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#AImagazine – The Art Review F/W 2017

Lo scorso ottobre è uscito il nuovo numero trimestrale della rivista cartacea #AImagazine – The Art Review, con la copertina dedicata a Paolo Ventura, portfolio e interviste dedicate al lavoro di diversi artisti come, Giuliano Sale, Davide Balula, Marcantonio Lunardi, Carlo Ratti, Stefano Seretta e molti altri ancora.

Per questo numero F/W di quest’anno sono orgogliosa di presentare l’intervista realizzata con il videoartista Marcantonio Lunardi, dal titolo “Il buio oltre la siepe”, con il quale ho potuto affrontare alcune tematiche importanti, come la fotografia in ambito videoartistico e virtuale e il ruolo del paesaggio urbano nella reinterpretazione artistica contemporanea attraverso i nuovi media.

#AImagazine – The Art Review sarà presentato Venerdì 24 al Palazzetto Baviera situato nel meraviglioso centro storico di Senigaglia, alla presenza di Andrea Tinterri // direttore artistico di #AImagazine – The Art Review, Massimiliano Camellini // fotografo, Mario Mariani // musicista. Modera: Luca Zuccala // chief editor di #Artslife.

Un piccolo assaggio su issuu


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Leo Ex Machina | BAU porta nuove “macchine” ispirate al genio di Leonardo alla GAMC di Viareggio

Nel precedente articolo vi ho introdotto a una delle due mostre ospitate alla GAMC di Viareggio, in cui vi anticipavo già qualcosa sulla seconda mostra che approfondirò in questo articolo. Leo Ex Machina è una delle esposizioni più ampie, più curiose, più bizzarre che l’Associazione Culturale BAU abbia mai curato all’interno di un museo, portando per la prima volta in Versilia una serie di opere originali di personalità artistiche di fama internazionale della seconda metà del ‘900, grazie alla collaborazione del Museo Ideale “Leonardo da Vinci” diretto da Alessandro Vezzosi e della Collezione Carlo Palli di Prato, che hanno prestato le opere qui esposte insieme ai prototipi delle “macchine” ideati dagli autori coinvolti per il numero Dodici della rivista “BAU Contenitore di Cultura Contemporanea“.

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Il tema, come si evince dal titolo, è quello della macchina, che da sempre ha affascinato gli artisti contemporanei, dalle Avanguardie Storiche fino ad arrivare a Fluxus, alla Videoarte e alla Net Art, ispirando produzioni davvero singolari. E così vediamo le prime due sale dedicate a opere di artisti storici che si sono ispirati a Leonardo, ai suoi dipinti e alle sue macchine, dalle installazioni e il video TV-BOX di Nam June Paik, a “The third hand” di Stelarc, dall’opera “Dear Leonardo – Letter n.10” di Anna Banana, “Leonardo 5” di Pavel Schmidt e la “Palette” di Daniel Spoerri, al ritratto “Joconde – Orlan” di Orlan, finendo poi con i tre disegni “Zeichnungen zu Codices Madrid” di Joseph Beuys.

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L’esposizione nasce e sostiene visivamente l’idea alla base della realizzazione di BAU Dodici, che raccoglie e dialoga con l’eredità del genio leonardesco per affrontare questioni attuali e proporre soluzioni per migliorare, scuotere, risvegliare il nostro futuro, come i dispositivi contro la noia, la brutta musica e per organizzare e focalizzare i nostri pensieri, studiati dal collettivo ForA; l’opera prodotta dalla performance esplosiva di Giacomo Verde, la scultura realizzata da Vittore Baroni con parti e circuiti integrati di vari dispositivi elettronici; il disegno a parete “tank” di Carlo Galli fatto coi micro ritratti da lui rivisitati di Leonardo da Vinci per “Variazioni di stile” all’interno della rivista BAU Dodici; per non parlare poi del dispensatore di solletico a batteria di GianLuca Cupisti utile a “carezzare l’impegno profuso dall’universo nella sua continua espansione”!

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Nell’ultima sala infine ci vediamo presentati, chiusi in teche di plexiglas, i volumi/cofanetti delle precedenti undici edizioni della rivista BAU e su due pareti opposte tutte le opere contenute nel cofanetto della dodicesima edizione. Una mappatura visiva di tutto quello che le menti di oltre cento artisti italiani ed esteri hanno creato, ispirati dal genio leonardesco.

