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SKETCH-VINYLS Vol.13 | The Last Show @ Studio D’Ars Milano

Esposizione itinerante di vinili d’autore Vol. 13 | The Last Show
Studio D’Ars Milano
Inaugurazione Sabato 28 Giugno 2014 dalle ore 18
Da Sabato 28 Giugno a Martedì 8 Luglio 2014

 

La 13° tappa del progetto espositivo itinerante SKETCH-VINYLS sarà quella che concluderà il lungo percorso affrontato dalle 40 opere portate in mostra ogni volta in un luogo e spazio espositivo differenti e alternativi, dal nord al sud dell’Italia, per far conoscere 40 artisti molto diversi tra loro provenienti da alcune delle discipline artistiche più in fermento nel panorama contemporaneo italiano, come l’illustrazione, il fumetto, la pittura, il writing e la street art. Per l’ultima tappa la curatrice, Alessandra Ioalé, coglie con onore l’invito di Daniele Decia, direttore artistico della galleria Studio D’Ars di Milano, ad esporre il progetto nello storico spazio milanese da Sabato 28 Giugno a Martedì 8 Luglio 2014, scegliendo di ampliare la collettiva con un nucleo di cinque nuovi artisti della scena milanese, lelel, Domenico Romeo, SeaCreative, Kraser Tres, Vine, e V3rbo, che hanno accettato con piacere di sposare l’idea del progetto ed esporre una loro opera realizzata ad hoc. Un’ottima occasione quindi per festeggiare insieme il successo del progetto e salutare così la stagione di attività 2013/2014 della galleria con nuovi propositi per la stagione 2014/2015.

Il progetto SKETCH-VINYLS | Esposizione itinerante di vinili d’autore

Presentata per la prima volta alla settima edizione del MetArtRock di Pisa, diviene un progetto espositivo itinerante a cura di Alessandra Ioalé, che propone uno spaccato dell’arte contemporanea, operando uno zoom su alcune delle discipline più in fermento, come l’illustrazione, il fumetto, la pittura, il writing e la street art, attraverso la realizzazione di opere specifiche a tema. Una Paint_List di quaranta artisti di spicco del panorama contemporaneo italiano, con un background culturale e formativo distinto, sono chiamati a scegliere di reinterpretare la copertina di un disco o customizzare un vinile sulle note della loro Play_List preferita, esposta insieme all’opera di riferimento, coinvolgendo e incuriosendo in modo originale il pubblico, che ha la possibilità non solo di conoscere i brani che hanno ispirato le opere, ma anche di avvicinarsi al lavoro creativo degli stessi artisti.
Il vinile insieme alla propria copertina è da sempre stato oggetto di culto e gioia per gli occhi di collezionisti e appassionati di musica, soprattutto per l’alto livello qualitativo, tecnico ed artistico, che la tiratura limitata delle copie non fa altro che aumentarne il valore, fino a divenire un manufatto collezionabile. Che cosa può succedere quando il vinile e la sua copertina vengono separati e riconsiderati come oggetti singoli? Sulla base di questa questione il progetto propone la contemplazione di due processi interpretativi diversi, quello di reinterpretazione della copertina di un 33 giri, ovvero gli artisti si cimentano nella sfida creativa di rielaborazione di un’immagine preesistente, interagendo direttamente su immagini grafiche o illustrazioni già in sé concluse e proprio per questo collezionate; o quello di customizzazione di un disco, in altre parole la trasformazione e rivoluzione concettuale di un prodotto impegnativo, per forma e materiale, come il vinile, operando un ready made dell’oggetto decontestualizzato dalla sua funzione primaria di supporto musicale.
Una collettiva itinerante, documentata da un piccolo catalogo auto-prodotto a colori, catalizzatrice di un interscambio culturale ambizioso su scala nazionale tra il pubblico, gli artisti e gli operatori culturali che gravitano intorno ai diversi, per natura e missione, spazi espositivi che l’accoglieranno.

Gli artisti di SV
108 / AkaB / Tiziano Angri / Aris / Francesco Barbieri / Giorgio Bartocci / Checko’s Art / Paolo Cioni / Corn79 / Sandro Crash / Dado / Duke1 / Pablo Echaurren / Etnik / Camilla Falsini / Cristina Gardumi / Francesco Levi / Frank Lucignolo / Macs / Made514 / Mad Kime / Maicol&Mirco / MP5 / MR Fijodor / Nigraz / Ozmo / Daria Palotti / Massimo Pasca / Alice Pasquini / Tuono Pettinato / Alberto Ponticelli / Antonio Pronostico / Vacon Sartirani / Amalia Satizabal / Senso / Sera KNM / SPAM / Umberto Staila / Fabio Tonetto / Vesod

Da settembre 2012 il progetto è stato esposto @

MetArtRock Pisa / 1-9 Set. 2012
Laboratorio21 Viareggio / 24 Nov. 2012
Silver Factory Firenze / 22-23 Dic. 2012
Cinema Caffè Lanteri Pisa / 17-24 Mag. 2013
Studio AFALab Lecce / 1-6 Giu. 2013
Crack! Roma / 20-23 Giu. 2013
Marea Festival Fucecchio / 26-30 Giu. 2013
Fesivalpark Pisa / 29 Giu. 2013
Oltremare Festival Grosseto / Luglio 2013
Circolo degli Artisti Roma / 24 Nov. 2013
Belleville Comics Torino / 7-24 Dic. 2013
GLUE Firenze / 1-28 Feb. 2013

Fan Page FB: SKETCH-VINYLS Esposizione di vinili d’autore

Studio D’Ars

Via Sant’Agnese 12/8
20123 Milano
Mail: danieledecia75@gmail.com
Phone: 346 629 2285

CORN79 | HYBRIDS

Opening 10 June 18:00 – 10 June to 24 June 
Studio D’Ars, via Sant’Agnese 12, 20123 Milano
 
Curatela di  Daniele Decia 

Testo critico di Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 Gallery)

Il percorso che ha portato Riccardo Lanfranco a realizzare il ciclo di opere che compongono “Hybrids” è lungo ed articolato. 

