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L’estetica del FOMENTO | Torino 2013 Reportage Part. 2

-®Stefano Guastella-0320

Se nella prima parte del mio reportage sulla contemporary week di Torino 2013 ho affrontato una la lunga ricognizione su Paratissima 9, in questa seconda parte invece mi concentrerò su alcuni eventi e manifestazioni avvenuti all’esterno del PIX e, se posso dirlo, anche al di fuori dei circuiti consueti dell’arte: dalla periferia fino in centro città, dagli spazi industriali del Bunker, nell’EX stabilimento SICMA di Barriera Milano, a quelli immacolati della Galo Art Gallery in San Salvario, il tutto sotto il segno dell’arte urbana, nelle sue diverse coniugazioni ed accezioni.

Parola chiave fondamentale con cui si decifrano gli argomenti affrontati, e filo rosso che ha cucito insieme i diversi eventi, è FOMENTO; quello artistico, la dose di adrenalina che spinge il writer come lo street artist ad agire illegalmente, a compiere gesti di libertà spontanea e immediata dettata dal momento, ma anche quella che lo spinge ad operare legalmente confrontandosi con nuove sfide sia dal punto di vista tecnico che di nuove dimensioni compositive. Così ne han parlato i curatori e storici dell’arte invitati dall’Associazione URBE all’incontro “Nuove forme di arte pubblica”. Un tema molto sentito oggi soprattutto se pensiamo agli sviluppi che la Street Art e il Graffiti-Writing hanno avuto negli ultimi sette anni in Italia e all’estero. Il dibattito avvenuto al Bunker ha visto riunirsi alcune delle figure di spicco nel panorama curatoriale ed organizzativo di manifestazioni di respiro internazionale nel campo delle suddette discipline, come Riccardo Lanfranco, artista e direttore artistico del Festival di Mural Art PicTurin e fondatore dell’Associazione culturale Il Cerchio e Le Gocce di Torino, Claudio Musso, storico dell’arte e curatore insieme a Fabiola Naldi, del progetto curatoriale di Street Art e Writing Frontier di Bologna, Pietro Rivasi curatore del Festival di Street Art Icone e socio della Galleria D406 di Modena, Luigi Ratclif dell’ufficio cultura della Città di Torino ed infine Christian Omodeo, direttore artistico italo-francese de Le Grand Jeu e curatore del “Il Piano” all’interno del progetto “LaTour13” della Galleria Itinerrance di Parigi, non ché moderatore del dibattito. Quattro testimonianze di casi rappresentativi, di progetti che si sono realizzati negli ultimi anni in tre città italiane e una francese. Un dibattito ricco di spunti riflessivi, “fomentato” dalle idee ed esperienze vissute e affrontate in prima persona, riportate non soltanto col punto di vista curatoriale ma anche con quello dell’artista, che si fa promotore di eventi nell’ambito della propria disciplina, in cui si evidenzia la necessità di regolamentazione delle nuove tipologie di opere d’arte, come il murales, quando entrano a far parte del patrimonio pubblico e diventano bene culturale da tutelare, facendo una distinzione tra espressioni spontanee e illegali e interventi legali, realizzati su commissione. Un tema pregnante che si è aperto sul caso di Torino per il murales realizzato a PicTurin 2010 da Aryz, uno dei muralisti spagnoli più geniali al mondo, che dovrà essere smantellato per il restauro della facciata di Palazzo Nuovo – superficie su cui è dipinta l’opera – ponendo così la questione dell’effimerità di tali opere e successivamente del loro restauro. Ogni caso è a sé stante così come le opinioni, e se per alcuni rimane tutt’ora una questione aperta, per altri invece le opere di questo tipo devono rimanere effimere, non soltanto perché la loro conservazione o restauro comporterebbe una pianificazione a monte e uno sforzo enormi e irrealizzabili per le poche risorse disponibili, ma anche perché secondo l’etica “writing” queste espressioni nascono come azioni spontanee e illegali, che avvengono per strada senza che l’artista si ponga troppi problemi di conservazione quanto quelli di velocità di esecuzione. A questo proposito illuminante è la testimonianza di Riccardo Lanfranco, che afferma “aver realizzato un’opera vicino alla Mole Antonelliana, in pieno centro storico, è un segno che, anche se è durato tre anni, ha cambiato drasticamente in positivo tutta la scena. Ogni volta che realizziamo questi interventi, sì c’è un 10% di persone che non riesce a capire e critica, ma il restante 90% che assiste ai lavori e passa dai luoghi d’interesse, ringrazia per questi interventi. E questo secondo me è un segnale positivo.” Perciò se da una parte non è ancora possibile capire quale comportamenti adottare, dall’altra si auspica l’intensificazione delle operazioni di catalogazione degli interventi e dello sviluppo di un adeguato apparato critico per valorizzarne le qualità intrinseche e rafforzarne la memoria storica. Su questo punto pare risolutiva l’affermazione di Pietro Rivasi quando dice “nel momento in cui l’intervento dell’artista sarà considerato come intervento d’arte pubblica e il budget sarà quello che viene normalmente destinato alla posa di una statua.. non so penso ottanta mila euro… allora in quel caso possiamo cominciare a discutere della tutela dell’opera, del materiale documentativo e di stipendiare qualcuno che stia dietro all’intero intervento. Fin’ora a Modena sono state le persone con un enorme passione a far venire la gente a dipingere perché preferisce vedere dei muri colorati piuttosto che dei muri che vengon giù, perché diciamola tutta più sono malmessi e più li danno volentieri”. Quest’ultima frase poi apre un’altra questione ancora, quando i Comuni e le istituzioni in generale molto spesso vedono, il dare permessi per intervenire pittoricamente su pareti o facciate come un’occasione di restauro o ristrutturazione gratuite delle proprie proprietà immobili, compromettendo però il lavoro degli artisti, che si trovano ad operare su superfici molto danneggiate, e la persistenza nel tempo dell’opera stessa.”

