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“Untitled” installation by Carlo Galli for Alternate Residency in Brooklyn NY | Video

“Deconstruction tape” is a short movie about the disassembly part of the installation “Untitled” by Carlo Galli in Brooklyn NY during the Alternate Residency. The installation is made by adhesive dangerous tape. The modules repeated on the surface of the studio, overlaying and aligning the two colors (red and white) in wich the tape is made of, are circumscribed squares one to each other creating a hypnotic effect. The material keep his meaning as delimitation and prohibition, it strengthen the concept of the installation.

“Deconstruction tape” è un video che documenta la fase di smontaggio dell’installazione “Untitled” realizzata da Carlo Galli durante la residenza Alternate Residency a Brooklyn NY. L’installazione è realizzata con nastro segnaletico adesivo. I moduli ripetuti sulla superficie dello studio, sovrapponendo e facendo coincidere le linee per qualità cromatica, sono dei quadrati bianchi e rossi che si circoscrivono l’uno con l’altro creando nell’insieme un effetto ipnotico. Il materiale che ho utilizzato porta con se il significato diretto di delimitazione e proibizione incidendo concettualmente sul risultato finale dell’ installazione.

Video by Sasha Cesana

For more infos about the artist -> http://www.carlogalli.it/

La camaleontica materia scultorea nelle mani di Carlo Galli | Conversazioni d’autore

Inauguro questo 2014 d’interviste su RDV dedicando lo spazio al giovane artista viareggino Carlo Galli che, forte di una profonda esperienza e conoscenza della modellazione scultorea, porta avanti una personale ricerca e sperimentazione materica, che lo distingue nel panorama di questa disciplina. Le materie scultoree nelle sue mani assumono connotazioni estetico-tattili estremamente interessanti, tanto da poter definire la sua scultura “camaleontica”, volendo rendere in superficie l’illusione di un altro materiale. Le sue elaborate installazioni site-specific, composte di singoli elementi interdipendenti e modellate attorno precise tematiche attuali, intessono un originale discorso critico col contesto che le ospita, come quelle realizzate su grande scala all’interno del Festival austriaco Schmiede 2013, o si fanno simbolo di quello stesso discorso nelle miniature prodotte in serie limitata per il progetto BAU a 3D per questo 2014.

Violet Vaiolent, 2014. Colla a caldo, colore acrilico, dimensioni variabili

Violet Vaiolent, 2014. Colla a caldo, colore acrilico, dimensioni variabili

Ciao Carlo! Parlaci un po’ di te come ti sei avvicinato alla scultura e come hai capito che sarebbe stata la tua disciplina di riferimento.

Ciao Alessandra, innanzitutto grazie per questa intervista.

Credo che sia una dote che porto dentro fin da quando sono bambino. Mia madre si stupiva molto per la creatività con cui costruivo edifici con la lego. A 17 anni mio padre mi ha proposto di andare a fare il ragazzo di bottega nel laboratorio di scenografia di Arnaldo Galli, dove tra l’ altro si lavorava anche per la costruzione dei carri del carnevale. Questa è stata un’esperienza formativa veramente importante, ho imparato a muovermi sin da piccolo in un ambiente di lavoro e ho rubato con gli occhi le tecniche e le soluzioni creative del maestro. Dopo questa esperienza, sin dai 19 anni, mi sentivo già molto sicuro delle conoscenze tecniche apprese; infatti dopo la maturità artistica mi sono iscritto all’Accademia di Belle Arti di Carrara, scegliendo scultura per approfondire e conoscere altre tecniche, come la lavorazione del marmo, del bronzo e la formatura.

Sei parallelamente scultore e docente di discipline plastiche al liceo, vorrei sapere cosa significa per te fare il docente con gli occhi dell’artista? L’insegnamento completa e arricchisce il tuo percorso di scultore?