Il viaggio inizia negli anni Novanta, periodo nel quale entra nel mondo del writing sia come artista che come organizzatore di eventi importanti (Street Attitudes/Picturin). Più tardi, intorno alla metà degli anni Duemila, abbraccia il “post graffitismo” o “street art”, dove la firma (tag), ovvero la peculiarità del writing, viene sostituita da una rappresentazione pittorica, figurativa o astratta.

Appassionato di grafica, affascinato dalla Op art e dalla cultura psichedelica, Riccardo inizia così una seconda vita, scegliendo come figura personale un intricato sistema di geometrie assimilabile al “mandala” buddista o al “yantra” Hindu: un diagramma circolare costituito dall’associazione di punti, triangoli, cerchi e quadrati, un articolato simbolismo che consente a chi lo osserva un imprevisto percorso spirituale.

Nella rappresentazione, questo simbolo dalla storia antichissima e dalle mille interpretazioni moderne entra in risonanza con l’esperienza del writing, così che a ogni dipinto vengono conferiti allo stesso tempo motivi di perfezione geometrica – mutuati dalla tradizione religiosa e dalla simbologia profana – ed elementi caotici, come le imperfezioni delle pareti urbane o l’uso delle vernici acquerellate, spesso utilizzate per i fondali.

Il passaggio dalla firma al “mandala” è importante e complesso: dalla frenetica e istintiva attività borderline del writer, si passa al lavoro progettuale e lento delle rappresentazioni geometriche: cambiano gli strumenti, i tempi, le modalità di esecuzione, le dimensioni e soprattutto i soggetti.

La firma in caratteri romani, espressione massima dell’individualità occidentale, viene sostituita da una simbologia geometrica di ispirazione orientale, che incarna valori come spiritualità, calma, meditazione ed empatia, antitetici alla poetica del writing. Nella sua radicalità, questo cambio di rotta esprime la volontà di rompere con il background di origine per approdare a un linguaggio diverso, che veicola messaggi e valori molto lontani anche dalla street art, in larga misura, spesso ruffianamente pop o banalmente politicizzata. Permane il supporto, rimangono le infrastrutture urbane e quindi la deperibilità dell’opera murale, destinata a rovinarsi e scomparire a causa intemperie, proprio come nella tradizione buddista, dove il “mandala” viene periodicamente “distrutto” per ricordare la caducità delle cose e la loro rinascita.

“Hybrids” è il punto di arrivo di questo percorso: una personale atipica, in cui tutte le opere sono state realizzate a quattro mani, in collaborazione con altri artisti.

La ragione di questa scelta va ricercata nel desiderio di raccontare entrambe le vite dell’artista: da una parte il passato, fondamentale sorgente della sua ricerca, rievocata mediante un “team work” su tele e carte che evoca il lavoro di squadra tipico del writing, dove la crew riveste un ruolo fondamentale nel “gettino up” del nome e spesso anche nella realizzazione di opere di grandi dimensioni o in situazioni di particolare pericolo; dall’atra il presente, in cui le figure astratte, entrando nel perimetro circoscritto dello “Studio D’Ars”, assumono la forma di algoritmi, di particelle subatomiche in movimento, molecole e galassie, l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo che determinano i limiti della percezione umana e rimandano insieme alla spiritualità delle opere su muro, dalle quali si distaccano nella tecnica, nelle dimensioni e spesso nelle forme.

“Hybrids” è un’occasione unica per apprezzare la ricerca ventennale di Riccardo Lanfranco, per studiare l’evolversi di collaborazioni ormai consolidate (Mr. Fijodor, Etnik, Vesod, Reser…) e per scoprire intrecci del tutto inediti (108, Bartocci, Aris…) che andranno ad arricchire un nuovo cammino, un altro ancora, che inizia da qui.

Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 gallery)

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English Version

The path which has led Riccardo Lanfranco towards the completion of the “Hybrids” series is a long and articulate one.

The voyage begins in the Nineties, period in which Riccardo enters the graffiti writing scene both as artist and as organizer of important events (Street Attitudes/Picturin). Further down the road, around 2005, he clasps “post-graffiti” or “street art”, where one’s signature (or “tag”), the defining element of graffiti writing, gives way to pictorial, figurative or abstract representations.

Thanks to an interest in graphic design, a fascination inspired by Op-Art and the psychedelic culture, Riccardo starts a new life, electing as his personal subject the buddhist “Mandala” or Hindu “Yantra”: a circular diagram constructed from associations of points, triangles, circles and squares, an articulate symbolism which offers the viewer access to an unexpected spiritual pathway.

In the artist’s work, this symbol with an ancient history and a long list of modern interpretations creates a sort of resonance with the graffiti writing experience. At once, each mural contains elements of geometric perfection – borrowed from religious tradition and profane symbology – and elements of chaos, such as the imperfections of urban walls or the use of diluted paint, often used for creating backgrounds.

The signature in roman characters, perhaps the biggest expression of western individuality, is replaced by geometric symbology tainted by oriental inspiration, which embodies values such as spirituality, calm, meditation and empathy, in contrast with the traditional language of graffiti writing. In its radicality, this change of direction expresses the will to break free from the artist’s original background by switching to a different tone, one able to convey messages and values quite distant from those of street art, which more often than not panders to pop art or is politicized in a banal way. However, the support remains the same, as so do the urban infrastructures and the transient nature of mural art, destined to be erased by time and weather, just as in the buddhist tradition, which preaches that the Mandala be swept away from time to time, to remind us of the cycle of destruction and rebirth of all things.

“Hybrids” is the arrival point of this long journey: an atypical one-man show, in which each work has been created in collaboration with a different individual artist.

