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Parentesi Aperte: Aris “La Macchia Umana” @ Studio D’Ars Milano

Parentesi Aperte: Aris La macchia umana

Personale a cura di Alessandra Ioalé

Studio D’Ars

Via Sant’Agnese 12/8 Milano

Dal 20 Gennaio al 20 Febbraio 2015

Inaugurazione Martedì 20 Gennaio ore 18

 

Studio D’Ars Milano è lieta di presentare La macchia umana, la prima personale milanese dell’artista italiano Aris, nonché la terza personale del ciclo Parentesi Aperte a cura di Alessandra Ioalé.

Dallo studio delle lettere alla loro astrazione per poi arrivare alla creazione di “puppets” è il percorso seguito da Aris per la costruzione del proprio linguaggio espressivo che lo contraddistingue ormai da vent’anni nel panorama europeo dell’arte urbana e contemporanea. Una trasformazione fluida delle lettere in delicate silhouette dal profilo essenziale, pulito, senza alcuna volontà di sfondare le superfici su cui giacciono. Una continua ricomposizione di corpi fluidi, che si propagano, avanzano, spaziano come una grande macchia lasciando una traccia sul suolo del mondo.

Macchie umane che man mano rifuggono dalla immediata riconoscibilità e comprensione avviandosi verso una sintesi formale assoluta in cui vi si può riscoprire un principio naturale altrettanto assoluto. L’intrinseca complementarietà della natura umana. E che nella nuova serie di opere realizzate per La macchia umana raggiungono un successivo e potente grado di espressività. Accanto infatti a una serie di disegni in cui è ancora presente e forte la bidimensionalità della composizione, accentuata dall’uso di texture e colori per la delimitazione delle forme, Aris presenta dei pezzi dove le forme di corpi fluidi emergono con una nuova consistenza e profondità proprio dall’intaglio di diversi e sovrapposti strati di carta dalla gamma cromatica di contrasto, segnando un’evoluzione nel percorso di ricerca dell’artista, che vediamo qui dispiegarsi in tutta la sua complessa bellezza.

Aris

Aris inizia la sua attività nel ’93 dipingendo su treni e muri. Sviluppa uno stile personale di lettering da cui si allontana progressivamente cercando la sua figura che in seguito si trasforma in un cumulo di sagome e forme. Nei suoi esperimenti e ricerca di stile, il supporto (treno, muro, lamiera, ecc.) e lo spazio in cui il supporto vive assumono grande rilevanza, per cui il viaggio, la necessità di esplorare, diventano una parte del lavoro e lo portano a dipingere in varie nazioni, tra cui: Spagna, Germania, Polonia, Russia, ecc.  Ha realizzato diversi interventi sui muri di spazi non tradizionalmente votati all’arte e comunque spazi pubblici. Si dedica alla rivitalizzazione e rigenerazione del landscape urbano e peri-urbano e lo fa con l’uso della tempera muraria, che ha una forte valenza simbolica, le immagini che abitano queste nuove superfici sono create con la stessa sostanza che di solito si usa per ricoprirle.Ambientazioni lunari e mondi dimenticati sono i temi preferiti delle sue opere.

Negli ultimi anni partecipa a varie mostre e progetti tra cui: From Street to Art, IIC, NY, US, 2014, a cura di S.Pallotta; Indoor Outdoor, SMS, Pisa 2014; Vedo a Colori, Civitanova Marche, 2014, a cura di G. Vesprini; Icone 5.9, Modena, 2013 a cura di P. Rivasi; City Bilder, Dresda, DE, 2012, a cura di J. Besser; Piknik festival, Esztergom, HU; Scala Mercalli, Roma, a cura di G. Marziani; Street Art, Sweet Art, PAC, Milano, a cura di A. Riva.

www.aix-pb.com   

 

