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KÖRPERLAND | Personale di Tatiana Villani alla Galleria Passaggi di Pisa

Tatiana Villani KÖRPERLAND
a cura di Alessandra Ioalè
Inaugurazione Sabato 20 Febbraio ore 18.00
20 Febbraio – 16 Aprile

La Galleria Passaggi ha il piacere di presentare Körperland, personale di Tatiana Villani a cura di Alessandra Ioalé.
Körperland è un progetto in progress che Tatiana Villani porta avanti da diversi anni, incentrato sull’elaborazione di un immaginario corporeo dove confluiscono tracce di vissuto personale, riflessioni più generali sul nomadismo identitario come condizione della contemporaneità, ricerche teorico-sperimentali sulla forma e sulla materia.E’ un progetto iniziato nel 2009, in un periodo in cui l’artista viveva e lavorava in Germania, di cui è rimasta traccia nel titolo Körperland (terra dei corpi): corpo come “territorio” da esplorare; come “paesaggio mutevole” che si trasforma in relazione a come ci percepiamo e a come viviamo; corpo come “dimora” dell’io, involucro e confine dell’identità personale, quanto mai fragile al giorno d’oggi, nell’epoca della “modernità liquida” che caratterizza i nostri assetti sociali.
Nella sua pratica artistica Tatiana Villani si avvale di diversi mezzi (pittura, fotografia, installazione, video) per trattare tematiche inerenti all’arte relazionale, alla condizione socio-politica dell’uomo contemporaneo e al suo rapporto con l’ambiente. In Körperland queste tematiche sono filtrate attraverso un linguaggio più intimo e personale, che rende visibile l’intreccio cartografico di esperienze vissute, atmosfere esplorate, costruito per suggestioni e sensazioni generate dall’incontro del proprio sé con l’altro e con il mondo.


Le opere presenti in mostra – in parte inedite, in parte realizzate precedentemente – compongono una nuova geografia di corpi che, come dichiara l’artista, “restano nudi, sradicati dalla frenesia di inseguire bisogni e desideri, soli, unici terreni solcabili”. Ibridati nella materia scultorea e cristallizzati nell’immagine fotografica essi acquistano un nuovo senso nella loro moltiplicazione, sovrapposizione o cancellazione compositiva. Dal paesaggio delineato emergono due anime: una terrestre, più cupa, grezza e minimale, costituita da grandi immagini fotografiche di “terre madri” raffiguranti dettagli di corpi femminili non omologati, segnati da imperfezioni e cicatrici, oltre che da sculture di “creature embrionali” informi, perturbanti nella loro ambivalente potenzialità; l’altra acquatica, più estetizzante, intima, domestica, che evoca atmosfere borghesi e porta a galla immagini provenienti da secoli di sedimentazione nell’arte visiva.
Le due anime di Körperland si dispiegano nello spazio espositivo secondo una logica fisico-emozionale a loro intrinseca, al contempo enigmatica e dialogica, sollevando domande più che suggerendo risposte in chi le osserva.


In occasione della mostra è stato realizzato un catalogo con testi critici di Alessandra Ioalè e di Matteo Innocenti che sarà presentato il giorno dell’inaugurazione.
www.tatianavillani.com


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Tatiana Villani KÖRPERLAND
Curated by Alessandra Ioalé
Galleria Passaggi, via Garofani 14 – Pisa
20 February – 16 April
Opening Saturday 20 February, 6.00 p.m.

Passaggi Gallery is pleased to present Tatiana Villani’s solo exhibition Körperland curated by Alessandra Ioalè.
Körperland is an ongoing project Tatiana Villani has been carrying out for several years. It focuses on the development of a bodily imagery embracing traces of personal experience, general reflections on identity as a condition of contemporary nomadism, theoretical and experimental research on form and matter.

The project started in 2009, when the artist was living and working in Germany, an experience whose traces remained in the title Körperland (land of bodies): the body as a “territory” to be explored; as a “varying landscape” that changes in relation to how we perceive ourselves and how we live; the body as the “home” of the self, both shell and border of personal identity, that nowadays is more than ever vulnerable, owing to the liquid modernity characterizing our social structures.