The reason for this choice originates from the will to tell both of the artist’s lives: on one side his past, fundamental milestone of his research, recalled by “team work” on canvas and paper, the typical group effort attitude found in graffiti, where the crew plays a fundamental role in the process of “getting up” names, creating large-scale murals, and handling risky situations; on the other hand, present time, in which abstract figures enter the Studio D’Ars space, shapeshifting into algorythms, vibrating subatomic particles, molecules and galaxies, the infinitely large and the infinitely small which set the boundaries for human perception, recalling the artist’s mural art, yet differing in media, size and shape patterns.

“Hybrids” is a great chance to lay eyes on Riccardo Lanfranco’s ventennial research, to study the evolution of consolidated collaborations (Mr.Fijodor, Etnik, Vesod, Reser…), and to discover fresh twists (108, Bartocci, Aris…), which are bound to enrich a new voyage, yet another, which starts right here.

Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 gallery)

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Featured artists:
108, Andrrea, Aris, Etnik, Eon75, Fabrizio Visone, Francesco Barbieri, Giorgio Bartocci, Giulio Vesprini, Hide, Jeroo, Made514, MrFijodor, Proembrion, Rems182, Reser, Romi, Ruas, Vesod, Zoer, ZorkMade

Copyright © Studio D’Ars

For information about the exhibition:

Mail: danieledecia75@gmail.com
Mobil:+39 346 629 2285

For more information about the artist:

www.corn79.com
www.facebook.com/corn79
www.flickr.com/richardcorn
Instagram: corn_79

A Major Minority | 1AM Gallery San Francisco

An Intercontinental survey of Othercontemporary Urban Art

Opening Reception: Friday, March 14th, 2014, 6:30 – 9:30pm

Show Dates: March 14th through April 12th

SAN FRANCISCO, CA – 1AM is pleased to present, “A Major Minority”, opening on March 14th, from 6:30 – 9:30 PM. Curated by San Francisco-based artist Poesia, “A Major Minority” is a survey of Othercontemporary Urban Artists from over 18 countries consisting of over a 100 artists. Expect to see an international sampling of art works that reveal the overall character of Urban Art and its relationship to the public as well as the contemporary art world.

According to Poesia, urban art has become an OtherContemporary art movement outside of the contemporary and critical art world. By taking a large sampling of the world’s most prevalent urban artists, Poesia aims to reveal the true character of this art form as being born outside of theory and based on its interactions with the public as well as its urban landscape. “A Major Minority” is an attempt to illustrate the current progression of this art form as “traditional graffiti merges with street art and becomes what the public has coined Urban Art.”

Come check out works by world renowned artists 108, 2501, O.Two, ABCDEF, Alex Kuznetsov, Alex One, Alexander Becherer, Alexey Luka, Amandalynn, Antistatik, Arnaud TRBDSGN Liard, Askew, Basik, Bezt, Blaqk, Blo, Boe, Bom.k, Borondo, Cain Caser, Christopher Derek Bruno, Clams Rockefeller, Col, Collin Van Der Sluijs, Corn79, Dame, Dana Woulfe, Deams, Debens, Defer, Dem189, Demsky, Dime, Djae, Does, Drew Tyndell, Drew Young, Duncan Passmore, EKG, Estria, Etnik, Evgeniy Dikson, Faust, Felipe Pantone, Franco Jaz Fasoli, Gilbert1, Graphic Surgery, Hellbent, INO, Jay Paavonpera, Jaw, Jerry Inscoe, Jurne, Kan, Karlos Carcamo, Katre, Kema, Ken Davis, Kidghe, Kwest, Legz, LX One, Mac1, Mags, Martina Merlini, Matt W. Moore, Max Rippon, Mes, Mike Bam, Moneyless, Morik, Nawer, Nelio, Nibor Reiluos, Nmph, Pener, Petro, Poesia, Proembrion, Rafael Sliks, Romi, Rubin, Sainer, Samuel Rodriguez, SatOne, Scott La Rockwell, See One, Seikon, Sepe, Silvio Magaglio, Slicer, Slick, Sowat, Spé, Stendec, Stephen Holding, Swiz, Thiago Toes, Thomas Bestvina, Thomas Canto, Tobe, Todd Mazer, V3rbo, Vesod, Vincent Abadie Hafez Zepha, Wais, Wane, and Xuan Alyfe.

SKETCH-VINYLS | Esposizione itinerante di vinili d’autore Vol. 12 @ GLUE Firenze

SV_SKETCH-VINYLS

GLUE Alternative Concept Space Firenze

Sabato 1 febbraio 2014 dalle ore 22

Per la 12° tappa espositiva, Sabato 1 febbraio alle ore 22, il progetto SKETCH-VINYLS torna nuovamente a Firenze, stavolta sulle pareti del GLUE Alternative Concept Space. Questa tappa, che apre il tour invernale 2014 del progetto, vedrà la band emiliana dei The Death Of Anna Karina ad intrattenere il pubblico per la serata d’inaugurazione con brani tratti dal loro nuovo EP 12”Split, realizzato con la band toscana CHAMBERS, il cui art work è opera del toscano Francesco Barbieri, nonché uno degli artisti del progetto SV.

Il progettoSKETCH-VINYLS | Esposizione itinerante di vinili d’autore

Presentata per la prima volta alla settima edizione del MetArtRock di Pisa, diviene un progetto espositivo itinerante a cura di Alessandra Ioalé, che propone uno spaccato dell’arte contemporanea, operando uno zoom su alcune delle discipline più in fermento, come l’illustrazione, il fumetto, la pittura e l’Urban Art,  attraverso la realizzazione di opere specifiche a tema. Una Paint_List di quaranta artisti di spicco del panorama contemporaneo italiano, con un background culturale e formativo distinto, sono chiamati a scegliere di reinterpretare la copertina di un disco o customizzare un vinile sulle note della loro Play_List preferita, esposta insieme all’opera di riferimento, coinvolgendo e incuriosendo in modo originale il pubblico, che ha la possibilità non solo di conoscere i  brani che hanno ispirato le opere, ma anche di avvicinarsi al lavoro creativo degli stessi artisti.

