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10 anni di VIDEOART YEARBOOK a Bologna

Lo scorso mercoledì 8 Luglio è stata presentata nell’Aula Magna di Santa Cristina a Bologna la decima edizione del Videoart Yearbook dell’Università di Bologna. La rassegna, cominciata nel lontano 2006, si è contraddistinta come una tra le più importanti manifestazioni in campo videoartistico, proponendo ogni anno talenti emergenti e già affermati del panorama italiano. Fin dalla prima edizione infatti, in tempi non sospetti, si è dimostrata all’avanguardia sulle modalità di presentazione delle opere videografiche, non più proposte su piccolo schermo all’interno di uno spazio chiuso, ma all’esterno del Chiostro del Complesso di Santa Cristina proiettate su di un grande pannello.

Per festeggiare i suoi dieci anni, il comitato curatoriale composto da Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Paquale Fameli, Paolo Granata, Silvia Grandi e Fabiola Naldi, sotto la guida del Professor Renato Barilli, ha proceduto a selezionare alcuni tra i nomi più interessanti comparsi nelle edizioni precedenti, molti dei quali hanno meritato di ricevere l’omaggio di una personale. Questa sfilata di autori di eccellenza riguarda Basmati, Filippo Berta, Michael Fliri, Giovanna Ricotta, Marcantonio Lunardi, Davis Venturelli, cui quindi si è concesso di comparire con opere di una lunghezza maggiore del solito, riducendo così a venti il numero delle presenze globali. Oltre ad essi infatti hanno catturato la mia attenzione le opere del duo CON.TATTO, di Casa a Mare, Audrey Coianiz, Antonio Guiotto e Anna Rossi.

Sia i video che le video-performance sono di forte impatto e originalità, anche nel rispetto di una incredibile varietà di soluzioni giocate sulla sperimentazione di ogni mezzo espressivo proprio della disciplina.

A far da padrino a questa edizione inoltre è Fabio Cavallucci, stimata personalità tra le più importanti del panorama museale nostrano odierno, che laureatosi proprio all’Università di Bologna, ha proseguito con prestigiose collaborazioni e impegni dirigenziali dalla Galleria Civica di Trento al Centro per l’Arte Contemporanea di Varsavia, fino ad arrivare oggi a ricoprire la carica di Direttore del Museo Pecci di Prato.

 

Videoart Yearbook 2014 | Marcantonio Lunardi News

Videoart Yearbook 2014
L’annuario della videoarte italiana. IX edizione

Lunedì 7 luglio 2014, ore 17,30
Complesso di Santa Cristina Bologna

La nuova opera firmata da Marcantonio Lunardi, “370 New World”, realizzata in collaborazione con la talentuosa compositrice greca, Tania Giannouli, che di questo lavoro cura in maniera impeccabile la colonna sonora, è selezionata al Videoart Yearbook 2014, l’annuario della videoarte italiana, importante manifestazione arrivata alla sua IX edizione, di cui di seguito è riportato il comunicato stampa ufficiale del programma previsto per la giornata di Lunedì 7 luglio, con presentazione e proiezione di tutte le opere scelte.

L’opera video “370 New World”, di cui QUI si dà notizie più approfondite, è realizzata in collaborazione con Toscana Film Commission e prodotta da ReaLab, e prosegue un percorso iniziato da Lunardi nel 2013 sul rapporto tra cittadini, cultura e istituzioni nel mondo occidentale, che oggi si concentra sul disfacimento di una società che sta preferendo la comunicazione digitale al contatto fisico, in cui le persone, assorte nella conversazione con i molti della rete, diventano spettatori passivi di ciò che accade nella realtà che li circonda.

Sulla figura di Marcantonio Lunardi rimando QUI all’intervista che Simone Rebora dedica all’artista sulla rivista Espoarte.

The new work signed by Marcantonio Lunardi, “370 New World“, produced in collaboration with the talented Greek composer, Tania Giannouli, that this work care the soundtrack, is selected in Videoart Yearbook 2014 Annual of Italian Video Art, an important event reached its IX edition, of which the following is the official press release of the program for the day Monday, July 7, with presentation and projection of all the works chosen.

