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Segno, Gesto e Materia. Le opere della Donazione Pieraccini alla GAMC di Viareggio

Per le prossime due settimane ci spostiamo a Viareggio negli spazi della GAMC, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani che propone al pubblico due importanti mostre: Segno, Gesto e Materia, che rimarrà aperta al pubblico fino a Luglio 2017 e Leo Ex Machina. Ingegni Leonardeschi nell’arte contemporanea, in esposizione fino all’11 Ottobre 2015. Due bellissime mostre che mettono in risalto esperienze artistiche e sfaccettature diverse che hanno caratterizzato, e continuano a caratterizzare oggi, l’arte contemporanea nazionale ed internazionale.

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Questa settimana vi voglio parlare della prima, che presenta alcune tra le più importanti, ma anche poco conosciute, personalità artistiche del panorama europeo nei tre decenni del secondo dopoguerra facenti parte della Donazione Pieraccini attraverso il nuovo progetto di allestimento curato da Alessandra Belluomini Pucci, Claudia Fulgheri e Gaia Querci.

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Al principio ho usato immagini naturali, poi ho cercato di esprimere direttamente lo spazio che era dentro di me. [Giuseppe Capogrossi]

Allestimento che mette in risalto le qualità intrinseche sia di opere pittoriche e grafiche che scultoree esposte nel sistema ordinato di corridoi e sale del Museo, da quelle più piccole ed intime in cui si crea un’affascinante dialogo tra le opere, a quelle più grandi ed ariose in cui il racconto delle sezioni, in cui è suddiviso il percorso, si dispiega davanti ai nostri occhi in modo chiaro e lineare.

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Sette sezioni ben pensate per condurre il visitatore alla conoscenza delle tendenze che hanno poi segnato lo sviluppo dell’arte contemporanea del secolo successivo; e punteggiate da frasi o citazioni dei grandi maestri atte a rivelarne l’essenza della loro poetica.

Il nero è la notte che eguaglia le cose e riduce tutto a una parata di ombre. Io sono il pittore di queste ombre. [Emilio Scanavino]

Dall’Arte gestuale e segnica di Hartung, Scanavino, Capogrossi, Perilli, Sanfilippo, Guido Strazza, in cui si rivendica la totale espressività contro una figurazione basata su “un’esecuzione immediata di grafismi asemantici e non-concettuali; all’Informale europeo che definisce la sua poetica su tre strade diverse, quella basata sullo slancio gestuale, quella sulle espressività segniche e quella sulle qualità della materia, come possiamo vedere nelle opere di Debuffet, Vedova, Richard Stankiewicz, Claude Viseux, Corpora e Santomaso. Dalla sezione dedicata allo Spazialismo di Lucio Fontana, Toti Scialoja e Castellani, all’Arte Materica di Burri, Arnaldo e Giò Pomodoro, Umberto Mastroianni ed Emil Schumacher. 

Volevo solo mostrare l’energia di una superficie. [Alberto Burri]

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Passando poi per la sezione del Nuovo Fronte dell’Astrattismo, caratterizzato in Italia e all’estero prima dalle ricerche di Dorazio, Afro, Munari, e da quelle di Max Bill, Arp, Magnelli, Ben Nicholson, Victor Vasarely. Fino ad arrivare al fronte della Neofigurazione in opposizione con l’egemonia astrattista in favore dell'”urgenza di un’inedita espressività iconica” da cui nascono molteplici voci come quella di Luca Alinari, Enrico Baj, Valerio Adami ed alcuni degli esponenti del Gruppo Co.Br.A.: Corneille, Alechinsky e Appel.

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Tutto il percorso si conclude poi con la sezione dedicata alle personalità della Versilia che attive da anni sul territorio hanno contribuito alla creazione e definizione di un linguaggio proprio locale.

Una cospicua e propedeutica mostra, affascinante nella disposizione delle opere, per riscoprire e rispolverare quelle che sono state le manifestazioni più belle, audaci ed efficaci che hanno caratterizzato l’arte contemporanea del ‘900 con non poche influenze e ripercussioni su quello che è avvenuto invece nell’arte del XXI secolo.

