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Panico Totale a Milano! Presentazione del libro da WAG Lab

 

“Panico Totale. Pisa Convention 1996-2000”

Presentazione del libro con l’autrice, Alessandra Ioalé e l’urban artist Etnik, moderati da Vandalo

 

Venerdì 15 settembre 2017 ore 18

WAG Lab

Via De Amicis 28, Milano

 

Venerdì 15 settembre presso WAG Lab di Milano si terrà la presentazione di “Panico Totale. Pisa Convention 1996-2000”, il libro che per la prima volta in Italia documenta su carta la nascita e lo sviluppo di una manifestazione Hip Hop italiana. Dopo Bologna, Firenze, Torino e Dresda, Panico Totale arriva a Milano. Dalle ore 18 presso lo storico negozio milanese, punto di riferimento della scena hip hop e graffiti writing, si riuniranno la storica dell’arte e autrice del libro, Alessandra Ioalé, insieme a Etnik, uno dei protagonisti di Panico Totale oggi artista affermato a livello internazionale nel campo dell’Urban Art e del Muralismo urbano, moderati da Vandalo, tra i massimi esperti della disciplina writing, per raccontarci ciò che sono state e che significato hanno avuto le cinque edizioni di Panico Totale, la storica manifestazione che riunì a Pisa tutta la cultura di strada italiana e non solo con la partecipazione di personalità importanti come PhaseII da New York e i maestri tedeschi Loomit, Daim, Toast, CanTwo, e le più influenti crew italiane tra cui PDB, SPA, EAD, KNM, CKC, THP, MNP, 23Recordz. Si parlerà della nascita del progetto editoriale, il suo sviluppo e la sua concretizzazione in un volume autoprodotto in questa prima edizione limitata con la riproduzione nel retro di sovraccoperta dell’illustrazione originale che Etnik realizzò per il manifesto dell’edizione del 1998.

Dal comunicato stampa del libro

A vent’anni dalla prima edizione di Panico Totale, il 9 dicembre 2016 è uscito il libro Panico Totale Pisa Convention 1996 – 2000 di Alessandra Ioalé, che racconta la storia della storica manifestazione, che dal 1996 al 2000 ha raccolto tutta la cultura di strada italiana a Pisa, attraverso le parole e i ricordi di chi fu parte di quella rivoluzione. Sulla base di più di 20 interviste, 50 artisti coinvolti e una inestimabile galleria di fotografie inedite dei pezzi, flyer e altre curiosità. Tre anni di lavoro e ricerche per archiviare, rivivere e raccontare cinque edizioni di una convention che ha lasciato un segno indelebile nel carattere della città, influenzandone i tratti urbani e affidandole una inestimabile eredità artistica. Un documento storico per immagini scattate da chi c’era per documentare stile e attitude di una cultura. Un libro che documenta gli esordi nel Writing di alcune personalità oggi diventate protagoniste della scena artistica urbana italiana e straniera. Uno degli eventi che promosse la cultura Hip Hop e il Graffiti Writing in Italia attraverso la visione di un gruppo di persone che ha fatto di una città minore, senza orizzonti contemporanei, un centro di propulsione e un punto di riferimento sulla mappa del Writing, nazionale e non solo.

Primo libro in Italia a documentare una manifestazione italiana di tal genere, è realizzato in questa prima edizione, a cura del collettivo Spectre, limitata a 500 esemplari, numerati e firmati da Etnik.

Alessandra Ioalé – Storica dell’arte. Nata a Pisa, classe 1982. Dopo il periodo di studi in Storia dell’Arte Contemporanea, entra in contatto con i primi esempi di muralismo urbano e trova presto imprescindibile lo studio del Writing, su cui scrive saggi e articoli. Negli ultimi cinque anni collabora con artisti italiani e altri protagonisti culturali dell’arte urbana, curando personali e testi critici per alcune delle personalità oggi più attive e rappresentative del post-graffitismo e del muralismo urbano internazionale, e costruendo con loro il proprio percorso di curatrice indipendente e studiosa di tale disciplina.   https://rdv-alessandraioale.com 

Pagina FB del libro: https://www.facebook.com/panicototalepisa

Link allo shop online: panicototale.bigcartel.com

Videointervista a Chris “DAZE” Ellis per NOW and LATER @ Avantgarden Gallery Milan

Videointervista a cura di Francesca Holsenn e Alessandra Ioalé, realizzata in occasione della prima personale milanese di Chris “DAZE” Ellis ad AVANTGARDEN GALLERY 

Montaggio video Davide Barbafiera

Testo critico della mostra di Alessandra Ioalé e Francesca Holsenn —> http://wp.me/P39IgZ-aZ  

NOW and LATER rimarrà aperta fino al 15 maggio 2016 presso Avantgarden Gallery, via Cadolini 29, Milano.

