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Indossare un’esperienza con le opere di Paola Anziché al Pavillon social Kunstverein

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Pensare di poter indossare l’esperienza del mondo circostante. Tradurre su tessuto tutto ciò che ha colpito i nostri cinque sensi. I colori, le consistenze, i suoni di una metropoli come di un giardino botanico. Collage di elementi diversi, anche naturali, soprattutto, assemblati per ritrarre il corpo vivo di una città. La ricerca di Paola Anziché, artista il cui lavoro l’ha portata in viaggio verso terre molto lontane e diverse, si concentra perciò sulla sperimentazione estetica delle fibre tessili sulle quali riporta questi collages per restituire con le mani quello che ha visto e poterlo ricordare indossandone l’esperienza. Da questa idea e intenzione l’artista porta in mostra due lavori in dialogo tra loro, le Maschere da corpo, che nascono dopo un viaggio di lavoro in Brasile. La maschera essendo un oggetto che fa parte della cultura di questo paese, e non solo, viene reinterpretata dall’artista in modo nuovo portandola all’interno di uno spazio espositivo. Ed è in questo modo infatti che si rivelano entrambi i lati, non solo quello con cui ci rivestiamo il corpo dei segni/texture delle città esperite, per diventare parte del paesaggio (urbano) e mimetizzarci in esso, ma anche quello dietro cui ci nascondiamo; allo stesso tempo colui che può spiare chi entra nello spazio può essere a sua volta spiato. 

Proseguendo poi con altri tipi di opere, sempre attraverso l’uso della fotografia e la stampa su tessuti di consistenza e fattura diverse, questa nuova idea di metamorfosi proposta dall’artista prende una forma diversa. Nell’intreccio per esempio, come nella serie di opere Yurta, realizzate in fibre vegetali; o nell’opera Intrecci e trame, nella quale l’artista è riuscita ad “intrecciare” materiali diversi, quali sughero, paglia, rami, normalmente utilizzati per fare cesti da trasporto, che in realtà non sarebbe possibile mescolare per la diversa modalità d’intreccio di ognuno. Comune denominatore e fattore che più incuriosisce e colpisce di queste serie di opere è il concetto secondo il quale tutte possono essere indossate ed esperite; nelle ultime due serie, infatti, grazie alla forma che viene data all’intreccio, ogni opera diviene una dimora-tetto con la quale performare nello spazio assumendo così di volta in volta posizioni e prospettive visive diverse.

Infine arriviamo a opere come i Maggi dove l’artista affronta il concetto di mimesi, partendo dal “Ramo d’oro” di James Frazer e ispirata dalle rappresentazioni popolari del nord Italia, rielabora materiali diversi come tessuti e metalli poveri per l’imitazione degli intrecciati di arbusti, fibre e colori, propri di quegli oggetti che i contadini appendevano nelle loro case a Maggio per proclamare il buon raccolto. 

Il percorso si chiude con due opere che mostrano quanto il lavoro di questa artista non si limiti soltanto al “vedere” ma anche ad “ascoltare” con le mani. E già perché Paola Anziché con le sue sculture musicali vuole riportarci alla dimensione sonora degli ambienti, delle credenze popolari e dei riti che lei stessa ha esperito in prima persona. Prima con Il Giardino di Euterpe, facente parte di un gruppo di sculture nate da un progetto per la coltivazione di un certo tipo di zucca, la canna da fiume e il Bamboo per la futura realizzazione di strumenti musicali autoprodotti; poi con Voci II scultura composta da varie tipi di zucche utilizzate nei riti afro-brasiliani con cui si richiamano gli spiriti. Ognuna diviene un portale attraverso cui entrare in contatto con i suoni di culture lontane.

L’artista diviene mediatrice della sua stessa esperienza e la restituisce per mezzo di opere pensate per essere esperite, vissute dal pubblico invitato all’interazione, in un luogo come il Pavillon social Kunstverein nel cuore del centro storico di Lucca, che favorisce questo tipo di approccio.

http://www.paolanziche.net/

La mostra rimarrà visibile fino alla fine di Settembre.