In ordine da sinistra: Luigi Ratclif, Riccardo Lanfranco, Pietro Rivasi, Claudio Musso e Christian Omodeo

Emerge di conseguenza il dover riflette sulla natura e la storia di queste nuove tipologie di opere per poter iniziare a pensare a una ricerca storico-artistica seria e metodologica di questi fenomeni, capirne le dinamiche e stabilire le modalità di comportamento legislativo a riguardo. Tema portato all’attenzione da Claudio Musso, la cui esperienza diretta con gli artisti gli ha permesso di confrontarsi su questioni spinose, anche in relazione a quelle trattate fin’ora, affermando che “il writing andrebbe trattato in maniera non esclusivamente pittorica. Se dovessimo andare a mostrare la parte performativa, la parte energetica, la parte adrenalinica di fomento… diventerebbe molto complicato nel senso che non abbiamo ancora gli strumenti per metterlo in mostra, ma dovremmo poi metterlo in mostra perché ci serve quella parte. Il Writing e la Street Art “sono categorie che possono essere trattate parallelamente, perché pescano da immaginari completamente diversi e per questo vanno studiate. Non per forza in maniera accademica, ma vanno studiate. Francesca Alinovi, che fece la mostra “Arte di Frontiera” a Bologna, era rappresentante di un’accademia ma studiava queste cose in maniera anti accademica, perché per comprenderle bisogna che ci avviciniamo in qualche modo.” E continuando sulla confusione delle terminologie e del loro utilizzo proprio o improprio, per Musso “è sensato a questo punto porre il discorso nei termini dell’Arte Pubblica se è possibile riuscire a restituirlo nella sua complessità”