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E’ proprio il caso di dirlo, questa mostra ribadisce il concetto secondo il quale dove non arriva la natura arriva l’uomo e il suo ingegno, l’idea e la sua messa in pratica! Non solo, ma per tutto il periodo della mostra è prevista una lunga serie di incontri, performance, presentazioni con personaggi del mondo dell’arte contemporanea provenienti anche dalla scena underground.

Fino all’11 Ottobre 2015 Per maggiori info. http://www.gamc.it | www.bauprogetto.net

10 anni di VIDEOART YEARBOOK a Bologna

Lo scorso mercoledì 8 Luglio è stata presentata nell’Aula Magna di Santa Cristina a Bologna la decima edizione del Videoart Yearbook dell’Università di Bologna. La rassegna, cominciata nel lontano 2006, si è contraddistinta come una tra le più importanti manifestazioni in campo videoartistico, proponendo ogni anno talenti emergenti e già affermati del panorama italiano. Fin dalla prima edizione infatti, in tempi non sospetti, si è dimostrata all’avanguardia sulle modalità di presentazione delle opere videografiche, non più proposte su piccolo schermo all’interno di uno spazio chiuso, ma all’esterno del Chiostro del Complesso di Santa Cristina proiettate su di un grande pannello.

Per festeggiare i suoi dieci anni, il comitato curatoriale composto da Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Paquale Fameli, Paolo Granata, Silvia Grandi e Fabiola Naldi, sotto la guida del Professor Renato Barilli, ha proceduto a selezionare alcuni tra i nomi più interessanti comparsi nelle edizioni precedenti, molti dei quali hanno meritato di ricevere l’omaggio di una personale. Questa sfilata di autori di eccellenza riguarda Basmati, Filippo Berta, Michael Fliri, Giovanna Ricotta, Marcantonio Lunardi, Davis Venturelli, cui quindi si è concesso di comparire con opere di una lunghezza maggiore del solito, riducendo così a venti il numero delle presenze globali. Oltre ad essi infatti hanno catturato la mia attenzione le opere del duo CON.TATTO, di Casa a Mare, Audrey Coianiz, Antonio Guiotto e Anna Rossi.

Sia i video che le video-performance sono di forte impatto e originalità, anche nel rispetto di una incredibile varietà di soluzioni giocate sulla sperimentazione di ogni mezzo espressivo proprio della disciplina.

A far da padrino a questa edizione inoltre è Fabio Cavallucci, stimata personalità tra le più importanti del panorama museale nostrano odierno, che laureatosi proprio all’Università di Bologna, ha proseguito con prestigiose collaborazioni e impegni dirigenziali dalla Galleria Civica di Trento al Centro per l’Arte Contemporanea di Varsavia, fino ad arrivare oggi a ricoprire la carica di Direttore del Museo Pecci di Prato.

 

OBJECTS – Memory and addiction by Giovanni Viceconte @ 24th Biennial of Design Ljubljana

Come fanno gli oggetti e i manufatti a creare una sorta dipendenza/attaccamento nell’uomo? Come lo influenzano? Quali sono le possibilità estetico-concettuali che si nascondono dietro ogni prodotto della nostra società globalizzata e dedita al consumismo di massa? Qual’è il potere che gli oggetti hanno su di noi?

Queste potrebbero essere alcune delle domande a cui rispondono le opere dei dodici artisti presenti alla collettiva di videoarte “Object – Memory and addiction“, curata da Giovanni Viceconte e inaugurata ieri presso il MAO – Museo dell’Architettura e del Design di Ljubljana in occasione della 24th Biennial of Design Ljubljana, Slovenia.

Su queste riflessioni incide non poco la dimensione del mezzo videografico utilizzato dagli artisti, che attua una specie di trasformazione “dell’opera-oggetto, in una “immagine/ricordo”, capace di rappresentare qualcosa di posseduto o di raccontare la stratificazione degli infiniti aspetti contenuti in essi – da quello finanziario a quello devozionale-spirituale, da quello industriale-artigianale a quello tecnologico-digitale, da quello collettivo a quello individuale-emozionale – a garanzia della continuità della memoria del proprio sé e della propria identità nel tempo, nonostante la natura mutevole e passeggera di ogni essere umano.”