Photo courtesy by Avantgarden Gallery

 

“Now and Later” | DAZE Solo Show @ Avantgarden Gallery Milan

Avantgarden Gallery

presenta:
“Now and Later”
mostra personale di DAZE,
uno dei maestri del movimento dei graffiti.

Opening : 31 Marzo 2016 – h18.30
1 Aprile – 19 Maggio 2016

Avantgarden Gallery presenta “Now and Later”, per la prima volta a Milano la personale di Chris Ellis, noto con la tag Daze e riconosciuto come uno dei maestri del movimento dei graffiti.
Daze ha iniziato come writer nella New York degli anni ’70, ha aderito allo storico gruppo di artisti che si ritrovava nel South Bronx, poi è diventato membro della Cya (Crazy Young Artist). I suoi graffiti hanno connotato il territorio urbano di quegli anni, dai muri ai treni ai vagoni delle metropolitane.
Le opere di Daze sono come fotoromanzi comici, animati da figure inquietanti e ironiche. L’artista, ispirandosi ai sobborghi alienanti e poveri della sua città, ha ritratto prostitute, poliziotti, artisti e musicisti che popolavano le strade della New York di quegli anni.
In seguito ha esteso la sua visione artistica oltre “la strada” e ha iniziato a dipingere; negli anni novanta troviamo le sue opere nelle gallerie di tutto il mondo.
Un motivo ricorrente nelle opere di Daze è l’occhio umano, rappresentato con una pittura gestuale e libera, svolge un ruolo diverso in ogni opera. In alcuni casi suggerisce uno stato onirico della mente, dove tutto può essere immaginato, in altri casi è un simbolo che permette di scrutare il passato o le possibilità del futuro.
In mostra troveremo quadri realizzati da una stratificazione di immagini tratte dal lessico personale di Daze, frammenti di lettere che riportano ai primi anni di pittura metropolitana e alla sua capacità di fondere il lettering con l’immagine che rappresenta una sorta di firma dell’artista. Le opere di Daze sono nei musei di tutto il mondo e nelle più importanti collezioni private e pubbliche, tra cui: The Whitney Museum, New York; Smithsonian National Museum For African American History and Culture, Washington DC; Museum of Modern Art, New York; The Brooklyn Museum, New York. Non solo, la sua figura artistica compare in due film di riferimento per quanto riguarda la cultura hip hop e la corrente dei graffiti: “Wild Style” (1983), diretto da Charlie Ahearn e “Style Wars” (1981), diretto da Henry Chalfont and Tony Silvers. Daze è menzionato anche in bestsellers che raccontano le origini della street art e approfondiscono le figure che l’hanno generata, tra questi: “Subway Art” by Henry Chalfant and Martha Cooper, 1984; “Spray Can Art” by Henry Chalfant and James Prigoff, 1987; “Subway Graffiti” by Thomas Christ, 1983; “Wild Style”, Tokyo, Japan, 1983.

Dopo la mostra personale a Palazzo Pepoli a Bologna e questa tappa milanese, presenterà il suo libro…

AVANTGARDEN GALLERY

http://www.avantgardengallery.com
da martedì a venerdì dalle 14:00 alle 19:00 Sabato dalle 15:00 alle 19:00

Pirelli Annual Report 2014 | Il pneumatico reinterpretato dalla Street Art internazionale

La nota azienda di pneumatici Pirelli ha sempre dimostrato di stare al passo coi tempi, mantenendo il proprio marchio vivo attraverso la realizzazione di progetti innovativi in stretto rapporto con le attuali discipline artistiche più in fermento.

