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Conversation Pieces | Körperland – Letture, riflessioni, approfondimenti | Galleria Passaggi

Tatiana Villani in dialogo con Claudia Bruno e Sandra Burchi.
Coordinano Alessandra Ioalè e Silvana Vassallo

Venerdì’ 8 aprile, alle ore 18.30, nell’ambito della mostra di Tatiana Villani Körperland, la galleria Passaggi è lieta di ospitare un incontro con l’artista in dialogo con Claudia Bruno (giornalista e scrittrice) e Sandra Burchi (ricercatrice e sociologa); coordinano Alessandra Ioalè (curatrice della mostra) e  Silvana Vassallo (direttrice della galleria Passaggi).
Durante l’incontro saranno approfonditi alcuni motivi ispiratori del progetto espositivo, al centro del quale predomina il tema corpo e della sua percezione. L’incontro è strutturato in maniera dialogica, in un’alternanza di letture e riflessioni che affrontano varie declinazioni dell’imaginario corporeo: come paesaggio, come territorio liminale di confine tra l’interno e l’esterno, come entità organica soggetta a processi di metamorfosi e trasformazione.
L’iniziativa fa parte di Conversation pieces un ciclo di approfondimenti su tematiche relative all’arte e alla cultura contemporanea ideato dalla Galleria Passaggi e dall’Associazione Multiversum Arte.

Sandra Burchi, sociologa e ricercatrice, fa parte della redazione di Iaph Italia e collabora con la rivista DWF. Ha curato con Teresa Di Martino il volume “Come un paesaggio. Pensieri e pratiche tra lavoro e non lavoro”, Iacobelli Editore, Roma, 2013. Nel 2014 ha pubblicato il libro “Ripartire da casa. Lavori e reti dallo spazio domestico” (Franco Angeli).

Claudia Bruno, si è laureata nel 2009 con una tesi dedicata alle narrative femministe sulla natura a cui è stato assegnato il premio cultura ecofemminista “Laura Conti”. Dal 2015 è nella redazione diinGenere.it. Suoi saggi e interventi sono inclusi in raccolte di Viella, Bloomsbury, Iacobelli, Toletta edizioni, IaphItalia, DWF, LabDonnae. È autrice di raccontcomparsi su riviste letterarie. Suspremutesenzazucchero.it dispensa favole al limone e altre brevità. 

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KÖRPERLAND | Personale di Tatiana Villani alla Galleria Passaggi di Pisa

Tatiana Villani KÖRPERLAND
a cura di Alessandra Ioalè
Inaugurazione Sabato 20 Febbraio ore 18.00
20 Febbraio – 16 Aprile

La Galleria Passaggi ha il piacere di presentare Körperland, personale di Tatiana Villani a cura di Alessandra Ioalé.
Körperland è un progetto in progress che Tatiana Villani porta avanti da diversi anni, incentrato sull’elaborazione di un immaginario corporeo dove confluiscono tracce di vissuto personale, riflessioni più generali sul nomadismo identitario come condizione della contemporaneità, ricerche teorico-sperimentali sulla forma e sulla materia.E’ un progetto iniziato nel 2009, in un periodo in cui l’artista viveva e lavorava in Germania, di cui è rimasta traccia nel titolo Körperland (terra dei corpi): corpo come “territorio” da esplorare; come “paesaggio mutevole” che si trasforma in relazione a come ci percepiamo e a come viviamo; corpo come “dimora” dell’io, involucro e confine dell’identità personale, quanto mai fragile al giorno d’oggi, nell’epoca della “modernità liquida” che caratterizza i nostri assetti sociali.
Nella sua pratica artistica Tatiana Villani si avvale di diversi mezzi (pittura, fotografia, installazione, video) per trattare tematiche inerenti all’arte relazionale, alla condizione socio-politica dell’uomo contemporaneo e al suo rapporto con l’ambiente. In Körperland queste tematiche sono filtrate attraverso un linguaggio più intimo e personale, che rende visibile l’intreccio cartografico di esperienze vissute, atmosfere esplorate, costruito per suggestioni e sensazioni generate dall’incontro del proprio sé con l’altro e con il mondo.


Le opere presenti in mostra – in parte inedite, in parte realizzate precedentemente – compongono una nuova geografia di corpi che, come dichiara l’artista, “restano nudi, sradicati dalla frenesia di inseguire bisogni e desideri, soli, unici terreni solcabili”. Ibridati nella materia scultorea e cristallizzati nell’immagine fotografica essi acquistano un nuovo senso nella loro moltiplicazione, sovrapposizione o cancellazione compositiva. Dal paesaggio delineato emergono due anime: una terrestre, più cupa, grezza e minimale, costituita da grandi immagini fotografiche di “terre madri” raffiguranti dettagli di corpi femminili non omologati, segnati da imperfezioni e cicatrici, oltre che da sculture di “creature embrionali” informi, perturbanti nella loro ambivalente potenzialità; l’altra acquatica, più estetizzante, intima, domestica, che evoca atmosfere borghesi e porta a galla immagini provenienti da secoli di sedimentazione nell’arte visiva.
Le due anime di Körperland si dispiegano nello spazio espositivo secondo una logica fisico-emozionale a loro intrinseca, al contempo enigmatica e dialogica, sollevando domande più che suggerendo risposte in chi le osserva.


In occasione della mostra è stato realizzato un catalogo con testi critici di Alessandra Ioalè e di Matteo Innocenti che sarà presentato il giorno dell’inaugurazione.
www.tatianavillani.com


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Tatiana Villani KÖRPERLAND
Curated by Alessandra Ioalé
Galleria Passaggi, via Garofani 14 – Pisa
20 February – 16 April
Opening Saturday 20 February, 6.00 p.m.

Passaggi Gallery is pleased to present Tatiana Villani’s solo exhibition Körperland curated by Alessandra Ioalè.
Körperland is an ongoing project Tatiana Villani has been carrying out for several years. It focuses on the development of a bodily imagery embracing traces of personal experience, general reflections on identity as a condition of contemporary nomadism, theoretical and experimental research on form and matter.