Mi sono abilitato all’insegnamento di discipline plastiche nel 2007 con il corso cobaslid (SIS).  Soltanto nel 2103 hanno cominciato a chiamarmi come supplente. Il periodo più lungo è stato lo scorso anno: sei mesi al liceo artistico di Lucca. E’ stata un’esperienza emozionante perché ho avuto la possibilità di insegnare nella stessa classe dove sono stato allievo.  Mi sono divertito molto, perché con la classe, a poco a poco, si è creata una bella sintonia. Essere insegnante e artista è senz’altro positivo, infatti i ragazzi sono stimolati e incuriositi da idee differenti e capiscono molto bene se la persona che hanno di fronte possiede le competenze adeguate. Anche se non hanno delle capacità tecniche consolidate, collaborare con gli studenti è interessante, riescono a trovare spunti creativi sorprendenti che possono  influenzare anche il mio lavoro d’artista.

Carlo Galli. Intervento - Rivalutazione urbana, 2013. Colore acrilico su tombino fognario

Carlo Galli. Intervento – Rivalutazione urbana, 2013. Colore acrilico su tombino fognario

Lo scorso 19 ottobre ti è stata dedicata la prima personale alla Casa Museo Ugo Guidi, in cui erano riunite quasi tutte le tue opere scultoree, realizzate dal 2011 al 2013. Niente è lasciato all’immaginazione dello spettatore, al contrario le tue sculture fanno riferimento a specifiche tipologie figurative. Ciò sembra legarsi a una costante che distingue il tuo lavoro: l’atteggiamento critico con cui affronti tematiche ben precise. Ce ne puoi parlare?

L’idea di portare tutte le opere tra il 2011 e il 2013 è stata della curatrice Gaia Querci. Abbiamo creduto necessario fare un punto della situazione. In questi due anni infatti, il lavoro che ho portato avanti è di carattere camaleontico. La sperimentazione è una caratteristica di questi ultimi anni di lavoro e questo si rispecchia anche nella mostra. Nonostante si possa percepire un filo conduttore, ultimamente le tematiche che affronto cercano di sviluppare una critica sui valori deteriorati della società. Mi è capitato più di una volta di iniziare a lavorare ad un progetto, stimolato dalle contraddizioni che osservo. Questi input che ricevo, vengono rielaborati come elementi che cercano di rendere il messaggio finale più comunicativo e chiaro possibile. Emblematica è l’installazione scultorea “Work in progress”, presente in mostra e realizzata nel 2011. Una moltitudine di piccoli manager e imprenditori di gesso, muniti di caschetto antinfortunistico, sono posizionati in cima a dei tronchi d’albero, piantati nella spiaggia del parco naturale di Viareggio. Gli ometti “pianificano” un progetto di cementificazione. Questo lavoro si sviluppa attorno al tema della speculazione edilizia con sguardo critico rispetto a quelli che, al tempo in cui era viva la questione, erano gli interessi economici che miravano a costruire nuovi hotel e locali lungo il litorale del parco naturale.

Work in progress, 2011. Gesso e colore spray, dimensioni variabili

Work in progress, 2011. Gesso e colore spray, dimensioni variabili

Questa tua personale mi ha dato modo di notare uno sviluppo costante nella tua ricerca artistica dal punto di vista tecnico-espressivo. Parlami dei tuoi inizi con la scultura in pietra e di come man mano sei passato a sperimentare il gesso, ma ancor di più la carta pesta.

Il mio percorso artistico inizia con la fine degli studi accademici. E’ un percorso graduale in continua mutazione. I primi anni, fresco delle nozioni tecniche apprese durante gli studi di scultura, mi sono allontanato quasi subito dal marmo e dal legno, ed ho cercato di stabilire un linguaggio con diverse materie plastiche, prediligendo la creta, il gesso e il cemento. Questo approccio è stato fondamentale per assimilare tutto quello che avevo appreso e per capire le mie inclinazioni in questa disciplina. Ho potuto così sperimentare nuove soluzioni, al fine di avvicinarmi ad uno stile più personale. I temi che ho affrontato nelle prime esperienze erano vicini alla cultura classica, con un forte legame al figurativo.