Per maggiori informazioni: http://www.gamc.it | 0584 581118

 

 

La nascita di “un’immagine sorprendente”. Mimmo Paladino e la rilettura dei grandi classici | Palazzo Blu Pisa

In una piccola ala al secondo piano di Palazzo Blu di Pisa, dalle pareti storicamente affrescate con squisiti cicli decorativi tardo settecenteschi, spiccano le 98 opere grafiche di uno dei più importanti esponenti della Transavanguardia, Mimmo Paladino. Scelte, ordinate e ben disposte per il piacere e lo stupore del pubblico, le opere sono divise in tre sezioni tematiche che compongono la mostra “Un’immagine sorprendente” a cura di Giorgio Bacci. Ed è proprio la ricerca di un’immagine che sorprenda chi guarda e chi legge un grande classico della letteratura è lo scopo del grande artista contemporaneo nella veste qui di illustratore per opere editoriali rare e preziose, in tiratura limitata come l’Iliade e l’Odissea di Omero, l’Orlando Furioso e Il Milione di Marco Polo, che per opere invece di ampia accessibilità e divulgazione come Le Metamorfosi.

Dalla serie "Tristi Tropici"

Dalla serie “Tristi Tropici”

Immagini originali, in cui vediamo affiorare le influenze e la lezione dei grandi maestri del ‘900, da Picasso a Debuffet e Baj, fino a Matisse e Licini, ai quali il Maestro fa riferimento e con i quali dialoga di volta in volta secondo la sua volontà espressiva; fresche nell’utilizzo quando della matita, dell’acquarello, della xilografia o del collage, e quando di tutte queste tecniche insieme; a volte ironiche ma allo stesso tempo cariche di significato, portatrici di un messaggio più profondo, l’essenza delle pagine scritte.

Tutte nate con la volontà di destituire i vecchi dettami secondo i quali leggere e interpretare questi classici, e dare ad essi una nuova chance interpretativa perché come Calvino insegna e il curatore ci riporta alla mente “[…] 4. D’un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima. 5. D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura. […] 6. Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.

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Il percorso inizia dal tema del “viaggio”, quello avventuroso di Ulisse e di introspezione e visionario di Dante fino a quello di scoperta dell’Estremo Oriente di Marco Polo dai quali sono nate delle opere letterarie memorabili con cui Paladino si confronta nelle nuove e pregiate edizioni, scegliendo per ognuno una tecnica grafica diversa ad hoc. Di spicco l’uso della xilografia per le splendide e minute cornici decorative in cui sono racchiuse le immagini illustrative de Il Milione.

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La seconda sala  invece dedica spazio al tema della mutazione, della metamorfosi delle forme espresso proprio nella serie di inchiostri de “Le Metamorfosi” attraverso un segno meno preciso e netto ma volubile e sinuoso proprio della sfuggevolezza del concetto stesso. Nell’idea invece di viaggio all’interno del cambiamento si innesta quella che potrebbe essere per l’artista la ricerca della propria autenticità e delle proprie origini con la serie dei “Tristi Tropici”, di particolare pregio per l’uso di diverse tecniche come il collage polimaterico, in cui ritroviamo i canoni stilistici che caratterizzano da sempre la ricerca di Paladino.

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Arrivando infine nell’ultima sala, veniamo messi di fronte a un tema molto importante, che ci riguarda da vicino, quello del “dissidio tra apparenza e realtà, maschera e volto, vero e falso”, esplicato nelle illustrazioni de “L’Orlando Furioso” e del “Don Chisciotte”. Il primo la rappresentazione della perdita di senno associato alla perdita del senso compiuto assunto dalle lettere; il secondo invece diviene il capovolgimento ironico della realtà stessa, in cui si tenta di ricercare il senso nascosto da portare alla luce. Un tema questo che diventa monito costante nel percorso che affrontiamo quotidianamente nella società odierna, e per l’artista è un’occasione per riflettere sul potere che il linguaggio delle parole assume quando evoca, dissimula, lascia intendere diventando ambiguo e ambivalente. 

