora la Vijecnica-.

I giorni passano, ha sempre più fame, è sempre più stanca. Parla, continua a parlare, perché non le resta che questo: parlare con quest’uomo, che vuole, deve ucciderla, proprio perchè è in trappola come lei.

“Chi è la bestia e chi è la bella a Sarajevo?”

Tra rimandi continui alla letteratura occidentale, Aida prende il pubblico per mano e lo porta dentro Sarajevo, dentro l’Assedio, dentro i suoi libri, che le permettono di evadere dalla clausura delle macerie, per poi tornare inevitabilmente alla realtà, ai topi, alla fame, alla paura.

Lo spettacolo si modifica e si muove nei margini labili del momento del “qui e ora”: quanto siamo disposti a concedere e concederci?

Lo spettacolo è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

Per info e prenotazioni:

Biblioteca della Ghisa

Ex Comprensorio Ilva,

58022 Follonica (GR)

dal lunedì al venerdì ore 9.00-19.00, sabato ore 9.00 – 13.00

Tel. 0566 – 59246

Mail. biblioteca@comune.follonica.gr.it

Web. http://www.comune.follonica.gr.it/biblioteca/