The project started in 2009, when the artist was living and working in Germany, an experience whose traces remained in the title Körperland (land of bodies): the body as a “territory” to be explored; as a “varying landscape” that changes in relation to how we perceive ourselves and how we live; the body as the “home” of the self, both shell and border of personal identity, that nowadays is more than ever vulnerable, owing to the liquid modernity characterizing our social structures.

In her artistic practice Tatiana Villani makes use of different media (painting, photography, installation, video) to introduce issues concerning relational art and men’s relationship to sociopolitical and environmental conditions. In Körperland, these issues are filtered through a more intimate and personal language, which reveals the cartographic twist of lifetime experiences, of explored atmospheres, intertwined through suggestions and sensations originated by the encounter with other people and with the world.

The works in the exhibition – part of which are new an part were made previously – make up a new geography of bodies that, as the artist says, “remain naked, uprooted by the rush to chase needs and desires, the only territories we are able to plough through”. Hybridized in sculptural material and crystallized in the photographic image, they take on a new meaning in their multiplication, overlapping or cancellation. From the landscape so outlined two souls emerge: one is terrestrial, darker, raw and minimal, consisting of large photographic images of “earth mother” depicting details of female bodies not conformed, marked, as they are, by imperfections and scars, as well as sculptures of shapeless “embryonic creatures”, uncanny in their ambivalent potential; the other soul is aquatic, more refine, intimate, domestic, evoking memories of bourgeois atmospheres that bring up images deposited in centuries of visual art.

The two souls of Körperland unfold in the exhibition space according to their inherent logic, both physical and emotional, at the same time explicative and enigmatic, raising more questions than answers in the viewer.

A catalog has been produced exclusively for this exhibition containing essays by Alessandra Ioalè and Matteo Innocenti. It will be presented on the opening day.

Biography
Born in Bergamo in 1974, Tatiana Villani grew up in the province of Lecce, which she leaved to continue her studies at the Academy of Fine Arts in Florence. From 2007 to 2011, she lived in Berlin where, among other activities, she worked with the international project Happenstudio, Platform for contemporary art.
It is precisely in these years that the artist began to make use of different media (painting, photography, installation, video) to treat issues related to relational art, the social and political condition of world population and relationship with the environment. Her work ranges from visual art to theatrical performance and art therapy applied to various social issues.
Since 2011, she has been involved in numerous projects, including: artist residence Sowing Seeds at Kamanart Foundation (Jodhpur, India, 2012-13), where she made the performance Sewing or Sowing; participation, as artist and supervisor, in the project PNEUMAtic circUS, curated by Vittore Baroni, within the festival Transmediale, Museum Haus der Kulturen der Welt, (Berlin 2013); participation in Maker Faire (Rome 2013), with the project Logos, in collaboration with the Hacker space Unterwelt; participation as a performer in Parade through Macau, Latin City (Macao, China 2013); presentation of the video The First Time, in collaboration with Luca Leggero, during the presentation of BAU magazine number 11, at Museo Luigi Pecci in Prato (2014); participation in Vancouver Biennale (2014/2016) with the project I Have a Dream. Solo exhibitions were dedicated to her work, such as Metaproject, at Hallway-gallery LiberSPACE in Zagreb, or the double solo exhibition at Paola Raffo Contemporary Art Gallery in Pietrasanta, curated by Gaia Querci. She also participated in several group exhibitions including: Atypo Call. 01 at Studio Gennai Contemporary Art Gallery in Pisa in 2014; Darwin Day 2012: falsi miti, curated by Manrica Rotili, University of Tor Vergata, Rome in 2012; Electro Bau, Contenitore di Cultura Contemporanea, Viareggio 2012; Beingeverywhere, Berlin, Germany 2012; The Wall (archives) # 4. Archiviazioni, curated by Pietro Gaglianò, Lecce 2011; Masterclass Default Lecce, residence at Ramdom 2011.
www.tatianavillani.com

Fuori dal trecciato | Ad Artforms le relazioni prendono forma!

“Fuori dal trecciato” è molto di più di un’opera installativa. E’ un’intervento nato dalle esperienze che contraddistinguono il carattere di ricerca di tre personalità artistiche diverse, Emanuela Baldi, Manuela Mancioppi Tatiana Villani, che hanno risposto concretamente all’invito di Artforms, associazione che si propone di sviluppare progetti di scambio e interrelazione tra diversi soggetti, con un progetto che le ha viste collaborare per la prima volta insieme. Un progetto di percorso di relazione creativa, al quale ha potuto partecipare e contribuire chiunque avesse risposto all’invito delle tre creatrici. Un intreccio aperto alla conoscenza e contaminazione su più livelli, non soltanto tra le promotrici e le artiste del progetto con l’ambiente “contenitore” dell’opera, ma anche tra quest’ultimo e tutte le persone che hanno lavorato insieme alle artiste attraverso lo strumento e il tema dell’intreccio.

Quanto stringe, ciò che segna un punto, diventa essenziale alla costruzione di una trama (cittadina e non solo): non una forma precisa ma un insieme di forme partendo da materiali recuperati, che sarà nel corso del suo farsi e fino alla fine la somma delle azioni, dei pensieri e delle parole di ogni persona che ne abbia preso parte.

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Come potrete vedere dalle foto l’installazione si tinge di una miriade di colori.. colori dalle sfumature e toni veramente ECO perché le artiste hanno lavorato strenuamente per settimane ad una co-creazione fatta di stracci e scarti donati dalle aziende della produzione locale di tessuto. Ciò che invece è possibile conoscere soltanto interagendo con l’installazione è la diversa fattura dei tessuti. E’ unica la sensazione che si prova, sdraiandosi e camminando su quel mare di fibre intrecciate, coi sui vortici e dune, alture e distese in cui si perdono i tratti di quella che doveva essere una camicetta o una maglia di cotone; di quello che poteva essere un pantalone o una giacca di lana.

