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Goodmorning Mr. Morgen | Recap della presentazione della monografia e della mostra di Igor Hofbauer al Lanteri

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Lo scorso 14 dicembre, il Cinema Caffè Lanteri è stato lieto di presentare Goodmorning Mr. Morgen, l’evento incentrato sulla figura del grande illustratore e fumettista croato Igor Hofbauer a cura di Tabularasa Tekè Gallery di Carrara per la rassegna Fumetti&PopCorn. In Sala Cinema, il gallerista Stefano Dazzi e Marco Cirillo Pedri, curatore di galleria, moderati dalla giornalista Cinzia Colosimo, hanno presentato la monografia illustrata a colori dell’autore dal titolo “Fuk-Hof. Good Morning Mr. Morgen” edita da Tabularasa Edizioni. Il libro – corredato da un apparato critico a cura di Alessandra Ioalé, Marco Cirillo Pedri, Stefano Dazzi Dvořák, Jonathan Bousfield e da un’intervista esclusiva realizzata da Vittore Baroni, che ha curato anche l’apparato biografico, bibliografico e discografico dell’autore – contiene la riproduzione di tutte le opere grafiche e pittoriche di quello che oggi è definito dalla critica, il Maestro dell’estetica grottesca balcanica, ripercorrendone, esaustivamente e in ordine cronologico, la traiettoria di ricerca artistica, costellata da meravigliose produzioni, di cui è possibile finalmente ammirarne le tappe di nascita e sviluppo.

Fino al 7 gennaio 2018 sarà inoltre visibile al pubblico la mostra di serigrafie a colori in tiratura limitata dei manifesti cult realizzati negli ultimi anni da Igor Hofbauer, inaugurata per l’occasione. Dalla serigrafia dell’unica edizione del manifesto “Teho Teardo & Blixa Bargeld” realizzato dall’autore per il concerto dei due grandi musicisti al Močvara club di Zagabria a febbraio di quest’anno; alle serigrafie di alcuni tra i manifesti pubblicitari più significativi realizzati per il medesimo club croato; fino ai due manifesti che l’autore ha creato quest’estate per la sua personale. Le serigrafie e la monografia del Maestro sono disponibili presso il bookshop del Cinema Caffè Lanteri.

Classe ’74, Igor Hofbauer muove i suoi primi passi nel campo dell’illustrazione e delle arti visive all’interno del collettivo di fumetti underground Komikaze, per arrivare oggi a essere una delle figure più dirompenti, affascinanti e rappresentative della cultura e dell’arte balcanica. Con il suo stile ha restituito narrazioni surreali, ispirate alla sua città, contenute in una sola pagina, quella del manifesto pubblicitario, che dal 1999 al 2011 è stato oggetto d’interesse e soggetto della sua ricerca artistica. Un mix di citazioni dall’arte contemporanea del secolo scorso e rielaborazione personale di icone pop di manifesti cult, in stretto rapporto con la tradizione grafica croata, configura l’estetica originale, fresca, riconoscibile e senza tempo del Maestro croato, che si distingue non solo come illustratore nell’arte del manifesto pubblicitario, ma anche come fumettista nel grande e variegato panorama del graphic novel europeo.