Progetto Parentesi Aperte. Cinque personali espressioni contemporanee

A cura di Alessandra Ioalé

 “Parentesi Aperte” è il ciclo di cinque mostre personali a cura di Alessandra Ioalé, che ha lo scopo di presentare al pubblico cinque personalità artistiche, operanti prevalentemente sul territorio italiano ed europeo, all’interno di Studio D’Ars di Milano, per la stagione 2014/2015, uno spazio nel cuore della metropoli che si propone di essere e che sta diventando punto di riferimento per la conoscenza e divulgazione delle tendenze che oggi caratterizzano l’arte contemporanea. Cinque personali espressioni molto differenti tra loro, sia per formazione che per soluzioni estetico-formali, ma con il comun denominatore nella cultura underground degli anni ‘90 e nella capacità di captare, di sentire e rispondere “insieme” alle stesse esigenze espressive e comunicative in assoluta sintonia con il resto d’Europa e del mondo, superando i confini naturali delle proprie discipline di riferimento, e per alcune anche quelli geografici. Artisti che partendo dai muri hanno la capacità di spandere la propria arte in oggetti, installazioni, tele e quant’altro, come particelle di loro stessi articolate in un più ampio discorso parallelo, o viceversa artisti che vogliono andare oltre il foglio di carta, oltre la tela, per raggiungere le grandi superfici murali, tutto per giungere al cuore di un pubblico sempre meno elitario. Un’energia creativa italiana inconfondibile e originale che ha scelto comunque di esplorare e sviluppare la propria ricerca in ciò che oggi è definita Arte Urbana, riuscendo a potenziarsi in reciproco scambio con le forze creative degli altri paesi.

La scelta dei cinque artisti nasce per empatia con la loro opera e per l’intesa che si è creata tra me, come storica dell’arte e come persona, e loro come persone portatrici di grande sensibilità estetica attraverso la quale plasmano il messaggio da trasmettere. Per ognuno compiremo un approfondimento critico sulla ricerca attuale dell’artista, aprendo cinque parentesi sul loro operato che ne metta in evidenza le peculiarità e le capacità di sviluppo oltre la propria disciplina di riferimento, in stretto rapporto con la propria esperienza di vita, sia professionale che quotidiana, al di fuori dei circuiti culturali istituzionali. Pur partendo dalla rielaborazione di tematiche diverse ed opposte vedremo una netta relazione tra il vissuto e il dipinto, tra il reale e il riprodotto. Cinque “parentesi aperte” che possano lasciare intuire ciò che può divenire in futuro, grazie all’analisi dello stile e della poetica che nel tempo sono diventati riconoscibili e caratteristici. Cinque “parentesi aperte” sulle personalità di CT, 108, Aris, Giulio Vesprini, Gio Pistone.

FB: Parentesi Aperte

Prossime inaugurazioni del ciclo Parentesi Aperte:

3 – 24 Marzo 2015

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini | Cosmometrie

1 – 28 Aprile 2015

Parentesi Aperte: Giò Pistone

 

Studio D’Ars Milano

Via Sant’Agnese 12/8 – tel. +39 346 6292285

Mail: danieledecia75@gmail.com

From Street to Art | The first overview of Italian urban artists in New York

“From Street to Art” is the first overview of Italian Street Art through the work of 10 of the best contemporary artists curated by Simone Pallotta and hosted by the Italian Cultural Institute of New York from 20 June to 20 August 2014.

The exhibition presents, for the first time, the names that led the street scene in Italy during the last decade showing their work and their creative process, authorial and personal, investigating on a generation of artists who are just starting to write the future of art in Italy and of Italian art in the world: Agostino Iacurci, Aris, BR1, Cyop&Kaf, Dem, Eron, Hitnes, Sten&Lex, Ufo5, 2501.

The purpose is to show the development of a new generation of Italian artists, who share the title of street artist thanks to a strong urban presence and a spatial approach to their work, but that have dissimilar ways of painting and substantial differences in the contents they express, with poise and maturity, even in gallery. New York since the ’70s inspired the birth of a new urban culture that has conquered the world by decreeing a renewed way of thinking of art in direct connection with public space. Graffiti art speaks a language that is unintelligible to the mass while reclaiming public space. With the first collective exhibition of Italian street artist, right here in New York, we observe the strong and independent creative propulsion that has led some of these artists to direct their work within more understandable formal schemes, distancing it from graffiti but maintaining a much closer connection with the public, moving into the urban context as in the museum, certifying the strength of this new generation of contemporary artists that have to be defined as such, regardless of the medium in which they move.