Fino al 13 Settembre | Ingresso gratuito – Per maggiori informazioni www.palazzoblu.org

Lek & Sowat | “Paper Trail” il video della creazione dell’opera litografica

Per la loro seconda edizione, la galleria d’arte on-line Sold Art Gallery ha scelto di pubblicare una litografia ripresa a mano da Lek e Sowat. Entrambi gli artisti francesi sono stati tre giorni nello studio di URDLA a Villeurbanne per creare questa stampa dal titolo “Paper Trail“. Il video racconta le fasi di creazione di 2 pietre litografiche, una di Lek e l’altra di Sowat, da 200 chili ciascuno. Un mix di know-how del 19° secolo e di arte contemporanea, Lek e Sowat lasciano una complessa traccia sulla carta. L’esperimento è il cuore del lavoro, nulla è stato programmato o definito in anticipo. Gli errori diventano interessanti, i loro movimenti sono liberi.

Dopo la stampa ogni stampa, gli artisti dipingono su ogni copia, creando opere d’arte uniche ad un prezzo accessibile.
Disponibile su soldart.com/oeuvres/lek-sowat-paper-trail-lithographie/

Su gli artisti Lek&Sowat – http://www.soldart.com/a/lek-sowat

For their second edition, the on-line Sold Art gallery chose to publish a lithography enhanced by hand by Lek and Sowat. Both French artists stayed three days in the studio of URDLA in Villeurbanne in order to create this print named “Paper Trail“. The film tells the process of creation on 2 lithographic stones of 200 kilos each. Thanks to a mixture of 19th century know-how and contemporary art, of calame and roller, Lek and Sowat left a track on the tricky paper. The experiment is the heart of the work, nothing was planned or defined in advance. The mistakes become interesting, their movements are free.

After printing, the artists paint over each copies, creating unique works of art at an affordable price.
Available on soldart.com/oeuvres/lek-sowat-paper-trail-lithographie/

RinasciMente | Una collettiva per ricordare i novant’anni di incisione urbinate

Inaugurata il 13 dicimbre 2014, qualche giorno fa ho avuto il grande piacere di visitare la bellissima mostra collettiva RinasciMente accompagnata da due grandi artisti, lo scultore Ermes Ottaviani e Adriano Calavalle, nonché professori rispettivamente di discipline plastiche e incisione della Scuola del Libro di Urbino, una delle migliori scuole d’Italia dal 1861. Con loro sono stata introdotta alla storia della Scuola, dall’anno di fondazione con tanto di Manifesto fino ai giorni nostri, illustrandomi e raccontandomi con passione le oltre cento opere dei maestri incisori che vi sono susseguiti come professori dal 1925. Ripercorrendo con loro le tappe salienti di novant’anni di tradizione urbinate, dalla xilografia alla calcografia, scopro la bravura creativa di queste menti che hanno fatto rinascere e continuato a dar nuova linfa all’arte incisoria distinguendosi all’interno del ricco panorama italiano. La mostra, visibile fino a domani 14 Gennaio, ha sede nell’ex libreria “Il Portico” uno spazio storico, come potrete vedere dalle immagini, che rientra nel progetto di valorizzazione, attraverso le attività artistiche, di luoghi storici e comuni ormai dimenticati e purtroppo inutilizzati.

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A questo corpus di “segni incisi” si affianca anche quello di “segni animati” con lavori di artisti che lavorano nel campo dell’animazione e dell’illustrazione, tra cui il grande Gianluigi Toccafondo.

Diagonals. Il libro d’artista di L’Atlas | La nuova avventura editoriale di Le Grand Jeu

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In occasione dell’apertura di “Transversal“, prima personale italiana di L’Atlas alla Wunderkammer di Roma, lo scorso 22 novembre, è stato presentato “Diagonals“, il primo libro d’artista del grande urban artist parigino nonché il primo progetto nel campo dell’editoria d’artista de Le Grand Jeu in collaborazione con il rinomato Atelier R.L.D. di Parigi, che ha stampato il libro in edizione limitata a 50 copie su carta Rivoli.