Pavillon social Kunstverein

Via Mordini 64, Lucca – Aperto tutti i sabati dalle 16 alle 18.30 info@pavillonsocial.com | www.pavillonsocial.com

Venerdì 5 inaugura VIDEOSCAPE @ Palazzo Tucci | Lucca

VIDEOSCAPE

Un dialogo tra illusione e realtà nelle sale storiche di Palazzo Tucci

A dialogue between illusion and reality in the historical context of Palazzo Tucci

a cura di | curated by

Alessandra Ioalé

Dal 5 al 28 Settembre 2014

Palazzo Tucci Lucca

Inaugurazione Venerdì 5 Settembre ore 18

From 5th to 28th September 2014

Palazzo Tucci Lucca

Opening night Venerdì 5 Settembre 6 pm

Progetto espositivo di videoarte nell’ambito del Settembre Lucchese con opere di

Filippo Berta, Salvatore Insana, Cristina Picchi, Con.Tatto, Marcantonio Lunardi, Marco Morandi

e il video

Vivere la differenza

realizzato dalla 5B del Liceo delle Scienze Sociali dell’ISI Machiavelli di Lucca

 

An exhibition of videoart in the context of Settembre Lucchese works by

Filippo Berta, Salvatore Insana, Cristina Picchi, Con.Tatto, Marcantonio Lunardi, Marco Morandi

and the video

“Vivere la differenza”

realised by 5B del Liceo delle Scienze Sociali dell’ISI Machiavelli di Lucca

COMUNICATO STAMPA

Nell’ambito della storica manifestazione del Settembre lucchese, Lucca La Fiera insieme alla Cooperativa Civico 1, all’Associazione ReaLab e a Palazzo Tucci Residenza d’epoca promuovono il progetto espositivo Videoscape, la collettiva di videoarte a cura di Alessandra Ioalé, che grazie alla collaborazione del Professor Paolo Granata dell’Università di Bologna, porta le opere di sei giovani videoartisti italiani di livello internazionale, all’interno della magnifica cornice storica delle Sale di rappresentanza di Palazzo Tucci di Lucca.  Il progetto che inaugura il prossimo 5 settembre sotto il patrocinio della Provincia di Lucca vede le personalità di Filippo Berta, Salvatore Insana, Cristina Picchi, Con.Tatto,Marcantonio Lunardi e Marco Morandi, confrontarsi con le specificità degli spazi posti al piano terra di uno degli storici palazzi del centro storico di Lucca, le cui pareti interne sono caratterizzate dal ciclo decorativo risalente alla tradizione pittorica quadraturista lucchese di fine settecento. Un dialogo insolito e creativo che si instaura tra realtà registrata e realtà dipinta, tra riproduzione del reale e manipolazione del reale, in cui l’elemento “paesaggio” diviene protagonista di un confronto/scontro sull’ambiguo confine tra ciò che è contemporaneamente concreto e illusione, realtà e finzione, registrazione e dissimulazione, generando un environment di parallelismi tra diverse tipologie di “paesaggio”, quello interiore da cui si vuol fuggire o in cui ci si vuol nascondere; quello esterno che ci circonda, in cui e che viviamo quotidianamente. Da questo spunto riflessivo nasce anche la volontà di inserire, a termine del percorso espositivo, un altro video, primo esperimento e approccio alla video creazione ad opera dei ragazzi della 5B del Liceo delle Scienze Sociali di Lucca, a seguito di un percorso didattico-formativo che ha fatto scoprire loro nuovi mezzi creativi, quelli videografici appunto, per dar voce e immagine a temi forti come quello della differenza e dell’uguaglianza di idee, culture, razze, coi quali questi ragazzi si confrontano costantemente e per i quali avevano esigenza di esprimere dopo una lunga riflessione.

PRESS RELEASE

In the context of the traditional festival Settembre lucchese, Lucca La Fiera with the Cooperativa Civico 1,the cultural society ReaLab and Palazzo Tucci Residenza depoca promote the exhibition Videoscape, the collective exhibition of videoart by Alessandra Ioalé which, thanks to the collaboration of Professor Paolo Granata of the University of Bologna, will bring the works of six young Italian internationally renowned video artists in the magnificent context of the historical boardrooms of Palazzo Tucci in Lucca. The opening ceremony of this project will take place the next 5th September, under the patronage of the Provincia di Lucca; Filippo Berta, Salvatore Insana, Cristina Picchi, Con.Tatto, Marcantonio Lunardi and Marco Morandi, will relate themselves with the peculiarity of the ground floor of one of the most famous palaces in the historical centre of Lucca, whose walls are are decorated with a series of quadratures, panels belonging to the artistic tradition of Lucca at the end of XVIII Century. An unusual and creative dialogue will be created between a recorded reality and a painted reality, between the reproduction of reality and the manipulation of reality, where the  the landscape becomes the protagonist of a debate/dispute on the unclear border between what is at the same time reality and illusion, reality and fiction, recording and concealment, creating an environment of comparisons between the different types of “landscape”, the inner one, from which one would like to escape or in which one would like to hide; the external one which surrounds us, in which we live daily. This reflection lead to the desire of introducing, and the end of the exhibition, another video, which is the first approach and experiment with the video art of the young students of the 5B del Liceo delle Scienze Sociali di Lucca, following a didactic path which made them discover new creative devices, the video and graphic ones, in order to express some themes of social concern such as the differences and similarities between ideas, cultures, people with which the youngsters confront themselves constantly and which they wanted to express after a long reflection. 