In her artistic practice Tatiana Villani makes use of different media (painting, photography, installation, video) to introduce issues concerning relational art and men’s relationship to sociopolitical and environmental conditions. In Körperland, these issues are filtered through a more intimate and personal language, which reveals the cartographic twist of lifetime experiences, of explored atmospheres, intertwined through suggestions and sensations originated by the encounter with other people and with the world.

The works in the exhibition – part of which are new an part were made previously – make up a new geography of bodies that, as the artist says, “remain naked, uprooted by the rush to chase needs and desires, the only territories we are able to plough through”. Hybridized in sculptural material and crystallized in the photographic image, they take on a new meaning in their multiplication, overlapping or cancellation. From the landscape so outlined two souls emerge: one is terrestrial, darker, raw and minimal, consisting of large photographic images of “earth mother” depicting details of female bodies not conformed, marked, as they are, by imperfections and scars, as well as sculptures of shapeless “embryonic creatures”, uncanny in their ambivalent potential; the other soul is aquatic, more refine, intimate, domestic, evoking memories of bourgeois atmospheres that bring up images deposited in centuries of visual art.

The two souls of Körperland unfold in the exhibition space according to their inherent logic, both physical and emotional, at the same time explicative and enigmatic, raising more questions than answers in the viewer.

A catalog has been produced exclusively for this exhibition containing essays by Alessandra Ioalè and Matteo Innocenti. It will be presented on the opening day.

Biography
Born in Bergamo in 1974, Tatiana Villani grew up in the province of Lecce, which she leaved to continue her studies at the Academy of Fine Arts in Florence. From 2007 to 2011, she lived in Berlin where, among other activities, she worked with the international project Happenstudio, Platform for contemporary art.
It is precisely in these years that the artist began to make use of different media (painting, photography, installation, video) to treat issues related to relational art, the social and political condition of world population and relationship with the environment. Her work ranges from visual art to theatrical performance and art therapy applied to various social issues.
Since 2011, she has been involved in numerous projects, including: artist residence Sowing Seeds at Kamanart Foundation (Jodhpur, India, 2012-13), where she made the performance Sewing or Sowing; participation, as artist and supervisor, in the project PNEUMAtic circUS, curated by Vittore Baroni, within the festival Transmediale, Museum Haus der Kulturen der Welt, (Berlin 2013); participation in Maker Faire (Rome 2013), with the project Logos, in collaboration with the Hacker space Unterwelt; participation as a performer in Parade through Macau, Latin City (Macao, China 2013); presentation of the video The First Time, in collaboration with Luca Leggero, during the presentation of BAU magazine number 11, at Museo Luigi Pecci in Prato (2014); participation in Vancouver Biennale (2014/2016) with the project I Have a Dream. Solo exhibitions were dedicated to her work, such as Metaproject, at Hallway-gallery LiberSPACE in Zagreb, or the double solo exhibition at Paola Raffo Contemporary Art Gallery in Pietrasanta, curated by Gaia Querci. She also participated in several group exhibitions including: Atypo Call. 01 at Studio Gennai Contemporary Art Gallery in Pisa in 2014; Darwin Day 2012: falsi miti, curated by Manrica Rotili, University of Tor Vergata, Rome in 2012; Electro Bau, Contenitore di Cultura Contemporanea, Viareggio 2012; Beingeverywhere, Berlin, Germany 2012; The Wall (archives) # 4. Archiviazioni, curated by Pietro Gaglianò, Lecce 2011; Masterclass Default Lecce, residence at Ramdom 2011.
www.tatianavillani.com

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THE WAY YOU’RE TOLD TO LIVE | Francesco Barbieri Solo Show @ Peekaboo Tattoo Gallery

THE WAY YOU’RE TOLD TO LIVE, mostra personale di Francesco Barbieri, dal 20 febbraio al 20 marzo al Peekaboo Tattoo Gallery, via Carducci 31, Pistoia. Inaugurazione 20 febbraio, dalle 18.30: per l’occasione sarà presentata la nuova serigrafia di Francesco Barbieri stampata presso lo studio Corpoc, in tiratura limitata, numerata, firmata e finita a mano.
Francesco Barbieri è un navigato writer e un giovane pittore.