In witness to the will of the exhibition and in honor to the city that host us, we’ll invite also the street in the gallery, during the opening on Friday 20th June, showing the making of the work of two artists in the exhibition, Hitnes and BR1, in their privileged context but in an exceptional setting: the streets of New York.

Media partner: BrooklyntreetArt.com

Supported by: laFondazioneNY, Walls, Tramp, NYstGallery, Exit Room

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From Street to Art” è la prima panoramica sulla Street Art italiana raccontata attraverso i lavori di 10 tra i migliori artisti contemporanei curata da Simone Pallotta e ospitata all’Istituto Italiano di Cultura di New York dal 20 giugno al 20 agosto 2014.

La mostra collettiva presenta per la prima volta i nomi che hanno determinato la scena street in Italia durante gli ultimi dieci anni mostrandone il lavoro e il percorso creativo, autoriale e personale, indagando così su una generazione di artisti che sta cominciando ora a scrivere il futuro dell’arte in Italia e dell’arte italiana nel mondo: Agostino Iacurci, Aris, BR1, Cyop&Kaf, Dem, Eron, Hitnes, Sten&Lex, Ufo5, 2501.

Lo scopo è mostrare lo sviluppo di una nuova generazione di artisti italiani che condividono il titolo di Street Artist grazie ad una forte presenza urbana e all’approccio spaziale della loro opera, ma che hanno dissimili modi di dipingere e sostanziali differenze nei contenuti che esprimono, con equilibrio e maturità, anche in galleria. New York a partire dagli anni ‘70 ha ispirato la nascita di una nuova cultura urbana che ha conquistato il mondo decretando una rinnovata modalità di pensare all’arte in diretta connessione con lo spazio pubblico. Un’arte quella dei graffiti che parla un linguaggio incomprensibile alla massa pur riappropriandosi dello spazio pubblico. Con la prima collettiva di street artist italiani, proprio qui a New York, osserviamo la forte e indipendente propulsione creativa che ha portato alcuni di questi artisti a indirizzare il proprio lavoro entro schemi formali più comprensibili, distanziandosi dai graffiti ma mantenendo un rapporto molto stretto con il pubblico, muovendosi nel contesto urbano come in quello museale, certificando la forza di questa nuova contemporanea generazione di artisti che come tali devono essere definiti, a prescindere dal supporto sul quale si muovono.

In fede alla volontà della mostra e in onore della città che ci ospita, inviteremo la strada in galleria mostrandovi durante l’opening di venerdì 20 giugno il making of del lavoro di due degli artisti in mostra, Hitnes e BR1, nel loro contesto privilegiato ma in una cornice d’eccezione: le strade di New York.

Media partnerBrooklyntreetArt.com

Supported bylaFondazioneNYWallsTrampNYstGalleryExit Room

Il Mucchio Selvaggio parte III | Galleria D406 Modena

Dal 7 Giugno al 20 luglio 2014

Il Mucchio selvaggio parte III

Opening Sabato 7 giugno ore 18.30

Galleria D406 – Fedeli alla linea Modena

Mostra collettiva con opere di:

Andreco, Daniela Alfarano, Aris, Silvia Argiolas, Herbert Baglione, Giorgio Bartocci, Basik, Bastardilla, Andrea Bruno, Luca Caimmi, Andrea Chiesi, Luca Coser, Gianluca Costantini, Carlo Cremaschi, Dead Meat, Sara Dell’Onze, Dem, Luca Di Maggio, Ericailcane, Anke Feuchtenberger, Lorenzo Fonda, Alessandro Formigoni, Daniele Galliano, Joëlle Gagliardini, Francesca Ghermandi, Gilberto Giovagnoli, Marina Gasparini, Gabriella Giandelli, Gipi, Gola, Giuliano Guatta, Fausto Gilberti, James Kalinda, Aurélie William Levaux, Fabrizio Loschi, Francesco Manenti, Giovanni Manfredini, Lorenzo Mattotti, Nico Mingozzi, Marco Mazzoni, Piercarlo Marin, Milfredo, Giacomo Nanni, Marino Neri, Laurina Paperina, Andrea Pazienza, Beatrice Pucci, Stefano Ricci, Denis Riva, Andrea Sessa, Michelangelo Setola, Gianluigi Toccafondo, Nicola Toffolini, Alessandro Tota, Amanda Vähämäki, Alberto Zamboni, Danijel Žeželj.