Visitabile fino al 12 novembre, il percorso espositivo intreccia le opere di Elisabetta Di Sopra, con Temporary del 2013, Alessandro Fonte, con Unisono del 2013, Filippo Berta, con la video performance Happens Everyday del 2012, Shawnette Poe con Un-conditionals del 2014, che lavorano sul concetto di oggetto e manufatto come memoria e testimonianza; mentre la video performance L’invenzione del busto del 2014 di Luigi Presicce, insiste sulla memoria storica e religiosa che un oggetto possa rappresentare come quella degli episodi biblici legati alle Storie della Vera Croce.

L’oggetto diviene poi rappresentazione del nemico e disfacimento fisico e mentale del suo proprietario nell’opera del 2003, The good old  di Andrea Contin e in quella del duo MasbedoTeorema di Incompletezza del 2008, in cui si manifesta in tutta la sua disperazione la violenza dell’uomo verso le cose.

Una visione ironica e divertente degli oggetti ce la danno invece le opere di Anna Franceschini, con They break, before they die, they fly del 2014,  e del duo Goldschmied & Chiari con Objets du désir del 2006, in cui attraverso associazioni d’immagini si suggerisce la relazione tra alcuni oggetti d’uso quotidiano e l’organo sessuale maschile.

Tutt’altra cosa il lavoro di Bianco-Valente,  Entità risonante del 2014 che ruota attorno al concetto di oggetto come generatore di un legame-energia nello spazio per diffondere e veicolare voci e suoni a livello globale.

Il concetto di dipendenza e solitudine determinato da un oggetto di uso quotidiano, è affrontato nell’opera di Marcantonio Lunardi370 new world del 2014, in cui i nuovi mezzi di comunicazione divengono anche i nuovi interlocutori per l’uomo della società odierna provocandone un sempre più accentuato isolamento.

Infine una sperimentazione delle qualità estetiche di diversi oggetti e materiali la ritroviamo nel video di  Diego Zuelli, Tappezzeria del 2011, saggiando diverse combinazioni assecondando i gusti di un ipotetico committente, attento al bello e alle tendenze della moda e del disegno contemporaneo.

www.mao.si | mao@mao.si – Tel: +386 (0)1 548 42 70, +386 (0)1 548 42 80

Nell’ambito del progetto BIO50 } hotel  (nanotourism) – 24th Biennial of DesignLjubljana, Slovenia. http://bio50hotel.tumblr.com | bio50hotel@mao.si – Facebook: BIO50 hotel

“Show can’t go on” | Personale di Marcantonio Lunardi @ Lu.C.C.A.

Altro importante traguardo per il noto videoartista Marcantonio Lunardi che vede tre delle sue opere video di maggior successo, “370 New World”, “The choir” e “Default” riunite per la personale dal titolo “Show can’t go on”, a cura di Maurizio Vanni. Tre video che ragionano su tre tematiche diverse ma complementari e riportano ad un’amara riflessione sul mondo di oggi, proiettati nella Sala Videoarte del Lu.C.C.A. dal 5 luglio al 5 ottobre 2014 (ingresso libero). 

Frustrazione, isolamento, perdita di identità, disincanto, sconvolgimento dei valori primordiali, eccessivo e passivo utilizzo della tecnologia, omologazione verso le scelte di massa, consapevolezza dell’essere attraverso l’apparire: sono queste le sensazioni percepite da chi osserva in modo critico la quotidianità del terzo millennio. “Una prigionia non necessariamente fisica – scrive Vanni – che ci fa sentire lontani da ogni forma di cultura e, al tempo stesso, trasforma lo specchio in qualcosa che riflette impietosamente l’immagine della confusione che ci pervade. Non riusciamo a vedere oltre e la comunicazione 2.0 diventa un metadone che accentua la solitudine dell’anima. Per sentirci meno soli ci buttiamo sulla televisione, unica vera fonte di ciò che chiamiamo realtà. Lo show business è degenerato e pretende di fidelizzarci con un finto sapere facile e popolare: tutto sembra alla nostra portata e ci fa sentire importanti, ma in realtà ci sta trascinando in una dimensione di sola superficie. Perfino le arti, per poter essere considerate tali, devono fingere di provenire da un monitor”. 
Che cosa deve fare l’uomo per riprendersi la propria vita? Deve ricominciare a sognare, a coltivare coscienti illusioni e a credere nel futuro? Marcantonio Lunari ci sta raccontando la favola vera della vita del qui e ora. Andiamo a cercare nelle sue immagini perché “Show can’t go on”. 