"Chincaglierie" Valentina Lapolla

“Chincaglierie” Valentina Lapolla

L’opera ha per così dire inaugurato il lavoro dell’Associazione nello spazio Interno 8, proprio nel cuore della corte di Via Genova 17 a Prato, ormai famosa per le attività delle altre realtà già da anni attive nella promozione della cultura contemporanea, come lo StudioCorte 17 e il TRIBECA Factory.

Interno 8 diviene un ambiente “vivibile”, aperto alla sperimentazione tattile ma anche a quella sonora attraverso l’opera site specific di Valentina Lapolla, “Chincaglierie”, a cui si affida una originale documentazione di tutte le fasi di lavorazione del progetto, riproposta sotto forma di vibrazioni trasmesse attraverso l’utilizzo di Arduino su un ingegnoso sistema di staffe a sostegno, corde di chitarra e perline da bigiotteria. Matteo Innocenti, autore del testo critico dell’intero progetto, parla “[…] un nuovo sonoro, trasfigurato. “Chincaglierie” è il tentativo, meditato da un’interpretazione artistica, di restituire in forma udibile tutta l’energia di un’azione complessa.”

Non vi rimane soltanto che andare a visitare questa bellissima realtà e scoprire aspetti inediti, interessanti ma soprattutto stimolanti per i vostri cinque sensi, e vi consiglio di andare questa sera, Lunedì 13 Luglio, dalle 18 alle 21 per cui è prevista la visita guidata ai lavori in compagnia delle artiste che racconteranno alcune idee e viaggi che l’opera, migrante per vocazione, compierà.

Nel corso della serata inoltre si consegnerà una particella dell’installazione a tutti gli intrecciatori che hanno partecipato.

Artforms presso Interno 8, via Genova 17, Prato – Ingresso libero!

Photo credit per l’immagine di copertina: Guido Mencari Photographer

“Conversation Pieces”: incontro con Tatiana Villani | Galleria Passaggi (Recap)

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Domenica 15 Marzo, si è svolto l’incontro con Tatiana Villani presso la Galleria Passaggi di Pisa. L’iniziativa a cura di Alessandra Ioalé, che ha inaugurato il ciclo di approfondimenti su tematiche relative all’arte e alla cultura contemporanea dal titolo “Conversation Pieces”, ideato dalla Galleria Passaggi e dall’Associazione culturale Multiversum Arte, è stata un’occasione per ripercorrere insieme all’artista le ultime tappe del suo lungo e complesso percorso di ricerca, che si è svolto sia in  Italia che all’estero, e per un confronto con la forza espressiva che scaturisce dalla trasversalità della sua pratica artistica riscontrabile nelle opere che dal 10 al 21 Marzo sono state in esposizione presso la Galleria.

La figura di Tatiana Villani, salentina di origine che da alcuni anni vive e lavora a Viareggio, è quella di un’artista attiva sul fronte sociale, che si interroga sul suo ruolo sconfinando in azioni politiche e ecologiche; che lavora spesso in comunità immaginando nuove forme di esistenza, umana ed artistica; e che infine interviene direttamente nello spazio pubblico e, in varie forme, nei social-networks, uscendo dai confini dell’atelier e della galleria. La sua è una ricerca di codici e pratiche, in una posizione borderline tra molte discipline e molti luoghi, che ruota attorno all’evoluzione psicologica dell’uomo in rapporto al cambiamento del contesto socio-culturale di riferimento, indagando quelli che sono i sintomi e le trasformazioni a cui esso è sottoposto nel corso del tempo. La sua poliedrica produzione di opere si concentra sulla trasposizione di ogni aspetto di questa evoluzione in spazi espositivi, o in luoghi non deputati, pubblici e privati, avvalendosi ogni volta di medium diversi come la fotografia, il video, la parola e il testo, la performance. Ogni opera è sempre collegata sia a quella precedente che alla successiva, secondo traiettorie non sempre lineari. Come nella biblioteca warburghiana, il lavoro di Villani si sviluppa in maniera rizomatica, ricordando la costruzione di una rete, i cui fili sono vari. I materiali, i concetti, le pratiche che si alternano e si concatenano, possono sembrare singolari solo finché non si allarga sufficientemente il campo di visione e si scorge di nuovo la struttura, la rete.

Biografia: Nata a Bergamo nel 1974, Tatiana Villani è cresciuta in provincia di Lecce, terra che lascia per proseguire i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 2007 al 2011 si trasferisce a Berlino, dove, tra le tante attività, collabora con il progetto internazionale Happenstudio, Platform for contemporary art. È proprio in questi anni che l’artista comincia ad avvalersi di diversi medium (pittura, fotografia, installazione, video) per trattare tematiche inerenti all’arte relazionale, alla condizione socio-politica dell’uomo e al suo rapporto con l’ambiente. La sua attività spazia dalle arti visive al teatro, fino alla terapia artistica applicata a varie aree del sociale. Dal 2011 è impegnata e coinvolta in numerosi progetti, tra i quali: residenza artistica Sowing seeds, presso Kamanart foundation (Jodhpur, India, 2012-13), dove realizza la performance Sewing or sowing; partecipazione, come artista e supervisore, al progetto PNEUMAtic circUS, a cura di Vittore Baroni, all’interno del festival Transmediale, museo Haus der kulturen der Welt, (Berlino 2013); partecipazione alla Maker faire (Roma 2013), con il progetto LOGOS, in collaborazione con l’Hacker space Unterwelt; partecipazione come performer al Parade through Macao, Latin City (Macao, Cina 2013); nell’ambito della presentazione del numero undici della rivista BAU al Museo Luigi Pecci di Prato (2014), presentazione del video La prima volta, in collaborazione con Luca Leggero; partecipazione alla Biennale di Vancouver (2014/2016) con il progetto “Ho un sogno”.