Il vinile insieme alla propria copertina è da sempre stato oggetto di culto e gioia per gli occhi di collezionisti e appassionati di musica, soprattutto per l’alto livello qualitativo, tecnico ed artistico, che la tiratura limitata delle copie non fa altro che aumentarne il valore, fino a divenire un manufatto collezionabile. Che cosa può succedere quando il vinile e la sua copertina vengono separati e riconsiderati come oggetti singoli? Sulla base di questa questione il progetto propone la contemplazione di due processi interpretativi diversi, quello di reinterpretazione della copertina di un 33 giri, ovvero gli artisti si cimentano nella sfida creativa di rielaborazione di un’immagine preesistente, interagendo direttamente su immagini grafiche o illustrazioni già in sé concluse e proprio per questo collezionate; o quello di customizzazione di un disco, in altre parole la trasformazione e rivoluzione concettuale di un prodotto impegnativo, per forma e materiale, come il vinile, operando un ready made dell’oggetto decontestualizzato dalla sua funzione primaria di supporto musicale.

Una collettiva itinerante, documentata da un piccolo catalogo auto-prodotto a colori, catalizzatrice di un interscambio culturale ambizioso su scala nazionale tra il pubblico, gli artisti e gli operatori culturali che gravitano intorno ai diversi, per natura e missione, spazi espositivi che l’accoglieranno.

Gli artisti di SV

108 / AkaB / Tiziano Angri / Aris / Francesco Barbieri / Giorgio Bartocci / Checko’s Art / Paolo Cioni / Corn79 / Sandro Crash / Dado / Duke1 / Pablo Echaurren / Etnik / Camilla Falsini / Cristina Gardumi / Francesco Levi / Frank Lucignolo / Macs / Made514 / Mad Kime / Maicol&Mirco / MP5 / MR Fijodor / Nigraz / Ozmo / Daria Palotti / Massimo Pasca / Alice Pasquini / Tuono Pettinato / Alberto Ponticelli / Antonio Pronostico / Vacon Sartirani / Amalia Satizabal / Senso / Sera KNM / SPAM / Umberto Staila / Fabio Tonetto / Vesod

 

 Da settembre 2012 il progetto è stato esposto @

 

MetArtRock Pisa / 1-9 Set. 2012

Laboratorio21 Viareggio / 24 Nov. 2012

Silver Factory Firenze / 22-23 Dic. 2012

Cinema Caffè Lanteri Pisa / 17-24 Mag. 2013

Studio AFALab Lecce / 1-6 Giu. 2013

Crack! Roma / 20-23 Giu. 2013

Marea Festival Fucecchio / 26-30 Giu. 2013

Fesivalpark Pontasserchio / 29 Giu. 2013

Oltremare Festival Grosseto / Luglio 2013

Circolo degli Artisti Roma / 24 Nov. 2013

Belleville Comics Torino / 7-24 Dic. 2013

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Alessandra Ioalé | RDV https://alessandraioalerdv.wordpress.com

GLUE Alternative Concept Space

Viale Manfredo Fanti, 20

50137 Firenze

Site: www.gluefirenze.com Mail: info@gluefirenze.com

SKETCH-VINYLS | Esposizione itinerante di vinili d’autore Vol. 11 @ Belleville Comics Torino

BellevilleComics

Per la 11° tappa espositiva, Sabato 7 dicembre ore 18, il progetto SKETCH-VINYLS arriva per la prima volta a Torino! Ad ospitarlo sono gli accoglienti ed intimi spazi della Galleria all’interno della fumetteria Belleville Comics, in occasione dei festeggiamenti del suo terzo anno di vita in quelli che una volta erano i locali della fumetteria Tappabuchi. La serata inaugurale prevederà anteprime ed incontri con Alessandro Caligaris e Matteo Manera, autori delle due graphic novel editi da Eris Ed e presentazione ed incontro con gli autori di Amenità#3.

SV_SKETCH-VINYLS

“SKETCH-VINYLS” è un progetto espositivo itinerante a cura di Alessandra Ioalé, che propone uno spaccato dell’arte contemporanea, operando uno zoom su alcune delle discipline più in fermento, come l’illustrazione, il fumetto, la pittura e l’Urban Art, attraverso la realizzazione di opere specifiche a tema. Una Paint_List d’artisti di spicco del panorama contemporaneo italiano, con un background culturale e formativo distinto, sono chiamati a scegliere di reinterpretare la copertina di un disco o customizzare un vinile sulle note della loro Play_List preferita, esposta insieme all’opera di riferimento, coinvolgendo e incuriosendo in modo originale il pubblico, che ha la possibilità non solo di conoscere i brani che hanno ispirato le opere, ma anche di avvicinarsi al lavoro creativo degli stessi artisti. Una collettiva itinerante, il cui compendio è un piccolo catalogo, testimonianza scritta delle bellissime produzioni presentate per questo progetto, catalizzatrice di un interscambio culturale ambizioso su scala nazionale tra il pubblico, gli artisti e gli operatori culturali che gravitano intorno ai diversi, per natura e missione, spazi espositivi che l’accoglieranno.

Gli artisti di SV:

108 / AkaB / Tiziano Angri / Aris / Francesco Barbieri / Giorgio Bartocci / Checko’s Art / Paolo Cioni / Corn79 / Sandro Crash / Dado / Duke1 / Pablo Echaurren / Etnik / Camilla Falsini / Cristina Gardumi / Francesco Levi / Frank Lucignolo / Macs / Made514 / Mad Kime / Maicol&Mirco / MP5 / MR Fijodor / Nigraz / Ozmo / Daria Palotti / Massimo Pasca / Alice Pasquini / Tuono Pettinato / Alberto Ponticelli / Antonio Pronostico / Vacon Sartirani / Amalia Satizabal / Senso / Sera KNM / SPAM / Umberto Staila / Fabio Tonetto / Vesod

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ErisEris edizioni nasce a Torino nel 2009 come un’esigenza, una volontà, un bisogno. Percorsi diversi e lontani, secondo il vissuto di ognuno di noi, ma su strade scopertesi quasi identiche nel confronto. Strade che spesso ci sono sembrate morte e senza meta, ma che si sono intrecciate intorno a un’idea. Una cultura condivisa libera di circolare, al di là di forme precostituite legate a un mercato editoriale sempre più fine a se stesso. Una cultura che con il termine condivisa non vuole limitarsi agli slogan sui liberi saperi, ma vuole esprimere l’esigenza di una cultura che viene da tutti e viene restituita a tutti tramite la voce di chi si sceglie autore. Non quindi libri, ma opere, minuscoli tasselli che ci raccontano il mondo, appartenendo a questo.

