Archivi tag: street art

“EMISSIONS” | Andreco per CHEAP Bologna | Video

Emissions” è il progetto site specific di poster art studiato dall’artista bolognese Andreco per il CHEAP Festival di Bologna a Maggio 2016. L’opera rappresenta la seconda tappa del progetto itinerante chiamato “Climate“, inaugurato a Parigi in concomitanza con COP21, attraverso il quale l’artista indaga i cambiamenti climatici e le principali cause dell’inquinamento antropico. Emission è stato studiato non a caso per i 250 m² di superficie del muro di cinta dell’Autostazione di Bologna, una tra le zone di maggior passaggio veicolare della città.

Il video mostra lo sviluppo narrativo dell’opera, che procede per simboli e si evolve su due filoni tematici che si intersecano, identificabili nel doppio binomio supporto/tecnica: da un lato la pittura su muro, dall’altro i poster affissi sui 43 billboard. L’artista racconta la storia delle emissioni la cui intensità si intensifica cartellone dopo cartellone, poster dopo poster. La lettura corretta dell’opera si ha partendo da Viale Masini, angolo Via Capo di Lucca, andando nella direzione della stazione dei treni. I primi due blocchi di parete, scandita dalle colonne portanti della pensilina, sono occupati da una nebulosa ascendente che fa riferimento agli inquinanti presenti nei gas di scarico prodotti dal traffico veicolare. Nel terzo blocco, il focus è invece posto sugli inquinanti che generano l’effetto serra. Successivamente, l’attenzione si sposta sull’inquinamento nel ciclo delle acque. Nei blocchi seguenti, appaiono funzioni che fanno riferimento alla percentuale di COin atmosfera, le curve mostrano in maniera simbolica il superamento del limite consigliato per limitare i cambiamenti climatici di 350 ppm (parti per milione) di CO2. A seguire altre funzioni fanno riferimento all’innalzamento delle temperature, le funzioni diventano quasi disegni astratti e da queste ultime si origina infine un ramo che prende progressivamente fuoco: le conseguenze dei cambiamenti climatici nel disegno si esprimono infatti da un lato negli allagamenti e dall’altro negli incendi.

Per un approfondimento sull’intervento artistico e vedere altre immagini, leggete l’articolo su URBANLIVES.IT 

Foto credits Cheap Festival

 

Cranio @ Graphic Design Festival Breda Nederlands | Video

Il grande murales realizzato dal graffiti artist brasiliano Cranio per il progetto Blind Walls Breda all’interno del Graphic Design Festival di Breda nei Paesi Bassi, lo scorso Maggio.

I suoi Indiani blu sono il risultato di una ricerca per un character che mostrerebbe gli indigeni del Brasile. E non poteva scegliere di meglio, in quanto con le loro forme e il loro tipico colore blu, gli indiani si ritrovano sempre in divertenti e curiose situazioni, provocando in chi li osserva a pensare su alcuni problematiche contemporanee come il consumismo, i politici corrotti e l’ambiente.

The big wall realized by the brazilian graffiti artist Cranio for the Blind Walls Breda project part of the Graphic Design Festival in Breda Nederlands in May.

The trademark blue Indian was the result of his search for a a character that could show the indigenous people from Brazil. It could not have been chosen better. With their typical blue and distinctive shape, the indians finds themselves always in funny and curious situations, provoking the observer to think about contemporary issues like consumerism, corrupt politicians and the environment. 

For more infos about the artist -> http://cranioartes.com/

Cover Photo: Stein de Bont for Graphic Design Festival Breda

“Intersection” by 2501 in Rome | Video

Il video realizzato da Blindeye Factory del wallpainting dell’artista 2501 per il suo progetto espositivo NOMADIC EXPERIMENT – On the brink of disaster, curato e prodotto dalla Wunderkammern Gallery di Roma da Giugno a Luglio 2015

The video of the wallpainting realized by 2501 in Rome for his project NOMADIC EXPERIMENT – On the brink of disaster, curated and produced by Wunderkammern Gallery in Rome from June till July 2015.