 

Informazioni e Contatti | Info. and Contacts

Palazzo Tucci Residenza d’epoca

Via Cesare Battisti 13 Lucca

Tel. +39 0583 464279 | www.palazzotucci.com

 

VIDEOSCAPEwww.videoscape.org

 

Ingresso libero | Free entry

“Show can’t go on” | Personale di Marcantonio Lunardi @ Lu.C.C.A.

Altro importante traguardo per il noto videoartista Marcantonio Lunardi che vede tre delle sue opere video di maggior successo, “370 New World”, “The choir” e “Default” riunite per la personale dal titolo “Show can’t go on”, a cura di Maurizio Vanni. Tre video che ragionano su tre tematiche diverse ma complementari e riportano ad un’amara riflessione sul mondo di oggi, proiettati nella Sala Videoarte del Lu.C.C.A. dal 5 luglio al 5 ottobre 2014 (ingresso libero). 

Frustrazione, isolamento, perdita di identità, disincanto, sconvolgimento dei valori primordiali, eccessivo e passivo utilizzo della tecnologia, omologazione verso le scelte di massa, consapevolezza dell’essere attraverso l’apparire: sono queste le sensazioni percepite da chi osserva in modo critico la quotidianità del terzo millennio. “Una prigionia non necessariamente fisica – scrive Vanni – che ci fa sentire lontani da ogni forma di cultura e, al tempo stesso, trasforma lo specchio in qualcosa che riflette impietosamente l’immagine della confusione che ci pervade. Non riusciamo a vedere oltre e la comunicazione 2.0 diventa un metadone che accentua la solitudine dell’anima. Per sentirci meno soli ci buttiamo sulla televisione, unica vera fonte di ciò che chiamiamo realtà. Lo show business è degenerato e pretende di fidelizzarci con un finto sapere facile e popolare: tutto sembra alla nostra portata e ci fa sentire importanti, ma in realtà ci sta trascinando in una dimensione di sola superficie. Perfino le arti, per poter essere considerate tali, devono fingere di provenire da un monitor”. 
Che cosa deve fare l’uomo per riprendersi la propria vita? Deve ricominciare a sognare, a coltivare coscienti illusioni e a credere nel futuro? Marcantonio Lunari ci sta raccontando la favola vera della vita del qui e ora. Andiamo a cercare nelle sue immagini perché “Show can’t go on”. 

Sulla figura di Marcantonio Lunardi rimando QUI all’ultima intervista che Silvia Giordano ha fatto all’artista per Artribune, e QUI all’intervista di Simone Rebora su Espoarte.

SINOSSI VIDEO: 

370 NEW WORLD (05′:08”) 
370 New World è un’opera sulla solitudine generata dalla crisi sociale ed economica che ha attraversato l’Europa negli ultimi dieci anni. L’isolamento umano che viene mostrato allo spettatore è ormai parte integrante del vivere quotidiano di molte persone. L’autore propone la sua creazione come uno specchio in cui l’osservatore può riconoscere alcuni aspetti della propria vita. 

THE CHOIR (04’:13”) 
Il coro vuole tradurre in immagini la distruzione della civiltà della cultura a beneficio della civiltà dello spettacolo o meglio del consumo. Ciò che non è televisivo non esiste poiché, oggi, il monitor è l’unica interfaccia attraverso cui si dà diffusione a quello che rimane della cultura. Il mondo del tubo catodico prende il sopravvento sui libri, sul teatro, sui luoghi di cultura, su tutti quei mezzi che veicolano conoscenza. La televisione è diventata una madre matrigna cannibalizzando tutto e privando dell’esistenza quello che non passa attraverso i suoi canali. 