Si tratta di 14 litografie firmate e numerate da Jules Dedet Granel aka L’Atlas, ognuna delle quali rappresenta un passo nell’elaborazione del suo bozzetto disegnato a mano. Come spiega, Christian Omodeo che scrive il testo critico del libro, l’artista abbandona la linearità orizzontale e verticale delle sue lettere scritte, per dieci anni elementi centrali nella sua ricerca artistica, per esplorare un nuovo spazio formale riempito con diagonali. Un cambiamento di prospettiva verso ciò che è stato l’amore per la calligrafia con cui ha lasciato la sua impronta su grandi e significativi spazi urbani in giro per il mondo.

L’Atlas is a French artist born in 1978. He began doing graffiti in the early 1990s. Fascinated by the history of handwriting, he has studied calligraphy in several countries and designed his own typography. He frequently works in public spaces and has become a major figure of the Street Art movement. He has also developed a pictural universe, where he leads the written word towards calligraphic abstraction. He lives and works in Paris.
The Atelier RLD has been founded in 1973 in Paris by Robert and Lydie Dutrou and has collaborated with artistes like Miró, Chillida, Tapiès, Alechinsky, Miotte, Seguí, Sugaï, Papart, Ionesco, Tardieu, Mandiargues, Butor and Perec, to produce prints and artists’s books during almost forty years. In 1985, Robert and Lydie Dutrou have opened a second atelier in Bourgogne, where they have installed various printing presses. MoMA considers Anular, produced by Antonio Tapiès at Atelier RLD in 1981, one of the fifty more precious artists’ books in the world. 

DIAGONALS

Printed on 240 gr. Rivoli paper
White cloth-covered clamshell box
Book dimensions: 25 x 25 cm. (9.84 x 9.84 in.)
Text by Christian Omodeo
Edition of 50, signed and numbered by the artist
2014

 

Lucca Comics and Games 2013 | L’effervescenza toscana nel vasto panorama delle autoproduzioni

Domenica si è conclusa la XXVII edizione di Lucca Comics 2013 ed io non potevo non andare a far visita agli stand della Self Area e curiosare tra le novità che quest’anno ci ha riservato il talento di molti dei giovani e promettenti artisti toscani del fumetto e dell’illustrazione, aggiornando così il mio precedente articolo, “Il fervido talento pisano al Lucca Comics&Games 2013”, nel quale ho dato qualche anticipazione di questo effervescente e variegato mondo, e fare una ricognizione più approfondita sulle autoproduzioni che le personalità nostrane stanno portando avanti con enorme successo da qualche anno. 

La Trama - Stand Self Area Lucca Comics 2013

La Trama – Stand Self Area Lucca Comics 2013

Iniziamo con una delle più produttive e polivalenti artiste toscane, Silvia Rocchi, giovane autrice pisana, che ha presentato a Lucca la sua nuova fatica edita con BeccoGiallo, “L’esistenza delle formiche”, il racconto a fumetti sulla vita di Tiziano Terzani, la cui partecipazione a Lucca non si è fermata a questo, ma anzi è presente alla Self Area insieme alle sue compagne, colleghe ed amiche Francesca Lanzarini, Viola Niccolai con le quali fonda il gruppo La Trama. Piccola realtà nata nel 2009 a Bologna, che vanta anche collaborazioni con autori stranieri promuovendo un tipo di fumetto che si avvicina a quello di realtà, e con la quale quest’anno presentano la nuova collana Coppie Miste, un progetto che vede la produzioni di 5 albetti in A5, dieci storie per immagini, ognuno realizzato da una coppia di disegnatori che sceglie una citazione tratta da poesie, pièce o canzoni sulla quale si modella ciascun racconto sulla base di un unico tema: tranquillità VS inquietudine. Tutti gli albetti composti da 28 pagine – 14 pagine per autore – hanno tavole a matita e collage fotografici in bianco e nero con una sovraccoperta originale stampata a mano due in xilografia a una o più matrici, le altre tre serigrafate a più colori.