Infine Christian Omodeo, tirando i fili del discorso, conclude con due note positive accertando ad oggi degli sviluppi nell’universo del Writing e della Street Art, ovvero una certa sensibilità diffusa, rispetto ad anni passati, che fa nascere negli artisti esigenze diverse da quella di fare un’illegale di notte nel più breve tempo possibile, e che li porta più spesso invece ad affrontare nuove esperienze di azioni legali su pareti di 40 metri d’altezza provando però quella stessa carica adrenalinica di cui si è parlato sin dall’inizio, data non solo dal confronto con grandi superfici ma anche dalla responsabilità che un intervento pubblico richiede; conseguentemente diviene chiara l’importanza della funzione rivestita dal bozzetto preparatorio da presentare alle istituzioni di riferimento per l’assegnazione o meno della commissione all’artista, coincidendo con la trasformazione di quest’ultimo in un professionista la cui necessità è quella di un adeguato inquadramento professionale del proprio percorso di ricerca. Da questo punto di vista è molto interessante ed esemplare la testimonianza dello stesso Omodeo sulle modalità di presentazione ed esecuzione delle opere murali pubbliche, all’interno del 13° Arrondissement di Parigi, che spiega “il Comune chiede il bozzetto, anzi due, che mostra agli inquilini dei palazzi – questi subiscono l’intervento perché il palazzo è del Comune – perché possano dialogare con l’artista per arrivare a scegliere un’immagine che sia il più vicino possibile alle loro aspettative. Oggi vengono fatte regolarmente 2/3 facciate l’anno, le ultime sono state fatte da Sainer e Inti, e si sta già lavorando per il prossimo anno, quindi il ciclo è già avviato. So che le procedure per la realizzazione di una facciata durano circa un anno e mezzo, e che l’artista che farà la facciata, durante questo periodo avrà un anticipo per la realizzazione del bozzetto. È già qualcosa di molto inquadrato e che soddisfa sia le istituzioni committenti, sia gli artisti che realizzano gli interventi, in quanto vengono pagati e quindi vedono riconoscersi il loro lavoro, sia il pubblico che vive il quartiere perché adesso il quartiere si è animato, diventando una zona turistica che attrae stranieri che vanno a fare il percorso della Street Art”.

Organizzato in occasione di Torino Contemporanea, questo incontro rientrava nel programma del Festival di Arte Urbana “SUB URB ART 2”, la seconda esperienza di rilettura della città in trasformazione progettata dai ragazzi di URBE, attraverso la riattivazione degli spazi dell’ex stabilimento SICMA con la creatività di artisti internazionali. Un programma folto di appuntamenti tra cui gli interventi pittorici di 108 con “Lo spirito del Monviso”, MP5 con “Panismo”, Chekos’Art con “ART AS METHOD TO UNDERSTAND LIFE, LIFE AS AN ARTWORK” e Frank Lucignolo con “Nulla ci perseguita più di ciò che non diciamo” per Citizens of Cityscape, Seacreative+Ravo, Fra.Biancoshock, e quello installativo di Andreco, che vanno ad arricchire il repertorio di opere realizzate tra giugno e settembre 2012 da artisti come l’inglese Phlegm, il polacco Nespoon, gli spagnoli BToy e Uriginal, il tedesco Dome e l’italiano Pixel Pancho

MP5 "Panismo" Bunker Torino 2013

MP5 “Panismo” Bunker Torino 2013

Andreco Installazione - Bunker Torino 2013

Andreco Installazione – Bunker Torino 2013

 

Il FOMENTO è nuovamente protagonista nella bi-personale dedicata agli street artist romani  JB Rock e  Hogre, a cui da il titolo, curata dallo stesso Omodeo alla Galo Art Gallery. Non una semplice mostra ma un progetto che ha dato il là a tutta la riflessione sul concetto ambiguo di “fomento” nella sua accezione romana. Recuperato positivamente per la prima volta negli anni ’80 dal gruppo Hip Hop romano “Colle der Fomento”, invitati a suonare sul palco del Bunker in occasione dell’inaugurazione della mostra, e tramandato prima tra i writer negli anni ’90 poi tra gli street artist romani dei primi del 2000, il fomento romano è celebrato con tre interventi sui muri messi a disposizione da Bunker e PicTurin, in cui si ripropongono simbolicamente i vagoni della Linea B metropolitana romana su cui artisti torinesi sono potuti intervenire, e con un’esposizione che fino al 24 dicembre porta alla ribalta la spinta creativa che lega i due artisti dello spray e del cutter diversi per stile e tematiche affrontate in diverse serie di opere. Di particolare pregio è la serie “Manipolazioni” di JB Rock, in cui l’elemento anatomico della mano, nelle classiche posizioni col palmo steso, del pugno chiuso, col l’indice alzato, è rielaborato e ripetuto fino a formare composizioni che richiamano alla mente le macchie di Rorschach e come loro possono essere lo strumento attraverso cui poter indagare la carica psicologica che muove l’artista;

Hogre ®Stefano Guastella

JB Rock – Foto ®Stefano Guastella

Hogre - ®Stefano Guastella

JB Rock – Foto ®Stefano Guastella

per quanto riguarda Hogre, le serie esposte mostrano un giovane artista provocatore nell’atto in cui rielabora alcune delle icone pop, attraverso uno svuotamento di significato e un abbassamento del personaggio, trasformandole in icone pubblicitarie contemporanee.