mucchio selvaggio III

D406 – Fedeli alla linea

Via Cardinal Morone 31/33 Modena

327 1841147 | http://www.d406.it

CORN79 | HYBRIDS

Opening 10 June 18:00 – 10 June to 24 June 
Studio D’Ars, via Sant’Agnese 12, 20123 Milano
 
Curatela di  Daniele Decia 

Testo critico di Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 Gallery)

Il percorso che ha portato Riccardo Lanfranco a realizzare il ciclo di opere che compongono “Hybrids” è lungo ed articolato. 

Il viaggio inizia negli anni Novanta, periodo nel quale entra nel mondo del writing sia come artista che come organizzatore di eventi importanti (Street Attitudes/Picturin). Più tardi, intorno alla metà degli anni Duemila, abbraccia il “post graffitismo” o “street art”, dove la firma (tag), ovvero la peculiarità del writing, viene sostituita da una rappresentazione pittorica, figurativa o astratta.

Appassionato di grafica, affascinato dalla Op art e dalla cultura psichedelica, Riccardo inizia così una seconda vita, scegliendo come figura personale un intricato sistema di geometrie assimilabile al “mandala” buddista o al “yantra” Hindu: un diagramma circolare costituito dall’associazione di punti, triangoli, cerchi e quadrati, un articolato simbolismo che consente a chi lo osserva un imprevisto percorso spirituale.

Nella rappresentazione, questo simbolo dalla storia antichissima e dalle mille interpretazioni moderne entra in risonanza con l’esperienza del writing, così che a ogni dipinto vengono conferiti allo stesso tempo motivi di perfezione geometrica – mutuati dalla tradizione religiosa e dalla simbologia profana – ed elementi caotici, come le imperfezioni delle pareti urbane o l’uso delle vernici acquerellate, spesso utilizzate per i fondali.

Il passaggio dalla firma al “mandala” è importante e complesso: dalla frenetica e istintiva attività borderline del writer, si passa al lavoro progettuale e lento delle rappresentazioni geometriche: cambiano gli strumenti, i tempi, le modalità di esecuzione, le dimensioni e soprattutto i soggetti.

La firma in caratteri romani, espressione massima dell’individualità occidentale, viene sostituita da una simbologia geometrica di ispirazione orientale, che incarna valori come spiritualità, calma, meditazione ed empatia, antitetici alla poetica del writing. Nella sua radicalità, questo cambio di rotta esprime la volontà di rompere con il background di origine per approdare a un linguaggio diverso, che veicola messaggi e valori molto lontani anche dalla street art, in larga misura, spesso ruffianamente pop o banalmente politicizzata. Permane il supporto, rimangono le infrastrutture urbane e quindi la deperibilità dell’opera murale, destinata a rovinarsi e scomparire a causa intemperie, proprio come nella tradizione buddista, dove il “mandala” viene periodicamente “distrutto” per ricordare la caducità delle cose e la loro rinascita.

“Hybrids” è il punto di arrivo di questo percorso: una personale atipica, in cui tutte le opere sono state realizzate a quattro mani, in collaborazione con altri artisti.

La ragione di questa scelta va ricercata nel desiderio di raccontare entrambe le vite dell’artista: da una parte il passato, fondamentale sorgente della sua ricerca, rievocata mediante un “team work” su tele e carte che evoca il lavoro di squadra tipico del writing, dove la crew riveste un ruolo fondamentale nel “gettino up” del nome e spesso anche nella realizzazione di opere di grandi dimensioni o in situazioni di particolare pericolo; dall’atra il presente, in cui le figure astratte, entrando nel perimetro circoscritto dello “Studio D’Ars”, assumono la forma di algoritmi, di particelle subatomiche in movimento, molecole e galassie, l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo che determinano i limiti della percezione umana e rimandano insieme alla spiritualità delle opere su muro, dalle quali si distaccano nella tecnica, nelle dimensioni e spesso nelle forme.