The video work “370 New World,” which gives you more news HERE, is realized in collaboration with Tuscany Film Commission and produced by ReaLabcontinuing a speech begun in 2013 by Lunardi on the relationship between people, culture and institutions in the Western world, that today focuses on the disintegration of a society that is preferring digital communication instead of physical contact, in which people, engrossed in conversation with many of the network, they become passive spectators of what is happening in the world around them. 

About Marcantonio Lunardi, I refer to the interview HERE that Simone Rebora dedicates to the artist in the Espoarte magazine.

Comunicato stampa ufficiale

Videoart Yearbook 2014
L’annuario della videoarte italiana. IX edizione

Lunedì 7 luglio 2014, ore 17,30
Complesso di Santa Cristina Bologna

Fedele a una tradizione ormai consolidata, anche quest’anno il Dipartimento delle Arti celebra il culmine dell’estate con un evento culturale, presentando un ricchissimo programma fondato sulla videoarte. Questa forma tecnica ed espressiva è soltanto un minimo settore dell’amplissimo arco storico-disciplinare che il Dipartimento abbraccia, particolarmente nel nuovo assetto, ma si raccomanda per il ruolo sempre più rilevante che la videoarte ha assunto, fungendo da punto di confluenza di ogni altro genere e tecnica. Si può ben dire che oggi tutte le arti si concentrano nel video, così come in altri tempi avveniva per il dramma o per la musica.
Al solito, è stata cura degli organizzatori scegliere un testimone di grande valore a introdurre l’evento. Quest’anno la scelta è caduta su Carlo Terrosi, che da molti anni conduce una intensa attività promozionale e gestionale nel sistema delle arti, a Bologna e in tante altre sedi, alla testa di associazioni che portano nomi esemplari, quali Le macchine celibi e Lo specchio di Dioniso.
Dopo brevi saluti di autorità accademiche e di protagonisti della manifestazione, attorno alle 18,30 inizierà la proiezione dei ventotto video selezionati dal comitato critico, composto come negli anni precedenti da Renato Barilli, Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Fabiola Naldi. Come negli altri anni, se ne vedranno “di tutti i colori”, da mozziconi di inchiesta sociologica a gags dal sapore comico, per venire anche a creazioni di computer graphic, sempre più complesse e affascinanti.

Comitato curatoriale
Renato Barilli, Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Fabiola Naldi

Segreteria organizzativa
Pasquale Fameli, Vardiana Iannazzo

Ospite d’onore
Carlo Terrosi

Gli artisti
ANDRECO E MANUEL MORUZZI, ARMENIA, SERGIA AVVEDUTI, STEFANO BALDINELLI, NICOLA BALLARINI, ELENA BELLANTONI, FILIPPO BERTA, ENRICO BRESSAN, RITA CASDIA, CIRIACA+ERRE, CON.TATTO, ANDREA CONTIN, ELISABETTA DI SOPRA, FRANCESCA FINI, CHRISTIAN FOGAROLLI, PATRIZIA GIAMBI, ALDO GIANNOTTI, ANTONIO GUIOTTO, MARCANTONIO LUNARDI, MATTEO MEZZADRI, LAURINA PAPERINA, LORENZA PERAGINE, MARCO RAPARELLI, CORRADO RAVAZZINI E GIOVANNA RICOTTA, ANNA RISPOLI, DANILO TORRE, DEBORA VRIZZI, AXEL ZANI.

VideoArt YearBook. Renato Barilli presenta il meglio della videoarte italiana | Marcantonio Lunardi News

YVONNEARTECONTEMPORANEA 
in collaborazione con 
RENATO BARILLI
presenta 
IL MEGLIO DELLA VIDEOARTE ITALIANA

Venerdì 30 MAGGIO alle 18.30

Palazzo Bissari Malvezzi (spazio al piano terra)
Corso Palladio 36, Vicenza

Renato Barilli presenta il meglio della videoarte italiana selezionando i migliori video artisti delle ultime edizioni di Videoart YearBook, Festival promosso dal Dipartimento di Visul Art Alma Mater Studiorum dell’ Università di Bologna giunto quest’anno alla nona edizione.

L’evoluzione dell’immagine in movimento e l’avanzare delle più sofisticate tecniche di manipolazione video impongono oggi una riflessione sistematica sulle modalità con cui questo complesso insieme di fattori influenza le forme espressive della sperimentazione artistica contemporanea. Per comprendere tale fenomeno un gruppo di ricercatori del Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna – formato da Renato Barilli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Fabiola Naldi e Paola Sega – ha avviato nel 2006 il progetto denominato «Videoart Yearbook. L’annuario della videoarte italiana».