HOARDES di Alessandro Caligaris Un manipolo di pazzi fulminati, legati dal filo rosso del destino, scorta una misteriosa bambina fin nel “cuore di tenebra” di una landa coperta di rifiuti, macerie e scarti umani in esubero; una specie di Limbo in cui vagano caricature grottesche d’individui ormai disumani. Una metafora sarcastica e inquietante, di un mondo dominato dai rifiuti e da un unico potente padrone.
FINO ALL’ULTIMA MEZZ’ORA di Matteo Manera Un ragazzo si sposta tutti i giorni in moto per andare a lavoro. Il percorso non cambia, eppure il viaggio non è mai lo stesso. Merito dei ricordi, che si affacciano come case sulla strada. Li visita, lasciando che la mente segua i propri itinerari. E così, si ritrova a giurare vendetta a un piccione. Ad ascoltare il canto delle sirene, ma della polizia. A incassare un pugno. A fallire un furto. A crescere. A diventare, una volta di più, se stesso.

AmenitàAmenità nasce dal puro e semplice amore per il fumetto e per il fare fumetti. Dal 2011 produciamo un’antologia annuale a tema a cui partecipano giovani autori italiani e internazionali. Il tema della terza antologia di Amenità è cuccioli, perché dopo l’estinzione dei dinosauri e la sospensione fra vita e morte dei fantasmi, non poteva che esserci la rinascita.

Nelle dodici storie a fumetti troverete i cuccioli in ogni loro accezione: simpatici o pericolosi, da coccolare o da sopportare duramente, vendicativi e sfuggenti. Potrete imparare a cucinarli, come consigliato nei migliori ricettari esotici, ma facendo attenzione, perchè potrebbe finire che siano i cuccioli a mangiare voi.
La novità di quest’anno è che abbiamo deciso di abbinare autori europei – molti dei quali già presenti nelle precedenti antologie – ad altrettanti autori provenienti dall’altra parte del mondo. Ogni albetto è quindi composto da due storie, una di un fumettista occidentale e una di un fumettista orientale, assimilabili per stile ma contraddistinguibili per le ovvie differenze culturali.

Gli autori
– Ken Niimura http://niimurablog.blogspot.it/
– Lucia Biagi www.whenaworld.com
– Fabio Tonetto http://colpettonetto.blogspot.it/
– Daniele La Placa stickystooge@hotmail.com
– Jeroen Funke (NL) http://www.lamelos.nl/
– Francesco Guarnaccia http://guarnagna.tumblr.com/
– Toyoko Oguchi (JAPAN) oguchitoyoko.web.fc2.com
– Junelee (CHINA) http://www.junelee220.com/
– Mississipi (JAPAN) http://www.mississippi-kyoto.com/
– Charmain Cha (CHINA) http://site.douban.com/123977/
– Takashi Kurihara (JAPAN) http://homepage3.nifty.com/kuriharatakashi/index.html
– Tai Pera (TAIWAN) cargocollective.com/taipera
– Fabio Ramiro Rossin http://fabioramirorossin.blogspot.it/

Belleville Comics

Via Sacchi, 44

10128 Torino

Site: bellevillecomics.blogspot.com Mail: bellevillecomics@gmail.com

SKETCH-VINYLS | Esposizione itinerante di vinili d’autore Vol. 9

Circolo degli artisti

Roma

 Domenica 24 novembre dalle ore 19

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Per la 9° tappa espositiva, domenica 24 novembre, il progetto SKETCH-VINYLS approda nuovamente a Roma, ma stavolta nel bellissimo locale del Circolo degli Artisti, in occasione della seconda edizione di “SwingSundaySwing”, serata interamente dedicata alla musica swing, organizzata da SWING CIRCUS in collaborazione con lo staff del Circolo.

“SKETCH-VINYLS” è un progetto espositivo itinerante a cura di Alessandra Ioalé, che propone uno spaccato dell’arte contemporanea, operando uno zoom su alcune delle discipline più in fermento, come l’illustrazione, il fumetto, la pittura e l’Urban Art, attraverso la realizzazione di opere specifiche a tema. Una Paint_List d’artisti di spicco del panorama contemporaneo italiano, con un background culturale e formativo distinto, sono chiamati a scegliere di reinterpretare la copertina di un disco o customizzare un vinile sulle note della loro Play_List preferita, esposta insieme all’opera di riferimento, coinvolgendo e incuriosendo in modo originale il pubblico, che ha la possibilità non solo di conoscere i brani che hanno ispirato le opere, ma anche di avvicinarsi al lavoro creativo degli stessi artisti. Una collettiva itinerante, il cui compendio è un piccolo catalogo, testimonianza scritta delle bellissime produzioni presentate per questo progetto, catalizzatrice di un interscambio culturale ambizioso su scala nazionale tra il pubblico, gli artisti e gli operatori culturali che gravitano intorno ai diversi, per natura e missione, spazi espositivi che l’accoglieranno.