DEFAULT (02’53”) 
Default è un’opera sulla disillusione di un sistema arrivato a un punto di svolta. Un uomo, da solo, siede in mezzo alle macerie di una fabbrica abbandonata davanti a un telefono. La sua mano stringe la cornetta e la porta all’orecchio. A rispondergli è una serie di segreterie telefoniche, i cui toni metallici, come un filtro tra lo Stato e i cittadini, lo convogliano in una sospensione vitale fatta soltanto di attesa. La telefonata diviene un evento metafisico, come una preghiera a un’entità senza volto e senza nome della cui risposta non si può più essere certi. 

Brevi note biografiche di Marcantonio Lunardi 
Dal 2001 si è occupato di documentazione sociale e politica lavorando nel settore Media Art creando installazioni, documentari e opere di videoarte. Dopo i master al Festival dei Popoli di Firenze con Michael Glawogger, Sergei Dvortsevoy, Thomas Heis e Andrés Di Tella ha iniziato un percorso nel cinema delle immagini in movimento sperimentando linguaggi al confine tra il cinema del reale e la videoarte. Le sue opere sono state esposte in prestigiose istituzioni internazionali come The National Art Center di Tokyo, la Galeri Nasional Indonesia di Jakarta, la Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca, il Video Tage Center di Hong Kong e in molti festival di cinema sperimentale e videoarte come Cologne Off, Festival Internacional de Cine y Video Experimental di Bilbao, OCAT Shanghai, Cairo Video Festival (Egitto), Festival Invideo di Milano, Video Art & Experimental Film Festival di New York City. 

Ufficio stampa 
Addetta Stampa Lu.C.C.A. 
Michela Cicchinè +39 339.2006519 | m.cicchine@luccamuseum.com 

Inaugurazione 5 luglio 

Lu.C.C.A – Lucca Center of Contemporary Art 
via della Fratta 36, Lucca – Toscana. 
Orario: da martedì a domenica 10-19. 
Ingresso libero.

Il fervido talento pisano al Lucca Comics&Games 2013

Ebbene sì anche quest’anno la presenza del giovane e fervido talento pisano al Lucca Comics&Games 2013 è importante sotto ogni punto di vista. Non manca proprio nulla alla formazione pisana per ritenersi una delle migliori in quanto a capacità e competenza in questo specifico e effervescente campo dell’arte, non è un caso infatti che alcune delle personalità di spicco della nostra città, siano ospiti a conferenze e talks molto importanti sul tema della narrazione a fumetti e tutte le sue più note declinazioni. Vediamo appunto la partecipazione di Leo Ortolani, autore di “Ratman”, alla conferenza della Panini, dal titolo Panini Comics presenta: ROTFL! LOL! BWAHAHA-HA!, in Camera di Commercio, e a quella del 2 novembre alle ore 12 a Palazzo Ducale per la seconda edizione del Lucca Comics & Science, un ciclo di incontri che ha lo scopo di promuovere il rapporto scienza-intrattenimento, inteso come momento formativo importante per la crescita e l’equilibrio del cittadino e dell’individuo, in cui Ortolani presenterà al pubblico la sua ultima opera “Misterius- Speciale Scienza”, edito da CNR Edizioni, che esplora e narra diversi aspetti del mondo scientifico con l’umorismo che lo ha da sempre contraddistinto. http://leortola.wordpress.com/

Programma incontri PANINI

Programma Lucca Comics&Science

Ratolik - Leo Ortolani

Ratolik – Leo Ortolani

"Misterius" Leo Ortolani

“Misterius – Speciale scienza” Leo Ortolani

Passando poi ad autori come Tuono Pettinato, autore di “Enigma”, che oggi a Palazzo Ducale presenta la sua nuova graphic novel “Corpicino” edito da gRRRzetic, che indaga il macabro e dilagante fenomeno di ossessione per i presunti assassini che diventano dei vip o per i luoghi degli omicidi, attraverso l’ironica narrazione della storia di un infanticidio e dell’ambizione di un giornalista nel risolvere l’enigma http://tuonopettinato.blogspot.it/