I graffiti e la pittura, discipline così distanti e così vicine, sono entrambi atti antichi, sacri, e trovano un punto d’incontro nella loro pratica costante ed ossessiva, sempre alla “ricerca di…”. Per un writer, come per un pittore, non è tanto importante il graffito o il quadro prodotto nel passato o nel presente, quanto sempre quello che sarà pensato ed eseguito nel futuro, quello ancora da cercare: si può quindi parlare di arti del “non ancora”. Di fronte ad un’opera è difatti sempre necessario avventurarsi ad immaginare quella che verrà, come in un viaggio in treno, dove la stazione precedente annuncia di fatto quella successiva.

Più che di “pittura di paesaggio”, nel caso di Barbieri bisognerebbe quindi parlare di “pittura di passaggio”o “di attraversamento”: l’osservatore è coinvolto in una serie di istantanee scattate in prima persona, dove non ci sono esseri umani ma “solo”cieli, case, binari, treni, pali dell’elettricità, fili e reperti postindustriali, tipici soggetti di una qualsiasi realtà ferroviaria di provincia italiana. Anche i formati scelti, spesso rettangolari, richiamano le forme di un finestrino di un treno, punto di vista di un qualunque viaggiatore.

Quello dell’artista è, infatti, uno sguardo che si sviluppa in “un punto imprecisato della linea Pisa/Livorno”(dal titolo di un’opera) e che si posa sulle cose marginali, periferiche, che analizza lo spazio ed il tempo di un pendolare qualsiasi. Sembra suggerirci che l’importante non è tanto la meta quanto, appunto, il viaggio.

Il viaggio di Barbieri è iniziato molti anni fa dipingendo le lettere del suo alias sui lungolinea ferroviari e sui muri delle città incontrate, vissute ed attraversate: le sue lettere nel tempo si sono allungate, deformate, ingrossate ed intrecciate. Hanno preceduto e accompagnato l’autore nello scorrere del tempo della sua vita; si sono arricchite di grazie e, grazie alle storie vissute, le atmosfere respirate ed i luoghi visitati si sono evolute fino ad esplodere e a ricomporsi sotto mentite spoglie sulle tele pittoriche.

Nei suoi quadri si possono infatti intravedere, tra le righe, le atmosfere viste e respirate nei tanti anni di graffiti writing. E’ sullo spazio della tela che Francesco mostra e nasconde al tempo stesso la sua storia, la sua attitudine ad una pittura d’azione ancora fortemente legata al mondo delle lettere e alla sua tradizione: seppure il Nome non compaia più e manchi l’azione creativa illegale, l’artista prosegue la sua ricerca andando a guardare quello che è stato per cercare quello che sarà. E’ il prolungarsi, in nuove forme, di un fenomeno preesistente: in questo senso si può parlare di post-graffiti.

Agli strumenti classici dello scrittore, come spray, vernici e rulli si sono aggiunti le spatole ed i pennelli del pittore da laboratorio; i supporti sono passati da metallo,lamiere e cemento a quelli più vicini alla tradizione pittorica come tele, tavole e carte; anche le dimensioni non aspirano più al gigantismo della pittura d’azione del graffiti writing ma si fanno molto più piccole, riflessive, intime.
A livello compositivo la terra è spesso posta in contrapposizione al cielo (le linee ferroviarie e le città partono spesso dal basso e puntano alla mediana, sono soggetti che salgono e crescono), in una tensione mai risolta: è l’uomo che guarda e anela al cielo ma è costretto a vivere con i piedi piantati sul mondo. Il nero delle cose terrene (fabbriche, ferrovie, palazzi, antenne, pali della luce),ordinato seppur da regole proprie, è spesso contrapposto al caos e ai colori del cielo che qui diventano acidi, irreali, sognanti: è infatti questo lo spazio del sogno, della fantasia e del possibile, dove la pittura accade.

I treni e le linee ferroviarie di Barbieri non partono ne arrivano mai, seguono prospettive e traiettorie proprie, spesso errate: dove vanno, quando arrivano? Dove sta andando / ci sta portando Francesco?

Probabilmente ancora in tutte le direzioni e da nessuna parte.
Ma questo è il punto dove finisce l’Arte e riinizia la vita.

Rosa Selavi

Bandierine. Tutta una storia di resistenze @ Cinema Caffé Lanteri | Recap

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Lo scorso Venerdì 13 Novembre il Cinema Caffè Lanteri di Pisa per il suo terzo appuntamento della serie Fumetti&PopCorn, ha ospitato la presentazione del libro a fumetti “Bandierine. Tutta una storia di resistenze” edito da Barta Edizioni.