Gli artisti di SV:

108 / AkaB / Tiziano Angri / Aris / Francesco Barbieri / Giorgio Bartocci / Checko’s Art / Paolo Cioni / Corn79 / Sandro Crash / Dado / Duke1 / Pablo Echaurren / Etnik / Camilla Falsini / Cristina Gardumi / Francesco Levi / Frank Lucignolo / Macs / Made514 /  Mad Kime / Maicol&Mirco / MP5 / MR Fijodor / Nigraz / Ozmo / Daria Palotti / Massimo Pasca / Alice Pasquini / Tuono Pettinato / Alberto Ponticelli / Antonio Pronostico / Vacon Sartirani / Amalia Satizabal / Senso / Sera KNM / SPAM / Umberto Staila / Fabio Tonetto / Vesod

 

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Circolo degli artisti

Via Casilina Vecchia, 42

00182 Roma

Tel. 06 7030 5684

Site: www.circoloartisti.it

Mail: info@circoloartisti.it

Una settimana dedicata all’arte contemporanea. Torino 2013 | Reportage Part 1

Paratissima 9 – PIX

In questa prima parte del mio reportage sulla contemporary week di Torino 2013 farò una ricognizione di una delle manifestazioni più commentata e seguite negli ultimi anni, l’evento OFF di Artissima arrivato quest’anno alla nona edizione: Paratissima 9. Curato, organizzato e realizzato da qualche anno all’interno degli abbandonati Ex-magazzini generali di Torino (EX-MOI) in Borgo Filadelfia, lo staff dell’edizione 9 ci ha riservato bellissimi progetti speciali, mostre, percorsi, installazioni ed opere accompagnando il pubblico (100.000 persone in 5 giorni) in una full immersion alla scoperta delle nuove e attuali ricerche artistiche nelle diverse discipline contemporanee di riferimento, prima fra tutte la fotografia, portate avanti da artisti internazionali e nazionali, tra autori affermati e talenti emergenti; con una panoramica sul mercato dell’arte attraverso una sezione dedicata completamente alle gallerie che si rivolgono a un collezionismo giovane. Seguendo l’ordine alfabetico dei padiglioni, cercherò di riportarvi ciò che ha catturato la mia attenzione e mi ha piacevolmente colpita e sorpresa.

Partiamo dal padiglione centrale, principale contenitore dei così detti progetti speciali, in cui ha avuto un posto d’onore la mostra SKINCODES, a cura di Francesca Canfora e Daniele Ratti. Un viaggio in quelli che sono le pratiche artistiche che operano una riflessione su “la pelle”. Tela bianca su cui tatuare messaggi, segni, incidere idee, l’epidermide è l’involucro che ci difende, è la prima barriera che separa il nostro corpo dall’esterno, su o attraverso cui molti degli artisti in mostra si sono espressi, sperimentandone le qualità intrinseche di comunicazione, attraverso produzioni differenti ed esteticamente tanto affascinanti quanto macabre. Molti gli artisti di fama internazionale affiancati da alcuni giovani talenti, che sono stati selezionati attraverso un bando indetto da Paratissima, tra cui Gianni Depaoli e la sua Fiat 500 interamente rivestita di pelle di pesce, il fotografo di moda Giovanni Gastel che con le sue gigantografie di volti vuole mettere in evidenza la sofferenza e l’angoscia di queste donne che da modelle diventano vittime di questa società; l’artista macedone di istanza a Milano Robert Gligorov e la sua scioccante scultura a grandezza naturale “Vale guarda il mare”; poi nella sezione dedicata al tatuaggio ho incontrato i disegni e le opere di Nicolai Lilin, autore del Best Seller “Educazione siberiana”, la scultura di una mano tatuata di Fabio Viale e un’immagine della nota fotografa iraniana, Shirin Neshat, parte della serie “Women of Allah”, un lavoro con cui l’artista riflette sulle differenze tra la cultura occidentale e quella islamico-orientale per definirne le istanze. Nell’immagine l’artista ritrae se stessa, in questo caso con la sola mano visibile su cui è riportata la frase di una poetessa iraniana con la raffinata calligrafia propria della sua cultura; fino ad arrivare nello spazio in cui campeggia la scultura “Selfportrait (ME)” di Dario Neira insieme all’opera di Francesca Arri. Nelle sale più interne del complesso vi erano esposte le opere video “Amore mio” di Daniela Perego, e quelle dell’artista francese Orlan, che pone in primo piano le modificazioni facciali a cui si sottopone la donna oggi, succube dei modelli estetici prestabiliti, affiancate dalle opere fotografiche dell’artista torinese Olimpia Olivero, della serie “Codes” in cui la superficie epidermica diventa il circuito integrato di un corpo organico.

 

Passiamo poi al secondo spazio espositivo dedicato alla personale Grigio Assoluto di Daniele Accossato, giovane scultore torinese vincitore del “Toro d’Acciaio” 2012 come miglior artista di Paratissima. Opere e installazioni in cui protagonista è il gioco di sensi scaturito dall’estrapolazione dei soggetti rappresentati dal contesto originario di riferimento così da produrne una visione ironica intrisa d’ansia. Ma saranno le immagini a parlare al posto mio.

 

Successivamente ho incontrato le opere degli artisti del MACA per “Young at Art”, progetto itinerante a cura di Massimo Garofalo e Andrea Rodi che, in collaborazione con le associazioni Oesum Led Icima e l’omonima Young at Art, ha la volontà di promuovere su territorio italiano giovani artisti calabresi under 35. Bene di questo folto gruppo sono 5 gli artisti che per motivi differenti hanno catturato la mia attenzione: le opere pittoriche di Anna Capolupo, con “Berlin Spring” e “Ordine” dove la resa cromatica e compositiva degli scorci urbani delle grandi città europee e italiane, che lei stessa vive in prima persona, acquista il sapore del semplice esperire la realtà che la circonda, riuscendo a restituire anche l’aria che vi si respira; Maurizio Cariati e i suoi ritratti su tela hanno qualcosa in più, i volti in primo piano sembrano balzare fuori dal campo bidimensionale del piano pittorico grazie alla tecnica dell’estroflessione che permette una visione originale del ritratto; i collage digitali di Mirella Nania, in cui commistiona elementi architettonici, illustrativi, anche fotografici, appartenenti a epoche passate e diverse riattualizzate in composizioni fresche dall’atmosfera sospesa; per quanto riguarda il video invece incontro Giusy Pirrotta, nella sezione ParaVideo, con “Chroma” che mette in luce i meccanismi che si celano dietro la messa in scena cinematografica, l’ambiguità tra la realtà così percepita dallo spettatore dopo le modifiche con gli strumenti di produzione; insieme a quest’ultima espone un video anche Salvatore Insana, un altro giovane artista del MACA, che invece Young at Art espone parte della serie fotografica “Space Time Lapse”, in cui l’inquietudine va in scena attraverso scatti ambientati in paesaggi cupi dall’atmosfera irreale.