http://grrrzetic.blogspot.it/ – Padiglione Giglio Stand E304

"Corpicino" Cover - Tuono Pettinato

“Corpicino” Cover – Tuono Pettinato

"Corpicino" Tuono Pettinato

“Corpicino” Tuono Pettinato

mentre alle 17:45 presenzierà al dibattito Strisce, e ancora strisce L’eterno risorgere della forma-strip: tradizioni, ibridazioni e nuovi esperimenti. per i Comics Talks, ciclo di conferenze a cui interverrà anche Gipi, il 2 novembre alle 17:45 nella sezione Raccontare per dire (e per non dire) Il volto nascosto della narrazione: tre esperienze di racconti indiretti, laterali, enigmatici, mentre Venerdì 1 novembre alle 18, presso la Sala della Fondazione Banca del Monte, presenterà la sua ultima fatica a fumetti, con la quale l’autore pisano fa ritorno al fumetto dopo una lunga pausa di sperimentazione cinematografica, “Una storia” pubblicato da Coconino Press, che in realtà è l’intreccio di due storie, quella del protagonista, la cui vita va in pezzi e perde coscienza della realtà, e quella del bisnonno, di cui si rivivono le terribili vicende da soldato nella Prima Guerra Mondiale. giannigipi.blogspot.it/

http://www.coconinopress.it/una-storia.html – Padiglione Piazza Napoleone Stand E217

Programma COMICS TALKS

"Una Storia" - Gipi

“Una Storia” – Gipi

"Una storia" - Gipi

“Una storia” – Gipi

In questa edizione il talento pisano si esplica e viene premiato sia attraverso le tante pubblicazioni di giovani autori con case editrici di punta nel panorama dell’illustrazione e del fumetto indipendente, come la nuova opera di Silvia RocchiL’esistenza delle formiche”, edito da BeccoGiallo, la graphic novel monografica dedicata alla vita di Tiziano Terzani. silviarocchi.blogspot.it/

 

"L'esistenza delle Formiche" - Silvia Rocchi

“L’esistenza delle Formiche” – Silvia Rocchi

Per poi passare a quelle del giovane Matteo Berton che a Lucca presenta le copertine dei due volumi della raccolta della serie Skinwalker, per la Bookmaker Comics, “Umano, troppo umano” per Passenger Press, parte della raccolta Apocalypse Tarot, e “L’altro” per la casa editrice digitale Manicomix, mentre di prossima uscita per Panini Editore è un’altra sua storia di 10 pagine facente parte del volume collettivo Monoghraph vol.1: Etnik, la graphic novel a 8 mani dedicata a Etnik, writer toscano di fama mondiale. Un giovane e produttivo fumettista la cui bravura è premiata anche al ComicsJam, lanciata dalla prestigiosa Fondazione Ferragamo, con “Let’s have a walk in the city!“, una storia in cui l’artista disegna una città grande 8 pagine a forma di scarpa – una scusa, come spiega Berton, “per sperimentare con la composizione caratteristica principale del mio lavoro” – da oggi in mostra nella chiesa di San Romano. www.matteoberton.com

ComicsJam

"Umano, troppo umano" - Matteo Berton

“Umano, troppo umano” – Matteo Berton

Matteo Berton - "let's have a walk in the city!" Montaggio delle 8 pagine

Matteo Berton – “let’s have a walk in the city!” Montaggio delle 8 pagine

Fino ad arrivare al volume “Homo Homini Lupi”  edito da Stockdom Edizioni, prima pubblicazione di Lupi&Mipi, pronti a firmare le copie in vendita allo stand 103 Padiglione Editori, che saranno anche presenti alla Self Area con il proprio stand in cui poter trovare tante delle loro auto-produzioni, tra cui “Il manuale di fumetto per bambini volenterosi” presentato a LiberL’Aquila 2013. http://lupimipi.blogspot.it/

Lupi&Mipi - "Manuale di Fumetto per bambini volenterosi"

Lupi&Mipi – “Manuale di Fumetto per bambini volenterosi”

Nei meandri del padiglione dedicato ai fumetti autoprodotti troveremo anche quest’anno lo stand di WhenaWorld della mitica Lucia Biagi in arte Whena, che in questa occasione presenta il terzo capitolo dell’opera a più mani “Amenità #3”, che secondo me nel panorama delle autoproduzioni è uno degli esempi di maggior pregio sia estetico che dei contenuti, infatti stavolta l’impegno è stato maggiore ma ben distribuito in quanto a ciascun autore europeo, tra cui non solo la stessa Whena ma anche il giovanissimo fumettista Francesco Guarnaccia, è stato abbinato un autore del mondo orientale e ciascuna coppia poi a formare sei albetti, che rilegati insieme vanno a formare l’opera intera il cui tema è “cuccioli” perché, come spiega Whena, “dopo l’estinzione dei “dinosauri” – tema del primo capitolo – e la sospensione tra la vita e la morte dei “fantasmi” – tema del secondo capitolo – non poteva che esserci la rinascita.www.whenaworld.com

www.amenitacomics.com

Lucia Biagi - "Gatti strambi e alpaca stalker"