Dal manifesto come mezzo espressivo con cui raccontare il suo tempo legandolo alla comunicazione pubblicitaria, tra libera creazione e compromesso commerciale, alla creazione di narrazioni più complesse a fumetto, Igor Hofbauer è stato definito il maestro dell’estetica grottesca balcanica e alternativo rappresentante visivo della città di Zagabria. I suoi poster sono piccoli universi narrativi ispirati, nelle composizioni, alle silouette urbane della capitale. Scenari grotteschi popolati da creature mostruose e personaggi tratti dalla realtà quotidiana, che accolgono in nuce il successivo sviluppo narrativo dell’arte di Hofbauer. Per questa sua naturale evoluzione nell’arte del fumetto, l’autore si ispirerà alla classica estetica delle comic strips underground americane degli anni ’80, in particolar modo guardando a Charles Burns della rivista RAW di Spiegelman. Nelle sue opere narrative a fumetto ritroviamo anche una bellissima e ben riuscita collaborazione e rielaborazione estetica del Costruttivismo russo, per quanto riguarda la costruzione dell’impianto compositivo delle scene, sintetiche e geometriche, e dell’Espressionismo tedesco, per quanto concerne invece la caratterizzazione dei personaggi, rendendo il suo stile drammatico, urgente e di grande impatto. Storie imprevedibili e transdimensionali popolate da disadattati sociali, emarginati, creature deformi e forme di vita post-decadenti. Umanoidi subnormali insoliti, la cui presenza rende surreale l’atmosfera del racconto, al cui sviluppo narrativo l’autore aggiunge quel giusto nonsense da creare mistero, dubbio e suscitare incertezza, a volte anche sconcerto e shock, nel lettore.

Intense note estetiche e complessi elementi compositivi concorrono alla costruzione di quell’atmosfera angosciante e asfissiante, ma al tempo stesso maledettamente affascinante, specchio dello stato di paranoica ossessione della società metropolitana a lui contemporanea. Caratteristiche costanti che distinguono e rendono uniche le opere di Hofbauer, il quale dimostra senso di appartenenza alla propria cultura e al sistema sociale in cui vive e si esprime. Attenzione alla rilettura dei Maestri nella traduzione del proprio immaginario. Dimostra di saper accogliere la tradizione visiva croata e coglierne gli ingredienti da poter rielaborare e sviluppare per renderla ancora attuale nella trasmissione di nuovi messaggi a una comunità in continuo cambiamento. Una comunità di cui l’autore ne delinea e ne porta alla ribalta stati d’animo e costumi, angosce e desideri, anomalie ed eccessi, oggi sulle pagine del graphic novel, e prima ancora su quelle pubblicitarie dei manifesti che hanno ridefinito l’identità visiva del “Močvara” club di Zagabria icona della cultura underground croata.

 

Mostra delle serigrafie dal 14 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018

Cinema Caffè Lanteri

Via San Michele degli Scalzi 46, Pisa

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“Marie Curie” | Recap della presentazione e della mostra del fumetto di Alice Milani al Lanteri

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Lo scorso Giovedì 30 novembre, si è tenuto un nuovo incontro della rassegna Fumetti&PopCorn che il Cinema Caffè Lanteri di Pisa ha dedicato a Alice Milani, una delle più capaci autrici nostrane, e al suo nuovo libro, Marie Curie, una splendida biografia a fumetti scritta e disegnata per Beccogiallo, casa editrice per la quale l’autrice è da poco a capo di una nuova collana di finzione. L’incontro in Sala Cinema è stato moderato dal fantastico duo Tuono Pettinato e Maurizio Vaccaro, che hanno sondato con l’autrice le ragioni e gli intenti che sottendono ai natali fumettosi della biografia di questa scienziata polacca che nel primo ‘900 raggiunse incredibili risultati nella fisica nucleare, ma che in pochi ne (ri)conosco l’importanza e la maternità. A coronare l’evento è stata inaugurata nelle Sale del Caffè, la mostra delle magnifiche tavole originali tratte dal libro rimaste visibili fino al 10 dicembre.

Maria Skłodowska Curie, quando arrivò a Parigi e si iscrisse alla Sorbona, aveva già 24 anni. In Polonia aveva dovuto lavorare come governante per mettere da parte i soldi necessari a intraprendere gli studi in scienze fisiche. Il nome con cui divenne famosa è quello del marito Pierre Curie, che la aiutò nelle ricerche su una sostanza sconosciuta che aveva proprietà assai curiose: emetteva energia, luce, calore. Era l’alba della fisica nucleare, ma anche l’inizio dell’era delle donne nella scienza. Dopo la morte improvvisa di Pierre, Marie portò avanti la sua carriera, fin troppo brillante e indipendente, scontrandosi con la mentalità conservatrice della Francia del primo Novecento. Le vicende private si intrecciano così inevitabilmente con la ricerca scientifica, finendo per offuscarne gli eccezionali traguardi.

