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Parentesi Aperte: Giulio Vesprini “Cosmometrie” @ Studio D’Ars Milano

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini “Cosmometrie”

A cura di Alessandra Ioalé

 

Studio D’Ars

Via Sant’Agnese 12/8 Milano

Dal 3 al 24 Marzo 2015

Inaugurazione Martedì 3 marzo ore 18

Studio D’Ars Milano è lieta di presentare Cosmometrie, la prima personale milanese dell’artista italiano Giulio Vesprini, nonché la quarta personale del ciclo Parentesi Aperte a cura di Alessandra Ioalé.

Sin dai primi anni del duemila la ricerca di Giulio Vesprini volge il suo sguardo allo studio di forme geometriche e del colore mostrando un maggiore interesse verso la natura in rapporto con l’ambiente in cui si innesta e vive, fino ad arrivare a quelle che oggi possiamo definire geometriche visioni terrestri, assunte e composte nell’assoluta perfezione del cerchio, che hanno origine sulla carta, attraverso l’impiego trasversale di alcune tecniche di stampa tradizionali che nella mani dell’artista subiscono una sperimentazione originale per realizzare monotipi unici. Ogni volta che Giulio Vesprini concepisce un’opera, non è mai seriale, anche se realizzata con l’impiego di mezzi calcografici o xilografici; non è mai conclusa, perché in ognuna si produce in nuce una continuazione della successiva. Inchiostro calcografico, matita e penna sono gli strumenti principali con cui imprimere su diversi supporti cartacei questi affascinanti risultati di una osservazione ravvicinata della realtà che ci circonda.

Ne scaturiscono combinazioni texturali, affascinanti tasselli di un intarsio circolare dalla rigida volontà di contenere qualcosa che per natura è incontenibile, su cui l’artista interviene successivamente con azioni acriliche più libere o sovrapposizioni di sezioni texturali che, come schegge impazzite, danno uno schiaffo a quel rigore compositivo riportando un equilibrio tra due elementi in gioco, da secoli in lotta per la reciproca predominanza o sopravvivenza senza mai un’amnistia. Quest’ultima cercata dall’autore al di fuori dei confini della carta, su cui prende forma l’opera amplificandone le dimensioni quando portata sui muri urbani e donandole infine nuova vita nello spazio reale in installazioni polimateriche site-specific.

Un equilibrio tra uomo e natura, che nella poetica dell’artista è come ristabilito e tocca il suo massimo livello espressivo nella nuova ed inedita serie di carte presentate in “Cosmometrie”, dove si manifesta pienamente la volontà di riportare l’attenzione su ciò che noi, piccoli cittadini impegnati nella routine quotidiana dei nostri piccoli affari, diamo per scontato ma che vive insieme e intorno a noi.

Giulio Vesprini

Nato a Civitanova Marche nel 1980, dove vive e lavora.

Grafico e artista indipendente frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Macerata, diplomandosi nel 2005 e la Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno laureandosi nel 2012. Inizia a lavorare per diverse agenzie di comunicazione visiva e dal 2007 espone costantemente i suoi lavori in gallerie nazionali ed internazionali mantenendo uno stretto legame con l’Urban Art. Oggi, esponente della scena grafica e urbana italiana vanta numerose pubblicazioni come il Basic Logos Book, Web Index Design, Fresh Public Book e diverse esposizioni com il DEJ “Digital is Human” al museo della scienza e della tecnologia di Milano. Cura dal 2009 il progetto di riqualificazione urbana “Vedo A Colori”. “My research focused on several fronts including land art and urban culture. I prefer simple lines similar to my graphic and architectural origins.  I draw primitive design by graphic signs, illustrations and urban actions. My works are born from minimal culture where the shape represents the main idea. I think that my freehand drawing symbolizes abstract expressionism where I often feel to reach a perfect work.”

www.giuliovesprini.it

Progetto Parentesi Aperte. Cinque personali espressioni contemporanee

A cura di Alessandra Ioalé

 “Parentesi Aperte” è il ciclo di cinque mostre personali a cura di Alessandra Ioalé, che ha lo scopo di presentare al pubblico cinque personalità artistiche, operanti prevalentemente sul territorio italiano ed europeo, all’interno di Studio D’Ars di Milano, per la stagione 2014/2015, uno spazio nel cuore della metropoli che si propone di essere e che sta diventando punto di riferimento per la conoscenza e divulgazione delle tendenze che oggi caratterizzano l’arte contemporanea. Cinque personali espressioni molto differenti tra loro, sia per formazione che per soluzioni estetico-formali, ma con il comun denominatore nella cultura underground degli anni ‘90 e nella capacità di captare, di sentire e rispondere “insieme” alle stesse esigenze espressive e comunicative in assoluta sintonia con il resto d’Europa e del mondo, superando i confini naturali delle proprie discipline di riferimento, e per alcune anche quelli geografici. Artisti che partendo dai muri hanno la capacità di spandere la propria arte in oggetti, installazioni, tele e quant’altro, come particelle di loro stessi articolate in un più ampio discorso parallelo, o viceversa artisti che vogliono andare oltre il foglio di carta, oltre la tela, per raggiungere le grandi superfici murali, tutto per giungere al cuore di un pubblico sempre meno elitario. Un’energia creativa italiana inconfondibile e originale che ha scelto comunque di esplorare e sviluppare la propria ricerca in ciò che oggi è definita Arte Urbana, riuscendo a potenziarsi in reciproco scambio con le forze creative degli altri paesi.