Lucia Biagi – “Gatti strambi e alpaca stalker” Amenità #3

Francesco Guarnaccia per Amenità #3

Francesco Guarnaccia per Amenità #3

Per concludere, quest’anno tra gli eventi collaterali organizzati dal Liceo Artistico Passaglia di Lucca in collaborazione con Laboratorio21 di Viareggio, Venerdì 1 Novembre dalle 15 alle 18 in via Fillungo, si terrà il live painting e il workshop con artisti del calibro di Etnik e del pisano Francesco Barbieri.

Laboratorio21

www.etnikproduction.com

www.francescobarbieri.eu

"playground" Francesco Barbieri e Etnik 2013

“playground” Francesco Barbieri e Etnik 2013

 

MINI MAXI | Progetti e documenti di Urban Art al GAMC di Viareggio

La scorsa domenica, 6 ottobre, ha inaugurato al GAMC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani di Viareggio Mini Maxi Urban Art. Eroi Locali & Star Globali, la collettiva di Urban Art a cura di Gaia Querci in collaborazione col Laboratorio21 in occasione della X Giornata Amici dei Musei promossa dal FIDAM.

mini maxi

Con questa esposizione si introducono per la prima volta all’interno di un’istituzione pubblica come il GAMC, opere e documenti storici per la conoscenza e la diffusione al grande pubblico di due delle più discusse e controverse discipline dell’arte contemporanea, il writing e la Street Art. Un affascinante percorso didattico ed espositivo che si snoda, nelle bellissime ed immacolate sale espositive del Palazzo delle Muse, sull’intreccio di due direttrici tematiche (indicate dai colori giallo e rosso delle strisce poste sul pavimento): quella degli storici film selezionati da Vittore Baroni, che raccontano e documentano il lavoro di molti grandi Star internazionali da Taki183 a Black Le Rat, da Barry McGee a Thomas Campbell, passando per Ron English e finendo con Banksy e Obey, ripercorrendo la storia del writing e della street art dagli anni ’80 fino ad oggi;  e quella dei modellini di Urban Art, che ripropongono visioni personali di città vissute o soltanto immaginate dai cinque artisti italiani, anche definiti “Eroi locali”, che operano da molti anni in questa disciplina, Etnik, Duke1, Francesco Barbieri, Giulio Vesprini e Macs. Ed è su quest’ultima direttrice tematica che si fonda il gioco dicotomico “MINI MAXI”, infatti come spiega la curatrice gli artisti sono stati invitati a realizzare MINI progetti di una città vissuta con le texture, i colori, i font dell’Arte Urbana, che fossero presumibilmente realizzabili in MAXI scala.

Vista corridoio d'entrata

Vista corridoio d’entrata

Appena ci affacciano all’entrata della galleria veniamo accolti sulla sinistra da una prima postazione video che trasmette uno dei film cult in questo settore, “Style Wars” documentario sulla cultura Hip Hop diretto da Tony Silver e prodotto da Henry Chalfant. Proseguendo incontriamo sulla direttrice gialla i primi due MINI progetti di Francesco Barbieri e Duke1. Il primo ripropone di un gruppo di grattacieli che Barbieri caratterizza con una tecnica mista di acrilici e spray dai colori cupi che ricreano sulle superfici visioni psichedeliche; il secondo ricrea un ipotetico ma reale scorcio urbano di periferia immerso nell’oscurità della notte, squarciata da un suo “pezzo” creato in alto rilievo dai toni forti dell’arancio fluo.

Francesco Barbieri - Photo by Elisabetta Orlacchio

Francesco Barbieri – Photo by Elisabetta Orlacchio

Francesco Barbieri - Photo by Elisabetta Orlacchio

Francesco Barbieri – Photo by Elisabetta Orlacchio

 

Duke1 - Photo by Elisabetta Orlacchio

Duke1 – Photo by Elisabetta Orlacchio

Duke1 - Photo by Elisabetta Orlacchio

Duke1 – Photo by Elisabetta Orlacchio

Successivamente ci imbattiamo in una seconda postazione video con “POPaganda” di Ron English, film che mostra il mash-up di simboli della cultura del consumismo con il linguaggio della pubblicità proprio dell’opera dell’artista statunitense, e poco più avanti il terzo modellino, quello di Etnik, che riproduce in miniatura uno dei suoi agglomerati urbani segnati dalla forte presenza industriale e di costruzioni cementizie, trafitte da rami di speranza, su cui non possono mancare i classici graffiti.