Alice Milani è nata a Pisa nell’86. Ha studiato pittura, incisione e tecniche di stampa a Torino e a Bruxelles. È stata una delle fondatrici del collettivo La Trama, con cui ha realizzato e distribuito fumetti autoprodotti fino al 2015. Il suo primo romanzo a fumetti Wisława Szymborska, si dà il caso che io sia qui (BeccoGiallo, 2015) è dedicato alla poetessa polacca vincitrice del premio Nobel, ed è stato tradotto in polacco. Nel 2016 esce Tumulto, per Eris Edizioni, racconto di viaggio e di formazione, scritto e disegnato a quattro mani con Silvia Rocchi. Dal 2017 dirige una nuova collana di fumetto di finzione per BeccoGiallo.

 

Mostra di tavole originali dal 30 novembre al 10 dicembre 2017

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“Anna Magnani” | Recap della presentazione del fumetto con Rachele Morris al Lanteri

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Giovedì 21 settembre, il Cinema Caffè Lanteri di Pisa ha inaugurato la sua quarta stagione della rassegna Fumetti&PopCorn con un evento speciale, che ha unito cinema e fumetto ospitando la fumettista napoletana e pisana d’adozione, Rachele Morris. La giovane autrice, al suo esordio nel genere della biografia a fumetti insieme a Marcella Onzo, ha scritto e disegnato la biografia della grande attrice italiana Anna Magnani per la casa editrice Beccogiallo, alla quale è stata dedicata una mostra delle tavole originali tratte dal libro che rimarrà visibile fino al 1 ottobre. A moderare l’incontro in Sala Cinema è stata la giornalista (Alias/Il Manifesto), Virginia Tonfoni. Per questa occasione, subito dopo la presentazione, è stato proiettato il film “La rosa tatuata” con cui la Magnani vinse l’Oscar come Migliore attrice protagonista nel 1956.

Definita una biografia “sentimentale”, il racconto per disegni e parole si snoda attraverso l’espediente narrativo di un’intervista immaginaria in cui la grande attrice ripercorre le tappe fondamentali della sua vita e della sua carriera, incise nella memoria privata e pubblica dagli incontri e dalle collaborazioni con grandi personalità del cinema italiano e non. Dagli esordi al teatro con Totò, dal primo ruolo importante in “Roma città aperta” di Roberto Rossellini, regista con il quale vivrà un amore impetuoso e per il quale nascerà la sua rivalità con Ingrid Bergman, fino ai ruoli che la consacreranno definitivamente un’icona del cinema nostrano in film come “Mamma Roma” e “La rosa tatuata” che le valse l’Oscar e da cui si dipana immaginariamente questa intervista. Per arrivare infine al primo viaggio in America in occasione della proiezione di “Bellissima” dell’amico Luchino Visconti, e all’ultimo cameo nel film “Roma” di Federico Fellini.

Una biografia a fumetti appassionata e appassionante i cui disegni in bianco e nero sono caratterizzati da un tratto fine e parco, privo di fronzoli descrittivi, delineante le silouettes essenzialmente, per dare il giusto volume e ricreare le parvenze e quell’impercettibile ma significativo vezzo che caratterizzano il ricordo della protagonista e dei personaggi che hanno fatto parte della sua vita.

Di seguito il link al canale mixcloud della rassegna per ascoltare il podcast della presentazione!

Mostra di tavole originali dal 21 settembre al 1 ottobre 2017

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“Misdirection” di Lucia Biagi | Recap della presentazione del libro al Lanteri

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Giovedì 30 marzoLucia Biagi è stata ospite del dodicesimo appuntamento della rassegna Fumetti&Popcorn al Cinema Caffè Lanteri. In dialogo con Virginia Tonfoni (Alias, Il Manifesto), l’autrice nostrana è tornata a Pisa per presentare il suo ultimo fumetto “Misdirection”, di fresca pubblicazione per la casa editrice Eris edizioni.