Hogre - Foto ®Stefano Guastella

Hogre – Foto ®Stefano Guastella

Il fervido talento pisano al Lucca Comics&Games 2013

Ebbene sì anche quest’anno la presenza del giovane e fervido talento pisano al Lucca Comics&Games 2013 è importante sotto ogni punto di vista. Non manca proprio nulla alla formazione pisana per ritenersi una delle migliori in quanto a capacità e competenza in questo specifico e effervescente campo dell’arte, non è un caso infatti che alcune delle personalità di spicco della nostra città, siano ospiti a conferenze e talks molto importanti sul tema della narrazione a fumetti e tutte le sue più note declinazioni. Vediamo appunto la partecipazione di Leo Ortolani, autore di “Ratman”, alla conferenza della Panini, dal titolo Panini Comics presenta: ROTFL! LOL! BWAHAHA-HA!, in Camera di Commercio, e a quella del 2 novembre alle ore 12 a Palazzo Ducale per la seconda edizione del Lucca Comics & Science, un ciclo di incontri che ha lo scopo di promuovere il rapporto scienza-intrattenimento, inteso come momento formativo importante per la crescita e l’equilibrio del cittadino e dell’individuo, in cui Ortolani presenterà al pubblico la sua ultima opera “Misterius- Speciale Scienza”, edito da CNR Edizioni, che esplora e narra diversi aspetti del mondo scientifico con l’umorismo che lo ha da sempre contraddistinto. http://leortola.wordpress.com/

Programma incontri PANINI

Programma Lucca Comics&Science

Ratolik - Leo Ortolani

Ratolik – Leo Ortolani

"Misterius" Leo Ortolani

“Misterius – Speciale scienza” Leo Ortolani

Passando poi ad autori come Tuono Pettinato, autore di “Enigma”, che oggi a Palazzo Ducale presenta la sua nuova graphic novel “Corpicino” edito da gRRRzetic, che indaga il macabro e dilagante fenomeno di ossessione per i presunti assassini che diventano dei vip o per i luoghi degli omicidi, attraverso l’ironica narrazione della storia di un infanticidio e dell’ambizione di un giornalista nel risolvere l’enigma http://tuonopettinato.blogspot.it/

http://grrrzetic.blogspot.it/ – Padiglione Giglio Stand E304

"Corpicino" Cover - Tuono Pettinato

“Corpicino” Cover – Tuono Pettinato

"Corpicino" Tuono Pettinato

“Corpicino” Tuono Pettinato

mentre alle 17:45 presenzierà al dibattito Strisce, e ancora strisce L’eterno risorgere della forma-strip: tradizioni, ibridazioni e nuovi esperimenti. per i Comics Talks, ciclo di conferenze a cui interverrà anche Gipi, il 2 novembre alle 17:45 nella sezione Raccontare per dire (e per non dire) Il volto nascosto della narrazione: tre esperienze di racconti indiretti, laterali, enigmatici, mentre Venerdì 1 novembre alle 18, presso la Sala della Fondazione Banca del Monte, presenterà la sua ultima fatica a fumetti, con la quale l’autore pisano fa ritorno al fumetto dopo una lunga pausa di sperimentazione cinematografica, “Una storia” pubblicato da Coconino Press, che in realtà è l’intreccio di due storie, quella del protagonista, la cui vita va in pezzi e perde coscienza della realtà, e quella del bisnonno, di cui si rivivono le terribili vicende da soldato nella Prima Guerra Mondiale. giannigipi.blogspot.it/

http://www.coconinopress.it/una-storia.html – Padiglione Piazza Napoleone Stand E217