Etnik - Photo by Elisabetta Orlacchio

Etnik – Photo by Elisabetta Orlacchio

Etnik - Photo by Elisabetta Orlacchio

Etnik – Photo by Elisabetta Orlacchio

Seguendo il percorso delle due direttrici arriviamo alla terza postazione video con “The Universe of Kaith Hering”, un documentario sull’arte e la vita di Keith Hering, che introduce alla saletta in cui campeggia il plastico di Giulio Vesprini, artista marchigiano che presenta in miniatura la sua geologica visione di forme naturali, dall’essenziale geometria, che si riappropriano degli spazi urbani in degrado.

Giulio Vesprini

Giulio Vesprini

Giulio Vesprini

Giulio Vesprini

Giulio Vesprini - Photo by Elisabetta Orlacchio

Giulio Vesprini – Photo by Elisabetta Orlacchio

Il percorso si conclude nella saletta adiacente in cui al centro spicca l’opera dello street artist abruzzese Macs, che sulle superfici di due piccoli portavasi riporta uno dei suoi “pupi” con le sue immancabili frasi dall’ironico doppio senso; mentre alle spalle dell’opera vi è l’ultima postazione video con il film “Street Art”, prodotto da Arte, canale culturale franco-tedesco ora anche on-line.

Macs

Macs

Macs - Photo by Elisabetta Orlacchio

Macs – Photo by Elisabetta Orlacchio

Due percorsi complementari che servono alla sensibilizzazione e alla conoscenza di questa espressione artistica, che da anni si mostra ai nostri occhi e ci accompagna nell’esperienza quotidiana del vivere le nostre città. Per ciò è pensabile affermare che questo progetto rappresenti anche il primo passo verso una possibilità di accettazione e assimilazione da parte di un’istituzione museale pubblica toscana di grande livello, come quella viareggina dedicata a Lorenzo Viani, di questa disciplina contemporanea, e le sue più articolate accezioni, ancora molto poco studiata.

Questa non è la prima esperienza espositiva di tale tipo per Gaia Querci e per il gruppo curatoriale Lab21, che proprio nel giugno di quest’anno hanno organizzato e curato “Between the lines”. Come spiega la curatrice infatti Laboratorio 21 si occupa di arte contemporanea da oltre cinque anni, con iniziative di differente natura, ma sempre con particolare riguardo alle forme espressive dell’arte urbana intesa nella più ampia accezione del termine.

Il progetto Between the Lines va oltre l’esposizione, a differenza di “Mini Maxi”, portando all’allestimento di un laboratorio nel laboratorio, quello appunto di Lab21, con tutte le attrezzature necessarie per sperimentare la tecnica dell’acquaforte, messe a disposizione di un gruppo ristretto di artisti, la maggior parte proprio urban artist come Aris, Etnik, Fupete, e Moneyless, invitati a realizzare una propria opera grafica a tiratura limitata, successivamente esposta. Come infatti ci dice Gaia Querci l’idea nasce dalla passione del team di Laboratorio 21 per il grande mondo dell’incisione e per la volontà di stimolare l’artista a superarsi ed aprirsi ad una realtà sconosciuta ma, secondo noi, di grande intensità, nonché avere la possibilità di produrre opere di pregio ad un prezzo contenuto, quindi maggiormente fruibili da un pubblico di giovani collezionisti. In generale Laboratorio 21 tende a produrre progetti che stimolano la creatività degli artisti, chiede loro di realizzare opere appositamente pensate o comunque di adattarsi all’abito del progetto espositivo di volta in volta proposto. La direzione curatoriale di Laboratorio 21 parte dal concetto che le linee dell’arte istituzionale possono dialogare con le nuove forme artistiche, l’arte è l’energia che sospinge la società, espressione del vissuto quotidiano, contemporaneo è ciò che vive insieme a noi, qui e ora, dargli supporto e ascoltarlo significa farsi interpreti consapevoli di ciò che ci circonda.