Il libro nasce dall’incontro della proprietaria della fumetteria pisana Fumettando, nonché ideatrice del progetto e catalizzatrice delle forze messe in campo, Silvia Barsotti, l’editore Barta, il ricercatore di Storia Contemporanea, Stefano Gallo e uno dei più stimati autori di fumetti in Italia, Andrea Paggiaro aka Tuono Pettinato, per soddisfare l’esigenza di un pubblico sempre più attento e curioso verso la recente storia nazionale. Un libro corale di sette storie sulla Resistenza, meravigliosamente disegnate da Tuono Pettinato, che ne cura tutta la realizzazione, Lorenza De Luca, La Tram, Sakka, Fabio Ramiro Rossin, Emanuele Tonini ed Emanuele Messina, che si arricchisce di una storia in più, che ricollega tutte le altre, firmata da Francesco Guarnaccia. Come spiega Tuono Pettinato in un’intervista a Fumettologica, “volevamo che si creasse un dialogo tra due narrazioni, quella a episodi relativi a specifici eventi storicamente documentati o ispirati a racconti partigiani, e un’altra narrazione, contemporanea, che segue le vicende di uno studente liceale di oggi, intento a riflettere su quanto l’esperienza resistenziale sia ancora attuale e riguardi direttamente anche lui. Le singole storie percorrono l’intero panorama italiano, mostrando quanti soggetti diversi erano coinvolti in questa guerra di liberazione: giovani, anziani, preti, professori, donne e bambini. Tutti accomunati da essere persone ordinarie costrette dagli eventi ad affrontare imprese straordinarie.” Si crea così un ponte narrativo a fumetti che ricollega la vita di oggi a ciò che è successo nella Seconda Guerra Mondiale, e che Guarnaccia spiega che il suo protagonista, un “liceale scansafatiche, […] ignorando il suo istinto pigrone, si lancerà in una ricerca storica molto personale che lo porterà a scoprire l’importanza di ricordare quello che è successo nei momenti più oscuri della storia passata. Facendo un passo (passettino) indietro mi sono rivisto liceale e ho voluto raccontare l’innocente indifferenza degli studenti, che sono contenti di saltare scuola il 25 aprile ma non sanno perché, e l’importanza della memoria.”

Come di consueto ormai ha supporto dell’evento è stata organizzata una mostra con le tavole originali tratte dal libro di tre degli autori coinvolti, Tuono PettinatoEmanuele Messina Francesco Guarnaccia, che rimarrà visibile al pubblico fino al 29 Novembre.

Di seguito il podcast della presentazione realizzato da Maurizio Vaccaro di Radiocicletta, media partner dell’evento.

 

Bandierine. Tutta una storia di resistenze

Di Tuono Pettinato, Francesco Guarnaccia, Lorenza De Luca, La Tram, Sakka, Fabio Ramiro Rossin, Emanuele Tonini ed Emanuele Messina

Mostra di tavole originali dal 13 al 29 Novembre

 

Cinema Caffè Lanteri

Via San Michele degli Scalzi 46, Pisa

www.cinemalanteri.com | info@cinemalanteri.com

Il segreto di Majorana di Silvia Rocchi e Francesca Riccioni al Lanteri | Recap

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Lo scorso Venerdì 16 ottobre al Cinema Caffè Lanteri di Pisa si è tenuto il secondo appuntamento della serie Fumetti&PopCorn, dedicata al fumetto e all’illustrazione, con due ospiti d’eccezione, Silvia Rocchi e Francesca Riccioni autrici del nuovo libro a fumetti “Il segreto di Majorana” edito da Rizzoli Lizard. Come di consueto all’incontro, moderato da Virginia Tonfoni di Alias de Il Manifesto, è dedicata un’esposizione esaustiva delle tavole originali tratte dal libro che rimarrà visibile al pubblico fino al 1 Novembre.