Una iniziativa unica nel suo genere in Italia, che indaga nello specifico le forme espressive della videoarte e della manipolazione dell’immagine, due settori in continua e costante espansione nella sperimentazione artistica odierna, anche grazie all’applicazione delle più recenti tecnologie digitali, ormai assimilate nell’ambito dell’arte ed essenziali a molta della produzione più attuale.

Nell’intento dei curatori, Videoart Yearbook si offre come un’attenta ricognizione della videoarte contemporanea; una campionatura ragionata che raccoglie le ultime e più avanzate produzioni video realizzate nel panorama artistico italiano. 

Durante la serata saranno proiettati i video di 20 artisti
Rebecca Agnes, Karin Andersen, Filippo Berta, Bianco-Valente, Stefano Cagol, Michel Fliri, Aldo Giannotti, Giovanni Kronemberg, Marcantonio Lunardi, Marco Marcassoli e Andrea Mastrovuto, Luca Matti, Sabrina Mezzaqui, Laurina Paperina, Gabriele Picco, Saul Sagnatti, T-Yong Chung, Lucia Uni, Devis Venturelli, Diego Zuelli

Comitato scientifico
Renato Barilli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia GrandiFabiola Naldi, Paola Sega

More info: www.videoartyearbook.it | www.yvonneartecontemporanea.com

Frontier – The line of style: Il libro | Presentazione al MAMBo di Bologna – Report di Alessandra Ioalè

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Lo scorso Giovedì 13 febbraio presso il MAMBo di Bologna si è tenuta la presentazione del libro “Frontier – the line of style”, terzo step del più ampio progetto curatoriale Frontier – La linea dello stile, per la valorizzazione artistica e l’approfondimento teorico e critico del writing e della street art. Progetto che nel 2012, con il supporto del Comune di Bologna e il contributo della Regione Emilia-Romagna, ha portato a Bologna tredici artisti di livello internazionale, tra i più rappresentativi di queste due discipline, quali: PhaseIIDaimDoesM-CityHonetRustyCuoghi CorselloDadoJoysEtnikEronHitnes e Andreco. Ognuno intervenendo, con opere site specific, su muri di grandi dimensioni e di forte impatto visivo appartenenti all’edilizia residenziale pubblica.
 