http://www.wunderkammern.net
http://www.nomadicexperiment.com

Video produced by Wunderkammern Gallery

VIDEO production
Blind eye Factory
VIDEO EDITING
Francesco Possenti
MUSIC
Bensound.com
SOUNDDESIGN
Elettra Costa

http://www.blindeyefactory.com

Immagine di copertina photo credit BlindEye Factory

1010 @ LE PÉRIPHÉRIQUE Parisien | Video

Questo video descrive l’intervento dell’artista 1010 sulla periferica parigina in maggio 2015. In pochi giorni soltanto, 4500 m2 d’asfalto sono stati ricoperti da un immenso cratere dai colori futuristi dipinti con la tecnica del trompes l’oeil in 3D. È la più grande opera mai realizzata da questo artista ed il primo intervento artistico sulla periferica parigina.
Un progetto firmato Galleria Itinerrance in partnership col SEMAPA ed il Municipio del 13° Ard. così come Eiffage, Artelia e TPI.

Cette vidéo retrace l’intervention de l’artiste 1010 sur le périphérique parisien en mai 2015. En quelque jours seulement 4500 m2 de bitume ont été recouverts par un immense cratère aux couleurs futuristes peint à même le sol. C’est la plus grande oeuvre jamais réalisée par cet artiste et la première intervention artistique sur le périphérique parisien.
Un projet signé Galerie Itinerrance en partenariat avec la SEMAPA et la Mairie du 13 ème ainsi que Eiffage, Artelia et TPI.

Plus d’infos et photos:
http://itinerrance.fr/hors-les-murs/p…

Réalisation : Milan POYET – Vigie production

Pirelli Annual Report 2014 | Il pneumatico reinterpretato dalla Street Art internazionale

La nota azienda di pneumatici Pirelli ha sempre dimostrato di stare al passo coi tempi, mantenendo il proprio marchio vivo attraverso la realizzazione di progetti innovativi in stretto rapporto con le attuali discipline artistiche più in fermento.

Dal 1872 e per tutto il corso del Novecento fino a questi anni del Duemila, Pirelli ha mantenuto aperto un dialogo con l’arte, affidando ad essa il racconto del suo prodotto al di là della sua funzione, fino ad arrivare alla progettazione grafica della presentazione del Bilancio annuo dell’azienda, trasformando un testo così importante, che ragguaglia su un prodotto industriale, tutt’altro che coinvolgente, in qualcosa che producesse nuovo senso culturale. Con questa nuova veste il pneumatico, fiore all’occhiello per tecnologia e innovazione, decontestualizzato e reinterpretato da creativi della pittura, dell’illustrazione, del fumetto e del design, è diventato produttore di significati nuovi, portando a molti riconoscimenti che si sono susseguiti negli anni, non ultimo il “Certificate of Typographic Excellence” assegnato a New York dal Type Directors Club per l’edizione 2012 quando il progetto di comunicazione del Bilancio fu affidato a Liza Donnelly, cartoonist del New Yorker.

Partendo dal presupposto che…

È proprio nella strada, e nella necessità di mobilità delle persone, che le gomme trovano il loro senso.

se stiamo parlando di produzione di nuovi sensi, allora non dobbiamo stupirci della scelta operata per l’ultima edizione del proprio Bilancio. Su quale altra disciplina attualmente in fermento poteva ricadere se non sulla Street Art, che come il pneumatico Pirelli, combatte la propria battaglia quotidiana sulla strada dove trova il proprio senso di appartenenza?

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L’azienda si è avvalsa stavolta della competenza e professionalità di Christian Omodeo, figura di spicco nel panorama internazionale di questa espressione artistica, che ha curato tutte le fasi di sviluppo del progetto proponendo tre giovani e stimati urban artist internazionali, l’argentina Marina Zumi, il tedesco Dome e il russo Alexey Luka, che per una decina di giorni hanno lavorato all’interno dell’Hangar Bicocca di Milano. Ognuno, col proprio stile e la propria visione, ha saputo produrre davvero un nuovo senso intorno al pneumatico più conosciuto al mondo, e questo ce lo hanno dimostrato proprio le loro opere esposte al pubblico soltanto per tre giorni lo scorso febbraio.

Nell’opera della Zumi infatti ritroveremo quell’atmosfera surreale ed eterea, cara all’artista, di un mondo in cui il pneumatico diviene la Luna che guida gli uomini verso il superamento dei propri limiti.