Al suo lavoro sono state dedicate alcune personali, come Metaproject presso la Hallway-gallery LiberSPACE di Zagabria e la doppia personale a cura di Gaia Querci alla galleria Paola Raffo Arte Contemporanea di Pietrasanta. Infine ha partecipato a diverse collettive tra cui: Atypo CALL. 01, Studio Gennai Arte Contemporanea di Pisa nel 2014; DARWIN DAY 2012: FALSI MITI, a cura di Manrica Rotili, Università di Torvergata, Roma nel 2012; Elettro Bau, contenitore d’arte contemporanea, Viareggio 2012; Beingeverywhere, Berlino, Germania 2012; The Wall (archives) #4, Archiviazioni, a cura di Pietro Gaglianò, Lecce 2011; Masterclass Default Lecce, residence presso Ramdom 2011.

www.tatianavillani.com

“Conversation Pieces”: incontro con Tatiana Villani | Galleria Passaggi Pisa

Domenica 15 Marzo, alle ore 17.30, la Galleria Passaggi è lieta di presentare nel suo spazio espositivo, in Via Garofani 14 Pisa, un incontro con l’artista Tatiana Villani a cura di Alessandra Ioalé.

L’iniziativa inaugura “Conversation Pieces”, un ciclo di approfondimenti su tematiche relative all’arte e alla cultura contemporanea ideato dalla Galleria Passaggi e dall’Associazione culturale Multiversum Arte.

Dal 10 al 21 marzo saranno allestiti in galleria alcuni lavori dell’artista: una traccia visibile del suo percorso che consentirà di contestualizzare maggiormente l’incontro del 15 Marzo.

A conclusione dell’incontro sarà offerto un aperitivo.

La figura di Tatiana Villani, salentina di origine che da alcuni anni vive e lavora a Viareggio, è quella di un’artista attiva sul fronte sociale, che si interroga sul suo ruolo sconfinando in azioni politiche e ecologiche; che lavora spesso in comunità immaginando nuove forme di esistenza, umana ed artistica; e che infine interviene direttamente nello spazio pubblico e, in varie forme, nei social-networks, uscendo dai confini dell’atelier e della galleria. La sua è una ricerca di codici e pratiche, in una posizione borderline tra molte discipline e molti luoghi, che ruota attorno all’evoluzione psicologica dell’uomo in rapporto al cambiamento del contesto socio-culturale di riferimento, indagando quelli che sono i sintomi e le trasformazioni a cui esso è sottoposto nel corso del tempo. La sua poliedrica produzione di opere si concentra sulla trasposizione di ogni aspetto di questa evoluzione in spazi espositivi, o in luoghi non deputati, pubblici e privati, avvalendosi ogni volta di medium diversi come la fotografia, il video, la parola e il testo, la performance. Ogni opera è sempre collegata sia a quella precedente che alla successiva, secondo traiettorie non sempre lineari. Come nella biblioteca warburghiana, il lavoro di Villani si sviluppa in maniera rizomatica, ricordando la costruzione di una rete, i cui fili sono vari. I materiali, i concetti, le pratiche che si alternano e si concatenano, possono sembrare singolari solo finché non si allarga sufficientemente il campo di visione e si scorge di nuovo la struttura, la rete. L’incontro presso la Galleria Passaggi è un’occasione per ripercorrere insieme all’artista le ultime tappe del suo lungo e complesso percorso di ricerca, che si è svolto sia in  Italia che all’estero, e per un confronto con la forza espressiva che scaturisce dalla trasversalità della sua pratica artistica.

Biografia: Nata a Bergamo nel 1974, Tatiana Villani è cresciuta in provincia di Lecce, terra che lascia per proseguire i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 2007 al 2011 si trasferisce a Berlino, dove, tra le tante attività, collabora con il progetto internazionale Happenstudio, Platform for contemporary art. È proprio in questi anni che l’artista comincia ad avvalersi di diversi medium (pittura, fotografia, installazione, video) per trattare tematiche inerenti all’arte relazionale, alla condizione socio-politica dell’uomo e al suo rapporto con l’ambiente. La sua attività spazia dalle arti visive al teatro, fino alla terapia artistica applicata a varie aree del sociale. Dal 2011 è impegnata e coinvolta in numerosi progetti, tra i quali: residenza artistica Sowing seeds, presso Kamanart foundation (Jodhpur, India, 2012-13), dove realizza la performance Sewing or sowing; partecipazione, come artista e supervisore, al progetto PNEUMAtic circUS, a cura di Vittore Baroni, all’interno del festival Transmediale, museo Haus der kulturen der Welt, (Berlino 2013); partecipazione alla Maker faire (Roma 2013), con il progetto LOGOS, in collaborazione con l’Hacker space Unterwelt; partecipazione come performer al Parade through Macao, Latin City (Macao, Cina 2013); nell’ambito della presentazione del numero undici della rivista BAU al Museo Luigi Pecci di Prato (2014), presentazione del video La prima volta, in collaborazione con Luca Leggero; partecipazione alla Biennale di Vancouver (2014/2016) con il progetto “Ho un sogno”.

Al suo lavoro sono state dedicate alcune personali, come Metaproject presso la Hallway-gallery LiberSPACE di Zagabria e la doppia personale a cura di Gaia Querci alla galleria Paola Raffo Arte Contemporanea di Pietrasanta. Infine ha partecipato a diverse collettive tra cui: Atypo CALL. 01, Studio Gennai Arte Contemporanea di Pisa nel 2014; DARWIN DAY 2012: FALSI MITI, a cura di Manrica Rotili, Università di Torvergata, Roma nel 2012; Elettro Bau, contenitore d’arte contemporanea, Viareggio 2012; Beingeverywhere, Berlino, Germania 2012; The Wall (archives) #4, Archiviazioni, a cura di Pietro Gaglianò, Lecce 2011; Masterclass Default Lecce, residence presso Ramdom 2011.