Negli anni poi, proseguendo nella mia ricerca artistica, ho conosciuto nuove persone che, in diversi modi, lavorano nell’ambito dell’arte e mi hanno influenzato. Grazie a Laboratorio21, Associazione Culturale da me co-fondata, che organizza eventi e cura esposizioni, nonché spazio dove lavoro, ho avuto la possibilità di confrontarmi con altri artisti. Sempre di più ho iniziato a documentarmi, a leggere riviste e a guardarmi intorno. Mi sono reso conto che la ricerca della forma, delle linee, del gesto e della rappresentazione della figura umana, non potevano più essere gli unici fattori da prendere in considerazione, per quello che ritengo essere l’evoluzione della mia esperienza artistica. A poco a poco ho avuto la sensazione che fosse necessario distaccarmi da quello che avevo appreso, nonostante ritenessi i risultanti soddisfacenti. Continuare a fare scultura figurativa tradizionale forse sarebbe stato più gratificante, però ho preferito percorrere una strada sterrata dove non vi è nessuna certezza.

Dog and Soldiers, 2012. Cartapesta, colore acrilico, 200x120cm

Dog and Soldiers, 2012. Cartapesta, colore acrilico, 200x120cm

In questa fase, ho comunque cercato di mantenere una linea guida e sviluppare quegli strumenti che conosco meglio, sia per quanto riguarda i materiali che per le tecniche. Ho provato diverse volte ad utilizzare la cartapesta come tecnica scultorea. Una tecnica che ho imparato all’ inizio del mio percorso, nell’ ambiente del carnevale, ma che non ho voluto abbandonare. In questa materia mi piace creare l’illusione di un altro materiale, grazie alle patine e ai colori. In questa materia mi piace creare l’illusione di un altro materiale, grazie alle patine e ai colori. Il colore può dare l’illusione che l’oggetto abbia un valore differente. Per esempio la cartapesta può essere trasformata in una pietra marmorea. Credo sia interessante creare una sorta di incognita sull’origine del materiale di realizzazione. Realizzo patine con colori acrilici o anche sintetici. Mi interessano i materiali come bronzo e marmo, anche se a volte mi piace improvvisare e giocare con i colori, ottenendo spesso l’effetto di leghe metalliche colorate o arrugginite.  Tutto ciò si esplica in Dog and soldiers, l’ultimo lavoro in cui ho voluto dar forma al concetto di ribaltamento di ruoli, sovvertendo le proporzioni dei due protagonisti. Il cane, che normalmente rappresenta l’innocenza e la bontà, si trova qui ad avere una statura molto più grande rispetto al gruppo dei militari, che li sovrasta. L’idea è quella di mettere i militari in una sorta di impotenza rispetto al cane, che convenzionalmente è ritenuto indifeso.  

Dog and soldiers - Carta pesta 2013

Dog and soldiers – Carta pesta 2013

Fino ad arrivare oggi a un uso insolito, ma interessante e di forte impatto estetico, della colla. Esiste un collegamento tra ciò che vuoi esprimere, il messaggio, e il materiale di volta in volta utilizzato?

L’uso della colla a caldo fa parte di un  processo di ricerca sulla materia. Ho cercato a lungo soluzioni che mi permettessero di raggiungere l’obiettivo di rendere la scultura una disciplina che possa essere concorrenziale rispetto alle altre forme d’arte. Con concorrenziale intendo che possa essere realizzata in tempi brevi, economica, ma comunque di forte impatto. L’utilizzo della colla  è il risultato di questa ricerca. Anche se sono ancora nella prima fase della sperimentazione ho potuto notare qualche risultato. . Proprio con la partecipazione nel settembre 2013 al Festival Schmiede, importante manifestazione artistica in Austria, ho avuto la possibilità di realizzare, nei dieci giorni di festival, una delle prime installazioni con questa tecnica dal titolo “Violet violent“.