Sulla figura di Marcantonio Lunardi rimando QUI all’ultima intervista che Silvia Giordano ha fatto all’artista per Artribune, e QUI all’intervista di Simone Rebora su Espoarte.

SINOSSI VIDEO: 

370 NEW WORLD (05′:08”) 
370 New World è un’opera sulla solitudine generata dalla crisi sociale ed economica che ha attraversato l’Europa negli ultimi dieci anni. L’isolamento umano che viene mostrato allo spettatore è ormai parte integrante del vivere quotidiano di molte persone. L’autore propone la sua creazione come uno specchio in cui l’osservatore può riconoscere alcuni aspetti della propria vita. 

THE CHOIR (04’:13”) 
Il coro vuole tradurre in immagini la distruzione della civiltà della cultura a beneficio della civiltà dello spettacolo o meglio del consumo. Ciò che non è televisivo non esiste poiché, oggi, il monitor è l’unica interfaccia attraverso cui si dà diffusione a quello che rimane della cultura. Il mondo del tubo catodico prende il sopravvento sui libri, sul teatro, sui luoghi di cultura, su tutti quei mezzi che veicolano conoscenza. La televisione è diventata una madre matrigna cannibalizzando tutto e privando dell’esistenza quello che non passa attraverso i suoi canali. 

DEFAULT (02’53”) 
Default è un’opera sulla disillusione di un sistema arrivato a un punto di svolta. Un uomo, da solo, siede in mezzo alle macerie di una fabbrica abbandonata davanti a un telefono. La sua mano stringe la cornetta e la porta all’orecchio. A rispondergli è una serie di segreterie telefoniche, i cui toni metallici, come un filtro tra lo Stato e i cittadini, lo convogliano in una sospensione vitale fatta soltanto di attesa. La telefonata diviene un evento metafisico, come una preghiera a un’entità senza volto e senza nome della cui risposta non si può più essere certi. 

Brevi note biografiche di Marcantonio Lunardi 
Dal 2001 si è occupato di documentazione sociale e politica lavorando nel settore Media Art creando installazioni, documentari e opere di videoarte. Dopo i master al Festival dei Popoli di Firenze con Michael Glawogger, Sergei Dvortsevoy, Thomas Heis e Andrés Di Tella ha iniziato un percorso nel cinema delle immagini in movimento sperimentando linguaggi al confine tra il cinema del reale e la videoarte. Le sue opere sono state esposte in prestigiose istituzioni internazionali come The National Art Center di Tokyo, la Galeri Nasional Indonesia di Jakarta, la Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca, il Video Tage Center di Hong Kong e in molti festival di cinema sperimentale e videoarte come Cologne Off, Festival Internacional de Cine y Video Experimental di Bilbao, OCAT Shanghai, Cairo Video Festival (Egitto), Festival Invideo di Milano, Video Art & Experimental Film Festival di New York City. 

Ufficio stampa 
Addetta Stampa Lu.C.C.A. 
Michela Cicchinè +39 339.2006519 | m.cicchine@luccamuseum.com 

Inaugurazione 5 luglio 

Lu.C.C.A – Lucca Center of Contemporary Art 
via della Fratta 36, Lucca – Toscana. 
Orario: da martedì a domenica 10-19. 
Ingresso libero.

370 New World | La nuova opera di Marcantonio Lunardi in collaborazione artistica con Tania Giannouli

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COMUNICATO STAMPA

Con grande piacere si rende nota l’uscita della nuova opera video “370 New World” realizzata dal filmmaker e videoartista toscano, Marcantonio Lunardi, in cui si vede per la prima volta concretizzata la collaborazione con la talentuosa compositrice greca, Tania Giannouli, di cui due mesi fa si annunciava la notizia (QUI), e che di questo lavoro ha curato in maniera impeccabile la colonna sonora.