Dal 1872 e per tutto il corso del Novecento fino a questi anni del Duemila, Pirelli ha mantenuto aperto un dialogo con l’arte, affidando ad essa il racconto del suo prodotto al di là della sua funzione, fino ad arrivare alla progettazione grafica della presentazione del Bilancio annuo dell’azienda, trasformando un testo così importante, che ragguaglia su un prodotto industriale, tutt’altro che coinvolgente, in qualcosa che producesse nuovo senso culturale. Con questa nuova veste il pneumatico, fiore all’occhiello per tecnologia e innovazione, decontestualizzato e reinterpretato da creativi della pittura, dell’illustrazione, del fumetto e del design, è diventato produttore di significati nuovi, portando a molti riconoscimenti che si sono susseguiti negli anni, non ultimo il “Certificate of Typographic Excellence” assegnato a New York dal Type Directors Club per l’edizione 2012 quando il progetto di comunicazione del Bilancio fu affidato a Liza Donnelly, cartoonist del New Yorker.

Partendo dal presupposto che…

È proprio nella strada, e nella necessità di mobilità delle persone, che le gomme trovano il loro senso.

se stiamo parlando di produzione di nuovi sensi, allora non dobbiamo stupirci della scelta operata per l’ultima edizione del proprio Bilancio. Su quale altra disciplina attualmente in fermento poteva ricadere se non sulla Street Art, che come il pneumatico Pirelli, combatte la propria battaglia quotidiana sulla strada dove trova il proprio senso di appartenenza?

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L’azienda si è avvalsa stavolta della competenza e professionalità di Christian Omodeo, figura di spicco nel panorama internazionale di questa espressione artistica, che ha curato tutte le fasi di sviluppo del progetto proponendo tre giovani e stimati urban artist internazionali, l’argentina Marina Zumi, il tedesco Dome e il russo Alexey Luka, che per una decina di giorni hanno lavorato all’interno dell’Hangar Bicocca di Milano. Ognuno, col proprio stile e la propria visione, ha saputo produrre davvero un nuovo senso intorno al pneumatico più conosciuto al mondo, e questo ce lo hanno dimostrato proprio le loro opere esposte al pubblico soltanto per tre giorni lo scorso febbraio.

Nell’opera della Zumi infatti ritroveremo quell’atmosfera surreale ed eterea, cara all’artista, di un mondo in cui il pneumatico diviene la Luna che guida gli uomini verso il superamento dei propri limiti.

“Le mie opere esprimono una riflessione sul tempo presente e sul mondo moderno attraverso delle figure animali che incarnano delle virtù umane. La figura del cervo rappresenta uno spirito saggio, che sa mantenere calma e buon senso anche di fronte alle avversità.”

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Passando poi a Dome, che opera una delle sue bellissime e delicate metafore monocromatiche, con la messa in scena del sentimento della Passione, indispensabile all’innovazione e al progresso, che ha contraddistinto l’azienda Pirelli in tutti questi anni.

“Le silhouette di due esseri umani, ispirate al teatro d’ombre, s’incontrano su un palco a scacchiera. Un uomo, col viso coperto da una maschera d’alce, spinge una carriola con dentro una rosa verso la donna che ama. È la prova che l’amore e la passione portano l’uomo a oltrepassare i limiti del convenzionale e a esplorare nuovi percorsi, anche quando questi sembrano pieni di ostacoli.”

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Per finire con Luka che, con la sua peculiare visione geometrica, ha sintetizzato quel multiculturalismo urbano reso affascinante qui dalla composizione costruita per inter_sezioni cromatiche di contrasto in cui il pneumatico spicca proprio perché elemento fondamentale nella vita urbana.

“Sono state le forme geometriche dell’architettura di Mosca, la città in cui sono nato e cresciuto, a ispirarmi il ricorso ai codici dell’astrazione e la voglia di combinarli con quell’universo formale biologico – piante, esseri umani – che popola gli spazi urbani. Questo mix costituisce il linguaggio narrativo che declino, di volta in volta, nei luoghi dove dipingo.”