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ATYPO CALL 01 Post-publishing art project | Studio Gennai Pisa

opere di

Enrico Boccioletti, Marco Cadioli, Massimo Cittadini, Delio Gennai, Ilaria Sabbatini, tekiuen, Tatiana Villani

a cura di Silvana Vassallo e Alessandra Ioalé

Galleria Studio Gennai – Pisa

dal 14 febbraio al 8 marzo 2014

orario di apertura: 17.00 – 19.30 da lunedì a sabato

Inaugurazione 14 febbraio 2014 ore 18 – 22

La galleria Studio Gennai-Arte Contemporanea è lieta di ospitare nei suoi spazi espositivi ATYPO CALL 01. Post-publishing art project, la collettiva a cura di Silvana Vassallo e Alessandra Ioalé, che presenta libri d’artista di Enrico Boccioletti, Marco Cadioli, Massimo Cittadini, Delio Gennai, Ilaria Sabbatini, tekiuen e Tatiana Villani. Sette artisti invitati da Atypo attraverso la CALL 01, che da il titolo all’esposizione, a confrontarsi sulle tematiche da esso individuate, secondo lo spirito di scambio e di apertura che contraddistingue il modo di operare del gruppo. Composto da un team di artisti e curatori, a partire dal 2012 (suo anno di nascita) Atypo inizia a rintracciare e tracciare possibili riconfigurazioni del post-publishing attraverso la lente della ricerca artistica. Un primo evento significativo in questo senso è la mostra It’s so a-typ(o)ical. Il libro d’artista nell’era della riproduzione digitale, realizzata nel febbraio del 2013 presso la Galleria Studio Gennai di Pisa, con le opere degli artisti fondatori del collettivo.

Per la seconda volta a distanza di un anno, la Galleria Studio Gennai, da sempre impegnata nell’opera di promozione e diffusione del libro d’artista, mette nuovamente a disposizione il suo spazio per l’esposizione delle sette opere scelte : originali risultati estetici che prendono vita da precedenti progetti di net art, come Softest Hard di Enrico Boccioletti, dove l’oggetto libro diventa il perfetto raccoglitore di un monitoraggio tecnologico della dimensione onirica, e Seen from above di Marco Cadioli, dove immagini della superficie terrestre, catturate tramite Google Earth, sono riportate sulla carta citando il formato dell’atlante e della cartina pieghevole; o che trovano una propria estensione nella rete, riflettendo sul ruolo dei QR code come vie d’accesso ad ulteriori informazioni, come Logos di Tatiana Villani, che documenta il complesso ed articolato processo creativo dell’opera stessa realizzata con una stampante 3D, Hai visto passare un gatto nero di tekiuen, da cui si accede a un blog aperto al contributo dei lettori, e Libro illeggibile di Delio Gennai, in cui s’istaura la paradossale negazione di ogni forma di comunicazione; infine la rete diventa luogo dove si genera il libro e ne diviene canale di distribuzione sia per De Ludo alphabetico di Massimo Cittadini, che per Bouquet, l’opera di Ilaria Sabbatini che lascia al pubblico la possibilità di effettuare e ordinare on line la sua composizione.

Il percorso espositivo intende sottolineare la dimensione “oltre” che il libro assume contaminandosi con il digitale rendendo tangibili per quanto possibile i passaggi transmediali che intercorrono tra supporti cartacei, luoghi virtuali e interazioni sociali.  La molteplicità di strategie compositive e diversità di ottiche di osservazione adottate dai singoli artisti costituiscono materia di stimolo e arricchimento per la ricerca condotta da  Atypo, e  in questo senso la mostra presso lo Studio Gennai rappresenta la tappa espositiva di un progetto più ampio, volto a creare un catalogo e un archivio di opere on-line e off-line.

www.atypo.org

Un ringraziamento sentito va a tutti gli artisti che hanno dato fiducia e hanno generosamente contribuito a questo progetto.

Sponsor del vernissage è il Bar Mocambo di Pisa grazie al quale sarà offerto un aperitivo speciale per gli amanti dell’arte contemporanea nel giorno di San Valentino. Per questa occasione inoltre la mostra rimarrà aperta fino alle 22.

Biografie

Atypo

Atypo è un progetto di casa editrice virtuale il cui scopo è la promozione e produzione di libri d’artista reali, sia unici che replicabili, che si rapportano all’immateriale mediatico e della rete in maniera creativa e atipica. Nato nel 2012 il gruppo è composto da curatori ed artisti chefondano la propria riflessione intorno al ruolo che il libro d’artista può avere nell’era post-digitale e degli e-book. Atypo intende promuovere e produrre libri d’artista che: vanno oltre la parola scritta; riconfigurano la materialità dell’oggetto “libro”; remixano i diversi generi; integrano in qualsiasi maniera elaborati digitali; stimolano all’emulazione e al “fai-da-te”. Atypo intende essere una vetrina on-line ma anche creare eventi espositivi di presentazione e promozione dei “libri” inseriti nel proprio catalogo. Nel febbraio 2013 Atypo ha realizzato la sua prima mostra di libri d’artista presso la Galleria Studio Gennai di Pisa e recentemente (15-28 settembre) ha partecipato alla mostra di libri d’artista svoltasi a Crespina nell’ambito della manifestazione ConTesto non contesto. Nuove narrazioni tra le arti. Ha svolto inoltre presentazioni e workshop all’interno di Istituzioni e Festival di respiro internazionale, tra cui il festival Transmediale di Berlino, l’Internet Festival di Pisa e l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo. A Typo è costituito da: Lucia Francesconi, Alessandra Ioalè, Luca Leggero, Marcantonio Lunardi, Clemente Pestelli, Ilaria Sabbatini, Silvana Vassallo, Giacomo Verde.

www.atypo.org

 

 

Enrico Boccioletti

Enrico Boccioletti è nato a Pesaro nel 1984. Vive e lavora a Milano. Boccioletti è un artista e musicista attivo nei campi del post-conceptual, del new vernacular, della performance e della sperimentazione sonora. Si interessa all’incompletezza ed alla circolarità, alla duplicazione e all’accumulazione, allo scarto, alle sovrapposizioni, alla falsificazione ed alla dialettica reale-imitazione. Nella sua pratica gioca con i paradossi di un mondo fisico immerso nell’intangibilità del digitale. Boccioletti ha esposto e performato a: Fondazione Pastificio Cerere, Roma; 319 Scholes, New York; Istituto Svizzero di Roma, Milano; MADRE, Napoli, Mediterranea 16, Ancona; Fabio Paris/Link Center for the Arts of the Information Age, Brescia, Centrale Fies, Dro, Trento; Interno 4, Bologna; Museo Pecci, Prato–Milano. Attualmente è artist-in-residence presso Viafarini, Milano.