“Hybrids” è un’occasione unica per apprezzare la ricerca ventennale di Riccardo Lanfranco, per studiare l’evolversi di collaborazioni ormai consolidate (Mr. Fijodor, Etnik, Vesod, Reser…) e per scoprire intrecci del tutto inediti (108, Bartocci, Aris…) che andranno ad arricchire un nuovo cammino, un altro ancora, che inizia da qui.

Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 gallery)

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English Version

The path which has led Riccardo Lanfranco towards the completion of the “Hybrids” series is a long and articulate one.

The voyage begins in the Nineties, period in which Riccardo enters the graffiti writing scene both as artist and as organizer of important events (Street Attitudes/Picturin). Further down the road, around 2005, he clasps “post-graffiti” or “street art”, where one’s signature (or “tag”), the defining element of graffiti writing, gives way to pictorial, figurative or abstract representations.

Thanks to an interest in graphic design, a fascination inspired by Op-Art and the psychedelic culture, Riccardo starts a new life, electing as his personal subject the buddhist “Mandala” or Hindu “Yantra”: a circular diagram constructed from associations of points, triangles, circles and squares, an articulate symbolism which offers the viewer access to an unexpected spiritual pathway.

In the artist’s work, this symbol with an ancient history and a long list of modern interpretations creates a sort of resonance with the graffiti writing experience. At once, each mural contains elements of geometric perfection – borrowed from religious tradition and profane symbology – and elements of chaos, such as the imperfections of urban walls or the use of diluted paint, often used for creating backgrounds.

The signature in roman characters, perhaps the biggest expression of western individuality, is replaced by geometric symbology tainted by oriental inspiration, which embodies values such as spirituality, calm, meditation and empathy, in contrast with the traditional language of graffiti writing. In its radicality, this change of direction expresses the will to break free from the artist’s original background by switching to a different tone, one able to convey messages and values quite distant from those of street art, which more often than not panders to pop art or is politicized in a banal way. However, the support remains the same, as so do the urban infrastructures and the transient nature of mural art, destined to be erased by time and weather, just as in the buddhist tradition, which preaches that the Mandala be swept away from time to time, to remind us of the cycle of destruction and rebirth of all things.

“Hybrids” is the arrival point of this long journey: an atypical one-man show, in which each work has been created in collaboration with a different individual artist.

The reason for this choice originates from the will to tell both of the artist’s lives: on one side his past, fundamental milestone of his research, recalled by “team work” on canvas and paper, the typical group effort attitude found in graffiti, where the crew plays a fundamental role in the process of “getting up” names, creating large-scale murals, and handling risky situations; on the other hand, present time, in which abstract figures enter the Studio D’Ars space, shapeshifting into algorythms, vibrating subatomic particles, molecules and galaxies, the infinitely large and the infinitely small which set the boundaries for human perception, recalling the artist’s mural art, yet differing in media, size and shape patterns.

“Hybrids” is a great chance to lay eyes on Riccardo Lanfranco’s ventennial research, to study the evolution of consolidated collaborations (Mr.Fijodor, Etnik, Vesod, Reser…), and to discover fresh twists (108, Bartocci, Aris…), which are bound to enrich a new voyage, yet another, which starts right here.

Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 gallery)

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Featured artists:
108, Andrrea, Aris, Etnik, Eon75, Fabrizio Visone, Francesco Barbieri, Giorgio Bartocci, Giulio Vesprini, Hide, Jeroo, Made514, MrFijodor, Proembrion, Rems182, Reser, Romi, Ruas, Vesod, Zoer, ZorkMade

Copyright © Studio D’Ars

For information about the exhibition:

Mail: danieledecia75@gmail.com
Mobil:+39 346 629 2285

For more information about the artist:

www.corn79.com
www.facebook.com/corn79
www.flickr.com/richardcorn
Instagram: corn_79

SKETCH-VINYLS | Esposizione itinerante di vinili d’autore Vol. 12 @ GLUE Firenze

SV_SKETCH-VINYLS

GLUE Alternative Concept Space Firenze

Sabato 1 febbraio 2014 dalle ore 22

Per la 12° tappa espositiva, Sabato 1 febbraio alle ore 22, il progetto SKETCH-VINYLS torna nuovamente a Firenze, stavolta sulle pareti del GLUE Alternative Concept Space. Questa tappa, che apre il tour invernale 2014 del progetto, vedrà la band emiliana dei The Death Of Anna Karina ad intrattenere il pubblico per la serata d’inaugurazione con brani tratti dal loro nuovo EP 12”Split, realizzato con la band toscana CHAMBERS, il cui art work è opera del toscano Francesco Barbieri, nonché uno degli artisti del progetto SV.

Il progettoSKETCH-VINYLS | Esposizione itinerante di vinili d’autore

Presentata per la prima volta alla settima edizione del MetArtRock di Pisa, diviene un progetto espositivo itinerante a cura di Alessandra Ioalé, che propone uno spaccato dell’arte contemporanea, operando uno zoom su alcune delle discipline più in fermento, come l’illustrazione, il fumetto, la pittura e l’Urban Art,  attraverso la realizzazione di opere specifiche a tema. Una Paint_List di quaranta artisti di spicco del panorama contemporaneo italiano, con un background culturale e formativo distinto, sono chiamati a scegliere di reinterpretare la copertina di un disco o customizzare un vinile sulle note della loro Play_List preferita, esposta insieme all’opera di riferimento, coinvolgendo e incuriosendo in modo originale il pubblico, che ha la possibilità non solo di conoscere i  brani che hanno ispirato le opere, ma anche di avvicinarsi al lavoro creativo degli stessi artisti.

Il vinile insieme alla propria copertina è da sempre stato oggetto di culto e gioia per gli occhi di collezionisti e appassionati di musica, soprattutto per l’alto livello qualitativo, tecnico ed artistico, che la tiratura limitata delle copie non fa altro che aumentarne il valore, fino a divenire un manufatto collezionabile. Che cosa può succedere quando il vinile e la sua copertina vengono separati e riconsiderati come oggetti singoli? Sulla base di questa questione il progetto propone la contemplazione di due processi interpretativi diversi, quello di reinterpretazione della copertina di un 33 giri, ovvero gli artisti si cimentano nella sfida creativa di rielaborazione di un’immagine preesistente, interagendo direttamente su immagini grafiche o illustrazioni già in sé concluse e proprio per questo collezionate; o quello di customizzazione di un disco, in altre parole la trasformazione e rivoluzione concettuale di un prodotto impegnativo, per forma e materiale, come il vinile, operando un ready made dell’oggetto decontestualizzato dalla sua funzione primaria di supporto musicale.

Una collettiva itinerante, documentata da un piccolo catalogo auto-prodotto a colori, catalizzatrice di un interscambio culturale ambizioso su scala nazionale tra il pubblico, gli artisti e gli operatori culturali che gravitano intorno ai diversi, per natura e missione, spazi espositivi che l’accoglieranno.

Gli artisti di SV

108 / AkaB / Tiziano Angri / Aris / Francesco Barbieri / Giorgio Bartocci / Checko’s Art / Paolo Cioni / Corn79 / Sandro Crash / Dado / Duke1 / Pablo Echaurren / Etnik / Camilla Falsini / Cristina Gardumi / Francesco Levi / Frank Lucignolo / Macs / Made514 / Mad Kime / Maicol&Mirco / MP5 / MR Fijodor / Nigraz / Ozmo / Daria Palotti / Massimo Pasca / Alice Pasquini / Tuono Pettinato / Alberto Ponticelli / Antonio Pronostico / Vacon Sartirani / Amalia Satizabal / Senso / Sera KNM / SPAM / Umberto Staila / Fabio Tonetto / Vesod

 

 Da settembre 2012 il progetto è stato esposto @

 