CHROMA Giusy Pirrotta

La Kustom Gallery invece era completamente dedicata alla Lowbrow Art and Kustom Kulture a cura di Giampo Coppa. Un’arte accessibile e comprensibile da tutti le cui radici risiedono nell’onda ribelle dei giovani, nata sul finire della seconda Guerra Mondiale in U.S.A., che adorava sfrecciare per le strade con motociclette e auto customizzate, trasformate in opere d’arte eccentriche e personali espressioni per distinguersi dalla massa perbenista. Dalla fine dei ’60 la Lowbrow Art coinvolge anche i fumetti fino ad arrivare ad influenzare la moda il design e le grafiche dei vinili. Ho potuto scoprire i lavori di alcuni bravissimi artisti, rappresentanti di questo movimento, tra cui lo stesso Giampo, Steuso, Wolfenstein, Malleus, Chopworks, artefici di poster, tele, art work di copertine per 33 giri, motociclette e auto customizzate fino ad arrivare ad oggetti di design davvero ROCK.

 

Un posto riservato lo ha avuto l’Associazione culturale Il Cerchio e Le Gocce di Torino, che dal 2012 collabora con Paratissima, prima seguendo la direzione artistica del murales sulla facciata del Social Club di via Giordano Bruno, affidando l’opera al giovane talento di Vesod, artista torinese che ha lasciato di sé una spettacolare impronta dei suoi virtuosismi in una composizione a dir poco sconcertante per chi percorre la via. Poi con la direzione del progetto di riqualificazione urbana di Borgo Filadelfia, Your Shutter, per il quale sono state dipinte le serrande abbassate di proprietà INPS in Piazza Galimberti e i muri della Palestra dell’Istituto Pertini, e che è continuato proprio durante Paratissima con altri due interventi di questo tipo sulle serrande di altri esercizi commerciali da parte degli artisti Giorgio Bartocci, MrFijodor e Etnik, realizzando opere di alto pregio estetico.

Giorgio Bartocci + MrFijodor

Ma gli interventi degli artisti de Il Cerchio e Le Gocce non si fermano qua e hanno proseguito ben oltre con un’opera pittorica site-secific realizzata in collaborazione da Corn79, Zorkmade e Mr Fijodor all’interno di una delle aree più vandalizzate dell’EX-MOI, grazie al supporto tecnico di Sikkens, marchio della olandese AkzoNobel, leader nel mercato delle vernici per l’edilizia e il restauro del colore. Contemporaneamente anche Giorgio Bartocci e Etnik hanno realizzato un murales all’esterno del padiglione centrale.

 

Proprio per le tante attività e progetti realizzati, l’Associazione in occasione di Paratissima ha curato anche una mostra documentaria sui suoi oltre dieci anni di lavoro in collaborazione con enti pubblici e privati realizzati per la Città di Torino, con video e foto affiancati dalle opere realizzate dagli artisti che nel corso della sua storia l’hanno sostenuta e accompagnata: Corn79EtnikFrancesco BarbieriGiorgio BartocciMrfijodorMauro149 &Rems182 (Truly-Design), VesodZorkmade.

 

Da tenere presente il lavoro di un’altra associazione con cui Il Cerchio e Le Gocce ha collaborato in questa particolare occasione mi riferisco alla tedesca Artsquare, che in collaborazione con l’Associazione “è” di Torino, Together Polska (Po) e Asociatia Club Sportiv (Ro) hanno realizzato il progetto artistico di scambio internazionale “Citizens of Cityscape”, e hanno sviluppato molti altri progetti all’interno di e con Paratissima, come l’organizzazione di incontri in lingua inglese sul tema della professione dell’artista fuori dall’Italia, e “ParaLight!” per cui è stato possibile far arrivare venti artisti internazionali invitati ad intervenire e lavorare in workshop urbani all’interno del quartiere Aurora, portando in mostra i propri lavori all’interno della Artsquare Exhibition; opere realizzate con tecniche sperimentali nelle discipline di riferimento o mixando media differenti come per esempio i lavori di Mirko D’Amato, le immagini di “Simmetrical noise” dell’artista Rajan Craveri, il collage “Youniverse” di Katarzyna Perlak, o le ceramiche di Ola Szumska e le video installazioni di Julie Land, Manuele Di Siro, e quelle di Chekos’Art feat. Carlitops, con “Sofia Loren” e Frank Lucignolo and Macedonia Exchange group, con “The green market”, che trattano la materia del graffitismo in modo originale.

E’ curioso e secondo me molto bello il progetto Botteghe d’artista, l’esposizione che ha portato all’attenzione i risultati della collaborazione di sette artisti “senior” con sette artisti “junior”. Il titolo della mostra prende spunto dal concept che sta alla base del progetto: l’antica tradizione dell’artista apprendista che va a bottega di un’artista d’esperienza. Bene anche in questo caso i sette giovani artisti hanno frequentato gli studi degli artisti “senior”, lavorando e confrontandosi con loro. Un’esperienza formativa e stimolante per i giovani e ricca di nuovi spunti creativi da cui sono scaturite sette opere, risultato di un dialogo nuovo, come “Philokalia” nata dal dialogo tra Daniele Galliano e Chiara Ventrella,  o la scultura “Reliquiae”, nata dal dialogo tra il collettivo multidisciplinare torinese di artisti e designers, Nucleo, diretto da Piergiorgio Robino, e il giovane torinese Gesebel Barone.