www.spcnvdr.org

 

Marco Cadioli

Marco Cadioli è nato a Milano dove vive e lavora. Ha realizzato reportage dai giochi di guerra online, come fotografo “embedded” nello stile di Robert Capa e con il suo avatar Marco Manray ha pubblicato immagini dei mondi virtuali su quotidiani e riviste internazionali. Il lavoro di Marco Cadioli si concentra da sempre sulla documentazione delle simulazioni e dal 2009 la mappa è il territorio delle sue esplorazioni, concentrando l’attenzione sulla replica 1:1 del mondo in progetti come Google Maps e Google Earth. Vive e lavora a Milano, dove è docente presso l’Accademia di Comunicazione. Fra le sue mostre personali, ricordiamo: DerNeueWanderer (Overfoto, Napoli 2009), AbstractJourneys (Gloriamaria Gallery, Milano 2012) e Necessary Lines (Link Point, Brescia 2014). Dal 2004 ha preso parte a festival e collettive a livello nazionale e internazionale, tra cui: Premio Michetti, Francavilla al Mare 2005; Superneen, Milano 2006; Netspace, MAXXI, Roma 2007; Atopic Festival, Parigi 2009 e 2010; FotoGrafia, Macro Testaccio, Roma 2010; Neoludica, Biennale di Venezia 2011;AFK, Casino Luxembourg 2011; BYOB, Museo Pecci Milano 2012; InterAccess Electronic Media Arts Centre, Toronto 2013.

www.marcocadioli.com

 

Massimo Cittadini

Massimo Cittadini è nato nel 1959 ad Ascoli Piceno. Vive e lavora tra Firenze e Carrara. Di formazione architetto, a partire dalla metà degli anni ottanta opera nell’ambito dell’arte digitale e interattiva. Ha partecipato a rassegne video e mostre nazionali e internazionali sia da solo che in collaborazione con altri artisti, tra cui Giovanotti Mondani Meccanici (GMM), il gruppo di danza Avventure in Elicottero, il gruppo Transductors Connections, Tam Teatromusica. Nel 1994 ha vinto il X° premio Oscar Signorini sulla computer art, organizzato dalla rivista D’Ars. Nel 1998 insieme a Giacomo Verde, Annamaria Monteverdi e Andrea Balzola ha fondato il gruppo “zoneGemma” con l’obiettivo di lavorare sul teatro tecnologico, producendo lo spettacolo Storie Mandaliche. Dal 2003 ha tenuto corsi di computer art, web design e installazioni multimediali. Attualmente è presidente della Scuola di  Nuove tecnologie dell’arte dell’Accademia di Belle arti di Carrara.

www.mutoto.org

 

Delio Gennai

Delio Gennai è nato a Legoli di Peccioli nel 1948.  Vive e lavora a Pisa. A partire dagli anni ’80 la sua ricerca si è concentrata sulle tracce di iconografia araba presenti nel patrimonio artistico della città di Pisa, trasfigurate in un nuovo personale idioma in bilico tra astrazione e decorazione, fatto di trasparenze, profili, bianco su bianco, profondità originate dal doppio e dal positivo-negativo, piuttosto che dall’illusionismo prospettico. Nel corso degli anni il vocabolario segnico di Gennai è stato arricchito dalle rappresentazioni grafiche del mondo vegetale tratte da vecchi libri di botanica e genetica. Nel 1987 ha fondato un’associazione culturale e aperto una galleria, lo Studio Gennai, allo scopo di promuovere l’arte contemporanea. Nel corso degli anni l’attività artistica e quella di organizzatore di mostre ed eventi si sono strettamente intrecciate, dando vita a numerosissime manifestazioni e mostre, in collaborazione con enti  pubblici e privati e con altre gallerie. Tra le mostre personali più recenti ricordiamo “Delio Gennai. Laboratorio di segni” (Museo Nuova Era, Bari, 2013) e “Consonanze” (Il Gabbiano Arte Contemporanea, La Spezia, 2011).

www.studiogennai.it

 

Ilaria Sabbatini

Ilaria Sabbatini nasce a Lucca e vive e lavora tra Lucca e Firenze. Di formazione umanistica (filologia neolatina e storia medievale), ha  all’attivo diverse pubblicazioni scientifiche nel campo della storia e della letteratura medievale. Dal 2006 fa parte del consiglio scientifico della rivista “La porta d’Oriente”, nel 2009 è stata co-fondatrice della collana Viatores e dal 2012 collabora con la rivista online Cultura Commestibile. Si occupa di fotografia fin dal 1997 ed ha partecipato a diverse mostre collettive. Ha pubblicato per Alfabetomorso e ha realizzato diverse collaborazioni artistiche. Dal 2011 è produttrice dei film realizzati da REALAB in campo videoartistico, compreso The stone river, vincitore del premio Poggiali come miglior documentario al Festival del Cinema di Roma. Nel 2013 ha fondato insieme ad altri curatori e artisti il collettivo Atypo con il quale ha iniziato a lavorare su progetti che integrano fotografia e arte digitale.

http://ilariasabbatini.blogspot.it/

 

Tekiuen

Tekiuen è nata a Campobasso nel 1978. Vive e lavora a Pisa. Di formazione umanistica, tekiuen opera in un ambito sperimentale multidisciplinare all’incrocio tra musica elettronica, teatro e arte digitale. Le sue opere consistono principalmente in installazioni caratterizzate da una forte componente partecipativa e di impegno sociale e spesso sono legate a progetti site-specific radicati nel territorio. No border, antisessista e animalista, di mestiere fa la libraia e collabora attivamente con le Associazioni “Multiversim Arte” e “Artiglio” di Pisa. Tra i lavori più recenti, ricordiamo le installazioni: Jailbird, con la collaborazione di Massimo Cittadini (Palazzo Pretorio, Vicopisano, 2010); Persona, personae, nell’ambito della manifestazione musicale Galaxia Medicea 2011 (Cappella del Palazzo Mediceo di Serravezza); Prova a immaginare (Associazione Culturale Imago, Pisa, 2012); Cut-up yourmind, (Associazione Casa della Donna, Pisa 2013); Ex-voto, suspecto (Spazio Espositivo in progress Via Garofani 14, Pisa, 2013).