Misdirection, terza opera dell’autrice, conferma le doti narrative e introspettive per cui si era già fatta notare e amare nei suoi precedenti lavori, pensiamo a Punto di fuga (Diabolo edizioni, 2014), ospite della rassegna nel 2015, che ha posto in risalto la sua peculiare delicatezza e coraggio con cui riesce a esplorare temi complicati come la questione dell’aborto.

In Misdirection Lucia Biagi cala il lettore nella mente di una ragazzina di 13 anni, decidendo però di abbandonare la narrazione da “romanzo di formazione” per abbracciare gli escamotage offerti dal genere: la suspance e le regole di un piccolo giallo che inizia e finisce nell’arco di una giornata. Il titolo, ispirato ai trucchi di magia e alla capacità degli illusionisti di distogliere l’attenzione dei propri spettatori, si focalizza sulla mancanza di lucidità che si può avere a quell’età.

Tra flash back e indizi, è il bisogno di scoprire e comprendere cosa è successo, che muove Federica, in vacanza come ogni anno con i nonni, in un residence che ha vissuto anni migliori in cui il paese scoppiava di turisti. Federica cerca di mettere insieme il puzzle che ha davanti e che le fa paura: Noemi, l’amica più grande che la fa sentire speciale quando le confida i suoi segreti, non si presenta a un appuntamento e quando Federica la cerca sembra essere sparita nel nulla. La ragazzina sente crescere il panico, tanto quanto sente crescere la confusione davanti a temi da “adulti” a cui non è preparata, come la sessualità, con cui si scontra tramite la vita dell’amica. Ma soprattutto si scontra con l’amara verità che capisce istintivamente, ben prima di poter crescere e formarsi una consapevolezza di genere: sono sempre le donne e le ragazze a sbagliare in questa società, la colpa viene data a loro ed è di loro che si spettegola in un piccolo paesino come quello, non degli uomini.

In anni in cui si dibatte molto sul ruolo dei social e della rete nella preadolescenza e nell’adolescenza, Lucia Biagi crea un mondo vero, lontano dagli stereotipi e dagli allarmismi con cui si parla di cyberbullismo e anonimato in rete, dando corpo a un personaggio complesso e contraddittorio, che con coraggio e ostinazione mette in discussione se stessa e il suo rapporto simbiotico con il suo smartphone su cui c’è tutta se stessa: il suo diario vocale, i suoi pensieri, le sue aspirazioni, tutta la sua intimità. Per scoprire alla fine che è la società reale quella che fa male e che giudica, e le nuove tecnologie sono solo strumenti che amplificano le storture della realtà.

Anteprima del libro: https://issuu.com/erisedizioni/docs/misdirection_anteprima_ c13d684a59a433

Lucia Biagi sito web: http://www.whenaworld.com

 

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“Primavere e Autunni” di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte | Recap della presentazione al Lanteri | Pisa Chinese Film Festival

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Lunedì 30 gennaio, in occasione dell’apertura ufficiale del Pisa Chinese Film Festival al Cinema Caffè Lanteri, organizzato dall’Istituto Confucio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha avuto luogo la presentazione “Primavere e Autunni”, graphic novel di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, uscito nel 2015 per Beccogiallo edizioni. Grazie alla collaborazione con la Casa Editrice, la presentazione si è arricchita di un’esposizione di tavole selezionate e tratte dal fumetto, rimasta visibile fino a giovedì 2 febbraio.