I curatori dell’intero progetto, Fabiola Naldi e Claudio Musso, sono davvero orgogliosi di presentare questo volume, di cui si evince forte e chiaro il carattere transdisciplinare dalle parole di Fabiola Naldi, che tiene a sottolineare il “carattere didattico e divulgativo del testo”. Esso contempla infatti tutta una serie di voci “appartenenti sia alle metodologie affrontate, sia alle dinamiche delle realtà stesse dei due movimenti, sia del writing che della street art.” Spiegando che “il testo parte da molto lontano, nel senso che non può non partire dalle Avanguardie di inizio ‘900, non può non partire da tutto un humus che appartiene principalmente al territorio italiano.” Il libro, continua, “è “schizofrenico”, come le due discipline, nel senso che […] il corpo iconografico appartiene a Frontier, ma non sempre i testi parlano di Frontier, possono parlare di molto altro. Si prendono la responsabilità di analizzare e approfondire delle tematiche che sono state molto poco approfondite.” Dal saggio di Jane Rendell, sulla sua critical spatial practice come metodo per la comprensione di progetti come Frontier, che hanno un approccio critico sia con gli spazi in cui intervengono che con le discipline coinvolte; a quello di Christian Omodeo, sul fallimento della politica odierna di controllo del writing, che visto come sintomo di un nuovo diritto alla libertà di espressione visuale nello spazio urbano, può diventare strumento per rivedere la connotazione visiva delle città di oggi e per il giusto inquadramento giuridico del movimento stesso. Inoltre viene presentata la ricerca di Claire Calogirou, che, basata sui primi Graffitisti in Europa, propone un’analisi antropologica del movimento, contestualizzando quella che è la collezione di Graffiti del MuCEM di Marsiglia, all’interno del quale si è svolta la ricerca; passando poi al saggio di Andrea Brighenti, che propone un’analisi sociologica delle motivazioni alla base del movimento del writing e della street art, spiegando il cambiamento di percezione di entrambi, nel momento in cui vengono assunti nei circuiti di valorizzazione differenziati e differenzianti; a quello di Dado, che presenta la sua tesi sulla disciplina del writing in tutta la sua complessità, un’arte con cui, attraverso la continua ricerca dello stile del segno del proprio nome, si comunica se stessi, l’individualità di un uomo, del writer; ed altri saggi ancora. La curatrice spiega che il lavoro svolto è stato quello da critico e storico dell’arte, e parte dalla necessità di operare una storicizzazione di un movimento come quello del writing (che fra quattro anni ne fa cinquanta di anni), affermando che, alla maggior parte dei libri pubblicati a livello internazionale, dichiaratamente iconografici, manca qualcosa di fondamentale: la riflessione.
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“Una riflessione fatta con una metodologia ben precisa, quella che noi abbiamo adottato per il progetto Frontier, quella della fenomenologia e, in qualche modo, quella legata all’osservazione della generazione; di come le generazioni nel mondo del writing e della street art, con le dovute differenze anagrafiche, si erano in qualche modo evolute indipendentemente dal sistema dell’arte, creando un sistema artistico, iconografico visivo totalitario, totalizzante, e impossibile da arrestare.” Una riflessione che, come dice la Naldi, è stata possibile elaborare nel tempo insieme ad alcuni artisti come Dado, Joys, Cuoghi Corsello, punti di riferimento ed amici per la curatrice. Ed è per ciò che da un lato, nel libro si affronta, con un approccio storico, una ricostruzione partendo dalla scena newyorkese degli anni Settanta fino ad arrivare ai giorni nostri, volendo fare un po’ d’ordine. Dall’altro invece ci si immerge nella parte più tecnica, più pratica e artistica, definita la terza parte di Frontier, incarnata nella figura di Dado, “uno dei punti di riferimento della nostra città, insieme all’altro grande capostipite, Rusty, e ancora Cuoghi Corsello ed altri.” Proprio partendo dalle loro figure, i curatori hanno voluto rendere omaggio alla città di Bologna, la prima città in Italia in cui inoltre è stata realizzata una retrospettiva, “grazie alla grande lungimiranza di un critico che aveva già detto che loro erano la nuova scena pittorica”, Francesca Alinovi, che “aveva già assaporato e sentito nell’aria che qualcosa stava cambiando” e che alla sua riflessione teorico-critica, hanno reso omaggio con la conferenza internazionale kon-FRONTIERt, ospitata anch’essa dal MAMBo lo scorso febbraio 2013, i cui contributi sono raccolti in questo volume.
 
“Ciò che a me interessa” continua la curatrice, “è capire come mai certe realtà, in qualche modo si sono innestate in questa enorme disciplina che è il writing, e che in qualche modo si è modificata, nel corso del tempo, diventando anche in alcuni casi street art. A me interessa dire […] che la street art nasce per una semplificazione iconografica e visiva inevitabile degli ultimi vent’anni. E proprio in quei decenni, in cui la street art in qualche modo abbassava i livelli visivi, e tentava una raffigurazione della città e della società, anche in maniera denunciatoria e critica, i writers si complicavano l’esistenza, e facevano un passaggio completamente inverso. Andavano nella complicazione della lettera, nella complicazione dello stile, diventando sempre più incomprensibili e quindi attaccabili. Questo è il motivo per cui molte volte il writing viene affiancato al concetto di vandalismo “grafico”.
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Un grande progetto insomma, che si costituisce di tre parti complementari e indipendenti: quella operativa di realizzazione delle opere murali; quella operativa di costruzione e mantenimento del sito web in continuo aggiornamento con nuovi percorsi, progetti collaterali e approfondimenti; ed infine quella teorica, che questo libro concretizza. Il duplice compendio per tutto quello di cui Fabiola Naldi ha tracciato in questa sede le coordinate, ma anche, come tiene a precisare Claudio Musso, un riconoscimento al lavoro di questi artisti, “che non sono soltanto street artist, ma artisti a tutto tondo, il cui approccio e i cui attacchi nello spazio pubblico, e il loro interagire nella socialità, hanno sì un elemento di forza, nel momento in cui agiscono su muro all’aperto, ma sono anche dei grandissimi amanuensi; conoscitori delle tecniche pittoriche, che realizzano lavori che molto spesso vanno al di là dell’intervento su muro, attraverso tecniche delle più varie, dall’incisione fino all’aerografo, e ad altre tecniche molto più avanzate.” Rendere merito anche a queste qualità, a cui prima, secondo il curatore, non era stato dato il giusto peso, è quindi un altro punto a favore di questo libro. Non rimane adesso che aspettare la prossima edizione di Frontier, a cui con nostro grande piacere stanno già lavorando. 