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Tre grandi opere pittoriche di forte impatto, che colgono appieno lo spirito che anima l’azienda Pirelli, successivamente assemblate in un’installazione a piramide collocata all’interno dell’Hangar Bicocca. Un luogo, oggi deputato all’arte contemporanea, con un background storico non indifferente se si pensa alle grandi fabbriche che prima ospitava, come la stessa Pirelli, il cui progetto di Bilancio 2014 ha trovato giusta continuazione concettuale con esso. Alla presentazione sono intervenuti oltre a Marco Tronchetti Provera, Presidente e Ceo di Pirelli e Antonio Calabrò, Senior Advisor Cultura di Pirelli, anche il critico d’arte Achille Bonito Oliva e Christian Omodeo curatore del progetto.

Momento della presentazione del Bilancio 2014 con Alexey Luka, Marina Zumi, il critico d’arte Achille Bonito Oliva, Christian Omodeo curatore del progetto e Dome

Momento della presentazione del Bilancio 2014 con Luka, Zumi, il critico d’arte Achille Bonito Oliva, Christian Omodeo curatore del progetto e Dome

Un esempio questo, secondo me, di come si può fare comunicazione della propria cultura d’impresa, affidandosi alla curatela di un esperto che ha saputo realizzare un connubio sinergico e sano tra la Street Art e un’azienda come Pirelli, valorizzando entrambe le parti in gioco nel rispetto sia del prodotto in questione che le personalità artistiche coinvolte nella reinterpretazione dello stesso, facendo adeguata divulgazione della conoscenza di questa disciplina attraverso del materiale documentativo fruibile.

http://www.pirelli.com https://www.facebook.com/PirelliItalia

http://legrandjeu.fr/

Christian Krämer aka DOME

Nato nel 1975, l’illustratore e street artist DOME vive e crea le sue opere a Karlsruhe. Affascinato dall’arte urbana, nel 1994 scopre la vernice spray come strumento di espressione artistica e comincia a dipingere muri. Il suo stile è caratterizzato da uno sguardo surrealista sulla condizione umana: ama rappresentare singole parti del corpo estrapolate dal contesto e nel 2011 ha messo a punto un sistema di “costruzione modulare” per comporre le sue opere di elementi ripetuti, rappresentati con la sola variazione di una rotazione di 45 gradi. Questo metodo offre la libertà – concetto fondamentale nella cultura della Street Art – di modificare rapidamente parte di una composizione senza ricominciare da zero. DOME si serve di penne, inchiostro di china e acrilico per dare vita alle sue figure. Le sue opere invitano l’osservatore a esplorare pensieri ed emozioni suscitati da immagini surreali, ispirate all’architettura barocca, con motivi floreali, elementi architettonici e altari ad arricchire lo sfondo. Spesso i soggetti popolano paesaggi, palchi e piattaforme e sono accompagnati da cartelli scritti in un font creato appositamente dall’artista.

Alexey Luka

Nato nel 1983 e residente a Mosca, Alexey Luka è tra i giovani artisti e illustratori russi più innovativi. Dopo l’esordio come graffitista, si è formato al Moscow Architectural Institute e ha cominciato a sviluppare un nuovo linguaggio di Street Art più vicino alla tradizione dell’avanguardia russa e meno improntato alla critica della società dei consumi e alla cultura pop, filoni tipicamente occidentali. Influenzato da artisti come El Lissiztky e Vassily Kandinsky, Alexey Luka porta avanti una ricerca artistica ispirata al dialogo con l’architettura urbana, nella quale inserisce dipinti e installazioni caratterizzate da curve e linee colorate. La sua tecnica, perfezionata lavorando in strada, si basa sull’analisi digitale delle forme che vanno a comporre realizzazioni tridimensionali in legno e altri materiali. Luka vanta un forte legame biografico e artistico con Mosca e nel 2010 ha raggiunto la fama internazionale grazie al boom della rete che ha investito la Russia: oggi le sue opere, geometriche e frammentate come puzzle, fanno parte del paesaggio urbano di numerose città del mondo. Oltre a partecipare a mostre collettive allestite in prestigiose gallerie di arte urbana, come la Openspace a Parigi, la Mini Galerie ad Amsterdam e la 1 AMSF a San Francisco, di recente ha realizzato le sue prime personali: Long tomorrow, organizzata alla Pechersky Gallery di Mosca, e Late e Still Life, tenutasi alla Enjoyted di Lione.