La mostra, allestita alle pareti del Caffé attraverso un sistema di fili di lana blu e rossi che richiama i colori propri del fumetto e concettualmente all’idea di struttura geometrica alla deriva nel caos della vita contingente, vuol mettere in risalto l’inconfondibile tratto pastoso, proprio della matita a cera, pieno di liricità e poesia, e dalla gamma cromatica ridotta a pochi semplici colori, ma efficaci a restituire certe atmosfere, di Silvia Rocchi che ci regala un’intensa biografia intima, disegnando quella che può essere la prospettiva di una scelta esistenziale, che – come nella tesi proposta da Leonardo Sciascia nel suo La scomparsa di Majorana – avrebbe portato Ettore Majorana, uno dei geni della fisica nucleare, a scomparire nel nulla nella primavera del 1938. Silvia Rocchi, già ospite lo scorso anno al Lanteri con un’altro ritratto biografico a fumetti su Tiziano Terzani, e Francesca Riccioni, che con Tuono Pettinato ha realizzato le biografie di Galileo Galilei e Alan Turing (anche quest’ultimo presentato al Lanteri) sempre per Rizzoli Lizard, dimostrano grande maestria e consapevolezza nell’affrontare il racconto a fumetti di un genere così complesso. In questo caso, affidando l’intreccio narrativo a due storie – quella di Ettore, appunto, e quella di due personaggi contemporanei, Leo e Amanda – si interrogano sulle dinamiche interiori di una risoluzione grave come quella di una scomparsa volontaria, scatenata da un conflitto insanabile tra i propri desideri e l’inalterabile realtà del quotidiano.

Grazie al valido supporto di Maurizio Vaccaro di Radiocicletta, media partner dell’evento, di seguito potrete ascoltare il podcast della serata di presentazione.

 

Mostra di tavole originali dal 16 Ottobre al 1 Novembre 2015

 Cinema Caffè Lanteri

Via San Michele degli Scalzi 46, Pisa

www.cinemalanteri.com | info@cinemalanteri.com

from Stokholm with Love | Part 1: Fotografiska

In Agosto ho visitato finalmente una delle più affascinanti e suggestive capitali europee, Stoccolma. Città dei Premi Nobel e dal 2010 Capitale Verde d’Europa, coi suoi parchi bellissimi, un’attenzione e rispetto per l’ambiente ineguagliabili e un’acqua potabile così pura da divenire elisir per i viaggiatori. Definita “la Venezia del Nord”, coi suoi fiordi e canali che mi sono divertita a percorrere in battello per raggiungere le principali isole su cui è costruita la città, detiene anche il titolo di capitale del design capace di influenzare le nuove tendenze artistiche europee – basti pensare che la metropolitana, Tunnelbana, è un vero museo sotterraneo dove artisti e designers sono intervenuti reinterpretando ogni stazione a tema. Una città con un’offerta culturale ampia che dimostra lo studio e l’attenta analisi su quelle che sono le discipline più in fermento e le ricerche più significative del panorama artistico contemporaneo locale e internazionale.

In tutto ciò sono rimasta colpita dal Fotografiska, a cui dedico questa prima parte di reportage. Centro museale per la conoscenza e la diffusione della fotografia contemporanea, con le sue grandi ed eterogenee esposizioni, ricche di opere, organizzate nelle ampie sale sui due piani del complesso di un ex dogana mercantile in mattoni rossi in stile Art Nouveau, che si affaccia sul Saltsjön e da cui è possibile godere del paesaggio della costa opposta punteggiata dalle luci della città e del grande Luna Park Tivoli.

Inez & Vinoodh Pretty Much Everything 2015

Inez & Vinoodh Pretty Much Everything 2015

Inez & Vinoodh Pretty Much Everything 2015

Inez & Vinoodh Pretty Much Everything 2015

Una delle mostre che mi ha lasciata per ore senza fiato è quella dedicata all’opera dell’ormai duo fotografico più conosciuto al mondo per aver immortalato celebreties della musica, del cinema e della moda collaborando con le maggiori riviste di settore, Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin. Talento riconosciuto ed apprezzato proprio per il carattere innovativo, eccentrico, trasgressivo e d’impatto di ogni loro scatto e oggi anche dei loro video, sviluppando un repertorio preciso ed insolito di pose, che grazie alla sperimentazione di nuove tecniche restituiscono un’estetica elegantemente perfetta, a metà tra il bello e l’assurdo, qui presentata alle pareti della mostra Pretty Much Everything 2015 attraverso un’ampia e variegata sequenza di ritratti artistici.