http://tekiuen.blogspot.it/

 

Tatiana Villani

Tatiana Villani è nata a Bergamo nel 1974. Vive e lavora a Viareggio. L’artista si avvale di diversi medium (pittura, fotografia, installazione, video, arte relazionale) per trattare tematiche inerenti all’uomo e al suo rapporto con l’ambiente. Il proprio bagaglio professionale spazia dalle arti visive, al teatro, alla terapia artistica applicata a varie aree del sociale. Tra gli ultimi progetti editoriali a cui ha collaborato: la rivista BAU contenitore di cultura contemporanea, la rivista franco-tedesca Point d’ironie,  il catalogo Pneumatic Circus per Transmediale 2013 Berlin e il libro Logos per Atypo. Tra i recenti progetti artistici personali: Metaproject (Zagabria), Sewing or sowing (Rajasthan), körperland (università di Tor Vergata e personale a Pietrasanta).

www.tatianavillani.com

 

Contatti:

STUDIO GENNAI Arte Contemporanea

Via San Bernardo, 6 56125 Pisa

Cell. 348 8243760

mail:studiogennai@yahoo.it

www.studiogennai.it

Quando il messaggio determina il medium. Trasversalità nella pratica di Tatiana Villani | Conversazioni d’autore

Questa settimana lo spazio riservato alle interviste con giovani autori ed artisti di spicco nel panorama attuale dell’arte, è dedicato all’artista Tatiana Villani, di origini salentine, che da alcuni anni vive e lavora a Viareggio sviluppando una propria ed originale pratica artistica. Al centro della sua ricerca vi è l’evoluzione psicologica dell’uomo in rapporto al cambiamento del contesto socio-culturale di riferimento, indagando quelli che sono i sintomi e le trasformazioni a cui esso è sottoposto nel corso del tempo. La sua poliedrica produzione di opere si concentra sulla trasposizione esterna, di uno spazio reale ed espositivo, di ogni aspetto di questa evoluzione, avvalendosi ogni volta di medium diversi come la fotografia, il video, la parola e il testo, e sperimentandone sempre di nuovi. La grande flessibilità e capacità di approccio multidisciplinare di Tatiana Villani, in funzione del messaggio, ha suscitato in me grande curiosità e forte interesse verso il suo lavoro, 

Parlami dei tuoi inizi all’Accademia di Belle Arti nel ’97-’98 e del tuo lavoro sulla materia e sulla simbologia nella pratica artistica per un’arte come strumento di comunicazione e relazione.

Quando ho iniziato l’accademia ero completamente a digiuno di arte, avevo fatto piccole cose come autodidatta e il mio percorso scolastico precedete era in tutt’altra direzione. Ho sentito il bisogno di partire dall’inizio, da materiali semplicissimi e da simboli molto sintetici, per molti anni ho solo dipinto.

"Nascere" 63x42cm

“Nascere” 63x42cm

Qual’è stata e da dove scaturisce l’esigenza che ti ha fatto decidere nel 2000 – 2001 a specializzarti in Arte terapia e quindi a diventare arte-terapeuta?

Dopo diversi anni di ricerca sui simboli, la materia e il senso che ci può essere nel fare arte, ho allargato il campo e ho cercato di trovare ponti- collegamenti tra l’opera e la società in cui vivevo. Due realtà in particolare hanno attratto la mia attenzione: il teatro, nelle sue forme performative e politicizzate, e le applicazioni sociali del medium artistico, grazie all’arteterapia.

"Composizione paura" 140x150cm

“Composizione paura” 140x150cm

E’ come se l’arte sia un mezzo attraverso cui arrivare a un obiettivo comune al tuo essere arte terapeuta e artista. L’una complementare all’altra. Vorrei sapere il tuo punto di vista e qual’è l’obiettivo.

Nei primi periodi di formazione, pratica e sperimentazione di questi tre mondi (arte, sociale e teatro) ho cercato di tenerli distinti, paralleli. Queste realtà dialogavano e si alimentavano solo nella mia testa e in ognuna riversavano le esperienze dell’altra, ma senza contaminarle dal punto di vista linguistico. La pittura era pittura, il rapporto terapeutico si svolgeva nel setting, e il teatro nella sua cornice. I confini, col tempo, sono diventati più labili e la contiguità ha portato la contaminazione.

Qual’è il mio obiettivo… direi la ricerca di senso, mi sforzo con qualunque strumento di affrontare domande e di rendere questo percorso visibile.

Come funzionano tra loro le tue opere? Sono concatenate tra loro, e ognuna rappresenta la logica conseguenza della precedente, o sono indipendenti tra loro?

Le opere sono sempre collegate tra loro, secondo traiettorie non sempre lineari, la mia ricerca ricorda la costruzione di una rete, di una ragnatela. I fili con cui la tesso sono vari: i materiali, i concetti, le pratiche. Si alternano e si concatenano, possono sembrare singolari solo finché non si allarga sufficientemente il campo di visione e si scorge di nuovo la struttura, la rete..

"Amnesia" - foto dell'installazione site-specific

“Amnesia” – foto dell’installazione site-specific

Sono opere totalmente diverse dal punto di vista estetico, compositivo ma soprattutto dal punto di vista dei mezzi espressivi. Ce ne sono alcune di cui ci vuoi parlare?

Come dicevo prima ci sono vari elementi di contatto, in particolare quest’idea di struttura, a questo proposito vorrei illustrare due progetti emblematici: Immaginario e Sewing or sowing.

Immaginario è un archivio elastico di lemmi composti da collage le cui immagini sono raccolte da riviste di varie nazionalità e di varie culture, una specie di dizionario dell’immaginario collettivo proposto dai media, che diventa realtà spaziale e con cui il fruitore può interagire.