Violet Vaiolent, 2013. Colla a caldo, colore acrilico, dimensioni variabili_Festival Schmiede

Violet Vaiolent, 2013. Colla a caldo, colore acrilico, dimensioni variabili_Festival Schmiede

I carri armati di Violet violent sono dei simboli: l’inconsistenza del materiale contrasta con la potenza del soggetto, proprio come la fragilità dell’individuo si contrappone al potere che l’uomo può attuare nelle sue strategie di sopraffazione. Un guscio vuoto può essere macchina di distruzione. Un uomo può esercitare le sue strategie anche nella vita comune in una lotta per affermare se stesso. Come in un gioco di ruolo, la strategia si intreccia con il caso, e nell’installazione i “carrarmatini” vengono allineati secondo una tattica di conquista del territorio.

Violet Vaiolent, 2014. Colla a caldo, colore acrilico, dimensioni variabili

Violet Vaiolent, 2014. Colla a caldo, colore acrilico, dimensioni variabili

Parallelamente alla scultura porti avanti un discorso nuovo nell’ambito dell’installazione site-specific realizzando opere con il nastro segnaletico in ambienti industriali abbandonati o luoghi di periferia fortemente degradati, fatta eccezione per quella studiata ad hoc nell’atrio di Palazzo Gambacorti per la Notte Bianca in Blu di Pisa (qui l’articolo). Come hai concepito questo nuovo percorso e qual è l’idea che vi si sottende?

E’ iniziato tutto per caso, una mattina stavo andando al mare (spiaggia libera della Lecciona) e camminando non ho potuto fare a meno di notare quelle capanne realizzate dai bagnanti, per proteggersi dal sole, con canne di bambù e vecchi legni straccati dal mare. Paradossalmente alcune di queste strutture sono state messe sotto sigillo e sequestrate. Su questo episodio è nata l’idea di utilizzare il nastro segnaletico come elemento creativo.  Come può un semplice nastro di plastica tenere lontane le persone delle aree delimitate? Il nastro è un materiale molto volubile, ma nell’immaginario collettivo il nastro bianco e rosso ha un determinato valore di limite intransitabile. Rappresenta qualcosa di inaccessibile, di pericoloso dal quale tenersi alla larga. Quindi mi sono detto, ma perché non proviamo a delimitare delle aree di spiaggia libera come provocazione rispetto ai bagnanti che frequentano la zona? Così è nato Delimitazioni di superficie e l’uso del nastro segnaletico nella mia esperienza artistica.

Delimitazioni di superficie, 2013. Nastro segnaletico e bastoncini di legno, dimensioni varibili

Delimitazioni di superficie, 2013. Nastro segnaletico e bastoncini di legno, dimensioni varibili

Carlo Galli - "Delimitazioni di Superficie" Installazione site-specific Atrio Palazzo Gambacorti Pisa Notte Bianca in Blu 2013

Carlo Galli – “Delimitazioni di Superficie” Installazione site-specific Atrio Palazzo Gambacorti Pisa Notte Bianca in Blu 2013

Puoi darci qualche anticipazione su qualcuno dei tuoi progetti per questo 2014?

Ho vinto la borsa di studio per “Bag Factory”, una residenza d’artista in Sud Africa. Intanto sto lavorando in collaborazione con altri due artisti per realizzare un workshop di scultura all’interno del Festival Schmiede in Austria. Con Laboratorio21, nel mese di giugno, è previsto un evento in collaborazione con un curatore spagnolo, che coinvolgerà artisti delle Canarie. Infine mi sto occupando di realizzare 150 miniature di carri armati per il progetto  BAU a 3D.

Un consiglio d’autore.