MetArtRock Pisa / 1-9 Set. 2012

Laboratorio21 Viareggio / 24 Nov. 2012

Silver Factory Firenze / 22-23 Dic. 2012

Cinema Caffè Lanteri Pisa / 17-24 Mag. 2013

Studio AFALab Lecce / 1-6 Giu. 2013

Crack! Roma / 20-23 Giu. 2013

Marea Festival Fucecchio / 26-30 Giu. 2013

Fesivalpark Pontasserchio / 29 Giu. 2013

Oltremare Festival Grosseto / Luglio 2013

Circolo degli Artisti Roma / 24 Nov. 2013

Belleville Comics Torino / 7-24 Dic. 2013

 Fan Page FB: SKETCH-VINYLS Esposizione di vinili d’autore

Alessandra Ioalé | RDV https://alessandraioalerdv.wordpress.com

GLUE Alternative Concept Space

Viale Manfredo Fanti, 20

50137 Firenze

Site: www.gluefirenze.com Mail: info@gluefirenze.com

Contemporanea-mente | Una collettiva benefica per l’Ospedale di Sassuolo

Aris

Aris

Il prossimo 19 dicembre vedremo ancora una volta realizzarsi una bella iniziativa benefica, che ha per protagonista l’Arte e la sua forza catalizzatrice con l’inaugurazione presso il nuovo Ospedale di Sassuolo della collettiva “Contemporanea-mente“. Ancora una volta vediamo la partecipazione di due Gallerie d’arte, in questo caso la  D-406” di Modena e “Per Capita Arte Contemporanea” di Carpi, che in partnership con l’Ospedale e la Fondazione Ospedale di Sassuolo, e con il contributo economico di Dussmann, riescono a portare in mostra, fino al 3 febbraio 2014, le opere di artisti contemporanei come Aris Giorgio Bartocci, due noti esponenti della Street Art italiana,  insieme a quelle di Gavin Rain e Salvatore D’Annaaltri due grandi nomi del panorama internazionale. Enrico Contini, Presidente del complesso ospedaliero, dice “con questa mostra, l’Ospedale di Sassuolo intende rinnovare e dare nuova linfa al progetto di VolontariArte.  Questa iniziava è volutamente orientata verso la contemporaneità. La scelta degli artisti e delle loro espressioni pittoriche vogliono essere un omaggio alle nuove forze espressive che caratterizzano questi anni. Street-Art e Neo-pointillism ne sono un esempio. Contemporaneità e contemporaneamente sono le due facce della medaglia di questa mostra. La prima si evidenzia con l’espressione artistica, la seconda è rappresentata dalla continuità di VolontariArte che negli anni si è caratterizzata per il sostegno, anche economico, dato a numerosi progetti attraverso la vendita delle opere. Anche questa volta sarà possibile acquistare le opere, sapendo che parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Ospedale di Sassuolo Onlus e di questo ringrazio sin d’ora chi vorrà contribuire in tal senso.

Giorgio Bartocci

Giorgio Bartocci

D’altro canto il Presidente della neonata Fondazione Ospedale di Sassuolo Onlus, il Dr. Romano Sghedoni conferma e spiega che con questo evento espositivo la Fondazione coglie l’occasione “per proporsi alla comunità nella sua precipua mission, ossia dare, nel segno del servizio, un contributo significativo al Welfare sanitario e assistenziale del territorio, in particolare con azioni e progetti a favore del nostro Ospedale. Non possiamo che apprezzare l’attenzione che l’Ospedale di Sassuolo, attraverso VolontariArte, rivolge alla creatività artistica quale elevata espressione dello spirito umano, nella consapevolezza che la bellezza del linguaggio artistico, costituisce un valore aggiunto per l’ambiente ospedaliero, rendendolo ulteriormente confortevole.” Infine porge i suoi ringraziamenti all’Ospedale di Sassuolo, alle Gallerie d’arte e a tutti quelli che collaborano in partnership all’allestimento della mostra, per l’opportunità data alla Fondazione di partecipare attivamente all’evento, con il proprio patrocinio e la propria collaborazione. In particolare per l’opportunità che le viene data con la raccolta fondi che l’acquisto delle opere proposte procura mediante la devoluzione di parte del ricavato alla Fondazione.