Il progetto, realizzato in collaborazione con Toscana Film Commission e prodotto da ReaLab, prosegue un percorso iniziato da Lunardi nel 2013 sul rapporto tra cittadini, cultura e istituzioni nel mondo occidentale, che oggi si concentra sul disfacimento di una società che sta preferendo la comunicazione digitale al contatto fisico, in cui le persone, assorte nella conversazione con i molti della rete, diventano spettatori passivi di ciò che accade nella realtà che li circonda. La socialità, disancorata dalla comunicazione orale e dalla fisicità del contatto, sta cambiando radicalmente la propria iconografia e i proprio modi di rappresentazione. 

370 New World è un lavoro sulla nuova solitudine creato dalla crisi economica e sociale che ha attraversato tutta l’Europa negli ultimi dieci anni. L’isolamento umano che viene visualizzato allo spettatore è ormai parte della vita quotidiana di molte persone. L’autore presenta così il suo lavoro creativo come una sorta di specchio in cui lo spettatore può riconoscere alcuni particolari della propria vita. Nonostante il video si concentra sul nuovo media, Lunardi non vuole fare alcuna accusa. Il lavoro, infatti, è posto al di là della discussione comune che stigmatizza le reti sociali e tecnologia. L’autore cerca semplicemente di mettere in evidenza le diverse solitudini che circondano i vari personaggi che vivono nel suo lavoro.

PRESS RELEASE

Whit great pleasure we disclose the release of the new video “370 New World” created by filmmaker and video artist Tuscan Marcantonio Lunardi, in which we see for the first time concrete collaboration with the talented Greek composer, Tania Giannouli, of which two months ago we announced the news (HERE), and that this work has cured the soundtrack.

The project, undertaken in collaboration with Tuscany Film Commission and produced by ReaLab, continuing a speech begun in 2013 by Lunardi on the relationship between people, culture and institutions in the Western world, that today focuses on the disintegration of a society that is preferring digital communication instead of physical contact, in which people, engrossed in conversation with many of the network, they become passive spectators of what is happening in the world around them. The social, undocked by the oral communication and physicality of the contact, is radically changing its iconography and its modes of representation.

370 New World is a work on the new solitude created by the economic and social crisis which crossed the whole Europe in the last ten years. The human isolation which is displayed to the spectator is, by now, part of the everyday life of many people. The author thus introduces his creative work as a kind of mirror in which the spectator may recognise some details of his or her own life. Despite the video focuses on the new media, Lunardi does not want to make any accusation. The work, in fact, is placed beyond the commonplace debate which stigmatizes technology and the social networks. The author simply tries to put in evidence the different solitudes which surround the various characters who live in his work.

Marcantonio Lunardi, si è occupato dal 2001 di documentazione sociale e politica lavorando nel settore Media Art creando installazioni, documentari e opere di videoarte. Dopo i master al Festival dei Popoli di Firenze con Michael Glawogger, Sergei Dvortsevoy, Thomas Heis e Andrés Di Tella, ha iniziato un percorso nel cinema delle immagini in movimento sperimentando linguaggi al confine tra il cinema del reale e la videoarte. Le sue opere sono state esposte in prestigiose istituzioni internazionali come al The National Art Center, Tokyo, Galeri Nasional Indonesia, Jakarta, Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca, Video Tage Center – Hong Kong, Museum King St. Stephen Museum – Székesfehérvár – Hungary e in molti festival di cinema sperimentale e videoarte come Cologne Off, Festival Internacional de Cine y Video Experimental – Bilbao, OCAT Shanghai, Cairo Video Festival – Egypt, Festival Invideo Milan – Italy, Video Art & Experimental Film Festival – Tribeca Cinemas in New York City.

Marcantonio Lunardi, he has been working since 2001 in social and political documentation in the field of Media Art, creating installations, documentaries and video-art works. After the master’s programs at the Festival dei Popoli in Florence with Michael Glawogger, Sergei Dvortsevoy, Thomas Heis and Andrés Di Tella, he began a path in the cinema of moving images, experimenting with languages at the border between the cinema of the real and the video-art. His works have been screened in some eminent international institutions such as: The National Art Center, Tokyo, Galeri Nasional Indonesia, Jakarta, Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca, Video Tage Center – Hong Kong, Museum King St. Stephen Museum – Székesfehérvár – Hungar. He also appeared in many other festivals of experimental cinema and video-art, like: Cologne Off; Festival Internacional de Cine y Video Experimental – Bilbao; OCAT Shanghai; Cairo Video Festival – Egypt; Festival Invideo Milan – Italy; Video Art & Experimental Film Festival – Tribeca Cinemas in New York City.