Marina Zumi

Nata nel 1983 in Argentina e da lungo tempo residente a San Paolo, in Brasile, dove crea le sue opere, Marina Zumi è entrata subito in contatto con la scena della Street Art ed è stata una delle prime partecipanti al gruppo formativo sperimentale Expression Sessions di Buenos Aires. Una delle poche donne a portare la sua arte per le strade di San Paolo, ha uno stile coloristico e femminile, influenzato dalla sua formazione come stilista. I suoi graffiti, un’oasi di serenità nel traffico e nel trambusto della città, sono pervasi da un’elegante magia. Le sue creazioni in studio sono invece improntate a una maggiore concretezza: incorporando nelle sue opere fili dorati, argentati e neri, si avvicina alle teorie dell’arte concreta, ispirandosi alla natura, all’universo, alla geometria sacra, alla teoria dei quanti e alla vita quotidiana. Marina Zumi punta a liberare il flusso di energia, simbolo del legame esistente tra tutti gli esseri viventi e rappresentato da un motivo ricorrente di sette linee, con un’intenzione centrale e risonanze parallele, tre positive e tre negative. Attualmente di base a San Paolo, l’artista argentina continua a sviluppare percorsi autonomi e collettivi nelle strade e nelle gallerie di tutto il mondo. L’evoluzione dai graffiti degli esordi alla produzione attuale è stata un personalissimo percorso di crescita e arricchimento del tutto indipendente.

Christian Omodeo

Nato a Roma nel 1976, Christian Omodeo è critico d’arte e direttore artistico e vive a Parigi. Dopo gli studi di Storia dell’Arte in Italia, dal 2005 al 2010 ha lavorato all’Institut National d’Histoire de l’Art e nel 2011 ha conseguito il Ph.D alla Université Paris-Sorbonne, ricevendo il Prix Nicole. Dal 2010 al 2013 ha insegnato Arte contemporanea alla Université de Picardie-Jules Verne d’Amiens, collaborando contestualmente con il Musée Fesch di Ajaccio. Noto come uno dei principali esperti dell’arte di età napoleonica, nel 2012 ha creato Le Grand Jeu, agenzia specializzata in arte urbana, per dedicarsi esclusivamente ai nuovi linguaggi dell’arte, che studia sin dal 2008. Curatore della prima edizione del festival romano Outdoor nel 2010 e tra i promotori del progetto Tour Paris 13 nel 2013, ha organizzato mostre, workshop e conferenze in tutta Europa. Con i suoi ultimi libri – “C215. Un maître du pochoir”, “Crossboarding. An Italian Paper History of Graffiti Writing & Street Art” e “Dominique ERO Philbert. Urban Mystical Expressions”, pubblicati nel 2014 – si è affermato come uno dei critici d’arte urbana attualmente più quotati, oltre che come uno dei pochissimi storici di graffiti writing in Europa.

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini “Cosmometrie” @ Studio D’Ars Milano

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini “Cosmometrie”

A cura di Alessandra Ioalé

 

Studio D’Ars

Via Sant’Agnese 12/8 Milano

Dal 3 al 24 Marzo 2015

Inaugurazione Martedì 3 marzo ore 18

Studio D’Ars Milano è lieta di presentare Cosmometrie, la prima personale milanese dell’artista italiano Giulio Vesprini, nonché la quarta personale del ciclo Parentesi Aperte a cura di Alessandra Ioalé.

Sin dai primi anni del duemila la ricerca di Giulio Vesprini volge il suo sguardo allo studio di forme geometriche e del colore mostrando un maggiore interesse verso la natura in rapporto con l’ambiente in cui si innesta e vive, fino ad arrivare a quelle che oggi possiamo definire geometriche visioni terrestri, assunte e composte nell’assoluta perfezione del cerchio, che hanno origine sulla carta, attraverso l’impiego trasversale di alcune tecniche di stampa tradizionali che nella mani dell’artista subiscono una sperimentazione originale per realizzare monotipi unici. Ogni volta che Giulio Vesprini concepisce un’opera, non è mai seriale, anche se realizzata con l’impiego di mezzi calcografici o xilografici; non è mai conclusa, perché in ognuna si produce in nuce una continuazione della successiva. Inchiostro calcografico, matita e penna sono gli strumenti principali con cui imprimere su diversi supporti cartacei questi affascinanti risultati di una osservazione ravvicinata della realtà che ci circonda.