Riflettendo sulle parole della curatrice vorrei concludere che, se con “Mini Maxi” i ragazzi di Lab21 hanno portato l’Urban Art in un museo come il GAMC, nonché uno dei più importanti centri espositivi nazionali specializzati nella grafica d’arte, e viceversa con “Between the Lines” hanno avvicinato l’antica arte delle tecniche grafiche ai così detti urban artist, credo si debba riconoscergli il merito di essere riusciti a raggiungere un buon livello di scambio e di confronto tra queste due discipline ben distinte e di essere riusciti a costruire un dialogo raggiungendo risultati inaspettati e positivi per il futuro studio di entrambe. la duplice volontà

I cinque modellini in miniatura resteranno in esposizione e in vendita nella sezione bookshop del GAMC.

A typo@inFiera 2013: libri d’artista postdigitali

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Dal 13 al 22 settembre

Quartiere fieristico Ex Area Bertolli
ingresso gratuito

Da 13 al 22 settembre il collettivo A Typo parteciperà alla manifestazione lucchese “InFiera” con una mostra di libri d’artista e di opere multimediali attraverso le quali A Typo intende illustrare la filosofia del progetto editoriale e curatoriale attorno a cui il collettivo si è costituito.

Giunta alla sua 46esima edizione, “InFiera” – fiera espositiva dedicata alla casa e alla vita quotidiana – quest’anno ospita una serie di eventi collaterali di carattere artistico. Tra questi, la mostra “Il cibo nell’arte – l’arte del cibo”, curata dal professor Siliano Simoncini (dell’Isia Firenze) in collaborazione con: galleria Peccolo e galleria Gilardi di Livorno e la collezione Carlo Pepi di Crespina (Pi). In mostra saranno presenti opere di particolare rilievo di Pietro Gilardi, Aldo Mondino, Concetto Pozzati e Daniel Spoerri, inerenti il tema del cibo e relative al periodo della Pop Art italiana.

Per l’occasione Atypo è lieto di curare l’esposizione “A typo. Libri d’artista postdigitali”, presentando al pubblico lucchese libri d’artista e opere multimediali realizzate da Giacomo Verde, Marcantonio Lunardi, Ilaria Sabbatini, Guido Segni, Luca Giorgi & Luca Leggero . Costituito da un gruppo di artisti e curatori, A typo nasce nel 2012 attorno all’idea di fondare una casa editrice “virtuale” per promuovere e produrre libri d’artista che si rapportano in maniera creativa e “atipica” all’immateriale mediatico e della rete. Le opere esposte costituiscono parte della collezione del progetto editoriale: si tratta di lavori diversi quanto a contenuto e forma, ciascuno espressione delle poetiche dei singoli autori; tuttavia essi condividono una stessa vocazione multimediale, che emerge dalle modalità operative con cui sono stati realizzati. Ciascun libro è connesso in maniera più o meno diretta ad altri progetti degli autori e ne incarna una delle possibili declinazioni: Multi book – Tavola Italiana 2001/2011 di Giacomo Verde e L’arte delle mine di Luca Leggero & Luca Giorgi “impaginano” esiti di performances e della loro documentazione video; l’opera nata dalla collaborazione del regista Marcantonio Lunardi e la fotografa Ilaria Sabbatini, si compone del libro “Mechanical flowers”, che indaga i meccanismi di modificazione della vita vegetale attraverso la manipolazione genetica, a cui è allegato il video “Fall-out”, una denuncia sui continui tentativi di controllo dell’uomo sulla natura; infine il progetto qui presentato da Guido Segni, “The middle finger response”, è la tiratura limitata della collezione fotografica del progetto originariamente pubblicato on-line di più di 300 autoritratti spontanei commissionati dall’artista e realizzati dai cosiddetti cloud workers.
Alla base di Atypo vi è l’esigenza di investigare, attraverso forme di processualità multimediale, possibili riconfigurazioni del libro d’artista nell’era della smaterializzazione digitale e dell’editoria on-line. Il progetto è aperto a tutti coloro che intendano sperimentare in questa direzione, ossia, come dichiarato sul sito (www.atypo.org), che siano interessati alla realizzazione di libri che: “vanno oltre la parola scritta; riconfigurano la materialità dell’oggetto “libro”; remixano i diversi generi; integrano in qualsiasi maniera elaborati digitali; stimolano all’emulazione e al fai-da-te”.

Orario di apertura
Venerdì – Domenica dalle 10 alle 23
Lunedì – Giovedì dalle 16 alle 23
Ingresso Libero

Contatti
Mostre & Mostre
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