Gli artisti

Aris è nato nel 1978 a Viareggio, dove vive e lavora. Inizia la sua attività artistica come Train Writer circa 15 anni fa, per poi esprimersi successivamente anche con grandi opere su muro, prediligendo luoghi dismessi e fatiscenti, anonimi, figli della civiltà industriale, come i piloni che sorreggono ponti e strade e le costruzioni che non hanno una continuità diretta rispetto alla cultura del territorio nel quale sorgono. Nel tempo la sua ricerca lo porta a superare le barriere imposte dai dogmi dei graffiti: la vernice spray viene sostituita da acrilici e inchiostri, lettere da figure antropomorfe ed astratte rigorosamente bidimensionali che popolano un universo parallelo. Presente in tutte le manifestazioni più importanti della Street Art, Aris ha esposto in numerose gallerie in Italia e in Germania.

Giorgio Bartocci è nato a Jesi nel 1984, ha studiato all’Istituto Statale d’Arte Mannucci di Jesi e successivamente all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche I.S.I.A di Urbino, dove si è diplomato con una tesi sui linguaggi figurativi dal titolo “Moderni Primitivi”. Sin dagli inizi ha alternato l’impegno scolastico all’attività creativa partecipando a rassegne e mostre in tutta Italia spaziando dalla grafica pubblicitaria, all’urban art e all’arte contemporanea. I suoi lavori parlano da soli, i volti, il colore e la sospensione delle figure proposte sembrano galleggiare sulle pareti, attraverso un linguaggio nuovo, quello della grafica elettronica; il linguaggio digitale, lineare e sintetico che Bartocci impiega per disegnare i suoi soggetti umani, delineano un paesaggio inquieto che interagisce come segno nella complessità delle strutture urbane. Bartocci, oltre a realizzare opere di Urban Art da diversi anni, è anche fondatore dell’agenzia creativa Puntidivistastudio, attualmente vive a Milano lavorando come Art Director.

Salvatore D’Anna nasce a Palermo nel 1969, ma cresce a Milano, si forma da autodidatta. Le sue prime sperimentazioni artistiche risalgono al 2001, quando, dopo aver studiato i grandi maestri del ‘900, si appassiona alle forme d’arte più originali e contemporanee che lo porteranno a nuove ricerche stilistiche e formali. D’Anna nel suo lavoro oltre a raccontare se stesso racconta la società che lo circonda con un linguaggio estremamente contemporaneo. Nelle sue opere ricrea i muri delle nostre città, qui diventati un simbolo del desiderio atavico e del bisogno innato dell’uomo di raccontarsi ed affermare il proprio passaggio in questa vita. Le sue prime esposizioni risalgono al 2006 in collaborazione con importanti gallerie Italiane ed emittenti televisive, nel 2012 vince il primo premio alla VI edizione del Premio Internazionale d’Arte Martesana di Bergamo. 

Gavin Rain è nato a Città del Capo nel 1971. Ha studiato arte presso la Scuola d’Arte di Ruth Prowse a Cape Town e Storia dell’Arte presso l’Università di Città del Capo. Laureato in Psicologia e Neuropsicologia, entrambi presso l’Università di Città del Capo è arrivato alla pittura rielaborando i concetti del Divisionismo di Georges Seurat, di fatto creando un suo stile che lui stesso ama definire Neo-Puntinismo. I temi della percezione visiva sono alla base del lavoro che Rain cerca di portare all’esasperazione costringendo di fatto l’osservatore a reinterpretare e codificare il soggetto che ha davanti, quasi una traduzione della realtà che apparentemente ci sfugge ma che ad una osservazione più attenta si propone in tutta la sua consistenza. Con la sua pittura Rain ci invita ad osservare l’opera d’arte da più punti di vista, sia fisico che mentale, di fatto invitandoci ad un osservazione più profonda e mai superficiale. Artista di caratura internazionale, Rain ha esposto in tutto il mondo ed è stato invitato alle due ultime edizioni della Biennale di Venezia.