Viaggiate il più possibile! Fate anche delle passeggiate a piedi. Aiuta ad aprire la mente! 

http://www.laboratorio21.com

Safe Coffee in Munich

Take a Look! Sguardi dalla città | Notte Bianca in Blu Pisa 2013

Take a Look! è il percorso che si è sviluppato all’interno dell’urbe pisana durante la Notte Bianca in Blu di Pisa, scandito da tre tappe espositive che hanno accompagnato il cittadino, e tutto il pubblico accorso all’evento, a prendere visione su alcune delle più interessanti riflessioni sulla città e sulla società odierna, operate da alcuni artisti toscani e non, che calcano la scena dell’arte contemporanea ormai da tempo dando prova del loro talento nelle diverse discipline di riferimento, dalla scultura all’installazione, passando per il fumetto, fino ad arrivare alla Street Art e al Graffiti-Writing.

Iniziamo con le “Delimitazioni di superficie” di Carlo Galli, l’installazione site-specific studiata all’interno dell’Atrio di Palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa, dallo scultore viareggino. Essendo una zona deputata al ricevimento, all’attesa e, se vogliamo, anche alla sosta delle persone che frequentano il Comune, sembra l’occasione giusta per l’artista in cui sviluppare la sua personale critica. L’opera infatti prosegue e rispecchia quella che è l’attuale ricerca dell’artista, dal risvolto critico, sui confini concettuali, spaziali, visivi, che ogni giorno vengono posti nei luoghi della quotidianità urbana che le persone esperiscono. L’installazione non a caso consiste nella delimitazione di porzioni di superfici attraverso l’uso del consueto nastro segnaletico bianco e rosso, con cui normalmente si delimitano le aree di cantiere o quelle pericolose per la sicurezza dei passanti. Nel caso specifico, Galli realizza una delimitazione dei confini di un’area precisa del Palazzo, quella del colonnato centrale dell’atrio, creando delle barre tra le colonne che non solo ostacolano il libero passaggio dei passanti, ma la stessa visione dell’intero ambiente, così da riproporre idealmente la sensazione di delimitazione circolatoria e visiva, che l’uomo è costretto a subire in luogo pubblico, divenendo qui ridondante proprio nel dialogo di antitesi che s’instaurava con le opere in mostra per TODO Fumetti&Illustrazioni.

Seconda tappa del percorso, l’esposizione si dedicava ai sei illustratori di fama internazionale, quali AkaB, Silvia Rocchi, Alberto Ponticelli, Tiziano Angri, Lelio Bonaccorso e Simone Cortesi, con cui il free press di Pisa, Lucca e Livorno TODO ha avuto il piacere di collaborare grazie alla pubblicazione delle illustrazioni, che gli autori gli hanno dedicato, nei i numeri di quest’anno, e alle sette tavole della breve graphic novel di Tuono Pettinato, “San Ranieri”, pubblicata in occasione del Giugno Pisano. Durante la serata poi l’autore pisano insieme alla collega Silvia Rocchi hanno deliziato il loro pubblico con fantastici disegni e tanti bellissimi aneddoti sulle loro ultime pubblicazioni, rispettivamente “Corpicino”, edito da gRRRzetic, e “L’esistenza delle formiche”, la graphic novel su Tiziano Terzani edito da BeccoGiallo.

Il percorso si è concluso poi in uno degli spazi più belli e ambiti del centro, quello di Giovanni Allegrini, lo storico negozio di ottica in Via di Borgo Stretto, che all’interno delle sue vetrine ha ospitato la personale, “Atypical Landscapes”, dell’artista fiorentino Etnik, a cura di Alessandra Ioalé, mostrando al pubblico le atipiche visioni di paesaggio cristallizzate nei suoi inconfondibili agglomerati urbani. Scolpiti e realizzati su materiale di recupero, questi rappresentano appieno lo stadio attuale di ricerca dell’autore, uno degli più attivi e completi del writing in Italia, a cui ha apportato insoliti e personali contributi, scaturiti dalle proprie esperienze, nel campo dell’illustrazione e della scenotecnica. Infatti lo studio del lettering non si limita alla pura ricerca estetica delle lettere ma, dopo vent’anni passati a dipingere spazi urbani di periferia e a cercarne di nuovi, l’artista coinvolge questa disciplina nella riflessione sul concetto di “città”, scorgendone un nuovo punto di vista, fino a farne soggetto principale della sua ricerca pittorica. Il lettering diviene la base su cui Etnik imposta l’intero impianto concettuale e compositivo della sua nuova e personale ricerca artistica, che nel 2003 vede la luce sotto il nome di “Città prospettiche”. La trasformazione delle lettere, che compongono il suo nome in masse geometriche, apparentemente irriconoscibili, sono lo spunto su cui costruire moduli architettonici riconducibili a stereotipi di insediamento urbano, che s’intersecano violentemente su piani opposti e punti di vista spiazzanti per rappresentare un cemento sempre più costrittivo e un equilibrio sempre più precario nella vita quotidiana di ognuno di noi. La serie diviene soggetto e oggetto di studio, che trova nella trasposizione scultorea e su muro maggior spettacolarità e arditezza, mentre su tela e tavola riesce a toccare livelli di sintesi geometrica estrema, in cui l’identificazione delle costruzioni è quasi impossibile se non grazie a un uso descrittivo del colore e di una gamma cromatica brillante e di contrasto.