Renaming Places & Linguaggi Urbani | I talks di SetUp Art Fair

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23 – 26 / 01 / 2014
Bologna, Autostazione
Piazza XX Settembre, 6

Importanti appuntamenti da segnare in agenda per chi si trova a Bologna questo fine settimana: Sabato 25 gennaio, dalle 18 alle 19, il talk Renaming Places. Street Art e Rigenerazione Urbana, una bella occasione per approfondire le questioni legate ai graffiti e street art insieme a tre figure di riferimento nel panorama contemporaneo delle due discipline; mentre  dalle 20 alle 21 la street artist Alice Pasquini sarà protagonista del talk Linguaggi Urbani. Gli appuntamenti rientrano nel programma di eventi collaterali del SetUp Art fair, la seconda edizione di una delle più importanti fiere d’arte indipendente. 

COMUNICATO RENAMING PLACES

Negli ultimi anni il dibattito sui graffiti alterna all’ormai noto legame con il degrado cittadino, nuove opportunità di riqualificazione urbana attraverso la Street Art. La storia insegna che queste forme di espressività urbana hanno eletto a luoghi principali per la loro diffusione zone periferiche o degradate, quando non addirittura aree in stato di abbandono. Allo stesso tempo la diffusione di manifestazioni e progetti, istituzionali o meno, dedicati all’arte urbana ha creato elementi d’attrazione (le opere, i muri) che cambiano la percezione comune dello spazio pubblico, spesso rilanciando questioni sopite. Il lavoro svolto da Claudio Musso e Fabiola Naldi con il progetto Frontier a Bologna, l’attività di Pietro Rivasi a Modena con il festival ICONE e l’esperienza della galleria Avia Pervia, insieme al contributo dell’avvocato Andrea Pizzi saranno lo spunto per una discussione aperta su temi che confermano quotidianamente la loro attualità.

COMUNICATO LINGUAGGI URBANI

Il talk si presenta come occasione di riflessione sui temi che oggi pongono l’arte urbana all’attenzione di un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. In particolare, si tenterà di fare un punto sul fenomeno dell’arte pubblica e la sua evoluzione dal writing, sul confine tra l’arte e il vandalismo, tra la propaganda e la streetart, e sul rapporto tra realtà e finzione. Inoltre, si guarderà all’evoluzione dell’arte urbana rispetto alle attuali forme di interazione fra semiotiche differenti e in rapporto ai nuovi media, dai graffiti agli altri sistemi espressivi. Ciò che si propone è di estendere la riflessione ad altre forme di interazione, per cogliere l’attuale evoluzione dell’arte dallo studio alla strada e verso nuovi modelli di fruizione. Si pensi, ad esempio, ai nuovi spazi museali, ai muri autorizzati e al confine tra internet e realtà urbana.

XXIV BIENNALE DEL MURO DIPINTO | Dozza

MACS_XXIVBiennale Dozza

COMUNICATO STAMPA

Borghi: “la crisi non ferma il Muro Dipinto, anzi è di stimolo a fare ancora meglio”
XXIV BIENNALE DEL MURO DIPINTO