“Le mie opere esprimono una riflessione sul tempo presente e sul mondo moderno attraverso delle figure animali che incarnano delle virtù umane. La figura del cervo rappresenta uno spirito saggio, che sa mantenere calma e buon senso anche di fronte alle avversità.”

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Passando poi a Dome, che opera una delle sue bellissime e delicate metafore monocromatiche, con la messa in scena del sentimento della Passione, indispensabile all’innovazione e al progresso, che ha contraddistinto l’azienda Pirelli in tutti questi anni.

“Le silhouette di due esseri umani, ispirate al teatro d’ombre, s’incontrano su un palco a scacchiera. Un uomo, col viso coperto da una maschera d’alce, spinge una carriola con dentro una rosa verso la donna che ama. È la prova che l’amore e la passione portano l’uomo a oltrepassare i limiti del convenzionale e a esplorare nuovi percorsi, anche quando questi sembrano pieni di ostacoli.”

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Per finire con Luka che, con la sua peculiare visione geometrica, ha sintetizzato quel multiculturalismo urbano reso affascinante qui dalla composizione costruita per inter_sezioni cromatiche di contrasto in cui il pneumatico spicca proprio perché elemento fondamentale nella vita urbana.

“Sono state le forme geometriche dell’architettura di Mosca, la città in cui sono nato e cresciuto, a ispirarmi il ricorso ai codici dell’astrazione e la voglia di combinarli con quell’universo formale biologico – piante, esseri umani – che popola gli spazi urbani. Questo mix costituisce il linguaggio narrativo che declino, di volta in volta, nei luoghi dove dipingo.”

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Tre grandi opere pittoriche di forte impatto, che colgono appieno lo spirito che anima l’azienda Pirelli, successivamente assemblate in un’installazione a piramide collocata all’interno dell’Hangar Bicocca. Un luogo, oggi deputato all’arte contemporanea, con un background storico non indifferente se si pensa alle grandi fabbriche che prima ospitava, come la stessa Pirelli, il cui progetto di Bilancio 2014 ha trovato giusta continuazione concettuale con esso. Alla presentazione sono intervenuti oltre a Marco Tronchetti Provera, Presidente e Ceo di Pirelli e Antonio Calabrò, Senior Advisor Cultura di Pirelli, anche il critico d’arte Achille Bonito Oliva e Christian Omodeo curatore del progetto.

Momento della presentazione del Bilancio 2014 con Alexey Luka, Marina Zumi, il critico d’arte Achille Bonito Oliva, Christian Omodeo curatore del progetto e Dome

Momento della presentazione del Bilancio 2014 con Luka, Zumi, il critico d’arte Achille Bonito Oliva, Christian Omodeo curatore del progetto e Dome

Un esempio questo, secondo me, di come si può fare comunicazione della propria cultura d’impresa, affidandosi alla curatela di un esperto che ha saputo realizzare un connubio sinergico e sano tra la Street Art e un’azienda come Pirelli, valorizzando entrambe le parti in gioco nel rispetto sia del prodotto in questione che le personalità artistiche coinvolte nella reinterpretazione dello stesso, facendo adeguata divulgazione della conoscenza di questa disciplina attraverso del materiale documentativo fruibile.

http://www.pirelli.com https://www.facebook.com/PirelliItalia

http://legrandjeu.fr/

Christian Krämer aka DOME

Nato nel 1975, l’illustratore e street artist DOME vive e crea le sue opere a Karlsruhe. Affascinato dall’arte urbana, nel 1994 scopre la vernice spray come strumento di espressione artistica e comincia a dipingere muri. Il suo stile è caratterizzato da uno sguardo surrealista sulla condizione umana: ama rappresentare singole parti del corpo estrapolate dal contesto e nel 2011 ha messo a punto un sistema di “costruzione modulare” per comporre le sue opere di elementi ripetuti, rappresentati con la sola variazione di una rotazione di 45 gradi. Questo metodo offre la libertà – concetto fondamentale nella cultura della Street Art – di modificare rapidamente parte di una composizione senza ricominciare da zero. DOME si serve di penne, inchiostro di china e acrilico per dare vita alle sue figure. Le sue opere invitano l’osservatore a esplorare pensieri ed emozioni suscitati da immagini surreali, ispirate all’architettura barocca, con motivi floreali, elementi architettonici e altari ad arricchire lo sfondo. Spesso i soggetti popolano paesaggi, palchi e piattaforme e sono accompagnati da cartelli scritti in un font creato appositamente dall’artista.