La scelta dei cinque artisti nasce per empatia con la loro opera e per l’intesa che si è creata tra me, come storica dell’arte e come persona, e loro come persone portatrici di grande sensibilità estetica attraverso la quale plasmano il messaggio da trasmettere. Per ognuno compiremo un approfondimento critico sulla ricerca attuale dell’artista, aprendo cinque parentesi sul loro operato che ne metta in evidenza le peculiarità e le capacità di sviluppo oltre la propria disciplina di riferimento, in stretto rapporto con la propria esperienza di vita, sia professionale che quotidiana, al di fuori dei circuiti culturali istituzionali. Pur partendo dalla rielaborazione di tematiche diverse ed opposte vedremo una netta relazione tra il vissuto e il dipinto, tra il reale e il riprodotto. Cinque “parentesi aperte” che possano lasciare intuire ciò che può divenire in futuro, grazie all’analisi dello stile e della poetica che nel tempo sono diventati riconoscibili e caratteristici. Cinque “parentesi aperte” sulle personalità di CT, 108, Aris, Giulio Vesprini, Gio Pistone.

 

Prossima personale del ciclo Parentesi Aperte:

1 – 28 Aprile 2015

Parentesi Aperte: Giò Pistone

FB Page: Parentesi Aperte

FB Page: Studio D’Ars

Studio D’Ars Milano

Via Sant’Agnese 12/8 – tel. +39 346 6292285

Mail: danieledecia75@gmail.com

 

 

MINI MAXI | Progetti e documenti di Urban Art al GAMC di Viareggio

La scorsa domenica, 6 ottobre, ha inaugurato al GAMC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani di Viareggio Mini Maxi Urban Art. Eroi Locali & Star Globali, la collettiva di Urban Art a cura di Gaia Querci in collaborazione col Laboratorio21 in occasione della X Giornata Amici dei Musei promossa dal FIDAM.

mini maxi

Con questa esposizione si introducono per la prima volta all’interno di un’istituzione pubblica come il GAMC, opere e documenti storici per la conoscenza e la diffusione al grande pubblico di due delle più discusse e controverse discipline dell’arte contemporanea, il writing e la Street Art. Un affascinante percorso didattico ed espositivo che si snoda, nelle bellissime ed immacolate sale espositive del Palazzo delle Muse, sull’intreccio di due direttrici tematiche (indicate dai colori giallo e rosso delle strisce poste sul pavimento): quella degli storici film selezionati da Vittore Baroni, che raccontano e documentano il lavoro di molti grandi Star internazionali da Taki183 a Black Le Rat, da Barry McGee a Thomas Campbell, passando per Ron English e finendo con Banksy e Obey, ripercorrendo la storia del writing e della street art dagli anni ’80 fino ad oggi;  e quella dei modellini di Urban Art, che ripropongono visioni personali di città vissute o soltanto immaginate dai cinque artisti italiani, anche definiti “Eroi locali”, che operano da molti anni in questa disciplina, Etnik, Duke1, Francesco Barbieri, Giulio Vesprini e Macs. Ed è su quest’ultima direttrice tematica che si fonda il gioco dicotomico “MINI MAXI”, infatti come spiega la curatrice gli artisti sono stati invitati a realizzare MINI progetti di una città vissuta con le texture, i colori, i font dell’Arte Urbana, che fossero presumibilmente realizzabili in MAXI scala.

Vista corridoio d'entrata

Vista corridoio d’entrata

Appena ci affacciano all’entrata della galleria veniamo accolti sulla sinistra da una prima postazione video che trasmette uno dei film cult in questo settore, “Style Wars” documentario sulla cultura Hip Hop diretto da Tony Silver e prodotto da Henry Chalfant. Proseguendo incontriamo sulla direttrice gialla i primi due MINI progetti di Francesco Barbieri e Duke1. Il primo ripropone di un gruppo di grattacieli che Barbieri caratterizza con una tecnica mista di acrilici e spray dai colori cupi che ricreano sulle superfici visioni psichedeliche; il secondo ricrea un ipotetico ma reale scorcio urbano di periferia immerso nell’oscurità della notte, squarciata da un suo “pezzo” creato in alto rilievo dai toni forti dell’arancio fluo.

Francesco Barbieri - Photo by Elisabetta Orlacchio

Francesco Barbieri – Photo by Elisabetta Orlacchio

Francesco Barbieri - Photo by Elisabetta Orlacchio

Francesco Barbieri – Photo by Elisabetta Orlacchio

 

Duke1 - Photo by Elisabetta Orlacchio

Duke1 – Photo by Elisabetta Orlacchio

Duke1 - Photo by Elisabetta Orlacchio

Duke1 – Photo by Elisabetta Orlacchio

Successivamente ci imbattiamo in una seconda postazione video con “POPaganda” di Ron English, film che mostra il mash-up di simboli della cultura del consumismo con il linguaggio della pubblicità proprio dell’opera dell’artista statunitense, e poco più avanti il terzo modellino, quello di Etnik, che riproduce in miniatura uno dei suoi agglomerati urbani segnati dalla forte presenza industriale e di costruzioni cementizie, trafitte da rami di speranza, su cui non possono mancare i classici graffiti.