Inez & Vinoodh Pretty Much Everything 2015

Inez & Vinoodh Pretty Much Everything 2015

Ogni ritratto è arricchito dall’inserimento di un particolare artistico che abbellisce o interagisce con il soggetto influenzandone l’atmosfera evocativa talvolta di uno stato d’animo. Gli artisti creano un contesto, una messa in scena che coinvolge i soggetti e il loro lavoro, suggerendo allo spettatore indizi per decifrarne il contenuto. Gli scatti in mostra appaiono come pezzi di un puzzle d’immagini e simboli, senza soluzione perché il fine è lasciarsi andare con l’immaginazione in quei microcosmi sperimentando in modo diverso a seconda delle proprie conoscenze e backgrounds. Un’esperienza estetica esaltante di viaggi immaginari attraverso le bizzarre scelte compositive di colori, simboli, disegni e quant’altro. La fotografia diventa un documento che rimane nel tempo e si deposita nella memoria di ognuno di noi, e ogni essere umano che si pone davanti al loro obiettivo non può che diventare eroe all’istante.

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Nel 2010 poi il duo introduce nel proprio lavoro la telecamera RED, arrivando naturalmente alla decisione di girare film per quasi ogni servizio fotografico da realizzare. Ed è in questo modo che il loro “Bodylanguage” unico e sovversivo ha aperto al cinema e alla moda un nuovo universo di possibilità espressive innovative.

http://fotografiska.eu/

 

 

 

Rigorosi, rigolards… Chiavacci e Morellet in rigoroso e ludico confronto a Prato

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Due figure importanti nel panorama italiano, francese e internazionale dell’arte contemporanea quelle di Gianfranco Chiavacci e François Morellet per la prima volta in dialogo tra loro all’interno della mostra “Rigorosi, rigolards…“, ospitata in due spazi a Prato: Artforms, giovane associazione inaugurata questa estate, e la Galleria Die Mauer. Entrambi infatti pur avendo fatto esperienze artistiche simili e percorso le stesse strade non si sono mai realmente conosciuti, mai direttamente influenzati. Eppure, da ciò che ho potuto vedere, la loro ricerca ha molti punti di contatto. Il toscano Chiavacci studia, crea e formula in sordina sviluppando un linguaggio geometrico astratto dalla linea minimale; più celebrato e conosciuto invece Morellet, tra i primi esponenti dell’astrazione geometrica francese e fondatore del GRAV (Groupe de Recherche d’Art Visual), che si è interessato alle possibilità espressive del “movimento” nell’arte cinetica accostandosi alle ricerche degli italiani del Gruppo T, Gruppo N e Bruno Munari. Il 1963 è però un anno fatidico per le loro ricerche. Infatti influenzati dalla tecnologia, che in quegli anni fa la sua comparsa, il primo persuaso dall’utilizzo degli elaboratori elettronici, inizia la sua ricerca sul sistema binario basato sui bit, mentre il secondo decide di far uso di materiale tecnologico e inizia a realizzare le sue prime opere al neon.

Un percorso espositivo itinerante ed interattivo quando dagli spazi bianchi e caratteristici della Galleria passiamo a quello unico, lineare ed ex-industriale dell’Interno 8 che si presta a un gioco compositivo del quale il visitatore è protagonista attivo avendo la possibilità di spostare alcuni dei parallelepipedi/espositori, in cui sono racchiuse singolarmente le opere grafiche selezionate, e porli vicino ad altri fissi nello spazio così da stabilire un rapporto diretto tra le opere di entrambi gli artisti e scoprirne inaspettati parallelismi e ideali compenetrazioni. Un’interazione ludica che rispecchia quello che poi è stato e continua ad essere lo spirito con cui i due artisti hanno sempre affrontato la loro ricerca sistematica e rigorosa.

Morellet

Morellet

La scelta curatoriale optata da Alessandro Gallicchio offre quello che io definisco un confronto sinergico che esalta le caratteristiche stilistiche proprie della diversa poetica dei due artisti e al contempo pone in evidenza quella che può comprendersi come una complementarietà delle due ricerche artistiche. Dalle indagini sul concetto di serialità, di casualità e del bit, nei lavori serigrafici e di grafica su carta, alle più audaci sperimentazioni delle proprietà della cinetica. 