Dal 11 AL 15 Settembre 2013

Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna è nuovamente partner scientifico della rassegna, a cura di Fabiola Naldi. Tre gli artisti al lavoro a Dozza e due a Toscanella Inizieranno mercoledì 11 settembre gli interventi degli artisti chiamati per la XXIV edizione della Biennale del Muro Dipinto, che anche per il 2013 vede la collaborazione del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna con il Comune di Dozza e la Fondazione Dozza Città d’Arte, organizzatori della rassegna. Sarà mantenuto uno dei tratti che caratterizzano la manifestazione fin dai suoi esordi: gli artisti lavoreranno a diretto contatto con il pubblico che potrà assistere allo sviluppo dell’opera, dal muro vuoto al suo compimento. I lavori finiti saranno presentati ufficialmente, in un momento inaugurale, sabato 14 settembre, nel piazzale della Rocca di Dozza. La curatela della XXIV edizione è affidata ancora una volta a Fabiola Naldi, dottore di ricerca in Storia dell’Arte Contemporanea, docente di Problemi espressivi del contemporaneo all’Accademia di Belle Arti di Bologna e di Teoria delle Arti Multimediali all’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo. La partecipazione del MAMbo al progetto come partner scientifico è stata avviata con successo per la prima volta nel 2009 e anche in occasione di questa Biennale del Muro Dipinto la curatrice ha voluto proseguire, in una sorta di continuazione scientifico/critica, la linea inaugurata nel 2009 e consolidata nel 2011. L’intento è quello di accostare al più consueto Wall painting nel borgo storico di Dozza con i tre artisti Simone Berti, Andrea Sala e Alekesejs Naumovs, il Writing e la Street Art nel borgo nuovo di Toscanella con i due artisti Macs e Tellas. L’attività pittorica oramai giunta alla terza edizione con questa importazione critica e la diversificazione artistica/urbanistica di Dozza e di Toscanella porta la prossima edizione della Biennale a mostrare un vero e proprio museo all’aperto nelle molteplici soluzioni pittoriche contemporanee. Da segnalare la conferma, dopo il successo della prima volta nel 2011, di “Luce ai Muri”, una sessione notturna (organizzata in collaborazione con la ditta di Toscanella “Progetto Luce”), che vedrà gli artisti dipingere venerdì 13 settembre, dalle 20.30 alle 23.30. Inoltre, nell’ambito del Muro Dipinto, sempre fra l’11 e il 15 settembre, è previsto un articolato programma di eventi collaterali, attorno ai temi artistici e culturali. Borghi: “la crisi non ferma il Muro Dipinto, anzi è di stimolo a fare ancora meglio” – “La crisi economica non ferma il Muro Dipinto 2013, anzi per noi è uno stimolo per organizzare una manifestazione di livello qualitativo ancora più elevato. Infatti, più la manifestazione è di qualità più si creano le opportunità di un ritorno in termini economici che aiutano ad uscire dalla crisi – commenta Antonio Borghi, sindaco di Dozza -. La cultura e in specifico il Muro Dipinto sono infatti un volano per l’economia tanto più forte quanto più è elevato il loro livello”. Proprio in questa ottica va letto anche il rinnovo, per la terza edizione, del sodalizio con il MAMbo. “Questa collaborazione per noi ha un valore strategico, in quanto il MAMbo, che è una istituzione pubblica come la Fondazione Dozza Città d’Arte, ci garantisce quella qualità nell’offerta culturale che è indispensabile per attrarre quel ‘turismo consapevole’ su cui puntiamo”. Borghi non ha dubbi: investire sulla cultura garantisce un ritorno economico. “Per uscire dalla crisi, puntiamo proprio sulla qualità dell’offerta culturale e turistica perché riveste un importante ruolo di promozione economica a sostegno del nostro territorio. A dirlo sono i numeri” aggiunge Borghi. Che spiega: “a Dozza stimiamo oltre 200 mila visitatori all’anno, come ad esempio quella decina di pullman di croceristi che ogni giorno, in estate, arrivano dal porto di Ravenna, frutto di un sistema di relazioni forti che nascono dalla presenza dell’Enoteca regionale e dall’adesione al Club dei Borghi più Belli d’Italia. Questi turisti scelgono di visitare il nostro borgo perché sanno di trovare un’offerta culturale e turistica unica e di qualità” aggiunge Borghi. A questo proposito, il primo cittadino di Dozza sottolinea con forza il ruolo determinante del Club dei Borghi più Belli d’Italia dal punto di vista economico. “Nel 2011, i 200 Comuni allora aderenti (oggi sono 220) hanno realizzato 11,5 milioni di pernottamenti con un fatturato complessivo annuo di 1 miliardo e 356 milioni di euro. Numeri che devono fare riflettere su cosa significa il peso che la cultura e la qualità dell’offerta turistica rivestono in campo economico” conclude Borghi. 

Dozza, 8 luglio 2013

Fondazione Dozza Città d’Arte

www.murodipinto.it

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