Immaginario

Immaginario – Installazione

Sewing or sowing è un progetto che ho realizzato in Rajasthan, in India, per la fondazione indiana Kamanart, che si occupa di arte contemporanea in contesti rurali. In questo caso ho unito le tre competenze (sociale, teatro e arte) producendo una lunga performance relazionale con le persone del luogo.

L’idea di base è quella di sostenere una famiglia in particolare, i Patel, che rappresenta un esempio virtuoso in rapporto al difficile vissuto locale rispetto alle questioni di genere, in quanto la figlia, nonostante le modeste condizioni economiche, non è stata obbligata al matrimonio in giovane età e gli è stato anche concesso di studiare all’università.

Ho lavorato con le ragazze del paese per quindici giorni a ricamare una lunga striscia su cui era scritta la storia dei Patel,  poi ho costruito un’istallazione temporanea all’interno della loro casa creando un corto circuito tra pubblico e privato. L’opera materialmente è un agglomerato di oggetti significativi per la famiglia legati insieme con un filo dorato e con la fascia ricamata che testimonia la loro storia.

Sewing or sowing

Sewing or sowing – Installazione

Di tutti i medium utilizzati per esprimere ogni volta la tua visione qual’è stato per te quello che:

– riutilizzeresti

– ti ha affascinato nella pratica

– ti ha sorpreso nella riuscita finale dell’opera

– non ti ha soddisfatta

-Di solito la sperimentazione con i materiali mi dà sempre grandi soddisfazioni, non fosse altro che per il viaggio che mi consente ogni volta, ma col passare del tempo sono diventata sempre più sensibile ai materiali tossici per cui ora li evito o cerco di utilizzarli con maggiore cura.

-Mi affascina molto lavorare con materiali cangianti che interagiscono con la luce e con le diverse ambientazioni, adoro i materiali plastici e le resine. Recentemente ho lavorato tanto con la paraffina, scolpirla mi produce un vero e proprio piacere fisico.

-La sorpresa e la meraviglia sono la base di tutte le mie sperimentazioni, direi quindi che mi sorprendo sempre, nel bene e nel male.

-Il materiale che ho sempre trovato ostico e che a tutt’oggi non mi ha dato soddisfazioni è l’acquarello, ma non escludo che sarà così anche in futuro.

In ciò hanno avuto una certa influenza anche le residenze che hai fatto sia in Italia che all’estero. Esperienze molto diverse tra loro. Me ne vorresti parlare brevemente e dirmi qual’è stata quella che più ti ha segnato nella pratica e nella tua ricerca artistica?

L’ esperienza più lunga e che ha dato una sterzata decisa alla mia ricerca è stato il trasferimento a Berlino, dove collaboravo con uno spazio che fra le vari attività proponeva delle residenze artistiche. Quindi il contatto con le residenze è partito dall’offrirne prima che esserne ospite. Da qui ho deciso di cercare concorsi che di volta in volta corrispondessero alla mia ricerca.

Le residenze sono state per me molto importanti sia dal punto di vista formativo, che umano e motivazionale. Quando nel 2011 vinsi Default, la residenza dell’associazione Ramdom (Visiting professor: Andrea Lissoni, Julia Draganovic,, Alfredo Cramerotti, Pietro Gaglianò, Lewis Biggs, Celine Condorelli e molti altri), scoprii una nuova frontiera. La residenza si occupava di riqualificazione urbana, non era una residenza di produzione, ma un’occasione per scambiarsi delle visioni. Un tempo prezioso in cui ho conosciuto utili collaboratori e colleghi interessanti.

Altro progetto importante, la residenza a Zagabria, in cui ho presentato “Metaproject” per una galleria che si occupa di arte effimera. Sono rientrata in Italia innamorata della città e della sua gente e con la mia prima esperienza in una performance relazionale di lunga durata. Per questo progetto ho lavorato per strada per sei giorni, seduta alla mia macchina da cucire ricamavo i desideri, i sogni e gli incubi dei passanti, in una serie di relazioni uno a uno che duravano un paio d’ore. Poche settimane dopo sono partita per la residenza indiana..

Metaproject

Metaproject

Cosa comporta questo modus operandi nel procedere con lo sviluppo della tua ricerca?

Non posso generalizzare, direi che ogni progetto a modo suo apporta stimoli diversi, a volte è il materiale che mi aiuta a generare nuove idee, e a volte è l’idea e la situazione che genera nuove tecniche.

Parlami dell’ultimo progetto a cui stai lavorando.

Sto ultimando il progetto Logos per la casa editrice Atypo. Logos è un libro d’artista composta da grandi lastre di cera scolpite, che ricordano le stele antiche, e a prima vista sembrano rappresentare simboli pre-scrittura. Pensandole come reperti archeologici, dal punto di vista linguistico si evidenzia la vicinanza tra i moderni logo e i lontanissimi petroglifi, mentre da quello del medium opererò una traduzione delle lastre scolpite a lastre stampate 3D con l’uso di un’apposita stampante prodotta dal gruppo romano Unterwelt.

A questo indirizzo www.tatianavillani.com/logos si possono trovare molte informazioni, anche se il lavoro è ancora in progress e verrà riaggiornato e ampliato entro gennaio.

Logos mi ha permesso di unire in un unico progetto tanti campi di interesse, l’oggetto relazionale, la scultura, il disegno, la relazione con il pubblico, la tecnologia, una nuova visione sull’idea di comunità. Una sfida intensa che è valsa la pena accettare.

Logos - Un passaggio del procedimento di stampa

Logos – Un passaggio del procedimento di stampa

I tuoi progetti futuri?

A breve ci sarà una mia personale a Carrara e sul futuro non vorrei dire di più per scaramanzia.

Un consiglio d’autore.

Se dovessi dare un consiglio a un neofita gli direi di non restringere lo sguardo solo al suo lavoro e nel suo studio, ma di guardare con curiosità anche al mondo che lo dovrà ospitare.