Ne scaturiscono combinazioni texturali, affascinanti tasselli di un intarsio circolare dalla rigida volontà di contenere qualcosa che per natura è incontenibile, su cui l’artista interviene successivamente con azioni acriliche più libere o sovrapposizioni di sezioni texturali che, come schegge impazzite, danno uno schiaffo a quel rigore compositivo riportando un equilibrio tra due elementi in gioco, da secoli in lotta per la reciproca predominanza o sopravvivenza senza mai un’amnistia. Quest’ultima cercata dall’autore al di fuori dei confini della carta, su cui prende forma l’opera amplificandone le dimensioni quando portata sui muri urbani e donandole infine nuova vita nello spazio reale in installazioni polimateriche site-specific.

Un equilibrio tra uomo e natura, che nella poetica dell’artista è come ristabilito e tocca il suo massimo livello espressivo nella nuova ed inedita serie di carte presentate in “Cosmometrie”, dove si manifesta pienamente la volontà di riportare l’attenzione su ciò che noi, piccoli cittadini impegnati nella routine quotidiana dei nostri piccoli affari, diamo per scontato ma che vive insieme e intorno a noi.

Giulio Vesprini

Nato a Civitanova Marche nel 1980, dove vive e lavora.

Grafico e artista indipendente frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Macerata, diplomandosi nel 2005 e la Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno laureandosi nel 2012. Inizia a lavorare per diverse agenzie di comunicazione visiva e dal 2007 espone costantemente i suoi lavori in gallerie nazionali ed internazionali mantenendo uno stretto legame con l’Urban Art. Oggi, esponente della scena grafica e urbana italiana vanta numerose pubblicazioni come il Basic Logos Book, Web Index Design, Fresh Public Book e diverse esposizioni com il DEJ “Digital is Human” al museo della scienza e della tecnologia di Milano. Cura dal 2009 il progetto di riqualificazione urbana “Vedo A Colori”. “My research focused on several fronts including land art and urban culture. I prefer simple lines similar to my graphic and architectural origins.  I draw primitive design by graphic signs, illustrations and urban actions. My works are born from minimal culture where the shape represents the main idea. I think that my freehand drawing symbolizes abstract expressionism where I often feel to reach a perfect work.”

www.giuliovesprini.it

Progetto Parentesi Aperte. Cinque personali espressioni contemporanee

A cura di Alessandra Ioalé

 “Parentesi Aperte” è il ciclo di cinque mostre personali a cura di Alessandra Ioalé, che ha lo scopo di presentare al pubblico cinque personalità artistiche, operanti prevalentemente sul territorio italiano ed europeo, all’interno di Studio D’Ars di Milano, per la stagione 2014/2015, uno spazio nel cuore della metropoli che si propone di essere e che sta diventando punto di riferimento per la conoscenza e divulgazione delle tendenze che oggi caratterizzano l’arte contemporanea. Cinque personali espressioni molto differenti tra loro, sia per formazione che per soluzioni estetico-formali, ma con il comun denominatore nella cultura underground degli anni ‘90 e nella capacità di captare, di sentire e rispondere “insieme” alle stesse esigenze espressive e comunicative in assoluta sintonia con il resto d’Europa e del mondo, superando i confini naturali delle proprie discipline di riferimento, e per alcune anche quelli geografici. Artisti che partendo dai muri hanno la capacità di spandere la propria arte in oggetti, installazioni, tele e quant’altro, come particelle di loro stessi articolate in un più ampio discorso parallelo, o viceversa artisti che vogliono andare oltre il foglio di carta, oltre la tela, per raggiungere le grandi superfici murali, tutto per giungere al cuore di un pubblico sempre meno elitario. Un’energia creativa italiana inconfondibile e originale che ha scelto comunque di esplorare e sviluppare la propria ricerca in ciò che oggi è definita Arte Urbana, riuscendo a potenziarsi in reciproco scambio con le forze creative degli altri paesi.