I cinque albi della collana "Coppie miste" di La Trama

I cinque albi della collana “Coppie miste” di La Trama

Silvia per questa collana collabora con un’altra giovane talentuosa illustratrice pisana, Alice Milani, realizzando rispettivamente “Immobile” un racconto in cui “si parla di quelle cose lievemente tragiche che mi stanno a cuore, attese non soddisfatte, rinunce fatte di castelli in aria”, e “Fernweh”, “che si svolge tra Bruxelles e Parigi in un pomeriggio d’inverno. Il titolo è una parola composita di quelle che mi piacciono tanto in tedesco. Vuol dire Fern (lontano) e Weh (dolore). Si riferisce a quando hai una smania di andare lontanissimo talmente forte che ti fa male.” Mentre il primo albetto vede la collaborazione di Francesca Lanzarini e Viola Niccolai, la prima porta una storia ispirata dalle figure di Caino, “irrequieto e statico al tempo stesso, invecchiato dal lavoro nei campi, un cane randagio e Abele, pigro, ingordo ed amato. Agricoltura/pastorizia, stanzialità/erranza, azione/contemplazione, città/deserto, razionalità/animalità. La storia da biblica diventa popolare e come ci racconta la leggenda medievale, Caino camminò fino ad arrivare sulla luna”; la seconda invece prende spunto da un evento che si ripete tutti gli anni a Natale.

Quest’ultime due inoltre insieme a Silvia Rocchi ultimamente hanno anche dato vita a un loro progetto parallelo dal titolo Bosco di Betulle, il cui catalogo è presente a Lucca. Nato dalla condivisione di interessi e dall’esperienza comune di alcune tecniche grafiche che hanno portato le tre artiste a riflettere su modi possibili di lavorare insieme nei posti in cui sono cresciute, e a considerare la possibilità di mettere questi luoghi uno accanto all’altro, su carta, matrici e pellicola fotografica. L’idea è quella di mostrare il panorama che fin da quando erano piccole si ripete davanti ai loro occhi, implicando quindi uno sguardo al passato, domandandosi se ci fosse qualche luogo o qualche situazione a cui fossero affezionate e perché, con tutto il bagaglio di ricordi che ne scaturiva. Da qui nasce poi la prima di una lunga serie di mostre e il catalogo, che riunisce gran parte del materiale prodotto in sei mesi di viaggi fra Val di Nievole (Pistoia), Monte Serra (Pisa) e Monte Amiata , corrispondenze tra luoghi diversi raggiunti a rotazione dalle tre protagoniste che disegnano dal vivo posti che, se per una di loro sono abituali, per le altre sono delle novità, avendo come risultato uno sguardo ogni volta diverso. “Abbiamo scattato una grande quantità di fotografie, con vecchie pentax analogiche e polaroid, abbiamo improvvisato un laboratorio di xilografia in mansarda e sperimentato tecniche per noi nuove, come il foro stenopeico.

Teaser della mostra a cura di Teresa Soldani

E non è tutto per le giovani autrici Silvia Rocchi e Alice Milani che sono presenti anche nell’ultima antologica “Mother” di Delebile Edizioni, rispettivamente con “Cocci”, “una brevissima storia realizzata in luglio al seguito di una visita nel paese in cui è cresciuta mia mamma. Il gancio con il tema dell’antologia di Delebile è un aneddoto sulla sua adolescenza. Quando mi raccontava dei piatti rotti gettati per il buon auspicio, le brillavano gli occhi e adoro vederla così, per questo mi sono convinta fosse una buona cosa lavorarci per farne un breve racconto a fumetti” e con “Vicini”, racconto che parla di dichiarazioni delle tasse, di vicini più o meno molesti e di giuramenti di amore eterno.