Biografie

CARLO GALLI

Nato a Pietrasanta nel 1981. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Partecipa con il Comune di Viareggio al progetto QUADRO, per l’allestimento di un laboratorio artistico a Cuba. Primo classificato all’esposizione Extempore 2001 (Simposio delle Accademie di Belle Arti d’ Europa) nel comune di Suvereto (LI). Nel 2003 tiene una personale presso la Facultad de Periodismo a La Laguna, Tenerife. Dopo l’esperienza lavorativa nella fonderia artistica L’Arte a Pietrasanta e nel Laboratorio di Carnevale e Scenografia di Arnaldo Galli a Viareggio, si dedica completamente alla scultura. Oggi gestisce Laboratorio21, officina artistica a Viareggio città dove vive e lavora.

Etnik

Nato a Stoccolma (Svezia). Vive attualmente in toscana e lavora tra Pisa e Firenze.

Il suo lavoro trova ulteriore riconoscimento alla II Biennal International of Graffiti Fine Art 2013 al MuBE di San Paolo (Brasil), nel progetto curatoriale “Frontier – La linea dello stile” a Bologna e all’interno del progetto curatoriale La Tour 13 della Galleria Itinnerance di Parigi. Infine nel marzo di quest’anno la Galleria Studio D’Ars di Milano dedica al suo lavoro una bellissima personale. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.

www.etnikproduction.com

Tuono Pettinato

San Ranieri

Autore, fumettista, illustratore, chitarrista finto. Classe ’76.

Formatosi a Bologna all’Accademia Drosselmeier per editor e librai. Assieme ai Superamicipubblica la rivista Hobby Comics ed il free-press Pic Nic.

Per Repubblica XL realizza la serie dei Ricattacchiotti, per Linus la serie Nitro! Ha illustrato per l’editrice Campanila una serie di libri tra i quali la serie mitologica di Antìkoi. Tra le sue pubblicazioni principali, “Apocalypso – Tuono Pettinato: gli anni dozzinali” (Coniglio editore 2009), Galileo! Un dialogo impossibile (con Francesca Riccioni, Felici editore 2009),Garibaldi (Rizzoli Lizard 2010), Il Magnifico Lavativo (Topipittori 2011), Enigma – la strana vita di Alan Turing (con Francesca Riccioni, Rizzoli Lizard 2012).

Vive a Pisa e va matto per i toast ed il thè freddo.

tuonopettinato.blogspot.com

tuonopettinato.tumblr.com

www.superamici.com

AkaB

Credenti

AkaB, psudonimo dietro il quale agisce Gabriele Di Benedetto, illustratore e fumettista di grande talento. Fondatore dello Shok Studio, con cui ha collaborato con le più importanti case editrici statunitensi come Marvel e DC Comics, oggi collabora con le migliori testate italiane. La sua produzione spazia e va oltre tali discipline, per toccare la pittura e la grafica digitale, fino ad arrivare al cinema con tre lungometraggi.