La scelta dei cinque artisti nasce per empatia con la loro opera e per l’intesa che si è creata tra me, come storica dell’arte e come persona, e loro come persone portatrici di grande sensibilità estetica attraverso la quale plasmano il messaggio da trasmettere. Per ognuno compiremo un approfondimento critico sulla ricerca attuale dell’artista, aprendo cinque parentesi sul loro operato che ne metta in evidenza le peculiarità e le capacità di sviluppo oltre la propria disciplina di riferimento, in stretto rapporto con la propria esperienza di vita, sia professionale che quotidiana, al di fuori dei circuiti culturali istituzionali. Pur partendo dalla rielaborazione di tematiche diverse ed opposte vedremo una netta relazione tra il vissuto e il dipinto, tra il reale e il riprodotto. Cinque “parentesi aperte” che possano lasciare intuire ciò che può divenire in futuro, grazie all’analisi dello stile e della poetica che nel tempo sono diventati riconoscibili e caratteristici. Cinque “parentesi aperte” sulle personalità di CT, 108, Aris, Giulio Vesprini, Gio Pistone.

 

Prossima personale del ciclo Parentesi Aperte:

1 – 28 Aprile 2015

Parentesi Aperte: Giò Pistone

FB Page: Parentesi Aperte

FB Page: Studio D’Ars

Studio D’Ars Milano

Via Sant’Agnese 12/8 – tel. +39 346 6292285

Mail: danieledecia75@gmail.com

 

 

Parentesi Aperte: Aris “La Macchia Umana” @ Studio D’Ars Milano

Parentesi Aperte: Aris La macchia umana

Personale a cura di Alessandra Ioalé

Studio D’Ars

Via Sant’Agnese 12/8 Milano

Dal 20 Gennaio al 20 Febbraio 2015

Inaugurazione Martedì 20 Gennaio ore 18

 

Studio D’Ars Milano è lieta di presentare La macchia umana, la prima personale milanese dell’artista italiano Aris, nonché la terza personale del ciclo Parentesi Aperte a cura di Alessandra Ioalé.

Dallo studio delle lettere alla loro astrazione per poi arrivare alla creazione di “puppets” è il percorso seguito da Aris per la costruzione del proprio linguaggio espressivo che lo contraddistingue ormai da vent’anni nel panorama europeo dell’arte urbana e contemporanea. Una trasformazione fluida delle lettere in delicate silhouette dal profilo essenziale, pulito, senza alcuna volontà di sfondare le superfici su cui giacciono. Una continua ricomposizione di corpi fluidi, che si propagano, avanzano, spaziano come una grande macchia lasciando una traccia sul suolo del mondo.

Macchie umane che man mano rifuggono dalla immediata riconoscibilità e comprensione avviandosi verso una sintesi formale assoluta in cui vi si può riscoprire un principio naturale altrettanto assoluto. L’intrinseca complementarietà della natura umana. E che nella nuova serie di opere realizzate per La macchia umana raggiungono un successivo e potente grado di espressività. Accanto infatti a una serie di disegni in cui è ancora presente e forte la bidimensionalità della composizione, accentuata dall’uso di texture e colori per la delimitazione delle forme, Aris presenta dei pezzi dove le forme di corpi fluidi emergono con una nuova consistenza e profondità proprio dall’intaglio di diversi e sovrapposti strati di carta dalla gamma cromatica di contrasto, segnando un’evoluzione nel percorso di ricerca dell’artista, che vediamo qui dispiegarsi in tutta la sua complessa bellezza.

Aris

Aris inizia la sua attività nel ’93 dipingendo su treni e muri. Sviluppa uno stile personale di lettering da cui si allontana progressivamente cercando la sua figura che in seguito si trasforma in un cumulo di sagome e forme. Nei suoi esperimenti e ricerca di stile, il supporto (treno, muro, lamiera, ecc.) e lo spazio in cui il supporto vive assumono grande rilevanza, per cui il viaggio, la necessità di esplorare, diventano una parte del lavoro e lo portano a dipingere in varie nazioni, tra cui: Spagna, Germania, Polonia, Russia, ecc.  Ha realizzato diversi interventi sui muri di spazi non tradizionalmente votati all’arte e comunque spazi pubblici. Si dedica alla rivitalizzazione e rigenerazione del landscape urbano e peri-urbano e lo fa con l’uso della tempera muraria, che ha una forte valenza simbolica, le immagini che abitano queste nuove superfici sono create con la stessa sostanza che di solito si usa per ricoprirle.Ambientazioni lunari e mondi dimenticati sono i temi preferiti delle sue opere.