Silvia Rocchi "Cocci" per "Mother" di Delebile ED

Silvia Rocchi “Cocci” per “Mother” di Delebile ED

Alice Milani "Vicini" per "Mother" Antologia di Delebile Edizioni

Alice Milani “Vicini” per “Mother” Antologia di Delebile Edizioni

Continuiamo ora con Amenità #3, il nuovo capitolo dell’antologia annuale a tema totalmente autoprodotta a cui collaborano da tre anni giovani artisti italiani e stranieri. La terza edizione di Amenità, “Cuccioli”, si compone di 6 albetti nati dalla collaborazione di 12 autori tra artisti europei, come Fabio Tonetto, Fabio Ramiro Rossin, Joroen Funke, e artisti dall’altra parte del mondo, come Mississippi, JuneleeTakashi Kurihara, ognuno con una copertina bicromatica serigrafata disegnata da sei illustratori differenti. Quest’anno oltre alla ormai consueta partecipazione di Lucia Biagi, in arte Whena, che divide il suo albo con l’autore giapponese, Toyoko Oguchi, vediamo anche quella del giovanissimo ma promettente fumettista pisano Francesco Guarnaccia che collabora con la giovane illustratrice Tai Pera di Taiwan che vive a Torino. Allo stand WhenaWorld incontriamo però anche tutta la serie di autoproduzioni che la nostra Whena, da quando si è trasferita a Torino, li realizza nello studio all’interno della sua fumetteria/libreria/Galleria Belleville; come le guide a fumetti di Seul, di Barcellona, della Danimarca, spassosi mini racconti degli itinerari sperimentati in diverse città del mondo da Whena e i suoi compagni di avventure; o le divertenti storielle dei suoi personaggi più noti come quella di “Bradi Costruttore”, un bradipo che ama comportarsi male e compiere nefandezze di ogni sorta;  per non parlare poi di tutta le sue collezioni di pupazzi realizzati a mano all’uncinetto e ricamati, come Gli Elegantissimi.

WhenaWhorld Stand Self Area Lucca Comics 2013

WhenaWhorld Stand Self Area Lucca Comics 2013

WhenaWhorld Stand Self Area Lucca Comics 2013 -  Particolare dei sei albi di Amenità #3

WhenaWhorld Stand Self Area Lucca Comics 2013 – Particolare dei sei albi di Amenità #3

Bradi Costruttore

Bradi Costruttore

Signor Bombolini

Signor Bombolini

Signor Bidone

Signor Bidone

Per concludere insieme a Lucrezia Benvenuti e Michele Lanzo, i nostri Lupi&Mipi, che come vi avevo anticipato hanno presentato la loro prima pubblicazione, “Homo homini Lupi” edita da Stockdom, ma andiamo a conoscere un po’ più da vicino questa affiatatissima coppia di creativi e la loro ultima opera. Studente di Storia dell’Arte vita natural durante, Lupi si è sempre dilettata in disegnetti, finché non ha ricevuto in dono una tavoletta grafica dal suo Mipi: da quel momento tutti i suoi personaggi buffi sono approdati sul web.” Ha collaborato con la fanzine Happy Brains e ha illustrato “Il gioco della scena tragica” di F. Nenci. Ed ama tanto il suo Mipi, che cerca di nascondere una laurea in Filosofia passando per sceneggiatore, regista, insegnante di arti marziali, musicista, giovane talento informatico, presentatore televisivo, gestore di cinema, presidente emerito, cacciatore di bambini. Dal 2012 hanno prodotto due raccolte di strip, la prima “Lupi & Mipi”, autoprodotta e presentata a Lucca lo scorso anno, e la seconda “Homo Homini Lupi”, piccole storie di una giovane coppia, in cui la vita quotidiana si fonde con il nonsense e con tutto il background pop-culturale con cui sono cresciuti i ragazzi degli anni ’80, i loro film di culto e i pomeriggi passati a guardare i cartoni animati. Ciò che differenzia Homo Homini Lupi dalla prima raccolta è il sottilissimo filo conduttore, che ha inizio sin dall’immagine di copertina in cui vi è la rivisitazione in chiave “lupina” il celebre dipinto di Leonardo da Vinci “La dama con l’ermellino” e che, come spiega Lupi, “vuole ironicamente suggerire un nuovo Rinascimento della coppia di autori, alle prese con tanti nuovi progetti e gratificati dal successo di quelli passati. Attraverso piccoli capitoli dal titolo latineggiante, si percorre la loro vita non convenzionale, fatta di piccoli litigi, nonne strambe, animaletti venuti dallo spazio, super poteri inutili e tanto tanto amore.”

Lupi&Mipi Stand Self Area Lucca Comics 2013

Lupi&Mipi Stand Self Area Lucca Comics 2013

Lupi&Mipi "Homo Homini Lupi" 2013

Lupi&Mipi “Homo Homini Lupi” 2013