Alexey Luka

Nato nel 1983 e residente a Mosca, Alexey Luka è tra i giovani artisti e illustratori russi più innovativi. Dopo l’esordio come graffitista, si è formato al Moscow Architectural Institute e ha cominciato a sviluppare un nuovo linguaggio di Street Art più vicino alla tradizione dell’avanguardia russa e meno improntato alla critica della società dei consumi e alla cultura pop, filoni tipicamente occidentali. Influenzato da artisti come El Lissiztky e Vassily Kandinsky, Alexey Luka porta avanti una ricerca artistica ispirata al dialogo con l’architettura urbana, nella quale inserisce dipinti e installazioni caratterizzate da curve e linee colorate. La sua tecnica, perfezionata lavorando in strada, si basa sull’analisi digitale delle forme che vanno a comporre realizzazioni tridimensionali in legno e altri materiali. Luka vanta un forte legame biografico e artistico con Mosca e nel 2010 ha raggiunto la fama internazionale grazie al boom della rete che ha investito la Russia: oggi le sue opere, geometriche e frammentate come puzzle, fanno parte del paesaggio urbano di numerose città del mondo. Oltre a partecipare a mostre collettive allestite in prestigiose gallerie di arte urbana, come la Openspace a Parigi, la Mini Galerie ad Amsterdam e la 1 AMSF a San Francisco, di recente ha realizzato le sue prime personali: Long tomorrow, organizzata alla Pechersky Gallery di Mosca, e Late e Still Life, tenutasi alla Enjoyted di Lione.

Marina Zumi

Nata nel 1983 in Argentina e da lungo tempo residente a San Paolo, in Brasile, dove crea le sue opere, Marina Zumi è entrata subito in contatto con la scena della Street Art ed è stata una delle prime partecipanti al gruppo formativo sperimentale Expression Sessions di Buenos Aires. Una delle poche donne a portare la sua arte per le strade di San Paolo, ha uno stile coloristico e femminile, influenzato dalla sua formazione come stilista. I suoi graffiti, un’oasi di serenità nel traffico e nel trambusto della città, sono pervasi da un’elegante magia. Le sue creazioni in studio sono invece improntate a una maggiore concretezza: incorporando nelle sue opere fili dorati, argentati e neri, si avvicina alle teorie dell’arte concreta, ispirandosi alla natura, all’universo, alla geometria sacra, alla teoria dei quanti e alla vita quotidiana. Marina Zumi punta a liberare il flusso di energia, simbolo del legame esistente tra tutti gli esseri viventi e rappresentato da un motivo ricorrente di sette linee, con un’intenzione centrale e risonanze parallele, tre positive e tre negative. Attualmente di base a San Paolo, l’artista argentina continua a sviluppare percorsi autonomi e collettivi nelle strade e nelle gallerie di tutto il mondo. L’evoluzione dai graffiti degli esordi alla produzione attuale è stata un personalissimo percorso di crescita e arricchimento del tutto indipendente.

Christian Omodeo

Nato a Roma nel 1976, Christian Omodeo è critico d’arte e direttore artistico e vive a Parigi. Dopo gli studi di Storia dell’Arte in Italia, dal 2005 al 2010 ha lavorato all’Institut National d’Histoire de l’Art e nel 2011 ha conseguito il Ph.D alla Université Paris-Sorbonne, ricevendo il Prix Nicole. Dal 2010 al 2013 ha insegnato Arte contemporanea alla Université de Picardie-Jules Verne d’Amiens, collaborando contestualmente con il Musée Fesch di Ajaccio. Noto come uno dei principali esperti dell’arte di età napoleonica, nel 2012 ha creato Le Grand Jeu, agenzia specializzata in arte urbana, per dedicarsi esclusivamente ai nuovi linguaggi dell’arte, che studia sin dal 2008. Curatore della prima edizione del festival romano Outdoor nel 2010 e tra i promotori del progetto Tour Paris 13 nel 2013, ha organizzato mostre, workshop e conferenze in tutta Europa. Con i suoi ultimi libri – “C215. Un maître du pochoir”, “Crossboarding. An Italian Paper History of Graffiti Writing & Street Art” e “Dominique ERO Philbert. Urban Mystical Expressions”, pubblicati nel 2014 – si è affermato come uno dei critici d’arte urbana attualmente più quotati, oltre che come uno dei pochissimi storici di graffiti writing in Europa.