Negli ultimi anni partecipa a varie mostre e progetti tra cui: From Street to Art, IIC, NY, US, 2014, a cura di S.Pallotta; Indoor Outdoor, SMS, Pisa 2014; Vedo a Colori, Civitanova Marche, 2014, a cura di G. Vesprini; Icone 5.9, Modena, 2013 a cura di P. Rivasi; City Bilder, Dresda, DE, 2012, a cura di J. Besser; Piknik festival, Esztergom, HU; Scala Mercalli, Roma, a cura di G. Marziani; Street Art, Sweet Art, PAC, Milano, a cura di A. Riva.

www.aix-pb.com   

 

Progetto Parentesi Aperte. Cinque personali espressioni contemporanee

A cura di Alessandra Ioalé

 “Parentesi Aperte” è il ciclo di cinque mostre personali a cura di Alessandra Ioalé, che ha lo scopo di presentare al pubblico cinque personalità artistiche, operanti prevalentemente sul territorio italiano ed europeo, all’interno di Studio D’Ars di Milano, per la stagione 2014/2015, uno spazio nel cuore della metropoli che si propone di essere e che sta diventando punto di riferimento per la conoscenza e divulgazione delle tendenze che oggi caratterizzano l’arte contemporanea. Cinque personali espressioni molto differenti tra loro, sia per formazione che per soluzioni estetico-formali, ma con il comun denominatore nella cultura underground degli anni ‘90 e nella capacità di captare, di sentire e rispondere “insieme” alle stesse esigenze espressive e comunicative in assoluta sintonia con il resto d’Europa e del mondo, superando i confini naturali delle proprie discipline di riferimento, e per alcune anche quelli geografici. Artisti che partendo dai muri hanno la capacità di spandere la propria arte in oggetti, installazioni, tele e quant’altro, come particelle di loro stessi articolate in un più ampio discorso parallelo, o viceversa artisti che vogliono andare oltre il foglio di carta, oltre la tela, per raggiungere le grandi superfici murali, tutto per giungere al cuore di un pubblico sempre meno elitario. Un’energia creativa italiana inconfondibile e originale che ha scelto comunque di esplorare e sviluppare la propria ricerca in ciò che oggi è definita Arte Urbana, riuscendo a potenziarsi in reciproco scambio con le forze creative degli altri paesi.

La scelta dei cinque artisti nasce per empatia con la loro opera e per l’intesa che si è creata tra me, come storica dell’arte e come persona, e loro come persone portatrici di grande sensibilità estetica attraverso la quale plasmano il messaggio da trasmettere. Per ognuno compiremo un approfondimento critico sulla ricerca attuale dell’artista, aprendo cinque parentesi sul loro operato che ne metta in evidenza le peculiarità e le capacità di sviluppo oltre la propria disciplina di riferimento, in stretto rapporto con la propria esperienza di vita, sia professionale che quotidiana, al di fuori dei circuiti culturali istituzionali. Pur partendo dalla rielaborazione di tematiche diverse ed opposte vedremo una netta relazione tra il vissuto e il dipinto, tra il reale e il riprodotto. Cinque “parentesi aperte” che possano lasciare intuire ciò che può divenire in futuro, grazie all’analisi dello stile e della poetica che nel tempo sono diventati riconoscibili e caratteristici. Cinque “parentesi aperte” sulle personalità di CT, 108, Aris, Giulio Vesprini, Gio Pistone.

FB: Parentesi Aperte

Prossime inaugurazioni del ciclo Parentesi Aperte:

3 – 24 Marzo 2015

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini | Cosmometrie

1 – 28 Aprile 2015

Parentesi Aperte: Giò Pistone

 

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Via Sant’Agnese 12/8 – tel. +39 346 6292285

Mail: danieledecia75@gmail.com