Primavere e Autunni è un racconto autobiografico a fumetti, scritto e disegnato dal nipote del protagonista, immerso in quell’atmosfera milanese dei primi anni trenta in cui ebbe origine quella che oggi è definita la più grande comunità cinese in Italia. Come spiega la giornalista Terao nella sua recensione per Internazionale, “Demonte, nipote di Wu Li Shan, racconta la storia di una comunità che oggi si è arricchita dei nipoti e bisnipoti di quei primi immigrati e delle migliaia di nuovi arrivati. Lo stile grafico, come spiega Ciaj Rocchi nella postfazione, rimanda alle inquadrature cinematografiche, con tavole orizzontali che richiamano il formato video con cui gli autori hanno particolare dimestichezza. E come in un documentario che attinge a un ricco materiale d’epoca […] la vita di questa famiglia ibrida […] si srotola attraverso decenni di enormi trasformazioni per l’Italia e per la Cina.”

“La storia di mio nonno Wu – come le storie dei pionieri – ha contribuito ad aprire la via dell’integrazione cinese nell’Europa contemporanea.”

Wu Li Shan è un giovane venditore ambulante di cravatte. Arriva a Milano nel 1931 da uno sperduto villaggio di montagna della Cina orientale. In città sono appena terminati i lavori della nuova Stazione Centrale e le vie sono piene di gente. Wu non conosce l’italiano ed ha a malapena una stanza dove stare, ma quella città gli piace: adora il rumore dei passi cadenzati sui marciapiedi, le carrozze sulle strade, le chiacchiere delle belle signore che tengono i figli per mano.

Prima che a Milano Wu ha vissuto in altre grandi città, come Parigi e Amsterdam, eppure comprende che è l’Italia il luogo che il destino ha scelto per lui e per il futuro della sua famiglia.
Da venditore ambulante a titolare d’azienda, dal matrimonio con la sarta italiana Giulia alla Rivoluzione Maoista che lo allontanerà per sempre dal paese natale, pagina dopo pagina la vita e le imprese di Wu rinascono nella memoria del nipote per diventare finalmente una storia universale. 

www.beccogiallo.org

La mostra

Primavere e Autunni è per noi come un figlio: sin dall’inizio, da quando era ancora solo un’idea, l’abbiamo curato, nutrito, cercando, per quanto possibile, di trasformare una vicenda personale, intima e biografica, in un racconto universale, una storia simbolo della primissima immigrazione cinese.

Partendo dal percorso migratorio del nonno di Matteo, questo libro cerca di ricostruire la storia delle origini della comunità cinese di Milano inserendola nel suo contesto sociale, storico, economico, politico… creando un legame, un fil rouge, che intreccia più volte la grande e la piccola storia, il quotidiano e l’universale, in un gioco di continui rimandi che proiettano diversi livelli di narrazione: la vicenda umana di Wu Li Shan, di sua moglie Giulia, dei famigliari e dei suoi amici più intimi; la storia di Milano e, in particolar modo del quartiere di Porta Volta, la cosiddetta “Chinatown” milanese; la storia d’Italia che si snoda lungo quattro decenni, dagli inizi degli anni ’30 ai primi anni ’70; ed infine, immancabile, la storia internazionale, e soprattutto quella della Cina che, in meno di cinquant’anni, passa dall’Impero alla Repubblica nazionalista prima e alla Repubblica comunista poi. Una linea del tempo ramificata quindi, che tiene insieme diversi ambiti (culturali, sociologici, linguistici) per restituire l’immagine di un’epoca nel suo complesso. Una storia vera, talmente vera da diventare iperrealista, che si allontana dal linguaggio del fumetto classico e va invece a pescare dal cinema (un linguaggio di cui abbiamo più esperienza) in un susseguirsi di inquadrature: campi larghi, a volte larghissimi, con vedute quasi aeree, altre volte invece a livello della strada, con il marciapiede in bella vista, e poi figure intere, mezzi busti, dettagli… sono sequenze veloci, che in poche pagine racchiudono anni densi di storia. Eppure, la narrazione resta rigorosa, l’approccio quasi scientifico: le fonti – orali, scritte, visive – sempre in primo piano, davanti a tutto. Ecco quindi il racconto acquisire pian piano la forma di un saggio, ecco la sociologia farsi immagine, ecco la lingua divenire uno strumento di apprendimento e conoscenza e il fumetto trasformarsi in un mezzo per disegnare la realtà.