Chiavacci - Morellet

Chiavacci – Morellet

Orari di apertura:

Artforms: Dal 18 settembre al 3 ottobre su prenotazione chiamando allo 348 80 29 817 – 329 49 61 998. Interno/8, via Genova 17/8, Prato http://info-artforms.tumblr.com
Dal 25 al 27 settembre apertura straordinaria dalle 15:00 – 18:00.

Die Mauer: Dal 18 settembre al 17 novembre, da martedì a sabato, ore 10:00 -13:00, 16:00 -19:30. Via Firenzuola, 33, 35, 37, Prato www.diemauer.it
Il 24 settembre: concerto “Pieni e vuoti”. La scheda perforata di Jaquard e l’Arte Binaria di Chiavacci nell’interpretazione del Maestro Andrea Nesti.

 

Leo Ex Machina | BAU porta nuove “macchine” ispirate al genio di Leonardo alla GAMC di Viareggio

Nel precedente articolo vi ho introdotto a una delle due mostre ospitate alla GAMC di Viareggio, in cui vi anticipavo già qualcosa sulla seconda mostra che approfondirò in questo articolo. Leo Ex Machina è una delle esposizioni più ampie, più curiose, più bizzarre che l’Associazione Culturale BAU abbia mai curato all’interno di un museo, portando per la prima volta in Versilia una serie di opere originali di personalità artistiche di fama internazionale della seconda metà del ‘900, grazie alla collaborazione del Museo Ideale “Leonardo da Vinci” diretto da Alessandro Vezzosi e della Collezione Carlo Palli di Prato, che hanno prestato le opere qui esposte insieme ai prototipi delle “macchine” ideati dagli autori coinvolti per il numero Dodici della rivista “BAU Contenitore di Cultura Contemporanea“.

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Il tema, come si evince dal titolo, è quello della macchina, che da sempre ha affascinato gli artisti contemporanei, dalle Avanguardie Storiche fino ad arrivare a Fluxus, alla Videoarte e alla Net Art, ispirando produzioni davvero singolari. E così vediamo le prime due sale dedicate a opere di artisti storici che si sono ispirati a Leonardo, ai suoi dipinti e alle sue macchine, dalle installazioni e il video TV-BOX di Nam June Paik, a “The third hand” di Stelarc, dall’opera “Dear Leonardo – Letter n.10” di Anna Banana, “Leonardo 5” di Pavel Schmidt e la “Palette” di Daniel Spoerri, al ritratto “Joconde – Orlan” di Orlan, finendo poi con i tre disegni “Zeichnungen zu Codices Madrid” di Joseph Beuys.

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L’esposizione nasce e sostiene visivamente l’idea alla base della realizzazione di BAU Dodici, che raccoglie e dialoga con l’eredità del genio leonardesco per affrontare questioni attuali e proporre soluzioni per migliorare, scuotere, risvegliare il nostro futuro, come i dispositivi contro la noia, la brutta musica e per organizzare e focalizzare i nostri pensieri, studiati dal collettivo ForA; l’opera prodotta dalla performance esplosiva di Giacomo Verde, la scultura realizzata da Vittore Baroni con parti e circuiti integrati di vari dispositivi elettronici; il disegno a parete “tank” di Carlo Galli fatto coi micro ritratti da lui rivisitati di Leonardo da Vinci per “Variazioni di stile” all’interno della rivista BAU Dodici; per non parlare poi del dispensatore di solletico a batteria di GianLuca Cupisti utile a “carezzare l’impegno profuso dall’universo nella sua continua espansione”!

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Nell’ultima sala infine ci vediamo presentati, chiusi in teche di plexiglas, i volumi/cofanetti delle precedenti undici edizioni della rivista BAU e su due pareti opposte tutte le opere contenute nel cofanetto della dodicesima edizione. Una mappatura visiva di tutto quello che le menti di oltre cento artisti italiani ed esteri hanno creato, ispirati dal genio leonardesco.

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E’ proprio il caso di dirlo, questa mostra ribadisce il concetto secondo il quale dove non arriva la natura arriva l’uomo e il suo ingegno, l’idea e la sua messa in pratica! Non solo, ma per tutto il periodo della mostra è prevista una lunga serie di incontri, performance, presentazioni con personaggi del mondo dell’arte contemporanea provenienti anche dalla scena underground.

Fino all’11 Ottobre 2015 Per maggiori info. http://www.gamc.it | www.bauprogetto.net