THOMAS CANTO | Parallax immersion – di Alessandra Ioalè per Street Art Attack

Residenza artistica Les Bains - Photo Courtesy Magda Danysz Gallery-Stephane Bisseuil 2014

Residenza artistica Les Bains – Photo Courtesy Magda Danysz Gallery-Stephane Bisseuil 2014

Grazie a un piacevole scambio di mails che in questi due mesi sono riuscita a intrattenere con l’apprezzato e conosciuto graffiti e street artist francese, Thomas Canto, ho avuto il piacere di scrivere questo articolo e di conoscere un po’ più a fondo la figura e l’opera eclettica dell’artista, ad oggi impegnato con il suo ambizioso progetto “Gravité B“, serie di installazioni il cui nome coincide con quello della sua prima retrospettiva pubblicata da Le Voyageur Editions nel 2012, e per il quale ha portato a termine la sua ultima fatica, “Parallax immersion” di cui vi parlerò oggi.  Canto entra in contatto col mondo del writing agli inizi degli anni Novanta, scoprendo i primi graffiti sui muri del suo quartiere; inizia a conoscere i writers della sua città e a seguirne le tracce usando il nome di Sperone e successivamente Dense. L’artista, rispondendo a qualche mia domanda, racconta come questa disciplina sia poi la base di sviluppo di quella che oggi è la sua peculiare e straordinaria produzione artistica: 

it is through graffiti that I learn about the colours and the gestures that will permeate in some of my later pieces. My work on letters started according to the codes of graffiti artists like Futura 2000, Lokiss, Mode 2 and other American graffiti legends. Quickly developing interest for other tools and techniques, I was soon to deviate, switching from spray-can to brushes, from wall to canvas whilst keeping urban themes drawn from graffiti. My first walls are only the beginnings which will lead to his work on canvas, the “name” will give room to a deeper study of calligraphy, the oversized shapes of the tags will mutate in vortexes and abstract universes and the walls will turn into infinite cities.

Parallax immersion 2014

Thoma Canto Parallax immersion 2014

La successiva fondazione e direzione della Galleria N2O – la prima galleria specializzata in street-art e graffiti a Lione –  gli permette di continuare a sviluppare il suo lavoro, stabilendo connessioni con artisti di diversa provenienza, e di intraprendere numerose collaborazioni (Marko 93, Doze Segreto Lab, Brusk). Importante nel suo percorso sarà l’incontro con Dare, al cui lavoro ha guardato per anni, che lo inviterà alla Carhartt Gallery a Weil Am Rhein (Germania) – il più grande spazio dedicato all’arte urbana in Europa – dove sarà proprio Gunther Sachs ad acquistare alcune delle sue prime tele. 

Recluse when working on canvas, I also really enjoys group and outdoor collective work, which enable him to confront and mix my ideas. I had thus twice collaborated on a collective piece with Speedy Graphito, YZ, Popof amongst others for a non-profit making organisation. Now, outdoor creations needs a lot of preparation because of their complexity, but I still love to do some anytime. Outdoor will always be the biggest open museum where every artist can exhibit.

Ciò che oggi Thomas Canto realizza è una delle più affascinanti trasposizioni su tela, quella della sua visione personale dell’ambiente in cui vive; una visione astratta e duplicata nell’intreccio disordinato degli impasti della sua vita all’interno della metropoli urbana. Attualmente l’artista sta compiendo un ulteriore passo, il passaggio dalla tela allo spazio tridimensionale dell’installazione; le composizioni diventano strutture immerse in scatole di plexiglass 3D dove i fili di nylon e vernice s’intersecano perfettamente per dar forma concreta alla sua visione architettonica della metropoli.

Continua a leggere QUI l’intero articolo con il video dell’installazione pubblicato su Street Art Attack. Enjoy It!