Ciaj Rocchi

Vincenzo Filosa presenta “Viaggio a Tokyo” al Cinema Caffé Lanteri | Pisa

Cinema Caffè Lanteri
Presenta

Viaggio a Tokyo
di

Vincenzo Filosa
Modera Valerio Stivé

Incontro con l’autore Venerdì 5 Febbraio ore 20
Finissage della mostra di LRNZ

Venerdì 5 Febbraio il Cinema Caffè Lanteri, per il sesto appuntamento della serie Fumetti&PopCorn, ha il piacere di avere come ospite il fumettista e traduttore dal giapponese Vincenzo Filosa ed il suo Viaggio a Tokyo, graphic novel di esordio edito da Canicola edizioni. Un romanzo a fumetti in cui l’autore raggiunge la sua maturità narrativa dopo il suo viaggio di studi a Tokyo, dove ha la possibilità di approfondire la sua passione per il manga e la tradizione artistica giapponese ed elabora un diverso approccio al segno e al ritmo narrativo. L’incontro, moderato da Valerio Stivé di Fumettologica, è realizzato in occasione della chiusura della mostra delle illustrazioni originali realizzate da LRNZ per l’edizione italiana de “La strana biblioteca” di Murakami (Einaudi).

Viaggio a Tokyo è un’avventura allucinata sulle orme dei grandi autori del fumetto gekiga Tsuge Tadao e suo fratello Yoshiharu. Viaggio a Tokyo è uno sguardo inedito e personale sulla grande città. Un diario sgangherato alla ricerca di un senso per una vita di rese e sconfitte. Un racconto onirico e grottesco delle abitudini dei suoi abitanti stranieri e giapponesi tra quartieri a luci rosse, foreste dei suicidi, karaoke, manga kissaten, love hotel, templi buddhisti e negozi di jeans. Un viaggio e un’educazione sentimentale in una grande metropoli e nell’immaginario del fumetto giapponese, tra grandi icone pop e autori meno celebrati. La storia di un paradiso trovato, rinnegato e perduto per sempre. Viaggio a Tokyo è stato realizzato con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, in collaborazione con Far East Film Festival di Udine. 

Come sempre ringraziamo Radiocicletta, media partner dell’evento, che realizzerà il podcast della presentazione.

Vincenzo Filosa nato a Crotone nel 1980, dopo le pubblicazioni underground su antologie come “Futuro Anteriore”, “Zero Tolleranza”, “Spaghetti”, “Crack Antologia”, “Deriva”, “Epoc”, “Lamette”, “Gilette”, fonda l’etichetta indipendente Ernest. Nel 2011 realizza per la rivista “Domus” un servizio a fumetti sull’architetto giapponese Shigeru Ban, che ha realizzato il progetto dell’auditorium provvisorio per il conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila, a seguito del terremoto del 6 aprile 2009. Nel 2012 illustra la sua ZeroGuida di Roma, edita da Zero Edizioni e inoltre è tra gli invitati alla mostra Nuvole di Confine, Graphic Journalism L’arte del reportage a fumetti, inaugurata presso il Museo Internazionale dell’Umorismo dell’Arte di Tolentino e con un catalogo edito da Rizzoli Lizard. Filosa vive a Milano dove disegna e traduce grandi autori come Jiro Taniguchi e Shigeru Mizuki.