www.marcantonio.eu

Tania Giannouli, ha studiato pianoforte, Teoria Avanzata e composizione al Athenaeum Conservatory e all’Orfeion Conservatory. La sua specialità è la mixed-media music che la vede impegnata in progetti in cui la musica si unisce con le immagini, il testo e la parola. Ha performato in teatro, film e video in festival, gallerie e musei di tutto il mondo – Grecia, Iran, Romania, Bosnia, Italia, Ucraina, Svizzera, Bulgaria, Regno Unito, Turchia, Indonesia, Spagna, Lituania, Marocco, Cina, Polonia, Israele e Brasile. Ha collaborato con i video artisti Istvan Horkay, Roland Quelven, Isabel Perez del Pulgar, Guillaume Baychelier. È uno dei membri fondatori sia del gruppo 4 +1 che dello Schema Ensemble, performando al Synch Festival del 2010. La sua collaborazione con Paulo Chagas ha portato alla pubblicazione dell’album, “Storie della foresta”, con l’etichetta Rattle . Insieme al compositore di musica elettronica Tomas Weiss fonda il progetto Emotone. Attualmente sta collaborando con uno dei più importanti scrittori greci, Evgenios Aranitsis, e ha concertato insieme a DissonArt, Atene Youth Orchestra e il quartetto d’archi Galaxy .

Tania Giannouli studied piano (Soloist Diploma with honors and 2nd Prize), Advanced Theory and Composition (Diploma with distinction and 1st Prize) at Athenaeum Conservatory and Orfeion Conservatory. Her main area of interest is mixed-media music and she is frequently engaged (either as a performer or a composer) in projects, which combine music with visuals, text and speech. Her music for theatre, film and video has been performed at festivals, galleries and museums  throughout the world – Greece, Iran, Romania, Bosnia, Italy, Ukraine, Switzerland, Bulgaria, UK, Turkey, Indonesia, Spain, Lithuania, Morocco, China, Poland, Israel and Brazil. She has collaborated with the video artists Istvan Horkay, Roland Quelven, Isabel Perez del Pulgar, Guillaume Baychelier. Improvisation plays a major part of her musical life. She is a founder member of both groups 4+1 and Schema Ensemble, which performed in the international electronic music Synch Festival in 2010. Her collaboration with the portuguese wind player and improviser Paulo Chagas resulted in the release of “Forest Stories” album by Rattle label. Tania’s interest in expanding her musical expression has led her to found the project Emotone together with the electronic music composer Tomas Weiss. She is currently collaborating with one of the most important Greek writers, Evgenios Aranitsis. Her concert music has been performed by Dissonart ensemble, Athens Youth Orchestra and Galaxy string quartet.

www.tania-giannouli.com

Marcantonio Lunardi in mostra al Museum On the Seam di Gerusalemme

COMUNICATO STAMPA

Giugno si prospetta un mese pieno di soddisfazioni per il filmmaker e videoartista toscano, Marcantonio Lunardi, di cui con onore e immenso piacere si rende nota la sua partecipazione ufficiale alla prestigiosa collettiva di respiro internazionale “And the Trees Set Forth to Seek for a King” a cura di Raphie Etgar presso l’importante Museum On the Seam, museo d’arte contemporanea socio-politica di Gerusalemme (Israele) (www.mots.org.il), che inaugura il prossimo 12 Giugno. In questa occasione l’artista è invitato con l’opera video, Suspension, facente parte della raccolta “Trilogia della decadenza”, narrazione dello stato d’animo dell’artista di fronte alle politiche culturali e sociali del suo paese, e con la quale nel 2013 ha partecipato a StreetVideoart Movement di Parigi e al Video Art & Experimental Film Festival – Tribeca Cinemas di New York (http://festival.videoart.net). La mostra si propone di approfondire le questioni derivate dalla figura dei leader e della società che li consacra, ponendosi alcune fondamentali domande: chi è in grado di condurre? Che cosa spinge le persone a diventare leader? Secondo la teoria della leadership di Freud, il leader è come il prodotto di uno scenario sconosciuto che soddisfa un bisogno interiore simile per esempio al processo di innamoramento; mentre secondo la teoria di Jung, la leadership fa riferimento al bisogno individuale e collettivo di una guida, di un supporto, la sicurezza e la garanzia nei momenti di bisogno, che prende forma nel mitico archetipo del leader intraprendente e coraggioso che porterà alla salvezza. L’esposizione, nella quale Lunardi figura come unico rappresentante italiano tra gli altri artisti internazionali, tenta di analizzare la psicologia collettiva dei seguaci, i motivi che li spingono a seguire e lasciarsi incantare o, al contrario, la loro critica e delusione, nel tentativo di tracciare quale sia la necessità insita nel genere umano per incoronare un leader. 