“Philokalia”  Daniele Galliano e Chiara Ventrella

“Philokalia” Daniele Galliano e Chiara Ventrella

“Reliquiae” Nucleo e Gesebel Barone

“Reliquiae” Nucleo e Gesebel Barone

Non mi rimane che parlare del progetto speciale Paraphotò, di cui vi vorrei presentare qui una piccola selezione degli artisti che mi hanno piacevolmente colpita. Per la sezione Mostre d’Autore, Luca Caridà con “Suture”, che riflette sul ruolo dell’immagine pubblica intorno al concetto di bellezza sviluppato nella società contemporanea in cui l’accesso e l’eccesso della chirurgia estetica è facilitato; e le fotografie della serie “Blind Russian Blues” di Roberto Luzzitelli, mentre per la sezione Talenti Emergenti, a cura di Davide Giglio e Daniele Ratti, ho trovato interessanti le serie fotografiche di Enrico Doria con “Emotional water”, di Eleonora Manca con “In my secret mirror”, in cui indaga i limiti strutturali del proprio corpo in continua mutazione, Onyricon con “Industrial series #” ed infine la serie di  Vittoria Lorenzetti, foto di ambienti dove la desolazione è sospesa in uno scatto intriso del sapore del tempo vissuto.

 

Rimanendo in tema fotografia, un altro giovane fotografo merita attenzione, sto parlando di Livio Ninni, selezionato al concorso indetto da Nikon Italia per il genere ritratto ed esposto ad Artissima e  risultato non solo vincitore nella sua categoria, ma anche del premio Nikon Talent 2013, che presso uno degli stand ha esposto il suo progetto fotografico work in progress “Fuori di Testa – Oltre al muro”, ricercando i migliori street artist e proponendo loro una seduta di ritratto del tutto originale. L’artista infatti non li ritrae per strada e neanche è invitato nello studio del fotografo, ma al contrario è il giovane fotografo che va a far visita agli artisti prescelti, sparsi per tutta Italia, ritraendoli nei luoghi dove ogni giorno operano ed in cui è esposta anche qualche loro opera.

 

Gironzolando tra i vari stand e spazi ho incontrato anche molti altri artisti affascinanti, come quelli portati dall’Associazione Culturale HeyArt con il progetto espositivo “DENTITY. THE OTHER. THE SELF” in cui cinque ricerche artistiche diverse s’incontrano nel comune dialogo col proprio Io e conseguentemente riflettono sul rapporto che intercorre tra l’opera d’arte e il corpo, elemento su cui si traspongono fisicamente i segni del nostro vissuto. Come il lavoro di Federica Gonnelli sulla sovrapposizione dei volti, intesi come specchi nei quali riconoscersi e immedesimarsi, e le opere eseguite con la tecnica del ricamo su tela con cui Ilaria Margutti ci ricorda che il corpo registra ogni traccia delle esperienze vissute essendo la parte più visibile ed esterna di noi stessi; o le opere di Giancarlo Marcali, dove è preminente la riaffermazione dell’Io attraverso la rinascita dal dolore, e quelle di Virginia Panichi, rappresentazione del corpo che muta, che migra verso identità multiple per superare le rigidità di una identità prestabilita e catalogata.

 

Poi proseguendo per gli stand espositivi dei restanti padiglioni mi sono imbattuta in altri affascinanti progetti. Come quello di “Lesbica non è un insulto”, una serie di scatti, realizzati da Maldestra, di corpi di donne nude con scritte nere “per indagare l’omosessualità femminile, per aprire un dialogo verso chi non la conosce a fondo o la ignora totalmente. Lo scopo del progetto è unire una fotografia essenziale e pulita ad un messaggio diretto ed efficace, che riveli la figura della donna lesbica nell’Italia del 2013 e la liberi da luoghi comuni.

Foto Maldestra

E quello “Memorie di Neve” del torinese Bruno Panebarco. Dall’omonima canzone dei “Prostitutes”, di cui l’autore ne faceva parte negli anni ottanta, si celebra il ricordo dei momenti passati coi componenti della band, abitues del consumo della così detta “polvere bianca”, in un’installazione di circa settecento fotografie in bianco e nero degli anni ’70 e ’80 sparse per tutto lo spazio calpestabile e in sospensione; per non parlare della scultura di terracotta di Joël Angelini, degli intensi disegni di Alessandro Caligaris, e delle opere di Severino Magri.

Tutte le mie passeggiate poi sono state allietate dalle diverse installazioni scultoree di ZOOM Torino, primo bioparco immersivo d’Italia, sparse per tutta l’area degli ex-magazzini generali, come “Piovrilla” di Simone Benedetto, e quella di “Felix” Baumgarthen, caduto dal cielo per schiantarsi al suolo di Paratissima.

“Piovrilla” di Simone Benedetto

“Piovrilla” di Simone Benedetto

“Felix” Baumgarthen

“Felix” Baumgarthen

Concludo con una scorsa al padiglione T, riservato quest’anno al progetto G@P, Gallerys At Paratissima, in cui hanno esposto molte gallerie con proposte davvero attuali di giovani artisti emergenti. L’obiettivo di G@P era proprio quello di ridurre la distanza tra il collezionismo d’élite, con le sue fiere istituzionali, e il nascente collezionismo giovane, con una proposta aperta di uno spazio accogliente e informale in cui è possibile comprare a prezzi sostenibili. Eroici Furori (MI), GAS Gagliardi Art System (TO), Galleria Paludetto (Roma/TO), Paolo Arkivio Gallery (TO), PaoloTonin Arte Contemporanea (TO), Riccardo Costantini Contemporary (TO), Semid’Arte (TO), Studio Ambre Italia (NO), Square23 (TO), UFOfabrik (TN).

 

E se a Paratissima ho trovato questi affascinanti progetti artistici, al di fuori si sono create altrettante situazioni interessanti durante il fine settimana. Dovrete solo aspettare la seconda parte di questo articolo per conoscerle.

To be continued