Canicola associazione culturale è nata a Bologna nel 2004. Attraverso un progetto editoriale di ricerca in ambito grafico e narrativo, esposizioni, workshop, presenza a festival, si occupa di fumetto contemporaneo e disegno. La produzione si concentra su una rivista a progetto e libri di autori italiani a cui si affianca la traduzione di autori inediti in Italia. Canicola fa rete culturale con le altre realtà internazionali affini e ha ricevuto per la sua attività diversi premi e riconoscimenti nazionali e all’estero.

www.canicola.net
facebook.com/canicolaedizioni
canicolaedizioni.tumblr.com

Viaggio a Tokyo
di
Vincenzo Filosa

Incontro con l’autore Venerdì 5 Febbraio ore 20

Cinema Caffè Lanteri
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BilBOlBul 2015. Un viaggio attraverso il fumetto d’autore

Ebbene sì, quest’anno mi sono decisa finalmente ad andare e perdermi nei meandri espositivi del BilBOlBul, il festival internazionale dedicato al fumetto d’autore, che ogni anno si svolge a Bologna dal 2007 a cura dell’Associazione culturale Hamelin. Come per le passate edizioni, un ricco programma non solo espositivo, ma anche di incontri con gli autori, workshop, e di proiezioni, accompagna il pubblico di qualsiasi età alla scoperta di questa affascinante e fresca disciplina, che nasce ibrida e sempre in evoluzione ponendosi aperta verso la sperimentazione di nuove forme di lettura/fruizione, di nuove tecnologie, di altri linguaggi artistici come il cinema d’animazione, assumendo quindi “forme sempre nuove e diverse, sia su supporto digitale che sul tradizionale supporto cartaceo”. 

Un programma che invita ad immergersi in quell’atmosfera magica di fermento creativo, a cui concorre certo la bellissima coreografia cittadina bolognese, in questo periodo avvolta dai profumi di castagne e pannocchie arrosto, agrumi e vin blulè, e da quell’aria natalizia che si respira sotto il portico monumentale della Chiesa dei Servi per la Festa di Santa Lucia, spandendosi poi per tutte le piazze, i vicoli, i passaggi e i portici storici, in cui sembrano nascondersi come pietre preziose le piccole e grandi nicchie della fermentazione fumettistica sorprendendoci appena ne varchiamo la soglia. Un festival la cui energia si concentra alla Biblioteca Salaborsa in Piazza Nettuno e coinvolge poi moltissimi spazi culturali, alternativi e istituzionali, gallerie, librerie, hotels, la Cinnoteca e il Cinema Lumiere.

Passeggiando (velocemente) quindi per la città e munita di guida ho cercato, nel breve tempo a disposizione e compatibilmente con gli orari degli spazi, di vedere la maggior parte delle mostre sparse, assaporando la magia generata dal dialogo intessuto nei diversi ambienti caratteristici dalle tavole originali o semplicemente la bellezza dei colori e dei tratti di quest’ultime messi in risalto da allestimenti minimali, e di cui vi parlerò brevemente attraverso le foto che sono riuscita a scattare.

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Per una pausa pranzo, caffé o cena consiglio fortemente il multispazio ristorante/pasticceria ZOO dove sembra paradossale ma possiamo goderci “In forma!”, la mostra dell’ultimo lavoro dell’illustratrice francese Anne-Margot Ramstein dedicato allo sport, proprio mentre mangiamo un buonissimo bagel o una deliziosa fetta di torta fatti in casa e rigorosamente bio! Una riflessione sulle relazioni che intercorrono tra corpo, movimento e spazio durante l’attività fisica, attraverso le forme e i colori che delineano la composizione dei corpi delle serie di figure sportive precise.

37_Anne-Margot Ramstein

42_Anne-Margot Ramstein

43_Anne-Margot Ramstein

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All’Accademia di Belle Arti troviamo invece A tratti, la mostra principale del Festival dedicata al fumettista riminese classe ’71, Giacomo Nanni, ripercorrendo l’evoluzione stilistica di un autore sperimentatore del linguaggio del fumetto, dell’illustrazione e dell’animazione nel segno della sintesi formale e compositiva. Troviamo tante serie di tavole originali dai primi racconti pubblicati da Canicola e dopo Coconino come “Cronachette”, passando per lavori recenti come “Vince Taylor n’existe pas”, fino ad arrivare alle tavole esposte per la prima volta, dell’ultimo suo lavoro “Prima di Adamo” nuovamente per Canicola.