QUI il link all’intervista realizzata all’artista da Simone Rebora per la rivista Espoarte

PRESS RELEASE

June presents a month full of satisfaction for the Tuscan filmmaker and video artist, Marcantonio Lunardi, whose with honor and great pleasure we disclose his official participation in the prestigious and international group show “And the Trees September Forth to Seek for a King” by Raphie Etgarat the prestigious Socio-political Contemporary Art Museum, Museum on the Seam in Jerusalem (Israel) (www.mots.org.il), which opens next 12th June. In this occasion, the artist will participate with his video work, Suspension, part of the collection “Trilogy of decadence”, the narrative of the artist’s state of mind in opposite of cultural and social policies of his country, and with which in 2013 he participated in the Paris StreetVideoart Movement and the Video Art & Experimental Film Festival – Tribeca Cinemas of New York (http://festival.videoart.net). The exhibition is a deep research into the issues derived from the image of leaders and the society that anoints them, dealing some fundamental questions: who is able to lead? What drives people to become leaders? According to Freud’s theory of leadership, the leader is a product of a unknown scene that satisfies an inner need, for example, similar to the process of falling in love; while according to the Jung’s theory, leadership refers to the individual and collective needs of a guide, a support, security and assurance in times of need, which takes shape in the mythical archetype of the enterprising and courageous leader that will lead to salvation. The exhibition, in which Lunardi is the only one Italian representative among other international artists, try to analyze the collective psychology of the followers, the reasons they are drawn to follow and be enchanted, or on the contrary, their criticism and disappointment in an attempt to trace what is the necessity inherent in the human race to crown a leader.

HERE the link to the Lunardi’s interview by Simone Rebora for the Italian magazine Espoarte

Marcantonio Lunardi, si è occupato dal 2001 di documentazione sociale e politica lavorando nel settore Media Art creando installazioni, documentari e opere di videoarte. Dopo i master al Festival dei Popoli di Firenze con Michael Glawogger, Sergei Dvortsevoy, Thomas Heis e Andrés Di Tella, ha iniziato un percorso nel cinema delle immagini in movimento sperimentando linguaggi al confine tra il cinema del reale e la videoarte. Le sue opere sono state esposte in prestigiose istituzioni internazionali come al The National Art Center, Tokyo, Galeri Nasional Indonesia, Jakarta, Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca, Video Tage Center – Hong Kong, Museum King St. Stephen Museum – Székesfehérvár – Hungary e in molti festival di cinema sperimentale e videoarte come Cologne Off, Festival Internacional de Cine y Video Experimental – Bilbao, OCAT Shanghai, Cairo Video Festival – Egypt, VideoYearBook dell’Università di Bologna, Festival Invideo Milan – Italy, Video Art & Experimental Film Festival – Tribeca Cinemas in New York City.

Marcantonio Lunardi, he has been working since 2001 in social and political documentation in the field of Media Art, creating installations, documentaries and video-art works. After the master’s programs at the Festival dei Popoli in Florence with Michael Glawogger, Sergei Dvortsevoy, Thomas Heis and Andrés Di Tella, he began a path in the cinema of moving images, experimenting with languages at the border between the cinema of the real and the video-art. His works have been screened in some eminent international institutions such as: The National Art Center, Tokyo, Galeri Nasional Indonesia, Jakarta, Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca, Video Tage Center – Hong Kong, Museum King St. Stephen Museum – Székesfehérvár – Hungar. He also appeared in many other festivals of experimental cinema and video-art, like: Cologne Off; Festival Internacional de Cine y Video Experimental – Bilbao; OCAT Shanghai; Cairo Video Festival – Egypt; VideoYearBook of the Bologna University; Festival Invideo Milan – Italy; Video Art & Experimental Film Festival – Tribeca Cinemas in New York City.

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