Programma COMICS TALKS

"Una Storia" - Gipi

“Una Storia” – Gipi

"Una storia" - Gipi

“Una storia” – Gipi

In questa edizione il talento pisano si esplica e viene premiato sia attraverso le tante pubblicazioni di giovani autori con case editrici di punta nel panorama dell’illustrazione e del fumetto indipendente, come la nuova opera di Silvia RocchiL’esistenza delle formiche”, edito da BeccoGiallo, la graphic novel monografica dedicata alla vita di Tiziano Terzani. silviarocchi.blogspot.it/

 

"L'esistenza delle Formiche" - Silvia Rocchi

“L’esistenza delle Formiche” – Silvia Rocchi

Per poi passare a quelle del giovane Matteo Berton che a Lucca presenta le copertine dei due volumi della raccolta della serie Skinwalker, per la Bookmaker Comics, “Umano, troppo umano” per Passenger Press, parte della raccolta Apocalypse Tarot, e “L’altro” per la casa editrice digitale Manicomix, mentre di prossima uscita per Panini Editore è un’altra sua storia di 10 pagine facente parte del volume collettivo Monoghraph vol.1: Etnik, la graphic novel a 8 mani dedicata a Etnik, writer toscano di fama mondiale. Un giovane e produttivo fumettista la cui bravura è premiata anche al ComicsJam, lanciata dalla prestigiosa Fondazione Ferragamo, con “Let’s have a walk in the city!“, una storia in cui l’artista disegna una città grande 8 pagine a forma di scarpa – una scusa, come spiega Berton, “per sperimentare con la composizione caratteristica principale del mio lavoro” – da oggi in mostra nella chiesa di San Romano. www.matteoberton.com

ComicsJam

"Umano, troppo umano" - Matteo Berton

“Umano, troppo umano” – Matteo Berton

Matteo Berton - "let's have a walk in the city!" Montaggio delle 8 pagine

Matteo Berton – “let’s have a walk in the city!” Montaggio delle 8 pagine

Fino ad arrivare al volume “Homo Homini Lupi”  edito da Stockdom Edizioni, prima pubblicazione di Lupi&Mipi, pronti a firmare le copie in vendita allo stand 103 Padiglione Editori, che saranno anche presenti alla Self Area con il proprio stand in cui poter trovare tante delle loro auto-produzioni, tra cui “Il manuale di fumetto per bambini volenterosi” presentato a LiberL’Aquila 2013. http://lupimipi.blogspot.it/

Lupi&Mipi - "Manuale di Fumetto per bambini volenterosi"

Lupi&Mipi – “Manuale di Fumetto per bambini volenterosi”

Nei meandri del padiglione dedicato ai fumetti autoprodotti troveremo anche quest’anno lo stand di WhenaWorld della mitica Lucia Biagi in arte Whena, che in questa occasione presenta il terzo capitolo dell’opera a più mani “Amenità #3”, che secondo me nel panorama delle autoproduzioni è uno degli esempi di maggior pregio sia estetico che dei contenuti, infatti stavolta l’impegno è stato maggiore ma ben distribuito in quanto a ciascun autore europeo, tra cui non solo la stessa Whena ma anche il giovanissimo fumettista Francesco Guarnaccia, è stato abbinato un autore del mondo orientale e ciascuna coppia poi a formare sei albetti, che rilegati insieme vanno a formare l’opera intera il cui tema è “cuccioli” perché, come spiega Whena, “dopo l’estinzione dei “dinosauri” – tema del primo capitolo – e la sospensione tra la vita e la morte dei “fantasmi” – tema del secondo capitolo – non poteva che esserci la rinascita.www.whenaworld.com

www.amenitacomics.com

Lucia Biagi - "Gatti strambi e alpaca stalker"

Lucia Biagi – “Gatti strambi e alpaca stalker” Amenità #3

Francesco Guarnaccia per Amenità #3

Francesco Guarnaccia per Amenità #3

Per concludere, quest’anno tra gli eventi collaterali organizzati dal Liceo Artistico Passaglia di Lucca in collaborazione con Laboratorio21 di Viareggio, Venerdì 1 Novembre dalle 15 alle 18 in via Fillungo, si terrà il live painting e il workshop con artisti del calibro di Etnik e del pisano Francesco Barbieri.

Laboratorio21

www.etnikproduction.com

www.francescobarbieri.eu

"playground" Francesco Barbieri e Etnik 2013

“playground” Francesco Barbieri e Etnik 2013