34_Giacomo Nanni

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Una intima e delicata esposizione quella delle tavole originali di “Wislawa Szymborska. Si da il caso che io sia qui”, il nuovo lavoro della fumettista toscana Alice Milani fresco di pubblicazione per BeccoGiallo, a Les Libellules. In queste piccole tavole, giustapposte a parete omaggiando quelli che erano i divertenti e surreali collages della poetessa premiata con il Nobel nel 1996, Milani sfodera tutto il suo estro compositivo e coloristico per coinvolgerci nel suo racconto biografico attraverso una narrazione per ambientazioni di vita pubblica e privata ricche di particolari descrittivi affascinanti. 

28_Alice Milani

29_Alice Milani

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Ma passiamo adesso a farci un giro illustrato di Bologna, Tokyo e Lisbona nelle pagine dei diari di viaggio di Sara Menetti, del collettivo Mammaiuto, esposte a formare un’ideale itinerario a parete per conoscere le persone, i luoghi e le usanze caratteristici di queste tre città affascinanti attraverso le esperienze catturate dall’occhio attento di questa giovane fumettista e illustratrice bolognese e ritrasmesse col ritratto fresco e rapido dello sketch. La mostra a cura di dell’associazione culturale Kunstrasse è visibile fino al 13 dicembre alla Mirò Art Gallery.

Sara Menetti - Bologna

Sara Menetti – Bologna

Sara Menetti - Lisboa

Sara Menetti – Lisboa

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Arriviamo poi alla strada che fa angolo con Strada Maggiore per incontrare lo Spazio & in cui sono esposte serie e serie di tavole e disegni originali dei tre autori di punta della Casa Editrice Breakdown Press di Londra, il fumettista francese Antoine Cossé conosciuto per il suo graphic novel “Mutiny Bay, l’inglese Joe Kessler, cartoonist e art director della Casa e autore di “Windowpane” e Richard Short conosciuto soprattutto per le sue strisce a fumetti sul gatto Klaus di cui è uscito “Klaus Magazine 1”. Tra le più importanti case editrici inglesi è anche tra le più in fermento del panorama indipendente britannico non solo producendo materiale di giovani e promettenti autori dallo stile innovativo e traducendo in inglese alcune tra le opere più importanti manga gekiga ancora inedite in occidente, ma anche organizzando il Safari Festival di Londra.

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Ho concluso il mio viaggio godendomi una super retrospettiva del grande Magnus, il maestro del fumetto scomparso nel 1996 celebrato alla Fondazione del monte di Bologna e Ravenna in “Magnus e l’altrove. Favole, Oriente, Leggende” con una serie di tavole originali tratte dalle sue opere meno conosciute. Dalle prime illustrazioni degli esordi alle tavole delle saghe “I briganti”, “Le femmine incantate” e delle serie come “Le 110 pillole” e molte altre ancora.

Magnus e l'altrove - Le 110 pillole

Magnus e l’altrove – Le 110 pillole

“Magnus ha attraversato (e spesso mescolato) il nero e il comico-grottesco, la spy-story e l’avventura, il giallo e la fantascienza, il fumetto giornalistico “di realtà” e la favola orientale, l’erotico e il pornografico, il folklore dell’Appennino emiliano e il western: una varietà impressionante di geografie e generi del racconto popolare, interpretato di volta in volta con altrettanta poliedricità di stili grafici. […] Cifra comune della vasta produzione di Magnus è la ricerca di un Altrove, la dimensione senza tempo dell’Avventura, dove portare il lettore con la potenza affabulatoria del disegno e del racconto (“Bisognerebbe – diceva l’autore – scrivere con il compasso e disegnare col vocabolario”). Sempre in bilico tra un minuzioso realismo e la deformazione ironica del segno grottesco, nei suoi fumetti Magnus fa convivere in una sintesi perfetta mondi a volte lontanissimi.”

E con uno dei miti del fumetto italiano chiudo questo mio recap.. e al prossimo BilBOlBul!