mattatoio23.blogspot.it 

Silvia Rocchi

Vedo tutto blu

Illustratrice e fumettista pisana. Completa i suoi studi all’Istituto Saint Luc di Bruxelles. Ha esposto al festival del Fumetto di Lucerna e al Bologna Children’s Book Fair. Una delle fondatrici del collettivo “La Trama”, con il quale esporrà dal 5 al 20 aprile alcune sue opere alla Galleria di Via Larga di Firenze per il progetto Bosco di Betulle. Pubblica con BeccoGiallo il suo primo libro a fumetti, “Ci sono notti che non accadono mai”, omaggio a Alda Merini.

silviarocchi.blogspot.it

Alberto Ponticelli

I ribelli dell’anno 2013

Alberto Ponticelli fumettista italiano di fama internazionale. Lavora per le più note case americane Image e Marvel e collabora con importanti  case editrici italiane e francesi. Dal 2007 lavora ai disegni della serie UnKnown Soldier sui testi di Joshua Dysart per il marchio Vertigo della DC Comics. La sua ultima pubblicazione è “Blatta” di Leopoldo Bloom Editore

http://www.albertoponticelli.com

Tiziano Angri

Autoritratto Patafisico

Fumettista ed illustratore italiano di grande talento. Nel 2011 si unisce al collettivo Dummy con il quale pubblica “Le 5 fasi” per BD edizioni, di cui pubblichiamo un estratto. Nel 2012 è stato selezionato per la collettiva di “Futuro Anteriore” al Comicon di Napoli. Di prossima uscita è “La Conversione”, albo realizzato per il collettivo Ernest. Attualmente lavora al suo nuovo libro e collabora con la rivista “Il Male di Vauro e Vincino“. 

piccolaunitadiproduzione.blogspot.it

Lelio Bonaccorso

Todo el Tiempo

Fumettista ed illustratore italiano di grande talento. Nel 2009 realizza insieme allo sceneggiatore Marco Rizzo, “Peppino Impastato un giullare contro la mafia” (Beccogiallo), con il quale esordisce anche in Francia e Olanda; nel 2011 pubblica “Que Viva el Che Guevara” (Beccogiallo), e disegna per Marvel e DC-Vertigo. La sua ultima fatica è “L’invasione degli scarafaggi, la mafia spiegata ai bambini” (Beccogiallo), e per il 2013 sta lavorando ad altre tre pubblicazioni.

www.bonaccorsolelio.blogspot.com

Simone Cortesi

Italia

Dopo la maturità artistica si è diplomato al corso di Fumetto e Illustrazione presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Successivamente, frequenta il biennio specialistico di Linguaggi del Fumetto, sempre all’ABAB. Gli artisti a cui si ispira sono quelli della scuola argentina: Munoz e Pratt, argentino d’adozione. La graphic novel “Enrico Mattei. Vita, disavventure e morte di un cavaliere solitario” è la sua prima opera pubblicata con BeccoGiallo e la sua prima esperienza nel mondo del fumetto. 

simonecortesi.blogspot.it

MetArtRock Rassegna d’arte ispirata dalla musica

1-9 Settembre 2012

Parco della Cittadella Pisa

MetArtRock_manifestoPer il settimo anno consecutivo il Metarock Festival, evento di risonanza internazionale nel panorama della musica rock, che per questa edizione conta la presenza de Negrita, Il Teatro degli Orrori, Club Dogo, Bandabardò, Marlene Kuntz, Zen Circus e molti altri, dal 1 al 9 settembre 2012 apre le porte alle arti visive con MetArtRock, la rassegna d’arte estemporanea di arti figurative ispirata dalla musica a cura di Alessandra Ioalé e Massimo Pasca.