Etnik - Photo by Elisabetta Orlacchio

Etnik – Photo by Elisabetta Orlacchio

Etnik - Photo by Elisabetta Orlacchio

Etnik – Photo by Elisabetta Orlacchio

Seguendo il percorso delle due direttrici arriviamo alla terza postazione video con “The Universe of Kaith Hering”, un documentario sull’arte e la vita di Keith Hering, che introduce alla saletta in cui campeggia il plastico di Giulio Vesprini, artista marchigiano che presenta in miniatura la sua geologica visione di forme naturali, dall’essenziale geometria, che si riappropriano degli spazi urbani in degrado.

Giulio Vesprini

Giulio Vesprini

Giulio Vesprini

Giulio Vesprini

Giulio Vesprini - Photo by Elisabetta Orlacchio

Giulio Vesprini – Photo by Elisabetta Orlacchio

Il percorso si conclude nella saletta adiacente in cui al centro spicca l’opera dello street artist abruzzese Macs, che sulle superfici di due piccoli portavasi riporta uno dei suoi “pupi” con le sue immancabili frasi dall’ironico doppio senso; mentre alle spalle dell’opera vi è l’ultima postazione video con il film “Street Art”, prodotto da Arte, canale culturale franco-tedesco ora anche on-line.

Macs

Macs

Macs - Photo by Elisabetta Orlacchio

Macs – Photo by Elisabetta Orlacchio

Due percorsi complementari che servono alla sensibilizzazione e alla conoscenza di questa espressione artistica, che da anni si mostra ai nostri occhi e ci accompagna nell’esperienza quotidiana del vivere le nostre città. Per ciò è pensabile affermare che questo progetto rappresenti anche il primo passo verso una possibilità di accettazione e assimilazione da parte di un’istituzione museale pubblica toscana di grande livello, come quella viareggina dedicata a Lorenzo Viani, di questa disciplina contemporanea, e le sue più articolate accezioni, ancora molto poco studiata.

Questa non è la prima esperienza espositiva di tale tipo per Gaia Querci e per il gruppo curatoriale Lab21, che proprio nel giugno di quest’anno hanno organizzato e curato “Between the lines”. Come spiega la curatrice infatti Laboratorio 21 si occupa di arte contemporanea da oltre cinque anni, con iniziative di differente natura, ma sempre con particolare riguardo alle forme espressive dell’arte urbana intesa nella più ampia accezione del termine.

Il progetto Between the Lines va oltre l’esposizione, a differenza di “Mini Maxi”, portando all’allestimento di un laboratorio nel laboratorio, quello appunto di Lab21, con tutte le attrezzature necessarie per sperimentare la tecnica dell’acquaforte, messe a disposizione di un gruppo ristretto di artisti, la maggior parte proprio urban artist come Aris, Etnik, Fupete, e Moneyless, invitati a realizzare una propria opera grafica a tiratura limitata, successivamente esposta. Come infatti ci dice Gaia Querci l’idea nasce dalla passione del team di Laboratorio 21 per il grande mondo dell’incisione e per la volontà di stimolare l’artista a superarsi ed aprirsi ad una realtà sconosciuta ma, secondo noi, di grande intensità, nonché avere la possibilità di produrre opere di pregio ad un prezzo contenuto, quindi maggiormente fruibili da un pubblico di giovani collezionisti. In generale Laboratorio 21 tende a produrre progetti che stimolano la creatività degli artisti, chiede loro di realizzare opere appositamente pensate o comunque di adattarsi all’abito del progetto espositivo di volta in volta proposto. La direzione curatoriale di Laboratorio 21 parte dal concetto che le linee dell’arte istituzionale possono dialogare con le nuove forme artistiche, l’arte è l’energia che sospinge la società, espressione del vissuto quotidiano, contemporaneo è ciò che vive insieme a noi, qui e ora, dargli supporto e ascoltarlo significa farsi interpreti consapevoli di ciò che ci circonda.

Riflettendo sulle parole della curatrice vorrei concludere che, se con “Mini Maxi” i ragazzi di Lab21 hanno portato l’Urban Art in un museo come il GAMC, nonché uno dei più importanti centri espositivi nazionali specializzati nella grafica d’arte, e viceversa con “Between the Lines” hanno avvicinato l’antica arte delle tecniche grafiche ai così detti urban artist, credo si debba riconoscergli il merito di essere riusciti a raggiungere un buon livello di scambio e di confronto tra queste due discipline ben distinte e di essere riusciti a costruire un dialogo raggiungendo risultati inaspettati e positivi per il futuro studio di entrambe. la duplice volontà

I cinque modellini in miniatura resteranno in esposizione e in vendita nella sezione bookshop del GAMC.