Nato per celebrare il ventennale della nascita del festival toscano, il MetArtRock ospita ogni anno una “paint_list” di artisti da tutta la penisola provenienti dalla pittura, dall’illustrazione, dai fumetti e dall’arte urbana, che non solo espongono il proprio lavoro, ma dipingono e performano dal vivo ispirati e guidati nella creazione dalla musica nella suggestiva location del Parco della Cittadella di Pisa. Gli obiettivi dell’iniziativa li ritroviamo nell’idea espressa sin dall’inizio da Massimo Pasca, per il quale lo spirito della rassegna è quello di promuovere in maniera gratuita gli artisti attraverso i loro live painting, mettendoli in contatto con il numeroso pubblico dei concerti,  di gran lunga differente da quello delle tradizionali gallerie d’arte ma attento anch’esso alle nuove ed emergenti tendenze espressive dell’arte contemporanea.

La promozione degli artisti è una cosa seria. Deve essere reale e non fittizia, come spesso accade in tanti circuiti d’arte contemporanea; il fatto di esporre un certo numero di artisti selezionati per edizione e farli lavorare dal vivo, li ha messi in luce davanti a migliaia di persone durante i concerti, cosa difficilmente replicabile in una galleria tradizionale. Molti di loro hanno trovato seri contatti oltre che con appassionati e collezionisti, con istituzioni, riviste, stilisti e soprattutto coi musicisti, che si sono esibiti nelle varie edizioni. Inoltre questa rassegna è stata uno stimolo per molti spazi della città dove oggi è facile trovare pittori che performano dal vivo, promuovendo il loro lavoro in maniera gratuita.

Una mostra temporanea a cielo aperto insomma, che quest’anno ospiterà “SKETCH-VINYLS, esposizione di vinili d’autore“,  reinterpretati da giovani artisti, italiani e stranieri, ispirati dalle note della loro play_list preferita, riportata a fianco di ogni opera esposta; l’installazione site-specific dell’artista viareggino Carlo Galli; tre giorni dedicati alle live performance di tre singoli artisti, gli illustratori italiani Andrea “The And” Sartori e Francesco Levi, e l’illustratrice colombiana Amalia Satizabal, ognuno dei quali distintisi nel panorama dell’arte contemporanea, collaborando a stretto contatto con etichette discografiche, musicisti, case editrici e riviste per la realizzazione di copertine discografiche, scenografie e illustrazioni di racconti.

Media partner dell’evento, Artsblog, uno tra i più importanti blog sull’arte contemporanea, che ne documenterà i momenti più importanti, mentre sponsor tecnico di questa edizione, è la ditta Pardossi, specializzata nella vendita e il noleggio di macchine e attrezzature edili.

Articolo su/on Artsblog

Un ricco programma d’incontri, mostre e esibizioni dal vivo, che coinvolgeranno il pubblico in un’atmosfera dove musica e arte si intrecciano per dar vita non solo a opere assolutamente uniche, ma anche a collaborazioni artistiche importanti.

Gli artisti che negli anni sono stati nostri ospiti: Daniele Caluri, Betta Stoinich, Cristiano Piatto, Andrea Amaducci, Seacreative, Nicola Formosa, Enrico De Carlo, Guido Batoli, Marco “Velino” Silvestroni, Massimo Pasca, Valentina Testa, Flavio Boretti “Minimal killer”, Diego Gabriele, Tommaso Eppesteingher, Riccardo Puntillo con Annarosa Basile, Iris Giannetta, Tommaso Santucci, Ilenia Rosati, Ettore D’Andrea, Koroo group (Iacomelli Foschini), Azzurra Piccardi, Marco Cazzato, Banana Artista, Maddalena Giannoni, Giada Fedeli, Massimo Casalini, Manuela Trillo, Luca Batoni, Antonio Sileo, Bookcrossing, Tuono Pettinato, Umberto Staila, Paolo Budassi, Niccolò Storai, Sara Fontana, Giada Matteoli, Umberto Staila, Zed1, Alvaro Milt, Luca Scopetti, Isabella Nazzarri, Maurizio Scabola, CollettivoMensa.

METAROCK

Via Mazzini, 46

56125, Pisa

Mail: info@metarock.it

Web: www.metamusic.eu

Tel. 050 40821